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Il Natale dell’emergenza

24 dicembre 2012

Natale emergenzaE allora godiamoci questo Natale. Austero, e quanto mai carico di incognite sul futuro, a livello locale come nazionale. Penso in primis alle tante emergenze sul fronte lavoro, sia pubblico che privato, che mantengono nell’incertezza in provincia migliaia di famiglie, soprattutto naturalmente tra coloro che sono più vulnerabili sul fronte economico. Insomma, i poveri, tanto per cambiare. O coloro che rischiano di diventare, o ritornare, tali, a seguito di questa crisi, badate bene, molto italiana e assolutamente strutturale. Con la quale, insomma, dovremo fare i conti a lungo, riprogettando modelli di business (parola che, fateci caso, da un paio d’anni si usa con grande pudore, quasi timore) e stili di vita.

E qui, senza stare a fare nomi e cognomi almeno a Natale, decisivo sarà, nel Paese come ad Alessandria, il ruolo della classe dirigente, che è chiamata a mostrarsi finalmente degna di questo nome. Politici, imprenditori, intellettuali (altra categoria di desaparecidos, almeno per autorevolezza) se ci sono battano un bel colpo. Forte e chiaro. Senza però necessariamente “lisciare il pelo” a tutti, come invece ahimé credo accadrà da qui al 24-25 febbraio, data delle elezioni politiche.

Quel di cui abbiamo bisogno, a livello locale e come sistema Paese, non è una “restaurazione”, che torni a dispensare certezze in forma di piccoli e grandi privilegi. Anche perché, date le mutate condizioni strutturali, pare francamente impossibile. Serve però un progetto vero, credibile, condiviso. Che coinvolga politica, circuiti economici, società civile. Senza quello (e senza persone credibili: perché sono gli uomini e le donne che fanno camminare le idee) sarà davvero difficile che si verifichi qualcosa di diverso da un’agonia lenta, magari assistita, ma senza sbocchi. Ma sarebbe folle, perché questo Paese ha un sacco di energie, risorse, persone perbene, preparare e oneste. E’ il meccanismo che è “stritolante”, e che le colloca in posizione subalterna rispetto ad un intreccio di mediocrità diffusa e di interessi di parte. Spingendole di fatto alla fuga, o alla marginalità.

A me piace pensare che, prima o poi, la “spallata” però arriverà, e con lei un nuovo processo “costituente”, una rifondazione vera e necessaria. Sono un illuso? Forse, ma meglio così della rassegnazione!

Intanto buon Natale a tutti. Ci prendiamo anche noi due giorni di pausa. Salvo esternazioni “urgenti”.

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    24 dicembre 2012 alle 02:30

    “”” A me piace pensare che, prima o poi, la “spallata” però arriverà, e con lei un nuovo processo “costituente”, una rifondazione vera e necessaria. Sono un illuso? Forse, ma meglio così della rassegnazione! “”””

    Caro Corrieral, unica cosa positiva sono le elezioni di fine febbraio, quindi dietro l’angolo quando saremo più incazzati del solito. Anche se le solite segreterie politiche (da me estremamente avversate perchè ritengo associazioni a delinquere legalizzate da se stesse) mettono in campo FURBAMENTE candidati locali perchè radicati sul territorio con extremo interesse di intensa campagna elettorale vis a vis, a febbraio e dopo aver pagato il saldo IMU di dicembre, dopo il prelievo forzoso e d’ufficio dell’1 per mille sui risparmi e conti bancari, dopo aver introdotto la TARES che ci darà il colpo di grazia e dopo che l’IVA sarà già passata al 22% ……embè, voglio vedere in che percentuali gli italiani e i miei concittadini daranno ancora ascolto e fiducia alla “tutta di erba un fascio” ….sì un fascio al 1000% . Estensione!!!! Anche se qualche “interessato” dice che non votare non permette di dire la propria e non si hanno diritti….un par de bale (dico io) , anche se qualcuno dice che governeranno lo stesso con percentuali risicate, li voglio vedere nelle loro stanze segrete e al cospetto dell’europa e oltre giustificare il nulla e lo zero valore che il popolo italiano dà alla politica. Ma si sa: mezzo paese è composto da interessati….quella da me definita “industria italiana improduttiva”, chi sono? : politici, burocrati, funzionari e dipendenti pubblici comprensivi delle loro famiglie e amicizie CHE HANNO INTERESSE DI RECARSI ALLE URNE pensando a se stessi e facendo il male del paese.
    _____________________________________

    “”””Intanto buon Natale a tutti. Ci prendiamo anche noi due giorni di pausa. Salvo esternazioni “urgenti””””

    SERENO NATALE ANCHE A VOI.

  2. 24 dicembre 2012 alle 09:29

    Auguri a tutti i resistenti: ” Indignados siempre!”.
    E per il prossimo anno, dato che ora nella clip ballano loro, ma poi faranno ballare noi (con le dovute esclusioni, e guardando il video vedrete che ci sono) un ulteriore augurio: “da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo le proprie necessità”. E, ad onor del vero, nel video penso che qualche persona a cui si può fare questo discorso, ci sia…

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