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Partecipate: la bolla è scoppiata

27 dicembre 2012

Bolla speculativaUn anno fa, di questi tempi, mi dedicavo con altri colleghi ad una serie di approfondimenti sul mondo delle aziende pubbliche provinciali, controllate dai diversi comuni del territorio (ma anche dalla stessa Provincia). Con felice intuizione, almeno per l’epoca, parlammo di  grande ragnatela, a significare una serie di intrecci e ramificazioni certamente leciti, ma anche spesso ridondanti, costosi e superflui.

Un anno dopo, è giusto ora parlare di grande bolla: che è scoppiata in tutta la  sua drammaticità, sia pur con esiti diversi, in buona parte ancora da misurare. Le bocce, insomma, stanno ancora girando, ed è presto per capire come finirà la partita delle partecipate. Di certo però, in rapporto allle dimensioni e al ruolo del nostro territorio, negli ultimi vent’anni non ci siamo fatti mancare nulla, e i politici e partiti della cosiddetta seconda repubblica (viva e vegeta: basta guardare ai candidati premier delle prossime elezioni politiche) hanno sognato in grande, già che c’erano. Moltiplicando aziende, partecipazioni societarie, consigli di amministrazione magari non miliardari, ma comunque con un dignitoso giro di “argent de poche” con cui qualcuno si è “fatta bella la casa”, come dice sempre un mio amico, acuto osservatore.

Ma qual è la situazione a fine 2012? Alcune realtà, come il Comune di Tortona, hanno risolto parte dei problemi di liquidità cedendo le principali partecipate a soggetti privati, vogheresi nella fattispecie. Alessandria invece naviga a vista, fra ipotesi di cessione di quote delle partecipate di Palazzo Rosso, e tanti punti interrogativi.

C’è, naturalmente, la questione del personale, che sta trascorrendo feste natalizie amare, e col fiato sospeso. Perché è chiaro che, quando si ristruttura, lo si con l’obiettivo di “razionalizzare”, per usare un tenue eufemismo. D’altra parte , anche a voler tralasciare le modalità “clientelari” (normali in questo povero Paese, persino in molte realtà private: mica per niente siamo messi come siamo) con cui buona parte del personale delle partecipate è stato selezionato nei decenni, c’è chi sostiene che in molti casi si tratta di stipendi assai “generosi”, superiori ai loro corrispettivi comunali insomma. E che le trasformazioni societarie consentiranno di rivedere anche l’aspetto retributivo.

Un po’ troppo trascurato, però, c’è poi il povero cittadino contribuente. Ossia la gran parte di noi tutti, che non solo dal Comune e dalle partecipate non ricaviamo reddito, ma invece agli stessi elargiamo contributi “forzosi” sempre più consistenti, a fronte di servizi sempre più  precari. Allora, van bene l’emergenza e la solidarietà, ma è chiaro che non è che si può pensare di “consolidare” un sistema in cui le famiglie “strapagano” in maniera diretta e indiretta i servizi pubblici, per poi ritrovarsi con i cassonetti in strada sempre stracolmi, le strade “a gruviera” e via dicendo.

Insomma, situazione molto incasinata. Si faranno avanti privati interessati al business di realtà come Amiu, Amag, Aristor, Atm e così via? Sul fronte rifiuti, è stato giusto “rottamare”, da parte dell’attuale amministrazione comunale alessandrina, l’accordo Amiu/Iren promosso dal tandem Fabbio Vandone un anno fa, per ritrovarsi ora a “rastrellare” sul mercato altre soluzioni, certamente a condizioni assai meno convenienti di quelle di allora?
E il trasporto pubblico su gomma (Atm, ma in fondo anche Arfea, che sta in piedi grazie ai finanziamenti regionale e provinciali) quanto costa realmente, nel suo complesso, a tutti i singoli cittadini? E’ possibile pensare ad una sua radicale ed efficiente riorganizzazione?

Tutti temi dei quali torneremo ad occuparci: a quarant’anni dalla loro nascita, le partecipate alessandrine sono certamente arrivate ad un bivio decisivo.

E. G. 

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  1. Graziella (gzl)
    27 dicembre 2012 alle 09:18

    Preparazione e capacità con un pizzico di onestà, trasparenza e democrazia, pensando allo scopo per cui si assume tale incarico e non a ciò che può derivare in vantaggio personale.

    Ecco, quanto sopra è l’ingrediente che occorre ad un individuo che si mette in discussione nel chiedere il voto per amministrare ogni cosa pubblica.

    Ma a quanto pare, Alessandria è sfigata perchè di preparazione, capacità neanche l’ombra, e il pizzico di onestà , trasparenza e domocrazia non c’è traccia. Si dimostri il contrario da chi ha detenuto il pallino in mano sia in maggioranza che in minoranza per almeno 15 anni!!!!

  2. mandrogno
    27 dicembre 2012 alle 09:28

    a casa tutti quelli assunti senza concorso.
    Una bella scrematura di clientele e nepotismi, che non farà ovviamente pena a nessuno: li abbiamo già pagati abbastanza..
    Poi da li si potrà ripartire, forse.

  3. Ettore Grassano
    27 dicembre 2012 alle 09:33

    Da La Stampa di oggi

    Al 20 dicembre le casse (di Palazzo Rosso) erano ancora vuote e c’era un’anticipazione disponibile in banca di soli 441 mila euro. Poi sono arrivati circa i primi 3,5 milioni appunto dell’Imu e il 24 mattina il sindaco Rossa ha potuto annunciare trionfante che la tesoreria aveva dato seguito ai mandati di pagamento effettuati nei giorni scorsi: «Questo è il frutto del lavoro svolto in questi giorni – ha commentato il sindaco, Maria Rita Rossa -. Fino all’ultimo è stato costante il nostro impegno per non lasciare nulla di intentato».

    Eh no, caro sindaco: questo è il frutto soltanto del salasso sui contribuenti alessandrini, e nient’altro. E il modello gestionale rimane fallimentare: adelante, please!

    E. G.

    • mandrogno
      27 dicembre 2012 alle 15:08

      questi pensano che solo perchè il piercing è di moda, noi mandrogni abbiamo tutti l’ANELLO AL NASO

  4. Roberto
    27 dicembre 2012 alle 09:51

    Beh! Prima di sparare nel mucchio bisognerebbe anche andare a vedere chi i concorsi li ha vinti! Eh si perchè i concorsi non li vincono solo le persone preparate ma anzi per uno preparato ce ne sono 7/8 che vincono grazie ad altro……..Dentro le partecipate non ci sono solo lavoratori clientelari ma la maggior parte è gente precaria alla nascita che a causa di un sitema marcio alla radice di concorsi non ne ha potuti vincere, però avendo la spada di damocle sulla testa in modo perenne ha lavorato e lavora ancora oggi in maniera decisamente sproporzionata se confrontata ad altri ambiti Comunali.
    Poi ironia della sorte dopo anni e anni a pregare per un concorso e dopo essere stati stabilizzati da una partecipata ecco la sorpresa…….Tutti a casa senza passare dal via!
    Io lavoro per una partecipata e guadagno €1250 al mese con assegni famigliari annessi, vivo nell’incubo da 15 anni e quest’anno è stato senza dubbio il più difficile, soprattutto queste festività senza stipendio ne tredicesima e a breve senza lavoro. A 40 anni (con una moglie che Lavora da privati e che anche lei non percepisce stipendio da mesi) e dopo aver lavorato con professionalità e rispetto per la cittadinanza e soprattutto senza essermi arricchito qualcuno di voi mi dice quale sarà il mio futuro lavorativo? Secondo voi esiste lavoro in questa provincia per me? Badate bene che in questi anni di curriculum ne avrò mandati a centinaia ma nulla e non sono schizzinoso! Ricordatevi anche che l’INPS ultimamente non erogava nemmeno più la cassa integrazione!
    D’accordo a razionalizzare ma tagliare in maniera indiscrimata e sempre partendo dal basso secondo voi è logico? Poi bisognerebbe anche andare a guardare caso per caso, persona per persona perchè vi potreste ricredere su cosa andrebbe tagliato e cosa no.
    Grazie e scusate per la lungaggine
    roberto

  5. Ettore Grassano
    27 dicembre 2012 alle 10:31

    Lasciare per strada persone che guadagnano il necessario per vivere (persino quando si tratta di palesi “imbucati”, e tutti lo sanno) non è mai una soluzione caro Roberto. E men che meno, in questi casi, credo sia possibile distinguere chi lavora seriamente e ha ottenuto il posto con trasparenza dai tanti “parenti e amici di”.
    Speriamo che chi ne ha il compito (e dovrebbe averne anche le competenze) presenti piani credibili e di ampio respiro. Quando però leggo che i nostri eroi (ed eroine) si attribuiscono il merito di aver incassato Imu e prestiti statali, francamente, da contribuente tartassato un po’ le scatole mi girano. L’amministratore pubblico così lo sa fare qualsiasi sub normale: e i risultati, in effetti, li stiamo raccogliendo tutti.

    E.

    • riki
      27 dicembre 2012 alle 17:09

      Scusa Ettore, ma cosa ti aspetti da una “dinosauro” della prima e ribadisco prima repubblica?!
      Istruita a trattare il popolo come un insieme di imbecilli, che applaudono al caudillo di turno, che gli concede qualche briciola per sfamarsi.
      A questo punto è triste dirlo solo un 1789 può salvare questo paese, auspicabilmente non violento, ma che epuri, sia a livello politico che a livello burocratico, la gestione della cosa pubblica.

      • TM
        27 dicembre 2012 alle 18:25

        spesso si sente invocare un rinnovamento rivoluzionario della cosa pubblica, però con l’auspicio che esso non sia violento. spiace dirlo, ma il grembo della storia è sanguinoso. resta da capire quanto e chi avrebbe il coraggio – qui e ora – di fare un 1789, o anche un 1848 o un 1943/45. tanto per restare al minimo sindacale della storia moderna 🙂

  6. luigi
    27 dicembre 2012 alle 13:31

    beh! la sindaca è riuscita a portare a casa l’IMU, facciamole un bell’applauso!
    si vede che non ha dato incarichi a quell’esattore genovese che ha dribblato più di 200 comuni, fra cui quello di Ovada. Abbiamo visto anche questo in Italia. Alla vergogna con c’è limite. Pensate se le tasse che abbiamo pagato a dicembre fossero andate a finire sul conto privato delle Isole Cayman di qualche furbone. Ci è andata bene, quindi tocchiamoci con la mano sinistra e andiamo avanti!

  7. luigi
    27 dicembre 2012 alle 15:55

    ma in buona sostanza come mai l’accordo Amiu-Iren è stato fatto saltare?
    qualcuno mi sa spiegare qual’è la soluzione alternativa che hanno in mente lor signori?
    ma che facciano presto perchè i cassonetti sono stracolmi e le strade già invase da sacchetti strappati dai cani in cerca di cibo. La m. ci sommergerà del tutto o c’è qualche speranza che qualcuno ce la venga a togliere prima dell’avvio della campagna elettorale?

  8. NERONE
    27 dicembre 2012 alle 22:49

    Scusate ma che fine ha fatto l’ex Presidente dell’AMAG?? Non che ne senta la mancanza o la nostalgia, ma abbiamo la memoria corta e non vorremmo mica perderci il suo nome e le memorabili e “nobili” azioni svolte per la città. (ovviamente è ironico)

  9. Ettore Grassano
    27 dicembre 2012 alle 23:22

    Non credo, caro Nerone, che Lorenzo Repetto faccia il pensionato: ma non ho news al riguardo. Quanto alla questione spazzatura, credo che insieme alle pessime condizioni di molte strade rimanga una delle principali fonti di disagio per tutti i cittadini del Comune di Alessandria. Come dice Luigi, i cassonetti soprattutto in periferia sono sempre stracolmi, e svuotati senza regolarità. Per fortuna siamo in inverno, e il disagio è sopportabile. L’accordo Amiu Iren si disse che conteneva una serie di patti parasociali “segreti” inaccettabili, e ne prendiamo atto. Quale possa essere però la soluzione prossima ventura attendiamo di scoprirlo con interesse: e più di noi credo attendano i dipendenti Amiu.

    E. G.

  10. luigi
    28 dicembre 2012 alle 10:29

    accordi segreti ? inaccettabili da chi?
    un contratto vale per quello che c’è scritto sopra, fin da quando mondo è mondo o siamo diventati tutti matti? Un tempo si diceva che le clausole paragonabili a “patti leonini” erano nulli fin dalla partenza e quindi non era neanche il caso di annullarli. Il popolo che non è ancora bue vorrebbe conoscerli questi patti segreti infami, anche per sapere bene con avremo a che fare in seguito, dato che chi sigla patti infami o è un infame anche lui o è un pirla.

  11. 28 dicembre 2012 alle 19:49

    il repetto si sta prendendo le reti gas di tortona e valenza con delle belle società paravento ..purtroppo non avremo il piacere di non sentirne più parlare

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