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La soluzione è dormire fino a tardi?

3 dicembre 2012

Studente dorme a scuolaA leggere le cronache nazionali e locali di questi giorni si fa davvero fatica a scovare elementi di ottimismo, pur volendo cercarli a tutti i costi.

Partiamo dall’emergenza lavoro? L’impressione, anzi la certezza, è che i tre milioni di disoccupati “attivi” (ossia iscritti ai centri per l’impiego delle varie province italiane) siano solo la punta di un iceberg che tra precari, sotto occupati a poche centinaia di euro al mese e delusi che neanche il lavoro lo cercano più, accontendandosi magari di un po’ di “nero” occasionale, porta ad uno scenario devastante, tendente al peggioramento nel 2013.

Di più: se è vero, come sostiene tra gli altri il senatore del Pd Enrico Morando, che esiste ormai un “gap” insostenibile (Morando parla di apartheid, e ha ragione) tra i diritti dei garantiti e la jungla in cui sopravvivono tutti gli altri, a me pare evidente che le soluzioni sin qui proposte dai tecnici siano del tutto inadeguate, e semmai destinate ad accelerare la disgregazione del sistema produttivo, e per conseguenza anche sociale. Ma vi pare che questo Paese sia prossimo al panico a causa della (marginale) sopravvivenza dell’articolo 18? Eddai…semmai è l’esatto contrario, ma il discorso è complesso, e qui vogliamo solo procedere per flash, da riprendere nei prossimi giorni, anche con i vostri contributi.

Certamente in provincia, al di fuori dell’impiego parastatale che monopolizza il dibattito dei media, si sta sgretolando un tessuto produttivo di piccole e medie imprese, e forse converrebbe parlarne un po’ di più, che dite? Lo faremo, promesso.

Così come non smetteremo di sottolineare che, dall’Ilva al nostro polo chimico, si stanno raccontando troppe “musse”, e si sta usando  l’occupazione come ricatto, per stendere un bel velo di omertà su responsabilità gravi, che dovrebbero invece emergere con forza, con nomi, cognomi ed eventualmente anche marchi e sigle.

Ma, certo, non potremo nelle prossime settimane smettere di occuparci di Palazzo Rosso e della riorganizzazione (e in parte dismissione e vendita) delle sue partecipate, ma anche del futuro di Palazzo Ghilini: si possono “abbandonare” senza indicazioni sul futuro prossimo centinaia di lavoratori in ogni Provincia, attraverso  decreti “generici”, che creano più caos che benefici? Eppure sta succedendo.

E i Grigi? Anche lì c’è una bella spada di Damocle che “pende” sul Mocca e sulla squadra: vedremo se si sgancerà, e con quali conseguenze.

Ma chi l’ha detto detto che, pur in un quadro così fosco, non bisogna provare ad avere idee innnovative, e a lanciare il cuore oltre l’ostacolo?

Avete letto, ad esempio, della proposta del preside del liceo scientifico di Biella? Constatato che i ragazzi arrivano a scuola e regolarmente si addormentano  (ma succedeva anche ai tempi nostri, dai: e qui attendo testimonianze dirette..), il dirigente scolastico propone una formula rivoluzionaria: inizio delle lezioni alle 10, naturalmente con proseguimento pomeridiano. Secondo me non farà fatica a trovare 25 “volontari” per la prima classe sperimentale. Siamo un Paese di gente mediterranea, in fondo, che non ama svegliarsi presto: l’importante è quel che poi si combina, e produce, fino a sera.

E la politica? Di quella (che ancora interessa ad un sacco di gente, checché se ne dica in giro) parliamo in un post a parte. Intanto buona settimana, e buon finale di 2012 a tutti!

E. G.

studente dorme

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  1. Graziella (gzl)
    3 dicembre 2012 alle 07:56

    Dott. Grassano, l’italia negli ultimi anni si è troppo scolarizzata: sanno leggere e scrivere. Qualcuno li compra , ma molti leggono anche un quotidiano mentre attendono dal parrucchiere, al bar o dal panettiere. Altri lo leggono “a gratis” nel centri commerciali….nà pacchia questo tipo di liberalizzazione (liberalizzazione del mercato vario: regalo del sommo vincitore alle odierne primarie), quindi gli italiani tra scuola, radio,TV, internet sono informati, sanno, scoprono la pochezza di chi li governa ad ogni livello, le porcherie che fanno e, il nulla che producono. Tornare a riportarli nella ignoranza potrebbe essere una soluzione per renderli sudditi e schiavi, come? Giustappunto farli dormire poche ore di studio, oppure farli stare al freddo e giustappunto tagliare fondi alla scuola. Eliminata la generazione che si è scolarizzata con la nuova generazione fatta di disoccupati, precari, disperati, poveri ed ignoranti il nostri ” grandi paponi” imperano senza fatica e controllo.

    Dott. Grassano ho esagerato nella mia esposizione ?

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