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Bersani, Berlusconi, Montezemolo: il nuovo che avanza?

2 dicembre 2012

Bersani PierluigiCome da copione, sarà Pierluigi Bersani (nella foto) il candidato premier del centro sinistra alle prossime elezioni di primavera. E al suo posto dormiremmo davvero un sonno poco tranquillo, come sempre quando si parte con i grandi favori del pronostico.

Le primarie del centro sinistra (supportate da un’enfasi mediatica non trascurabile) hanno dimostrato quel che già si sapeva: ossia che il Pd è l’unico partito organizzato sopravvissuto alla disgregazione della politica sul territorio, anche grazie alla “cinghia di trasmissione” delle organizzazioni sindacali. Ma, attenzione, i toni e le modalità della competizione hanno anche evidenziato che Bersani e Renzi sono portatori di approcci e visioni molto diversi, più da partiti contrapposti che da compagni di strada in disaccordo su virgole e punti e virgola.

Occhi puntati dunque, nelle prossime settimane, sulle mosse del sindaco di Firenze, i cui toni di queste ore peraltro sono assolutamente concilianti, da onore delle armi.

Del resto, se le primarie del centro sinistra non sono state un noioso rito burocratico, ma una kermesse in grado di catalizzare l’attenzione di una platea assai più vasta dei partecipanti al voto, il merito è in gran parte di Renzi. Oltre che dei tanti media “amici” sopra citati. Quindi è lecito prevedere che ora si passi alla fase della contrattazione, più o meno diretta. Che significa (fuori dai denti, e con questo o un altro simile sistema elettorale, che lasciasse alle stanze del potere romano la designazione dei parlamentari): caro Bersani, quanti “renziani” sei disposto a far entrare in Parlamento? Badate bene, da oggi tutti diranno che non è questo il punto, proprio perché invece lo è.

Renzi troverà un accordo soddisfacente, che gli consenta di “pesare” in maniera significativa, oppure prenderà in considerazione anche la possibilità di abbandonare il Pd prima delle elezioni, e di creare un suo partito?

Più probabile la prima soluzione, decisamente: ma in un clima di “pace armata” che rischia di prolungare fino alle urne il clima da “guerra intestina” che ci siamo sorbiti in queste settimane, soprattutto sui social network.

Ma al di fuori dell’orto del Pd, e dei suoi alleati più o meno allineati (Sel, Socialisti, Moderati, se abbiamo ben compreso Comunisti Italiani ma non Rifondazione) che succede?

Il caos del Pdl ormai rasenta le comiche, e basta ascoltare le battute della gente comune sul “povero” Alfano per rendersene conto: fare il segretario di un partito che non c’è più, e in cui comunque le decisioni le prende un signore anziano e un po’ ondivago, non è davvero un bel mestiere. “Una promessa di Alfano è come un assegno a vuoto”, ho letto ieri su facebook. Sintesi crudele, ma molto efficace.

Gli addetti ai lavori sono pronti a garantire che, alla fine, ci troveremo un cartello di centro destra molto ampio, ma appunto coalizzato: La Destra, Lega Nord, Forza Silvio o come si chiamerà, Pdl con o senza primarie. E, a quel punto, un nuovo/vecchio centro a guida Montezemolo/Casini che potrebbe decidere all’ultimo con chi fare “comunella”, tra destra e sinistra, sperando di essere l’ago della bilancia.

Come sempre, l’oste sono però gli elettori, che da qui a marzo (o febbraio? Non si capisce) avranno tanti di quei grattacapi reali e concreti da affrontare, che potrebbero in massa essere tentati non tanto di astenersi (non ci credo), ma di mettere in mano a Grillo e al Movimento 5 Stelle una potente “ramazza”, perché faccia piazza pulita di cotanti “innovatori”.

Avremo modo di riparlarne.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Giancarlo
    2 dicembre 2012 alle 22:59

    “Come sempre, l’oste sono però gli elettori, che da qui a marzo (o febbraio? Non si capisce) avranno tanti di quei grattacapi reali e concreti da affrontare, che potrebbero in massa essere tentati non tanto di astenersi (non ci credo), ma di mettere in mano a Grillo e al Movimento 5 Stelle una potente “ramazza”, perché faccia piazza pulita di cotanti “innovatori”.”
    —————————————————————————————————————-

    Come non essere d’accordo, ma dopo?
    Gli scenari sono solo due: dunque, tentare di Uscire dall’Europa e dalla moneta unica come ha sostenuto recentemente Grillo, riacquistando la sovranità monetaria, oppure continuare a sostenere i “Professori” per avere un minimo di stabilità soprattutto sui mercati internazionali?
    Questo è il punto, se si spinge sulla prima soluzione decisamente più populistica, i risparmi di milioni di italiani andrebbero subito in fumo insieme al patrimonio immobiliare ed il mercato azionario, puntando sulla seconda continueremo invece ad arrancare nel tentativo di inseguire Germania con il rischio di soccombere (vedasi a proposito il punto di non ritorno della curva di Laffer vale a dire il momento in cui ogni tassa in più non produce il gettito sperato).
    Io prima di votare qualcuno o qualcosa pretendo chiarezza e soluzioni percorribili, non slogan!

  2. blackbeard
    2 dicembre 2012 alle 23:22

    sono dispiaciuto per la sconfitta di Renzi, il cui progetto politico mi pareva superiore a quello di Bersani ed in grado di attrarre molti voti anche a destra. Bersani ha vinto anche grazie a i voti di Vendola e il sottoscritto fa parte di quella porzione di elettori di centro sinistra che vorrebbero affrancarsi una volta per tutte dall’ipoteca dell’estrema sinistra, della Fiom e compagnia cantando (anche se riconosco che Vendola è un politico assai diverso e migliore del compagno Bertinotti).
    Comunque, voltiamo pagina, speriamo che Bersani non dimentichi i milioni di voti dei renziani e cerchiamo di vincere le elezioni, quelle vere.

    • 2 dicembre 2012 alle 23:48

      L’unica ipoteca qui è quella sulla testa dei miei figli e delle mie figlie: non siete di centro, figurarsi di sinistra, non c’è più colore, è tutto, di fatto, una scala di grigi-destri che gareggiano in lubrificanti…

    • mandrogno
      3 dicembre 2012 alle 09:22

      vorrà dire che se renzi è disoccupato potrete sempre fargli fare un corso da assaggiatore di vino, magari tenuto da qualche immigrato argentino e pagato con fondi pubblici.

  3. 2 dicembre 2012 alle 23:32

    Giancarlo, siamo seri: Grillo non potrebbe governare neppure se ottenesse la maggioranza assoluta dei voti, così come fino agli anni Ottanta non avrebbe potuto farlo il Pci. Moro è morto per questo, hai presente vero? Si chiamava, e si chiama, conventio ad excludendum, o democrazia limitata, quale fummo e siamo. Io dico solo che ho rivisto stasera sorridenti D’Alema, Rosi Bindi e chissà chi altri domani. Persone contro cui non ho nulla, ma possibile che un Paese ad un passo dal tracollo continui a tenere il collo girato all’indietro? Bersani, Berlusconi, Montezemolo. Ma su…”ma avete mai visto il male essere anche la cura?” direbbe un mio amico distaccato e disgustato da tempo…Comunque la geronto-Italia ha naturalmente il sacrosanto diritto di scegliersi l’eutanasia che preferisce. Continuereremo a dibatterne, e a dire la nostra, magari sbagliando di brutto!

    E. G.

    • Giancarlo
      3 dicembre 2012 alle 00:14

      Si, si.., va bene, Renzi è stata una occasione persa contro la gerontocrazia dei partiti in generale??
      Boh…. non saprei, per quanto mi riguarda l’unica cosa che cambia è che ora Berlusconi dovrà scendere in nuovamente in campo (sic!).
      Però ripeto, il grosso problema di fondo è quello che ho esposto, chiunque governi potrà percorrere una sola strada, uscire dall’Europa oppure rimanerci a determinate condizioni che non saremo certo noi a stabilire (cioè più tasse, dominio assoluto del sistema bancario e finanziario, riduzione della sovranità, etc.), su questo non si discute.

      • 3 dicembre 2012 alle 08:31

        Beh, non è proprio che glielo prescriva il dottore, al Berlusca. Ma lo farà, come sempre per interessi suoi, e anche perché avrà gioco facile a recuperare consenso con il solito giochino della contrapposizione tra logiche e persone vecchie, usurate. Ma guardare all’Europa, e agli States: quanti Paesi hanno ancora ai vertici della politica le stesse facce di venti o trenta anni fa?

        E. G.

  4. Graziella (gzl)
    3 dicembre 2012 alle 07:31

    Già….noi siamo un popolo di masochisti, per paura di cambiare ci facciamo pure sodomizzare…e intanto il Bersa e compagni vari di vecchio conio godono, ma godono….perchè? scampato pericolo! la mangiatoia e gli affari in essere continuano !

    Se io fossi Renzi, da qui alle politiche fonderei un partito dove nel suo simpolo e logo le parole “democrazia” e “moderati” fossero estromesse, troppo abusate da chi non ne conosce lo scopo e snaturate della loro essenza. Democrazia e moderazione hanno perso valore.

    Comunque si ringrazia il vincitore per l’appoggio totale alle manovre a danno del popolo di Monti, si ringrazia il vincitore per le condizioni in cui si è ridotta l’Italia ( ovviamente corresponsabile a tutti gli altri segretari del circo partitico che staziona nel paese) , ma….attenzione cantar vittoria, dicembre…gennaio…febbraio ; tre mesi dove chi sopravviverà alle batoste economiche imposte da Monti (napolitano in testa) e i vari segretari di partito che ne appoggiano lo scempio, alle politiche ci potrebbe essere un vuoto della cosidetta “democrazia moderata” , e due partiti al comando: astensione e i “grilli” .

  5. Agatone
    3 dicembre 2012 alle 07:54

    Il PD ha dimostrato di essere un partito grandemente conservatore. Il novanta e più per cento degli organi di partito, anche i più giovani, erano per Bersani. E allora così sia, continuiamo con la seconda repubblica, con berlusconi, con casini e altri dinosauri del genere. Però poi non voglio sentire gente del PD che si lamenta

  6. Agatone
    3 dicembre 2012 alle 10:21

    Sì, ma qui in Italia se uno ha meno di 50 anni gli si dà del bimbominkia. È allora è giusto avere la gerontocrazia. Affonderemo così, per manifesta anzianità

  7. luigi
    3 dicembre 2012 alle 12:06

    “candidato sindaco” cos’è stato un lapsus freudiano o cosa?
    Certo Bersani sarebbe stato un ottimo sindaco di Piacenza e potrebbe anche essere un ottimo governatore dell’Emilia-Romagna, dato che la conosce bene e tutto sommato è stimato dai suoi compaesani e non solo. Ma quando sarà seduto sulla poltrona che fu di Fanfani, di Andreotti, di Rumor, di Colombo, di Goria, di Prodi ed avrà di fianco Rosy Bindi come cane da guardia e (anche se non richiesto) D’Alema in veste di consigliere come Sir Biss, sono curioso di vedere come se la caverà e se Vendola gli porterà il respiratore quando gli mancherà il fiato.
    Speriamo che si mantenga onesto, almeno lui.

  8. Ettore Grassano
    3 dicembre 2012 alle 12:14

    Ops…..grazie Luigi, mica me ne ero accorto! A forza di parlare e scrivere di sindaci…comunque il premier più probabile per il dopo Monti resta…Monti! Non siete d’accordo?

    E. G.

  9. TM
    3 dicembre 2012 alle 15:45

    assolutamente sì, devono ancora tassarci svariate cosette, tipo cani gatti e canarini, il consumo delle suole e i bulbi piliferi. a meno che sulla poltrona che fu di fanfani, andreotti e compagnia cantante – ma perché scordarci craxi e berlusconi? non riesca a rimettere le auguste chiappe quest’ultimo. allora sì che rideremmo.

  10. Ettore Grassano
    3 dicembre 2012 alle 16:03

    Ecco cosa intendo per Paese che avanza con la testa girata all’indietro, ahime. Ma alla fin fine è il popolino che cerca rassicuranti volti usurati, e non girerebbe mai pagina. Lo stesso Monti, algido tutore di interessi finanziari internazionali (e multinazionali), è stato imposto assai poco democraticamente dai tedeschi e dall’unione, o saremmo ancora lì a scannarci tra pro e contro Silvio. E Bersani è lì solo perché Prodi ha avuto il buon gusto di tirarsi indietro, e di non riproporsi. Altrimenti saremmo ancora a Professore, Cavaliere e l’immobile Italietta.

    E. G.

  11. 3 dicembre 2012 alle 18:00

    Non ci libereremo mai di questi, poveri noi speriamo solo che la gente non vada piu’ a votare.

  12. TM
    3 dicembre 2012 alle 18:03

    e questo ci libererebbe di qualcuno, o servirebbe solo ad asseverare, con quei quattro voti che comunque verrebbero raccolti, le oligarchie sedicenti democratiche? è l’eterno paradosso della democrazia o di ciò che bene o male definiamo tale.

  13. Ettore Grassano
    3 dicembre 2012 alle 18:11

    Non credo nell’astensione come metodo francamente, anche se possono esserci casi eccezionali in cui ha un senso “attivo”. A me pare che ci sia una quota importante di italiani che ama cullarsi nella tradizione, e occorre prenderne atto. Non mi riferisco naturalmente in particolare a Bersani, ma a tutto un sistema politico. Siamo un popolo di conservatori, forse di reazionari. Nel senso che torneremmo spesso volentieri indietro. Prendiamone atto.

    E. G.

  14. Agatone
    3 dicembre 2012 alle 18:28

    In questo caso sono stati conservatori anche i più giovani all’interno del partito. Perché? Paura di perdere posizioni? Quindi sì, prendiamone atto. Però è necessario anche prendersi le responssabilità delle proprie scelte e se nella prossima campagna elettorale sembrerà di essere ancora negli anni novanta che non si lamentino.

    Ma del resto, posizione personale, io sono sempre stato europeista perché penso che l’Italia possa salvarsi solo se qualcuno da fuori gli imponga delle regole che da sola non riesce a imporsi. E a ora non sono ancora riuscito a cambiare idea

  15. luigi
    3 dicembre 2012 alle 19:45

    agli italiani le regole non sono mai piaciute. hanno sempre sguazzato nel caos, imparando a farsi furbi fin da bambini. Delle loro sventure hanno sempre dato la colpa agli altri, salvo poi chiamarli a venire a mettere a posto le cose (si fa per dire), ma nell’interesse particolare di qualcuno. L’unica società in Italia che ha delle regole precise, anche se non scritte, e che vengono rispettate, è l’Onorata Società nelle sue varie ramificazioni (mafia, ‘n drangheta, sacra corona unita) , con cui la nuova imprenditoria rampante cerca di collaborare per avere lavoro e sicurezza. Poi ci sono i partiti ed i sindacati, ma ormai non se li caga più nessuno dato che hanno più poco da elargire al popolino. E,poi in fondo anche a loro le regole non sono mai piaciute. Perchè in Italia non hanno mai trovato il tempo di attuare il dettato della Costituzione riguardo alla natura giuridica di partiti e sindacati? In Germania lo hanno fatto, come anche altrove.
    Faceva loro comodo rimanere nel limbo? In fondo non sono neanche contemplati dal Codice Civile.

  16. Ettore Grassano
    3 dicembre 2012 alle 21:09

    Presidente della Repubblica e Ministro della Giustizia congiuntamente impegnati a risolvere il “caso Sallusti” è un elemento che dà il senso della pochezza di questa repubblica, e dei suoi più autorevoli (diciamo potenti,dai: è più onesto), rappresentanti. Il Paese affonda, le carceri traboccano di poveracci maltrattati, e questi si arrovellano per evitare anche un solo giorno di carcere ad un esibizionista smorbio, deliberatamente evaso. U signur, che brutta gente….

    E. G.

  17. Ettore Grassano
    3 dicembre 2012 alle 22:10

    Da Lerner sfilata di banchieri, tutti elettori alle primarie del centro sinistra, in primis Geronzi. Avanti popolo….

    E. G.

  18. luigi
    4 dicembre 2012 alle 10:48

    ve lo immaginate Sallusti nudo in cella coricato sulla branda mentre guarda la foto della Santanchè in posa discinta?
    anche loro due rappresentano il futuro del popolo della libertà (di evadere).
    Mi scappa da ridere

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