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Il Superstite (118)

22 dicembre 2012

Arona 2di Danilo Arona

Siccome ci lavoro – e praticamente ci vivo dal lontanissimo 1975 -non posso esimermi dal cedere il mio spazio settimanale a una nuova, benemerita, iniziativa che coinvolge proprio lei, quella via Trotti un po’ negletta, sempre troppo in ombra (soprattutto nel tratto iniziale), che pur ubicata in pieno centro vive di una stramba contraddizione “periferica” che da sempre la condanna a essere una via di apparente serie A ma di reale serie B. Alcune ragioni sono ovvie e non facilmente rimediabili, vedi l’assenza di un congruo numero di spazi da destinare alle attività commerciali e/o promozionali e la presenza di una storica casa di cura che in qualche modo ne influenza il destino. Ad altre si potrebbe porre rimedio con un po’ di buona volontà, leggi un’illuminazione meno cimiteriale e il coinvolgimento in quelle iniziative turistico/ commerciali tipo Festa del Borgo che qui proprio non approdano.

Benvenuta quindi alla Retedistrada Bergamo Trotti che, come recitano i comunicati stampa, si propone di essere l’incontro e l’incrocio di tante persone che condividono questi spazi urbani: non solo commercianti, ma anche abitanti di ogni età, uomini e donne, bambini e anziani. E quelli che seguono sono i punti salienti del Manifesto elaborato dalla prima riunione di fine novembre:

Via Trotti [1]1 – La rete di strada è l’incontro (l’incrocio) di esperienze e persone che condividono uno spazio urbano: cittadini, negozianti, bambini, giovani e anziani, italiani e nuovi cittadini, uomini e donne.

2 – Nella rete di strada si incrociano gli attori e i fruitori dei territori per costruire una comunità.

3 – La rete di strada è un incubatoio informale di idee, una serra creativa che traduce l’elaborazione in un’azione.

4 – La rete di strada vuole guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

5 – La rete di strada è generosa: gradisce che gli vengano rubate le idee.

6 – La rete di strada ama i fiori perché ama i colori.

7 – La rete di strada adora incrociare le identità per capire come cambia il mondo, anche sotto casa, anche nella nostra strada.

8 – La rete di strada gradisce gli artisti e favorisce le espressioni dell’arte. Perché la rete sa che solo la bellezza salverà il mondo.

9 – La rete di strada sa che le persone sono diventate anche un “luogo di relazione” e quindi di aggregazione.

10 – La rete di strada sa che le cose cambiano. Salviamo ciò che di buono ci deriva dal passato, curiosi di ciò che ci riserverà il nostro futuro.

Ai portavoce ufficiali Matteo Ferraris ed Enzo Macrì non faremo mancare il nostro contributo. Anche perché, accidenti, anche qui sono il Superstite. Quando aprii la mia attività nel marzo del ’75, ero del tutto convinto che sarebbe stata un’esperienza passeggera e  comunque precaria (l’inflazione viaggiava sul 22%…). Invece, citando mio malgrado Vasco, sono ancora qua. E, assieme a via Trotti e a questo strano quartiere, abbiamo sopportato tutto, dall’alluvione alle periodiche crisi, ivi comprese quelle peculiari della città. Non sarà un 2012 di apocalissi annunciate – ma quella economica è reale… – a fermarci. Gettiamo la rete. E, come cantava Bertoli, a muso duro. Già che ci siamo, buon Natale.

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Categorie:Editoriali
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