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[BlogLettera] 16 dicembre: le primarie delle idee

11 dicembre 2012

Anche dalla provincia di Alessandria si sta organizzando la partecipazione alla manifestazione “Le primarie delle idee”, che si terrà domenica 16 dicembre a Roma ed è organizzata da un movimento popolare che in questi mesi si sta aggregando intorno allo slogan “Senza Paura”. Confermate le presenze, tra gli altri, dell’On. Guido Crosetto e dell’On. Giorgia Meloni, entrambi candidati alle elezioni primarie del PdL, annullate per ordine del Presidente del partito On. Silvio Berlusconi.

“In queste ore molte cose sono cambiate – spiega l’On. Giorgia Meloni – e c’è da presupporre che molte ancora cambieranno, ma la nostra determinazione resta al suo posto, come uno scoglio in una tempesta. Vogliamo ancora rifondare l’Italia e per farlo è urgente cambiare il centrodestra. Ora è il momento di schierarsi. Lo faremo il 16 dicembre alle 10 a Roma, presso il Teatro Brancaccio. La vergogna della mancata celebrazione delle primarie non ci scalfisce, sarebbero state uno strumento in più per togliere il terreno sotto i piedi a chi vuole solo esercitare il potere, non ha coraggio, non ha idee e non merita la nostra fiducia. Sinistra in testa. Sarà una bella domenica di luci, suoni, emozioni per riprendere slancio e affrontare, impavidi, le nuove sfide. La via è tracciata e noi la percorreremo. Fino in fondo.”

Per coloro che volessero partecipare alla manifestazione dalla provincia di Alessandria sarà possibile ricevere ogni informazione dal promotore del Comitato “Io sto con la Meloni” Emanuele Locci, consigliere comunale di Alessandria, all’indirizzo email emanuele@locci.it oppure alla info line del comitato 3925537759.

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Categorie:BLettere
  1. 11 dicembre 2012 alle 23:46

    Celebrare è proprio il verbo giusto, perchè le primarie (in qualsiasi contesto politico) sono un atto di fede, un rito, non c’entrano niente con la democrazia. I riti nascono per tranquillizzare o auto-calmare le paure, già nel mondo animale (non che quello umano non ne faccia parte). Konrad Lorenz, con la sua famosa oca Martina, che lui aveva covato e da lui aveva ricevuto l’imprinting, considerandolo quindi “madre” e seguendolo ovunque, svelò l’arcano. Lorenz, durante i suoi studi di etologia, decise che Martina, ad un certo punto della sua vita, dovesse entrare in casa e la condusse al primo piano. L’oca, fatti alcuni gradini, si precipito attraverso un breve corridoio, fino ad arrivare ad una finestra, guardò fuori, respirando la brezza, si tranquillizzò e fu in grado di salire le scale con Konrad. Ogni giorno si ripeteva la stessa scena, ma, man mano che passava il tempo, il tragitto verso la finestra si abbreviava, prima 4 metri, poi 3, 2, 1… alla fine, a Martina, per tranquillizzarsi bastava voltare la testa verso la finestra, inondata dalla luce solare. Aveva ritualizzato un comportamento, era nato un vero e proprio “rito”; Martina celebrava la libertà e gli spazi sconfinati della natura.
    Quindi attenti, perchè una volta che agli elettori, di destra e di sinistra, non bastasse più voltare la testa di quà o di là e venisse la voglia di dargliela una bella occhiata fuori da quella finestra e, invece di una natura rigogliosa e assolata, con boschi a perdita d’occhio e ogni ben di dio, vedessero un buio cunicolo contornato da canali di liquami, non so proprio come la potreste mettere…

  2. Enrica Bocchio
    12 dicembre 2012 alle 16:47

    se, come si dice, le parole sono pietre, alcune definizioni in questo articolo son macigni.
    -slogan “senza paura”,
    -affrontare impavidi;
    – la via è tracciata;
    perchè non aggiungerci “è l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende”?
    L’utilizzo di certe forme lessicali roboanti e retoriche mi crea una certa inquietudine, stemperata dal fatto che credo si tratti ormai di una minoranza delirante, che sosteneva un governo di corrotti, corruttori, baciamani,festaioli. olgettine, nostalgici del 1943, ecc.ecc
    .
    A proposito di 43, vorrei ricordare che proprio 43 anni fa cominciò la strategia della tensione (strage di Pza Fontana, 12 dicembre 1969).

    • 12 dicembre 2012 alle 17:04

      Come (quasi) sempre non posso che sottoscrivere tutto, con un ricordo condiviso di Piazza Fontana e di tutte le altre piazze (e non solo) dove le carogne fasciste e gli sciacalli di regime, nascondendo lesti la mano dietro sedicenti piste anarchiche, inondavano di sangue innocente la, mai nata, democrazia italiana. A loro e a tutti i nostalgici un augurio: “che vi spunti un briciolo di coscienza!, così magari…”. Alla signora Bocchio, o ad Enrica (io sono per il tu proletario, ma non so…), lasciando da parte il terrorizzante “ghigno verde” un simpatico 😛

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