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[BlogLettera] Sindaco benpensante tra i benpensanti

4 dicembre 2012

Che sindaco benpensante. Rita Rossa non ha niente di meglio di casereccio da fare che inserire nel regolamento di polizia urbana il divieto di stare sulle strade di Alessandria… ad astrologi, cartomanti, lavavetri, accattoni e prostitute? In realtà, più che i Re Magi, nel mirino moralista ci sono le prostitute. Toglierle dalla strada, che turbano la vista. E metterle dove? Nelle case chiuse.

Sì, perché in Occidente, Italia compresa, la prostituzione non è reato. Lo è lo sfruttamento della prostituzione, come tutti gli sfruttamenti: minorile, in nero, ambientale ecc. Anche ad Alessandria la prostituzione va dunque affermata come un diritto. Lo dice uno che non ha mai avuto bisogno di andare a puttane. Ma c’è chi ne ha bisogno, come può spiegare qualunque endocrinologo, o sociologo o psicologo. E’ dunque un diritto. E dunque il cliente non può essere punito, multato. A meno che non intralci il traffico e crei pericolo alla circolazione; ma questo vale per tutti a cominciare dalle auto in divieto di sosta agli incroci mentre i vigili non le guardano nemmeno intenti a rimpinguare le casse sanzionando le omesse soste a pagamento. <<Io manderei>> ha invece esclamato la santerellina Rossa  <<le multe a casa alle mogli>>, scordandosi delle amanti.

Ognuno ha diritto di disporre di sé, di prostituirsi, di drogarsi, di suicidarsi. E’ un diritto anche delle donne di fare del proprio corpo quello che meglio credono, di fare anche il mestiere più vecchio del mondo. Coloro che fanno prostituzione del proprio corpo, diciamocelo, sono addirittura una  esigua minoranza rispetto alla massa che in ogni posto di lavoro fa prostituzione del proprio intelletto, a cominciare dai giornalisti. Nella caccia ai più deboli della società (accattoni con cagnolino, zingare che allattano ecc.) Rossa, di questo passo, vorrà vietare ai tossicodipendenti e agli alcolisti di sostare sulle panchine, piuttosto che perseguire gli spacciatori e… i baristi. La foglia di fico dietro la quale vogliono nascondersi i benpensanti alla Rita copre sempre così: togliere le prostitute dalle strade è lotta contro gli sfruttatori. Ipocrisia bella e buona. E dove vuoi metterle le prostitute? Nelle case chiuse, evidentemente. Già, perché i protettori cosa ci impiegano ad affittare i tanti appartamenti vuoti e sfruttare a catena di montaggio, a livello industriale?

Se invece di dare la caccia alle prostitute sulle strade, Rita Rossa, vuoi veramente combattere i magnaccia, ben altre sono le vie da intraprendere, più impegnative: azioni di intelligence dentro il racket criminale, mentre ascolto, assistenza, dialogo, educazione, aiuti economico e legale, inserimento sociale, offerte di posti di lavoro alle donne. Tutti d’accordo i partiti con la sindaco, dalla destra, PD compreso. Contro il suo antifemminismo hanno invece votato i grillini. E, uscendo dall’eremo della Cultura, anche l’assessore Giorgio Barberis, Rifondazione, forse memore di aver fatto con me un sit-in di protesta davanti al Comune contro l’ex Fabbio. Uscire dalla Giunta neanche a parlarne, tanti altri rospi dovrà ingoiare.

Lino Balza – Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. luigi
    4 dicembre 2012 alle 18:42

    Io, che ho conosciuto le sorelle Pirovini di Milano, via dei Fiori Chiari (al tempo dei casini era la via del meretricio per antonomasia), posso dire che Indro Montanelli aveva ragione, quando ne parla come delle signore di una classe superiore. Dopo la chiusura delle case, avevano aperto un ristorante, dove si mangiava con poca moneta ma divinamente e, soprattutto, si veniva coccolati e trattati con cordialità estrema.
    Ce ne fossero ancora delle donne così, altro che quelle che si buttano in politica sfruttando le conoscenze, magari acquisite fra le lenzuola!
    Viva le puttane, ma quelle vere.

  2. 4 dicembre 2012 alle 22:12

    Sottoscrivo riga per riga… non è un caso, il pd ha appena votato, in consiglio regionale piemonte, contro l’identificativo sulle divise dei poliziotti… non è un caso, fassino voleva che maroni militarizzasse la Val di Susa. Dovrebbero togliere i “che” dalle loro bacheche e metterci le foto di scelba e tambroni. Che fonte di ispirazione quel tambroni, o quello scelba che, oltre che con gli operai se la prese con i più deboli, con gli orfani di Nomadelfia e Don Zeno Saltini. Che bei ricordi per i “nuovi” reazionari (che, come tutti i “parvenus” del potere, devono dimostrare la loro lealtà incondizionata al potere) Genova e Reggio nel ’60 e magari in cuor loro sono ancora convinti di stare dalla parte dei morti. E chi sta in giunta con loro, può scrivere tutte le letterine che vuole, Babbo Natale, che è l’unico “rosso” rimasto in città, distribuisce carbone…Che tristezza!.

  3. Ettore Grassano
    4 dicembre 2012 alle 22:23

    Stasera sono di mio immerso in una serie di file audio del club tenco dal 74 al 77…e tu Molotov mi tiri questo colpo basso. Ma secondo me semplicemente c’è un equivoco (soprattutto da parte dell’elettorato più anziano: e così ti becchi anche del vecchio, ah ah…) su cos’è il Pd. Che è assai più fondazioni bancarie che i morti di reggio emilia. E non voglio disprezzare: dico che sono cose che non stanno insieme, se non artificiosamente, sotto elezioni.

    E. G.

  4. Ettore Grassano
    4 dicembre 2012 alle 22:28

    Per completezza, se qualcuno fosse interessato, sul fronte dell’archeologia musicale: ma quanto parlavano ragazzi….http://www.aspettandogodot.it/rari_live_cantautori_anni_70.htm

    E. G.

  5. 4 dicembre 2012 alle 22:36

    Nessun equivoco, io lo so bene chi sono, vengono da lontano come me. Ma il PCI si divideva in due correnti etiche: quelli che si facevano il mazzo per gli ideali in cui credevano e pulivano pure le griglie ai Festival, e quelli che agitavano a favore di giornalista, telecamera e via discorrendo, che sono gli stessi di allora. Anzi i più reazionari di oggi erano quelli che facevano, da sinistra, la morale a Berlinguer. Per i primi, quelli che sono rimasti, non ci sono più alibi, ormai la verità è davanti agli occhi di tutti, gli altri fanno quello che sanno fare meglio. Senza etica, coerenza e valori….
    Poi, con più di un secolo di vita, non sono neanche più anziano, tantomeno vecchio, direi piuttosto “d’epoca”…

  6. Good Fellas
    5 dicembre 2012 alle 17:58

    Accipicchia! E io che credevo che il comune fosse in dissesto! Invece ha anche i soldi per pagare servizi di “intelligence” per scoprire come e perchè esistono le prostitute!
    E i tossici che affollano le panchine dei giardini rendendole invivibili mentre allegramente si recidono la giugulare a colpi di bottigliate? Ma non vi sembra a tutti evidente che la colpa è di quegli schifosi che, ancora oggi nel 2012, si ostinano ad aprire bar e supermercati? Ma dico io, può una società civile tollerare l’apertura di bar e supermercati? E’ evidente che se ai giardini c’è stato un morto con la gola recisa da una bottiglia la colpa sia da ascrivere a chi ha venduto quella bottiglia! O forse, nel 2012, c’è ancora qualcuno che crede che il criminale non è mai tale ma lo è solo per colpa della società?

  7. Good Fellas
    5 dicembre 2012 alle 18:03

    Ah, e che qualcuno non abbia a dire che non ho partecipato al siparietto musicale!
    Quando il remake è più bello dell’originale:

  8. Good Fellas
    5 dicembre 2012 alle 18:03

    Good Fellas :
    Ah, e che qualcuno non abbia a dire che non ho partecipato al siparietto musicale!
    Quando il remake è più bello dell’originale:

    • Ettore Grassano
      5 dicembre 2012 alle 21:18

      Onestamente, Good Fellas, non riesco a capire cosa gorgheggia questa manica di ritardati. Spero non sia una presa per i fondelli (remake mi pare roba grossa) dei morti di Reggio Emilia, che da queste parti sono considerati ancora roba seria, e da rispettare. E il blog è pur sempre casa mia, e del mio amico Andrea. Prendete pure per i fondelli Bersani, o il comunista chic Bertinotti. Ma vi prego di rispettare i martiri veri, grazie.

      E. G.

  9. 5 dicembre 2012 alle 21:08

    Pensare che Fang, nonostante la sua militanza maoista, mi metteva sempre in guardia dagli adoratori dei falsi dei. E lui si era accorto tardi di dove si sarebbe andati a parare, quando anche quello che c’era di giusto e buono nella cultura millenaria, in virtù della quale era stato allevato, venne distrutto e sostituito, cominciando un processo di svuotamento dei valori, del Li, che ha portato a fare della Cina di oggi lo stato totalitario, antimarxista e tragico che è. Imbrattare le opere d’arte del passato, quelle che parlano direttamente ai sentimenti e all’anima di un popolo, che ne fanno la memoria culturale condivisa, in nome di un utilitarismo effimero, sa di abominio e tutti quelli che, nella storia, lo hanno fatto sono abominevoli e meschini. Fang me ne parlava così: ” Una delle cose più tristi dell’invidia è la sua ristrettezza. Essere invidiosi e perfidi significa girare eternamente come un topo in gabbia entro gli stretti limiti della malevolenza”.

    Del resto anche il grande poeta Alex, nella sua poesia “Vento e Monte”, affronta lo stesso problema di fondo, dandosi una risposta che condivido…

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