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Palazzo Rosso: i rischi dell’immobilismo

7 dicembre 2012

Comune di AlessandriaSecondo voi quante possibilità hanno i 1.971 creditori del Comune di Alessandria di incassare, in tempi ragionevoli, una parte significativa dei propri denari?
Diciamocelo, pochissime. Chi ha esposizioni che incidono in maniera rilevante sul proprio fatturato rischia probabilmente di fallire prima di arrivare all’incasso, e a quanto si legge buona parte di queste aziende (che supponiamo grandi, medie, ma anche piccolissime) probabilmente incasserà zero, se come si è letto “una quota significativa dei 216 milioni di euro non sarebbe ammissibile. Si tratterebbe infatti di crediti nei confronti di aziende partecipate o soggetti diversi dal Comune di Alessandria, e quindi insussistenti perché privi di titolo giuridico o della prova dell’avvenuta esecuzione delle prestazioni o delle forniture”.

Naturalmente ogni caso farà poi storia a sé, ma i presupposti sono pessimi. Non solo: a quanto ci risulta, per citare un unico esempio gravissimo, le cooperative vantano nei confronti di Palazzo Rosso, Cissaca e Amiu un credito che, aggiornato, è arrivato a 10 milioni di euro. E rischiano di non pagare stipendi di novembre, dicembre e tredicesime ad un migliaio di lavoratori, mediamente non certo abbienti.

A fronte di uno scenario così terribile, è lecito attendersi chiarezza sugli strumenti con i quali gli attuali amministratori del comune del capoluogo intendono affrontare la situazione. Voi avete capito come equilibreranno entrate ed uscite del bilancio nei prossimi anni, ad esempio? Si percepisce ancora troppa incertezza, eppure il quadro è chiaro: o si aumentano in maniera considerevole le entrate (e come? Altre tasse?), o si riducono le uscite. Il che significa intervenire sugli organici delle partecipate, ma forse non solo su quelli. Perché non affrontare la situazione con la necessaria decisione e chiarezza, continuando a girare attorno alle questioni essenziali?

La galassia di Palazzo Rosso non è fallita a causa delle rose moldave o delle penne “da ambasciatore” (sperperi gravi, di disarmante ingenuità e forse anche peggio:  avete letto la storia del week end in Moldavia?), e neppure per qualche concerto strapagato. Il sistema Alessandria è fallito per una gestione scellerata durata vent’anni, con la complicità di quasi tutti. E, guardate, è purtroppo una situazione simile a quella di Parma, di Torino, di Palermo, di Roma, di Napoli….potremmo continuare, l’elenco è sterminato.

Non ci sono vie d’uscita semplici a questa situazione. E non si vedono ad oggi geni, a livello nazionale come locale, purtroppo. Solo figli e figlie della vecchia politica, costretti a gestire una catastrofe, con strumenti e forma mentis forse troppo tradizionali, e una serie di vincoli, e interlocutori sociali, un po’ datati e un po’ irresponsabili. Onestamente, gli amministratori locali di questo fine 2012 non possono non meritare solidarietà, per la drammaticità delle scelte che devono compiere. Ma è necessario anche esortarli: scegliete, fate presto e non temere di bruciarvi la carriera. Osate. Scontenterete un sacco di persone, comunque. Ma stare fermi, aspettando magari di capire cosa succederà a Roma in primavera, potrebbe avere nel frattempo, per il territorio, costi devastanti.

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    7 dicembre 2012 alle 07:29

    …..amministrare la cosa pubblica a tutti i livelli bisogna esserne capaci e molti di loro non lo sono mai stati e non lo sonno tutt’ora nonostante posizioni alternate di potere vuoi in maggioranza o in opposizione, ci sono arrivati solo per essere riusciti a mettere insieme un numero consistente di voti….come? con capacità oratorie e quindi convincimento, ma dietro il paravento delle chiacchiere il nulla e zero preparazione sulle materie di cui si prendono responsabilità e morire che paghino i danni prodotti.

    Anni dopo anni solo improvvisazione e tempo dedicato alle cadreghe e soddisfacimento di dare una posizione a parentele e amicizie verie e intime.

    Ma nutro un dubbio: di fronte a ciò che il nostro sindaco era a conoscenza sullo stato “reale” del Comune, donna indubbiamente intelligente e informata sulla situazione dagli oggi suoi uomini di fiducia e consiglieri, (gli stessi di fiducia di ieri del sindaco uscente), ecco nonostante volontà e forza di carattere, perchè infilarsi in una situazione del genere e infilarci noi cittadini, visto lo zero in risultati ottenuti ad oggi e quello che la città dovrà subire oltre caos, patema d’animo anche perchè ormai a chi credere e a cosa credere? Non era meglio lasciare commissariare il Comune…..dolore per dolore ma poi ripartire in ordine? Il mio dubbio di fronte a quanto espresso, proviene dal fatto che forse la verità, la realtà è un pochino diversa da quello che ci vorrebbero far credere……questo però alla lunga verrà fuori, quindi altro che perdere la faccia amministratori politici, consiglieri tecnici, certificatori funzionari …….ma intanto poi nessuno pagherà e loro sempre periodicamente a candidarsi e con perfetta oratoria a chiedere voti e proffondere promesse.

  2. Caterina
    7 dicembre 2012 alle 08:46

    un grazie sentito e profondo al dr. Nicola Tattoli presidente del collegio dei revisori del comune di Alessandria, sindaco di Argental nonchè attento e preciso sindaco della mitica “partecipata di Dall’Erba” SITAL ….. GRAZIE GRAZIE E ANCORA GRAZIE
    Valenzani in bocca al lupo

  3. mandrogno
    7 dicembre 2012 alle 09:01

    direi che i creditori non prenderanno nulla,
    E che bisognerebbe indicargli con nome e cognome tutti i LADRI che li hanno messi sul lastrico. TUTTI: vecchi, riciclati e nuovi…

  4. Ettore Grassano
    7 dicembre 2012 alle 09:16

    Purtroppo mi pare che ad Alessandria si continui a sostenere, e a far credere alla cittadinanza (a cui fa comodo crederlo: è una formula che autoassolve), che Palazzo Rosso e società annesse sono in fallimento a causa degli sperperi in rose e “tartufi”: vicenda, quest’ultima, che per come è stata presentata sembra una commediaccia all’italiana con Boldi e Panariello. E che naturalmente andrebbe indagata da chi di competenza, e se configurante reati punita in maniera seria, come tutto il resto. Epperò il Comune è fallito invece per i suoi troppi “clientes”, perché per tanto tempo lo si è utilizzato come ammortizzatore sociale (e naturalmente anche come serbatoio di consenso). Se non si parte da questo, ossia dal fallimento della seconda repubblica con la compartecipazione di tutti i suoi attori, non si fa da nessuna parte. E infatti, basta guardare quel che succede a livello nazionale, per capire come siamo messi. Dove altri popoli spariglierebbero tutto, qui si prepara l’ennesima restaurazione. Incrociare le dita non basterà, temo.

    E. G.

  5. 7 dicembre 2012 alle 18:45

    ma qualcuno non si chiede come mai le rose sono state “acquistate” in Moldovia?? non vi interesserebbe sapere chi è il proprietario delle serre in quel paese ?? vi dò un picolo indizio;; trattasi della moglie di un politico alessandrino ..il nome ?? stupiteci ..fate qualche piccola indagine cosi’ non parlerete più di sperperi ingenui ma forse capirete che questi si chiamano LADROCINI !!!!!

  6. Ettore Grassano
    7 dicembre 2012 alle 19:07

    Attenzione, io ho parlato di sperperi gravi: disarmante è l’ingenuità con cui si sono messe in contabilità certe fatture, evidentemente confidando nell’impunità. Con ragione, almeno fino ad oggi. Ma a chi compete verificare se ci sono stati reati, e punirli?
    Non credo ai giornalisti, che ne hanno parlato più volte, e neppure ad anonimi nei blog. Esiste una magistratura, no? Che faccia il suo mestiere Silvia, che non è il mio, e immagino neppure il suo.

    E. G.

  7. luigi
    7 dicembre 2012 alle 19:08

    Perchè se le compravano in Italia forse costavano di meno? Non me ne frega niente delle rose moldave, chi era il padrone della serra. nè tanto meno chi era la moglie e chi era la suocera.del noto politico. Non sono questi i problemi veri, come è altrettanto vero che il bilancio del comune di Alessandria non è andato in merda per i due tartufi,che Fabbio avrebbe regalato a spese del municipio.. Sono ben altri gli sprechi, le ruberie, le errate e demenziali speculazioni finanziarie fatte, le privatizzazioni fasulle, il fiorire di società municipalizzate come fossero funghi, solo per distribuire poltrone da dirigenti, tutto ciò sì che grida allo scandalo, non le povere rose moldave. La pianti lì Silvia di andare dietro all’onda e apra gli occhi! Se viene uno qui in Alessandria ad indagare, uno come Ingroia tanto per fare un esempio, sì che stiamo freschi!

  8. mandrogno
    7 dicembre 2012 alle 22:40

    il “benaltrismo” è uno sport nazionale.
    Ogni volta che si smaschera un CRIMINE, qualcuno se ne esce fuori con la solita frase: “c’è ben altro…”
    Per questo i crimini restano impuniti, e la memoria è corta.

  9. Marco G.
    7 dicembre 2012 alle 22:58

    comunque se, e sottolineo SE, questi signori hanno sottratto agli alessandrini soldi, e tanti (contrariamente a quello che sostiene il signor luigi, per me quattro o cinquecentomila euro sono una fortuna) andando a fare la bella vita in qualche albergo di lusso in moldavia (e non voglio saper altro) e arricchendo la moglie di un politicante (e vorrei si facessero i nomi) dovrebbero stare in galera.
    La legge dovrebbe essere uguale per tutti, e fatta rispettare per tutti, dai politicanti ai piazzisti di cacciatorini.
    http://www.oggicronaca.it/2012/12/06/alessandria-tre-giorni-al-jazz-hotel-in-moldavia-e-3-tartufi-8-mila-euro-cosi-lamag-spendeva-i-soldi-pubblici/

  10. luigi
    7 dicembre 2012 alle 23:21

    e va bene, mettiamoli in galera per le rose moldave e per i tartufi, ma, allora per il rimanente cosa dobbiamo fargli a quei signori?. In proporzione dovremmo passarli poi ai supplizi, poi squartarli vivi, bruciarne il cadavere ed infine disperdere le ceneri al vento, come facevano un tempo ai condannati a morte con ignominia. Siamo seri, per favore, badiamo al sodo non alle rose! Non è benaltrismo, ma soltanto senso delle proporzioni circa la mole assai diversa del danno perpetrato alla comunità. Se fosse solo per le rose non avremmo dovuto subire i salassi che invece subiamo e che subiremo (sì perchè i 40 milioni che ci danno sono solo in prestito non a fondo perduto) Questa è la verità!

    • Marco G.
      8 dicembre 2012 alle 00:09

      no, signor luigi. Mettiamoli in galera se hanno commesso reati.
      Perchè la vera sproporzione è tra il rigore violento con cui si perseguita il povero cristo che ruba per fame, o che non riesce a pagare la rata dell’IMU, e il lassismo COMPLICE con cui si dice “c’è di peggio” quando si tratta di delinquenti che rubano soldi pubblici, ancorchè travestiti da pubblici amministratori.
      E guarda caso, costoro raramente pagano di persona, qualcuno sui furti ci ha costruito prodigiose carriere politiche, ora sta a Roma e poi si piglierà anche un vitalizio da nababbo.
      Ma vogliamo scherzare??

  11. 7 dicembre 2012 alle 23:28

    Tanto fra un po’ bisogna fare l’albero…

  12. MAURO TRAVERSO
    8 dicembre 2012 alle 11:50

    http://www.alessandrianews.it/politica/il-m5s-chiede-risposte-su-55-milioni-debiti-pagati-gennaio-luglio-25582.html

    Finalmente un po chiarezza sui fatti e non sulle vuote parole. Dalla intervista telefonica al Rag. Ansaldi ex ragioniere capo del comune, fatta dalla giornalista, ci conferma che seppur avendo riscosso 35 milioni di euro e pagati 55 milioni di euro relativi agli anni sino al 2011, unico vero e concreto gesto di buon governo amministrativo, nessuno ha informato la Corte dei Conti che da mesi e mesi quasi “implorava”: fate qualcosa per riportare il comune alla normalità dei suoi impegni! Su queste basi di conoscenza oggi disponibili e salvo ulteriori chiarimenti, IL DISSESTO se non evitarlo si poteva ragionevolmente ottenere una sospensione del giudizio da parte della Corte dei Conti. Iniziato così un vero percorso di rientro dai debiti, col controllo costante della stessa Corte, il comune, MEGLIO I CITTADINI, non avrebbero subito il DISSESTO!

  13. Giorgio
    8 dicembre 2012 alle 12:11

    Finalmente ieri è stato approvato e in via definitiva, il decreto sui “costi della politica”.
    Per chi non lo sapesse, nel decreto era inserito anche il famoso “EMENDAMENTO salva Alessandria” che ci consente di ricevere 40 milioni di Euro.
    Ecco in sintesi tutti i punti approvati:

    http://www.repubblica.it/politica/2012/12/08/news/dl_costi_politica_approvato-48308886/

    • Graziella (gzl)
      8 dicembre 2012 alle 16:07

      con quei tagli (se verranno rispettati) gli italiani faranno fatica a trovare candidati….poca ciccia nel piatto…..

  14. luigi
    8 dicembre 2012 alle 13:27

    per caso non è che una parte di quei 40 milioni vadano a coprire i buchi delle spese preliminari del ponte Maier? o dei buchi sui derivati della finanza?
    quanto c’è di spendibile di tutto ciò?

  15. anonimo (luigi rossi?)
    8 dicembre 2012 alle 17:27

    se arrivano soldi, son già destinati agli amichetti.
    a noi le supertasse le stanno facendo pagare fino all’ultima goccia, i servizi stanno peggiorando verticalmente, e ci stanno svendendo tutte le proprietà pubbliche.

  16. 9 dicembre 2012 alle 20:04

    I 40 milioni bisogna renderli e con gli interessi, quindi sarebbe meglio che non arrivasse nulla,altrimenti saremo ancora noi cittadini a pagare.

  17. Giorgio
    9 dicembre 2012 alle 20:43

    OTTIMISMOOO!!!! CHE BEI COMMENTI. Scusate ma vado a spararmi.

  18. Ettore Grassano
    9 dicembre 2012 alle 20:55

    I milioni possono essere massimo 20, non 40. E vanno appunto restituiti in tre anni, sia pur senza interessi. Sono un’altra tassa sulle spalle degli alessandrini, da usare per necessità, ma con parsimonia, e all’interno di un progetto. Ma ne parliamo nel post di domattina.

    E. G.

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