Home > Editoriali > Il Superstite (116)

Il Superstite (116)

8 dicembre 2012

Arona 2di Danilo Arona

Così scrive Paola Anna Castelli sul suo profilo Facebook in data 3 dicembre:

«Sgronfy è stata uccisa il 13 settembre del 2012 sul prato del cimitero di Solero. Qui inizia e qui finisce la storia. Posso dirvi che l’analisi dei resti che ho spedito in Germania ha dato esito positivo: il DNA ricavato dal dente appartiene ad un maiale. Mai avuto dubbi. Posso dirvi che per andare avanti occorre integrare la denuncia, con un’accusa diretta nei confronti di chi ritengo sia il responsabile. Posso dirvi che questo porterebbe a un processo alla fine del quale rischierei una condanna penale (questo è il meno) e il risarcimento di tutte le spese nonché i danni a carico di chi ho accusato. Non me lo posso permettere. In termini economici non mi posso assumere questo rischio. Purtroppo la verità qui diventa un rischio. Perché chi è coinvolto in questo schifo si è studiato a casa la lezione. Parenti e lavoro sono un connubio difficile da districare. E’ dal 14 di settembre che conosco i nomi di chi ha ammazzato Sgronfy ed è dal 16 che conosco di chi li copre. Questo evento è stato aperto per chiedere solidarietà, per far conoscere la storia di Sgronfy e far cedere le coscienze, quelle che si sono macchiate di tanta cattiveria. L’evento non verrà chiuso. Così come non dimentico chi le ha fatto del male, ma questa è un’altra storia.»

SgronfyPaola Anna Castelli è stata la padrona di Sgronfy (nella foto), una maialina vietnamita salvata dal macello e accudita con amore sino al giorno in cui si è allontanata casualmente da casa. A 50 metri dall’abitazione la povera bestia è stata brutalmente uccisa e scempiata a tal punto che di lei sono rimasti pochi brandelli, sangue e il dente citato nel post di Paola.

Forse non ci sarebbe neppure bisogno di commentare. Ma c’è qualcosa di ancora più grave che traspare dalle parole accorate e sconsolate della nostra amica. Quel qualcosa, invisibile e marcio, che fa sì che in un paese come Solero alla fine tutti sanno bene chi è stato, ma nulla si può fare all’apparenza. Anzi, Paola deve stare bene attenta perché “la verità è un rischio”. Queste sono parole che non si dovrebbero mai leggere, e neppure sentire. Però è un dato di fatto che ci troviamo – purtroppo, ancora, e ancora per quanto? – nella patria dei Danilo Restivo, coperti da poteri forti e compiacenti, mentre mezzo mondo a Potenza sapeva benissimo che l’assassino di Elisa Claps non poteva essere che lui. Mi rendo conto che il paragone con l’omicidio Claps possa suonare improponibile, ma il dolore non ha scale graduate di riferimento. Mentre i pericolosi dementi che hanno massacrato Sgronfy non dovrebbero neppure avere diritto di cittadinanza.

E’ questo il vero dissesto. Quello psichico, quello sociale. Comune a tante zone d’Italia dove i colpevoli di crimini grandi e piccoli se la ridono alle spalle delle vittime. Perché la verità è divenuta un rischio. Uno schifo che deve finire.

Annunci
Categorie:Editoriali
  1. Ettore Grassano
    8 dicembre 2012 alle 10:13

    Una storia incredibile, che segnalammo già all’epoca dei fatti, e che ora Danilo rilancia da par suo. Da osservatore esterno, che davvero nulla sa della vicenda, mi pare di capire che l’ipotesi, agghiacciante, è che ci sia a Solero (periferia di Alessandria, o di Potenza: è uguale) un idiota, violento e potenziale maniaco. E una famiglia, ma forse anche una comunità allargata, che anziché prenderlo a calci nel sedere, e magari metterlo in cura, hanno occultato e occultano la verità. E’ così? Sarebbe terribile. Non solo perché, come dice Arona, “il dolore non ha scale graduate di riferimento”. Ma perché chi ieri ha seviziato e ucciso Sgronfy, domani potrebbe tranquillamente farlo con l’Elisa Claps di turno. Meditate solerini, meditate: e, se l’ipotesi ha un fondamento, un po’ vergognatevi anche, dai…

    E. G.

  2. 8 dicembre 2012 alle 23:15

    Io ho mandato tante email e gli unici che mi hanno risposto sono stati quelli del oipa di Alessandria gli altri manco a morire si sono fatti sentire . Io penso che se le vere ass. Animaliste si facessero sentire qualcosa si muoverebbe . Io non dimentico ne Sgronfy ne Paola e faro tutto il possibile perche ‘la verita venga fuori

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: