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“Parlamentarie” centrosinistra: chi ha vinto, e chi ha perso?

31 dicembre 2012

Bersani PierluigiOra diranno che hanno vinto tutti, a cominciare dagli elettori. Il che è anche mezza verità, naturalmente. Però, come sempre, dalle “parlamentarie” (e dalle precedenti primarie) del centro sinistra escono in realtà vincitori e vinti. Ma quali?

Ha vinto, in primo luogo, il Pd. Il Partito Democratico esce dalla doppia liturgia (primarie più parlamentarie) con una centralità assoluta. Sia mediatica, che in quel che resta del dibattito pubblico: popolare, si sarebbe detto un tempo. Il Pd è l’unico vero partito organizzato di questo Paese, là dove un centro destra completamente annichilito da 5 anni di (mal) governo rimane aggrappato alla “macchietta” di Berlusconi, a questo punto però più carnefice che salvatore. Solo liberandosi definitivamente del Cavaliere, e passando attraverso almeno 5 anni di opposizione purificatrice, il centro destra italiano potrà tentare di diventare una cosa seria. Il che, badate bene, è assolutamente necessario, rimanendo l’Italia sempre e comunque un Paese a maggioranza popolare di centro destra, con rappresentanza politica allo sbando. Di Monti (altro uomo di destra, ma elitaria, attorno a cui si sta cercando di costruire un consenso artificiale e artificioso) e di Grillo abbiamo detto spesso, per cui rimaniano sulle Primarie del centro sinistra.

Dentro il Pd, e attorno a Bersani, ha vinto l’apparato del vecchio Pci, che regna sovrano praticamente ovunque, sia pure con un graduale e intelligente rinnovo generazionale. Doveva essere, il Partito Democratico, la sintesi delle culture del Pci e della Dc. Ma i cattolici sono rimasti  foglia di fico, con alcuni vecchi arnesi (Bindi, Fioroni, ecc: sempre quelli insomma) imposti con atti di forza, e nulla più.

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sta tra i vincitori o gli sconfitti? Ha vinto, certamente, a livello personale, poiché ha imposto il suo nome praticamente in ogni casa italiana, e saprà capitalizzare la notorietà. Ha perso il suo progetto di rinnovamento non tanto generazionale (lì kronos e “la livella” faranno via via il loro corso), ma di metodo e approccio su tanti temi. Che questo sia un bene o un male, e che Renzi sia o meno di sinistra, è altra complessa questione.

Tra gli sconfitti di questa fase politica c’è sicuramente, invece, Nichi Vendola. Non più di due anni fa, e forse anche meno, Vendola sembrava davvero sul punto di riscrivere il percorso della sinistra italiana, e il Pd impaurito era in procinto di sfaldarsi al suo cospetto. Due anni fa, insomma, alle primarie tra Vendola e Bersani non ci sarebbe stata storia, ma a parti invertite. Oggi Sel si appresta a diventare niente più che un cespuglio del Pd, e magari ad esserne “fagocitata” nel corso della prossima legislatura. Mentre buona parte dell’elettorato potenziale di quell’area ondeggia senza convinzione tra movimento Arancione (un flop annunciato?), Grillo (ma senza crederci davvero) e astensione.

Poi ci sono le donne. E’ un successo avere imposto un’ampia quota rosa, con l’obbligo di votare necessariamente un candidato e una candidata alle parlamentarie? Solo apparentemente: il successo vero si avrà quando le donne faranno in massa politica perché ci credono (ma io continuo a pensare che, nella vita, spesso le donne stesse preferiscano fare scelte più qualitative), e quando gli elettori le voteranno perché le preferiscono agli uomini sul piano delle proposte. Nel frattempo, via libera a questo “giro” di “miracolate”, detto naturalmente senza astio, ma con oggettività: le prossime parlamentari del centro sinistra saranno tante, ma “diversamente elette”.

E a casa nostra? Le parlamentarie del Pd”incoronano” un politico di lungo corso come Daniele Borioli, con alle spalle  esperienze importanti in Provincia e Regione. E con lui la casalese Cristina Bargero, che ha fatto un bell’exploit superando (e non so quanti se l’aspettassero) la favorita della vigilia, Oria Trifoglio. Un po’ di amarezza (ma anche porte ancora aperte: dipenderà dal risultato delle urne, e anche dalla distribuzione delle candidature tra Camera e Senato) per l’altro “uomo forte” del partito, il sindaco di Castelletto d’Orba (e vice segretario regionale del Pd) Federico Fornaro.

Solo “piazzati”, invece, i candidati renziani, che erano Germano Marubbi (ha fatto l’exploit, ma solo nel novese), Piero Mega, Cristina Mazzoni.

Da non dimenticare: alle primarie hanno votato in Provincia circa 18 mila elettori, alle parlamentarie 6622. Che comunque è il massimo coinvolgimento pre elettorale sperimentato ad oggi: i prossimi parlamentari dei 5 Stelle, per dire hanno raccolto un numero di preferenze personali estremamente esiguo (ma là votavano solo gli iscritti al Movimento, alle primarie del centro sinistra potevano partecipare tutti i simpatizzanti).

In ultimo, ma non per importanza, una riflessione sulla decisione di Paolo Filippi di uscire dal Pd. “Distacco” maturato nel tempo, e nell’aria da un po’. Con grande scelta mediatica, il presidente della Provincia si è guadagnato la scena proprio nel week end che (se fosse stato candidato) avrebbe potuto vederlo tra i vincitori delle parlamentarie. Filippi ha ampiamente chiarito le motivazioni politiche della sua scelta: “Il Pd se ne frega di noi e io me ne frego del Pd”, per sintetizzare la protesta sull’atteggiamento del Partito Democratico nei confronti degli enti locali. Ma naturalmente i percorsi politici sono fatti anche di legittime ambizioni personali, e di delusioni rispetto a scelte altrui. Certo, a posteriori fa un po’ sorridere che il Pd, dopo aver “scaricato” Paolo Filippi come possibile parlamentare del territorio (perchè è chiaro che se il partito lo avesse sostenuto con decisione Filippi si sarebbe candidato, e avrebbe vinto), pare abbia deciso di non candidare i ministri finti tecnici del finto governo tecnico di Monti. Ergo: è out (ripescato dal centro montiano?) anche quel Renato Balduzzi da mesi oggetto delle ironie e del sarcasmo del Presidente della Provincia.
Ma ora Filippi resterà presidente di Palazzo Ghilini per un altro anno? E il Pd lo sosterrà ancora, o gli toglierà la fiducia? Il presidente della Provincia parla di “forte senso di responsabilità”, ma poi non nega che “se il Pd mi molla, pazienza. Mi dimetterei subito probabilmente”. Ma per lasciare la politica, oppure….Torneremo a parlarne presto.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. 31 dicembre 2012 alle 01:52

    • Graziella (gzl)
      31 dicembre 2012 alle 08:18

      x Molotov : un piccolo capolavoro!
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      CHI HA VINTO E CHI HA PERSO? tutti e nessuno e in compenso a Roma i “cadregari”
      stanno litigando. Bersani che vorrebbe Monti fuori dalle palle o come gregario alla sua leadercip, (capirai), Casini, l’uomo per ogni anfratto e con un peso elettorale pietoso, a quanto pare è diventato il “portavoce” di Monti perchè ieri ha risposto malamente a Bersani al posto del tecnico/politico “tagliateste o snaccapopolo”e pare che Casini abbia già chiesto il 50% dei ministeri: il contrario di etica e morale è la sua politica. Berlusconi non riesce a convincere Maroni a stare con lui e ognuno andrà per la sua strada. Gli altri fremono in attesa dell’arem o puttanaio dove piazzarsi. Grillo….ha fatto qualche concessione ai suoi e beccherà un fracco di voti …dove mi giro sento: “basta! voterò per Grillo”, (ci sarà da piangere e ridere contemporaneamente) Il partito che vincerà però sarà la coalizione degli assenteisti-scheda bianca-scheda nulla e con insulti-scheda verbalizzante di chi si presenta ma chiede di essere verbalizzato che non voterà perchè non si sente rappresentato. A febbraio dopo un festival babbioso e politicizzato il grande spettacolo saranno le politiche!

      _______________________________

      (da copia e incolla altro sito di due commenti in merito al risultato)

      PROVINCIA DI ALESSANDRIA – 440.613 abitanti più o meno.
      RECANTI AL VOTO PD RACCOLTI IN PROVINCIA – 14.689 più o meno

      440.613 –
      14.689=
      ____________
      425.926 mila, sono gli abitanti nella provincia che non sono andati ha votare il PD.
      (mia osservazione: 440.613 sono gli abitanti, togliamone pure 240.613 che non possono votare e ne rimangono 200 mila , 14.689 sono sempre pochi.

      P.S. – a febbraio 2013 :
      1° partito ASTENUTI
      2° partito Grillo
      3° i partiti che appoggiano o fanno comunella con Monti si beccano delle bastonate sul naso, voteranno per loro solo i proseliti degli apparati
      4° Berlusconi sparirà
      5°Lega idem
      6°il resto è nulla
      7°non rubare

  2. Pugno chiuso
    31 dicembre 2012 alle 10:14

    Oggi i precari della provincia di Alessandria, vanno a casa !
    La CGIL ha proclamato lo sciopero generale ad oltranza.
    Il presidente della provincia come promesso si dimetterà pur non di non essere lui a licenziarli.
    I candidati del centro sinistra si ritirano dalla competizione per protesta.
    Il ministro Balduzzi cristianamente pregherà per loro,
    S.E.L. RIFONDAZIONE E PDC hanno sottoscritto un documento contro il liberismo.
    Un mondo migliore si sta avverando!

  3. 31 dicembre 2012 alle 10:19

    Ah ah…ma l’anno che verrà sarà tutto diverso Pugno chiuso, la speranza non muore mai!

    E. G.

  4. Pugno chiuso
    31 dicembre 2012 alle 10:33

    dimenticavo i grillini faranno un mitap e i radicali digiuneranno fino alle 11

  5. luigi
    31 dicembre 2012 alle 10:43

    sono curioso di vedere chi si prenderà sulle spalle il ministero delle politiche sociali dopo la Fornero. Basterà chiamarlo ancora come una volta “Ministero del Lavoro e della Massima occupazione” per fare bella figura o forse massima occupazione sarà un pò troppo forte?
    Niente, sarebbe già una conquista se al posto di ministro ci fosse un lavoratore vero e non un sindacalista.
    Se no, altrimenti chiamiamolo Ministero del Dopo-lavoro e finita lì

  6. Precari Provincia Alessandria
    31 dicembre 2012 alle 12:51

    Per Pugno chiuso, errata corrige. Il presidente della Provincia Filippi ha annunciato le dimissioni dal PD non dal remunerativo scranno di Presidente della Provincia.

  7. Pugno chiuso
    31 dicembre 2012 alle 18:46

    Coraggio compagni, sono certo che a mezzanotte la CGIL, il p.d. sel , rivoluzione civile, occuperanno palazzo Ghilini, cacceranno dirigenti e assessori , ed il nuovo soviet darà il potere ai lavoratori.( precari esclusi !).

  8. rosi bindi
    2 gennaio 2013 alle 17:43

    Il risultato delle primarie che vede Borioli vincente e sicuro Senatore nel prossimo parlamento, mentre il Ministro Balduzzi viene liquidato con due righe da Bersani, dimostra la genialità di Filippi che ha passato un anno a fargli la guerra, senza rendersi conto, che chi lo avrebbe fottuto ce l’aveva in casa,

  9. 2 gennaio 2013 alle 17:52

    Guardando alla vicenda in maniera un po’ meno personalistica, direi che rientra nella dinamica di cui abbiamo scritto: il Pd di Bersani è la versione anagraficamente aggiornata del vecchio Pci. I cattolici contano come il due di picche, se non con esigue presenze testimoniali alla Rosi Bindi (ops….), ormai presissima dalla causa calabra. Gente sincera, insomma, ma anche duttile. La vera partita post elettorale si sposterà però sulle fondazioni bancarie: quelle che contano sono sempre state storicamente in mano ad esponenti della ex sinistra Dc. Cambierà qualcosa anche lì?

    E. G.

  10. Graziella (gzl)
  11. mandrogno
    2 gennaio 2013 alle 18:47

    ha vinto il Gruppo Gavio.
    e avrebbe vinto comunque.
    le truppe cammellate non sgarrano mai.
    e il giochino della doppia preferenza, di vecchia scuola, porta a roma tante yes-girls.
    incidentalmente, una è di casale.
    resta da vedere con quali poltrone, a spese nostre, indennizzeranno i mega-trombati come marubbi o le ginecologhe.
    col cavolo, che spariscono dalla circolazione. Mica siamo in Inghilterra, in Germania o negli Stati Uniti. Qui si trova sempre una municipalizzata, una partecipata, una fondazione bancaria o qualche altro ente ben remunerato che li accoglierà a portafogli aperti. (i portafogli sono i nostri, ovviamente)

  12. 3 gennaio 2013 alle 14:39

    Caro Ettore scrivi che alle primarie potevano votare tutti, ma a me risulta che poteva votare solo chi aveva votato alle Primarie del 25 novembre scorso e gli iscritte al PD nel 2011 che avessero rinnovato l’adesione per il 2012.
    Quindi un po’ come per il Movimento 5 Stelle, solo che qui votavano gli iscritti entro settembre mi pare…
    Altrimenti il caos di Dolcino e Bertoli a Novi non ci sarebbe stato eheheh
    Detto ciò, personalmente penso che Renzi non abbia vinto perchè l’Italia sotto sotto non ha voglia di cambiare.
    Parliamo tanto di rinnovamento, ma poi ci si rifugia nel comodo tran tran ben conosciuto.
    E sul rinnovamento parlamentare del PD devo dar ragione a Davide Bono, del M5S, che conti alla mano (http://www.beppegrillo.it/2012/12/bersani_pigliatutto.html)
    ha dimostrato che tra nomine, riserve e big c’è ben poco di nuovo.
    Ovviamente detto dal consigliere regionale del M5S mi sembra il corvo che dice al merlo “quanto sei nero”, visto che la scelta dei candidati è stata fatta unicamente dal “capo politico” Grillo, ma almeno loro possono ancora giustificarsi perchè sono giovani…
    In ogni caso non biasimo chi non è andato a votare per le parlamentarie del PD, perchè doveva sborsare nuovamente DUE euro, in barba ai rimborsi elettorali, ai soldi già regalati per le precedenti primarie e ai tanti soldini pubblici che i rappresentanti dei partiti incassano ogni mese.
    Davvero senza vergogna!
    Inoltre, come ho fatto notare nel mio articolo su NoviOnLine, nessuno ha parlato di tagli al costo della politica, interessante vero?
    Astenersi è un regalo alla vecchia politica, ma è veramente arduo decidere chi votare…

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