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[BlogLettera] Precari: di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno

4 dicembre 2012

Siamo restati sinceramente  stupiti dall’entusiasmo generalizzato che ha accolto  la proposta del Governo di inserire, non si sa bene ancora dove come e quando, un provvedimento che consenta una proroga semestrale  dei contratti dei precari della Pubblica amministrazione.  Il nostro stupore deriva dal fatto che il ministro Patroni Griffi, nel chiarire i contorni della proposta, ha sottolineato, più volte come la stessa sia a costo zero. Tradotto significa che viene solamente tolto il blocco normativo alla proroga dei contratti in scadenza, ma per gli stessi il Governo stanzierà zero euro. Considerando il fatto che  la quasi totalità degli Enti della pubblica Amministrazione è in debito d’ossigeno di liquidità, fuori dalla propaganda del regime montiano, saranno prevedibilmente ben pochi i contratti ad essere rinnovati, perché ciò sarà possibile solo agli Enti che avranno le risorse per farlo, che , dopo la cura da cavallo della spending  review, prevedibilmente si contano sulle dita di una mano… Si tratta, quindi, solamente di un primo timido passo nella giusta direzione, certamente però il provvedimento così come concepito, avrà effetti concreti quasi nulli.

Il nostro stupore si trasforma in rabbia sincera nel considerare il fatto che, nonostante, questa seppur timida novità  e nonostante che, oramai da giorni, abbiamo avanzato, per parte nostra, una proposta di autoriduzione fino alla metà del nostro costo del lavoro, in cambio di una proroga dei contratti, l’Amministrazione  della Provincia di Alessandria continua a perseguire la tattica del muro di gomma, palesando senza infingimenti l’assoluta mancanza di qualsivoglia volontà politica di arrivare ad una risoluzione del contenzioso in atto. Ci era stato detto che con la vendita della colonia di  Arenzano forse qualche spazio si sarebbe aperto. Ma a vendita avvenuta appare evidente come anche quella possibile soluzione non venga neppure presa in considerazione e come l’Amministrazione continui a perseverare in una pratica dilatoria che ha come unico obiettivo lo sfinimento e lo sfilacciamento delle forme organizzate  che si oppongono al licenziamento in tronco. L’Amministrazione ha fatto una scelta politica, non ora ma oramai un anno fa, che non prevedeva nessuna soluzione al nostro problema, e non pare neppure sfiorata dall’idea di rimetterla in discussione. Il presidente Filippi,  grande temporeggiatore, confida nel Generale inverno e nel colonnello Natale, con la speranza che l’Epifania oltre alle feste si porti via anche i precari. Non ci conti troppo ci troverà sotto l’albero, insieme ai regali di Natale.

Coordinamento Precari della Provincia di Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. Sono uomini o ...
    4 dicembre 2012 alle 23:20

    Da classe dirigente a classe digerita. Un rutto li seppellirà!!! A Napoli dicono omm ‘e niente…

  2. Precario disilluso
    4 dicembre 2012 alle 23:22

    Se dalla nostra avessimo anche un Landini in forma mignon saremmo a cavallo invece…

  3. paradisi x illusi
    5 dicembre 2012 alle 18:38

    si x spianarli tutti..nn sia mai che a primavera nasca qualcosa di buono. con tutto quel fertilizzante..

  4. 6 dicembre 2012 alle 10:33

    Ma questo Filippi, non è lo stesso Filippi che poco più di un mese fa aveva dichiarato che si sarebbe dimesso piuttosto che licenziare del personale? Attendiamo impazienti…

    • Ettore Grassano
      6 dicembre 2012 alle 18:55

      Sempre per amor di verità: Filippi dichiarò (a me almeno) che non avrebbe avallato licenziamenti di massa. I contratti dei precari, semplicemente, scadono e non vengono rinnovati. Io capisco il dramma di tutti, e vorrei reddito garantito per ognuno: ma questo è un Paese che ha gonfiato a dismisura la propria pubblica amministrazione per decenni, senza minimamente renderla efficiente, ossia produttiva in termini di servizi erogati. Ora i nodi vengono al pettine ragazzi. Adesso saltano i precari, dopo le elezioni si faranno i conti con gli altri. Non credo che Bersani, se anche fosse lui il premier, potrebbe fare miracoli. Naturalmente però, se c’è chi ha ricette vincenti e salvifiche, si faccia avanti: ne abbiamo un gran bisogno.

      E. G.

      • Precario disilluso
        6 dicembre 2012 alle 20:24

        Noi non chiediamo di succhiare dalla mammella pubblica a vita, chiediamo 6 mesi di tempo lavorando part-time per cercare di ricollocarci, dal momento che non abbiamo nessun ammortizzatore sociale, poi se si è anche contro la cassa-integrazione che è molto più onerosa per le tasche dei cittadini vabbè….
        Non ricordo campagne mediatiche dei giornalisti locali contro gli sperperi pubblici, vedi piramide di Marengo, rimborsi faraonici degli Assessori, sponsorizzazioni principesche all’Alessandria Calcio o alla Junior Casale oppure a retribuzioni esose per Dirigenti. Non ricordo inchieste su dove lavorano mogli, figli, amanti, nipoti, amici dei politici locali! Tutti tengono famiglia anche i giornalisti credo, no?Certo sparare sulla Croce Rossa è facile, non so se risolverà i problemi degli italiani!

  5. Precario disilluso
    6 dicembre 2012 alle 14:27

    Beh il sofismo consiste in questo… i contratti che scadono non vengono rinnovati, nella forma licenziati 0 nella sostanza abbandonati al proprio destino 40 persone.

    • Ettore Grassano
      6 dicembre 2012 alle 20:45

      Purtroppo tanti italiani avranno nei prossimi mesi e anni problemi enormi, e come sempre quando crolla un sistema a farne le spese maggiormente saranno i deboli. Tra cui i precari della Provincia, e tanti altri. E sarà guerra tra poveri, tutti contro tutti, uno scenario miserabile. Ma come si a dire, seriamente, garantiamo tutti, assumiamo tutti, senza dire dove si prendono i soldi? E’ un dramma ragazzi, gli sprechi di questo sistema sono stati enormi, l’Italia è vittima della sua classe dirigente, ma anche del popolo che l’ha sempre sostenuta, vezzeggiata, adulata. Non credo ci siano vie d’uscita semplici da una situazione di questo tipo, francamente. A cominciare dal fatto che il popolo soccombe, ma non si organizza. E guarda al passato: Berlusconi o Bersani? Monti o Montezemolo? Il male non può essere anche la cura, dice sempre un mio saggio amico. Mai e da nessuna parte, tranne che da noi a quanto pare.

      E. G.

  6. De Marte o da Marte?
    6 dicembre 2012 alle 20:31

    Il noto pugile locale dell’IDV De Marte oltre a giustificare la vendita della colonia di Arenzano (ohh Signur…) parla dei precari della Provincia come se fossero Dead Man Walking. Mi chiedo se il suddetto “politico” abbia sistemato moglie e figli in qualche ente pubblico oppure si guadagnano la pagnotta nel privato. Qualcuno può aiutarmi?

  7. Precari Provincia Alessandria
    6 dicembre 2012 alle 20:36

    Tutti i Precari della Provincia dopo aver ragionato sul proprio futuro, hanno rotto il porcellino e con i pochi risparmi di ognuno hanno pensato di fare una colletta per rilevare uno stabilimento balneare in Liguria finalmente contendibile grazie alle direttive europee. Tohh ma guarda il Parlamento ha prorogato le licenze fino al 2020, Alla strafaccia del libero mercato!!! Certo il problema d’Italia siamo noi.

  8. 7 dicembre 2012 alle 13:07

    Caro Grassano la differenza fra licenziamenti di massa e lasciare a casa 40 persone è un po’ speciosa. Fatte le ovvie e necessarie differenze è come la differenza fra omicidio plurimo e strage. A che livello i licenziamneti diventano di massa? Oltre le 50 persone? Oltre le 100? Anche la differenza fra scadenza dei contratti e licenziamenti è di lana caprina. I precari, proprio perché tali vengono licenziati dal momento in cui li si lascia a casa. La provincia sta rimabendo tutti con la favoletta della spending review. Certo li ha messi in ginocchio, ma com’è che riescono a trovare soldi per tutto, tranne che per questi 4 poveracci che hanno anche proposto di ridursi lo stipendio?

  9. Ettore Grassano
    7 dicembre 2012 alle 14:46

    Bah…io credo che i precari siano solo il primo tassello infatti, il più facile. Ho amici che ancora si cullano nel mito del “concorso pubblico” vinto sine die. E temo per loro che nei prossimi mesi-anni dovranno invece fare i conti con una realtà assai diversa. Li ha visti i dati del bilancio sociale dell’Inps provinciale? Non troppo dissimili dal resto del Paese immagino. Ebbene: 172 mila lavoratori attivi, 171 mila pensioni. Un rapporto di uno ad uno. Un Paese in fallimento, in sostanza. E pensionati e lavoratori pubblici, costi oggettivamente enormi e (i secondi intendo) ben poco produttivi, saranno falcidiati. Capisco la battaglia dei precari della Provincia, viva il particulare: ma occorre anche rendersi conto del contesto in cui stiamo vivendo, per essere almeno consapevoli di quanto ci aspetta. Anche se, attenzione, non sottovaluto la tecnica “dell’urlo”. Proprio perché da noi la situazione può essere drammatica, ma mai seria, essere più visibili di altri conta, eccome: quindi giusto provarci, hai visto mai…

    E. G.

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