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[BlogLettera] Alcune considerazioni di fine anno

29 dicembre 2012

Le nuove elezioni politiche sono alle porte, e forse ci sarà un nuovo segnale  politico per il paese, almeno questo è quello che molti di noi auspicano. Ma cosa rimane delle riforme degli enti locali ed in particolare delle province?

Tirando le somme oggi cosa rimane della tanto discussa riorganizzazione  delle province del governo Monti? Nulla di fatto  ! (come era tra l’altro abbastanza prevedibile).
Anzi mi correggo, alcuni risultati importanti il governo comunque li ha ottenuti, grazie  al sostegno dei principali partiti di riferimento (PD, PDL) e la solerzia di alcuni presidenti provinciali.
In particolare  per quanto riguarda la nostra provincia, il licenziamento dei giovani precari, e la destrutturazione dell’organizzazione dei servizi a fronte di una ipotetica riorganizzazione dopo l’eventuale riforma e relativi tagli del personale.

Il risultato che ne deriva oggi è una situazione di grave insufficienza nella gestione del sistema pubblico, con una forte immobilità sulle funzioni rimaste,e che purtroppo non saranno più erogate in modo efficiente ed efficace.
Ulteriore beffa nei confronti di tutto il sistema socio economico provinciale ( cittadini, imprese sistema scolastico, piccoli comuni ecc).
La scelta politica di accelerare e di eseguire immediatamente le indicazioni  governative da parte del PD e del presidente Filippi (a differenza di altre realtà provinciali più prudenti) si sono rilevate inadeguate e sbagliate politicamente.
Filippi, pur nelle prese di posizione di contrarietà sui mezzi d’informazione per le scelte  Monti/Balduzzi, è indubbio che è stato tra i primi attuatori della riforma.
La grave e forte preoccupazione che oggi  dobbiamo riscontrare (non essendo stato convertito il decreto) che il sistema provinciale non subisce modifiche, ma nei fatti l’accelerazione introdotta, ha destabilizzato e reso inefficace il ruolo della Provincia sia in termini istituzionali che operativi.

Obiettivo questo del governo Monti  “l’inutilità dell’ente stesso” , che risponde perfettamente alle logiche del grande potere economico e finanziario,” meno pubblico più privato”.
La grande (in)capacità di visione politica è stata proprio questa, di aver avviato un percorso distruttivo che oggi con la caduta del governo non esiste più.  Purtroppo però le risultanze delle azioni avviate nella pratica di governo locale, e la  forte volontà politica di attuare precocemente e celermente  la riforma (tra l’altro non condivisa)  su tutti i fronti comprese  quelle ipotizzate, ma mai formalizzate (ne dall’ex Governo o Regione) come ad esempio lo “smantellamento” delle  funzioni delegate  dalla Regione alla Provincia, oggi sta determinando un ulteriore grave danno al sistema pubblico del nostro territorio.
Tra l’altro già drammaticamente sconvolto dalla irresponsabile gestione da parte del centro destra del Comune di Alessandria guidato dell’amministrazione Fabbio.

Oggi quindi la Provincia si trova di fronte ad un bivio: o recuperare nell’prossimo anno  2013 le carenze e inefficienze prodotte dal mix di azioni del governo Monti e conseguenti ed immediate azioni di  Filippi oppure si dovrà purtroppo dar ragione a quelle forze politiche PDL e PD  che hanno sostenuto e voluto questa destrutturazione del sistema provinciale.
Un’altra occasione persa per una  importante governace  publica di rilancio sociale ed economico del nostro territorio, pieno di risorse e potenzialità!

Massimo Barbadoro

Categorie:BLettere
  1. Graziella (gzl)
    29 dicembre 2012 alle 15:22

    Barbadoro, il nostro territorio è pieno di potenzialità certamente e lo riconosciamo, è pure pieno di cittadini troppo pazienti e fin troppo buoni o troppo ciula, …….ma lei questo lo sa perchè da una vita fa politica ad alto livello ed è stato Assessore provinciale dal 2004 a due mesi fa circa, quindi dovrebbe conoscere molto, e mi dica: perchè questo territorio ricco di potenzialità invece di elevarsi è finito in acque stagne e mobili e sta per soffocare?

    …un aiutino?

    non è per caso che abbiamo avuto la sfiga di una politica da quattro soldi? ,……..quello che manca da tanto tempo al nostro territorio sono giuste potenzialità politiche, capacità politiche, politici di alto livello, ….in ogni Ente da troppo tempo stagnano vecchie naftaline pericolose alla “salute” del territorio e dei suoi cittadini o troppo pazienti e buoni o troppo ciula nel continuare a compensarli col voto…..sbagliato?

  2. Natalino Balasso
    29 dicembre 2012 alle 15:47

    Ci scusi geom. Barbadoro, ma lei è stato sodale con Filippi nelle sue azioni per quasi 9 anni, e tutte le scelte del P.D. in giunta, dal terzo valico al licenziamento dei precari (iniziato a Luglio, quando era Lei assessore al lavoro) sono passate con il suo voto favorevole.
    Non sarà il suo licenziamento dalla giunta a provocare questo impeto di ribellione ?

  3. luigi
    29 dicembre 2012 alle 19:48

    non riesco però a capire perchè nessuno dei nostri vicini sia così attratto dalle enormi potenzialità di cui si parla. Se ne guardano bene dal mettersi insieme con noi.
    Vedi ad esempio gli astigiani quando hanno appreso che avrebbero dovuto far parte della provincia unita. Quelli poi di San Damiano quando hanno saputo che Asti sarebbe stata unita ad Alessandria, hanno subito detto che avrebbero preso l’iniziativa di un referendum per passare con Cuneo, rispolverando vecchi legami di interessi con l’albese.
    Se la provincia di Alessandria avesse operato con molta efficienza e con ottimi risultati sarebbe accaduto il contrario, ma non mi pare di vedere la coda di gente che ambisce ad essere amministrata dai nostri politici!
    E anche sulle “enormi potenzialità” avrei molto da dubitare, purtroppo!

    • Graziella (gzl)
      30 dicembre 2012 alle 02:37

      oltre Asti non dimentichiamoci della nostra Casale Monferrato, una città ricca di storia ed economie a cui piano piano sono stati sottratti importanti servizi trattandola come una Cenerentola per cui molti egregi cittadini casalesi da tempo vorrebbero staccarsi da questa provincia non sentendosi rappresentati nonostante alcuni casalesi sono al potere in maggioranza e minoranza nella provincia e non solo , alcuni sono anche nel potere comunale cittadino. A fare il paragone è come la provincia di Cuneo con Alba, Cuneo ha rispetto per Alba, nello stesso paragone Alessandria con Casale Monferrato, Alessandria non ha dato il valore dovuto a Casale. Siamo solo a farci del male….perchè?

      le potenzialità ci sarebbero: storiche, turistiche, gastronomiche, non industriali perchè non sono stati capaci di attirare industria controllata in ambito ambientale e ciò significava lavoro e ritorno economico per tutto il territorio. Quello che è strano è che da tempo vi è un declino , siamo in deficit ma abbiamo attirato tanti Istituti di Credito, Finanziarie…..chissà perchè se ogni giorno che passa per la massa i risparmi vanno in fumo per pagare i danni di malagestione pubblica di anni. Ma qualcosa è stato aumentato in questa provincia: la montiplicazione di Enti e sottoenti pubblici. Minicarozzoni, doppioni laddove era possibile. Ultimamente spuntano alla conoscenza dell’opinione pubblica , sigle, siglette create ad ok con miniconsigli di amministrazione per servizi (!?!) e movimentare denaro, a che scopo?

      Queste situazioni Barbadoro dovrebbe conoscerle, e con tutto il rispetto dovuto quando era Assessore e rappresentante locale al vertice di un partito politico, stava attento o teneva il paraocchi sull’andazzo in toto che ci ha portato a questo disastro?

  4. mandrogno
    2 gennaio 2013 alle 18:49

    roba da ultimo tango…

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