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[BlogLettera] Rovesciare il tavolo: mi alzo e…sciopero!

31 gennaio 2013 Commenti disabilitati

Sciopero USB riuscitissimo, partecipato, rumoroso, si è distinto in quanto finalmente uno sciopero utile, che si è reso necessario per manifestare il malcontento e soprattutto coraggioso in quanto calato in un momento di una campagna elettorale stucchevole e vomitevole che parla di tutto meno che di occupazione e salari, ancora una volta USB ha dimostrato di non essere al servizio di nessuno di coloro che detengono il potere ed essere in grado di contrastare decisioni ed incoerenze di palazzo, difficile in quanto sappiamo bene quanto influisca sulle misere entrate dei dipendenti senza contare l’ostruzionismo creato dal sistema che vede in prima fila ooss che illudono ad arte i lavoratori minacciando scioperi a babbo morto. Questa è la funzione di quelle ooss che hanno creato e sostenuto le leggi sul precariato, demolito il sistema pensionistico per gestire i fondi pensione, sostenuto il governo Monti, favorito la cancellazione dell’art 18, insomma quelli che in trenta anni hanno contribuito all’arretramento dei lavoratori su salari e diritti e ora si spacciano come i salvatori della patria (?!?!)

Questo è sufficiente a evidenziare, senza timore di smentite, come USB si proponga come unica alternativa sindacale di classe e punto di riferimento  per precari, pensionati, lavoratori, disoccupati.
Il presidio di questa mattina si è svolto  per la difesa dei diritti dei dipendenti comunali e aziende partecipate che sembrano essere in questo momento i maggiori penalizzati, ma soprattutto è da ritenersi funzionale per tutta la cittadinanza alessandrina, enormemente danneggiata. Il debito non è stato creato da chi lavora, spesso in condizioni di precarietà ,senza essere pagato alle scadenze pattuite o anche in condizioni disagiate, ne consegue che debba essere pagato da chi lo ha generato, senza se e senza ma.

USB, a differenza di altri, che comodamente seduti al tavolo delle trattative per otto mesi sono approdati al nulla di fatto, IL TAVOLO LO ROVESCIAMO, perchè siamo conflittuali e questo conflitto lo condividiamo e pratichiamo.
Il fatto stesso di non essere ricevuti o  che non si siano accettati incontri con USB, dimostra  quanta cattiva fede e mancanza di democrazia circoli nelle alte sfere.

Dopo lo sciopero odierno, seguiranno altre iniziative, perchè noi non concertiamo tagli di posti di lavoro o stipendi, siamo e saremo sempre per la difesa dei salari, diritti e dignità dei lavoratori e lotteremo insieme a loro affinchè vengano garantiti.
Alcuni rappresentanti di partiti politici hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori e USB non ha mancato di chiedere  impegni chiari e precisi nei loro programmi elettorali su argomenti tipo il pagamento del debito pubblico, “fiscal compact”, sovranità popolare, diktat europei ecc, dai quali discendono o discenderanno le decisioni che i vari governi locali, di qualunque colore essi siano, dovranno mettere in atto con aumento tasse, tariffe e tagli posti di lavoro e Alessandria non è esente da  tutto questo.

Giovanni Maccarino
per la Federazione USB Alessandria

Categorie:BLettere

Cascina Rosa: “amiamo i nostri cani come fossero figli”

31 gennaio 2013 Commenti disabilitati

Dixie 020Ci sono Dixie (nella foto), abbandonato a 13 anni, e Jack, barboncino di 21 anni, “nonnino” del gruppo. E naturalmente l’emergenza freddo, le risorse scarse, ma anche l’entusiasmo e la passione di tanti volontari. Vi raccontiamo un pomeriggio al canile di Alessandria, tra difficoltà e progetti per il futuro. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

Categorie:In primo piano

Il ciclone Beppe Grillo

31 gennaio 2013 9 commenti

Grillo in piazzaBeppe Grillo il 16 febbraio ad Alessandria, e la settimana prima delle elezioni in tv, magari da Santoro. Sono queste le voci che girano, e potrebbero essere gli eventi (rispettivamente locale e televisivo) dell’anno.

Perché potete metterla come volete, e credere ai sondaggi che lo danno al 12 o 13%, ma il leader del Movimento Cinque Stelle è, in questa campagna elettorale, l’unico leader in grado di riempire le piazze in questo modo.

Provate a immaginare Monti, Berlusconi o Bersani, in un simile contesto: ci sarebbero più celerini che popolo temo, come testimoniano le scelte di comodi teatri riempiti solo da addetti ai lavori.

Non che, naturalmente, questo significhi ipso facto che Grillo ha sempre ragione: a volte spara bordate qualunquiste intenzionalmente, e altre volte forse gli “scappano” per il gusto dell’iperbole, da grande uomo di spettacolo.

Però io i sondaggi, lo sapete, li faccio parlando con la gente: e in contesti anche molto diversi fra loro, persone di estrazione assai eterogenea mi dicono con tono liberatorio: “Ah, io voto Grillo!”.
Ci manca solo che mimino il gesto del calcio nel sedere, o della tirata d’orecchi: ma quello è il senso.

Non sono pochi poi gli elettori che dichiarano il proprio intento “astensionista”, ma io non ci credo. Non credo, voglio dire, ad un astensionismo di massa modello regionali siciliane: secondo me il 75% degli aventi diritto si recherà comunque alle urne, anche se rispetto ai sondaggi che circolano in questi giorni qualche sorpresina me la aspetto.

Il partito di GrilloProprio oggi intanto esce, edita da Il Mulino, una ricerca (se non la prima, fra le prime) intitolata Il partito di Grillo, che prova ad andare a tracciare il Dna dei militanti ed elettori del Movimento 5 Stelle. Scoprendo l’acqua calda, dirà qualcuno, ma è normale che questo tipo di saggi serva a fotografare e sintetizzare ciò che noi già intuiamo nella realtà.

E qui, nello specifico, sembra emergere che i 5 Stelle affondano le loro radici, “nell’humus dei movimenti e dei partiti della sinistra libertaria e radicale, da cui sono nati ad esempio i partiti dei Verdi in Germania e in altri Paesi europei”.
Del resto, forse alcuni di voi ancora ricordano una “basìta” Mercedes Bresso che, meno di 3 anni fa, imputava la “colpa” della propria sconfitta (con conseguente affermazione di Cota) proprio al “tradimento” dei 5 Stelle, come se si rivolgesse in qualche modo a qualcuno dell’album di famiglia. All’epoca furono suoi stessi compagni di partito a spiegare alla Bresso che i voti non sono mai di nessuno: ma attenti, perché il Pd con Ingroia rischia di nuovo di cadere in tentazione, e di parlare appunto di traditori al servizio delle destre, ecc ecc….

Sempre lo studio edito da Il Mulino, sottolinea poi che, dalle amministrative dello scorso anno, la base elettorale di Grillo va ad ampiarsi, e “sfonda a destra”, tra gli elettori di Berlusconi e Bossi. E anche qui, empiricamente, posso confermare che diversi miei conoscenti di quell’area, in effetti, voteranno 5 Stelle.

Per quanto queste statistiche vadano prese “con le pinze”, scrivono gli autori Corbetta e Gualmini: “Nel post-elezioni 2012, su 100 elettori intenzionati a votare per il M5s, il 34,5% viene da Pd e Idv, cui si aggiunge l’11,8% dalla Sinistra arcobaleno, per un totale del centrosinistra pari al 46,3. Il 33,8% viene da Pdl-Lega-Mpa e il 5,1% dall’Udc, per un totale del blocco di centrodestra pari quasi al 39%”.

Insomma, Grillo prenderà voti ovunque, credetemi. E più di quelli che i sondaggi (fatti per orientare gli indecisi, non per fotografare la realtà: dimmi chi ti paga, e ti dico che numeri fornirai) gli attribuiscono. Ci vediamo in piazza (non so dirvi quale, al momento) il 16 febbraio: il fenomeno va osservato in diretta!

E. G.

Categorie:Politica

[BlogLettera] Pisu: Fabbio e Rossa, dove sono le differenze?

30 gennaio 2013 4 commenti

Il 20 Novembre scorso l’Assessore Ferralasco ha partecipato ad una nostra iniziativa intitolata Meier, il ponte che divide per dialogare sull’utilità (per il M5S inutilità) del Ponte Meier. Ricordiamo che in quella occasione il M5S Alessandria ha proposto l’ipotesi di una diminuzione delle risorse destinate al Ponte Meier e quindi la realizzazione di opere o servizi diversi, come ad esempio la riconversione dello stesso in una una passerella ciclopedonale, evitando al Comune l’accensione di un mutuo da 8.000.000 di Euro. Gli esiti di un sondaggio proposto ai cittadini alcuni giorni prima della serata, evidenziavano nell’opinione pubblica la prevalenza dei “no” alla costruzione del ponte. Questo dato rende chiara la stortura insita nel sistema: la mancata partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla città.

Nel corso della serata l’Assessore Ferralasco, dopo aver ribadito che la costruzione del ponte era inevitabile per gli accordi siglati dalla giunta precedente, si impegnava almeno a rivedere i progetti del Piano Integrato di Sviluppo Urbano (PISU), presentati alla Regione dalla Giunta Fabbio (dal titolo evocativo Da borgo Rovereto al borgo Cittadella. Progetti ed azioni per avvicinare le diverse culture e qualificare gli spazi della città), perché non ancora appaltati e, come da noi denunciato, lontanissimi da quegli intenti di sviluppo urbano che dovevano soddisfare.
Infatti il PISU avrebbe dovuto perseguire obiettivi quali la riqualificazione di spazio pubblico incluso nelle aree degradate finalizzata allo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale, la promozione della mobilità urbana sostenibile; lo sviluppo di servizi urbani efficaci e facilmente accessibili online; la promozione di un’offerta di attrezzature per preservare e valorizzare il patrimonio culturale e degli spazi verdi; il miglioramento delle infrastrutture economiche; la promozione della cooperazione tra partner locali (imprese, sindacati, università, ONG, istituti di formazione, comunità locali, ecc.); il sostegno all’economia locale anche mediante agevolazioni agli investimenti produttivi; il miglioramento della coesione sociale.
Il 27 Novembre scorso, una settimana dopo le dichiarazioni dell’Assessore e nonostante la mozione presentata dal Movimento (che ancora oggi attende di essere discussa), arrivava l’affidamento della progettazione dei lavori per il “cappotto termico” dell’edificio La nuova boccia. In una recente intervista le affermazioni di Marco Neri, Ingegnere capo del Comune di Alessandria, confermavano tutti i progetti previsti dalla precedente Giunta, mettendo quindi la parola fine alla possibilità di modificare il PISU.

Nulla togliendo alle finalità ricreative del centro, ma che nesso c’è tra il “recupero di aree degradate” e La nuova boccia? Nei due borghi, secondo l’attuale e la precedente amministrazione, non esistono settori di maggior criticità e che necessitano un risanamento più urgente?
Ma soprattutto, cosa cambia rispetto alla giunta precedente? Gli impegni non erano ancora stati siglati e allora perché non provare a modificare quelle proposte?
Si continua a parlare di parcheggi, rotonde e cementificazione.
Non esiste un piano che preveda una mobilità urbana sostenibile, attenta alle esigenze dei pedoni e dei ciclisti e la conferma dei progetti previsti nel PISU-Fabbio va proprio nella direzione opposta. Anche le più recenti affermazioni dell’attuale Sindaco, sulla necessità di un parcheggio in Piazza Matteotti e di quello già previsto nel PISU in Piazza Gobetti, non può che indignarci.
Ma cosa pensano i cittadini di questi ennesimi sprechi di soldi pubblici?
Utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per denunciare e frenare questi sperperi.

Movimento 5 Stelle Alessandria

Categorie:BLettere

[BlogLettera] E’ più facile criticare che costruire…

30 gennaio 2013 1 commento

Come al solito e questo vale per tutti, è più facile stare al Governo che all’opposizione è più facile criticare che costruire, in buona sostanza è più facile fare delle parole anzichè dei fatti.

Sopratutto quando chi sta al Governo della città, si trova alle prese con una situazione di dissesto, con tutto quello che ne consegue e che sia chiaro non si limiterà ad un breve periodo, ma purtroppo continuerà ancora nel tempo a dispiegare i suoi funesti effetti sulla città e sui cittadini, in questa situazione molti, chi per opportunità politica, chi per superficialità, tendono a dimenticare, quasi come se lo stesso non sussistesse.

Se oggi al Governo della città ci fosse un altra formazione politica è non è difficile immaginare di quale colore, molto probabilmente saremmo qui a lamentarci del fatto ben peggiore, che sono state vendute quote nelle partecipate e sopratutto licenziamenti consistenti di lavoratori.
Sarebbe una strada certamente più facile e veloce per chi amministra, ma che non rientra nella filosofia di chi attualmente governa, che coerentemente a quanto espresso più volte durante la campagna elettorale, in cui ha dichiarato la situazione è grave, ma “risorgeremo insieme, senza lasciare indietro nessuno”, che poi è quello che si sta faticosamente cercando di fare.
Certo qualcuno potrebbe obiettare che qualche lavoratore ha già perso il lavoro e ovviamente spiace per chi si trova in questa situazione, ma almeno per ora questi problemi sono stati ridotti al minimo.

I sindacati alzano il tono della voce, indicono scioperi e vogliono conoscere i piani industriali, certo quest’ultima è una richiesta condivisibile (e al momento opportuno sarà indubbiamente soddisfatta) come invece non lo è la dichiarazione di sciopero, che non contribuirà di certo a risolvere le cose, anzi semmai rischia di peggiorarle, visto tra l’altro che a quanto risulta, l’Amministrazione comunale sta facendo del suo meglio per uscire da questa complessa situazione.
Senza per questo volerne disconoscere la funzione, forse dimenticano che non si trovano di fronte ad una Amministrazione, che sta praticando interventi che comportano tagli indiscriminati di posti di lavoro… come purtroppo succede da altri parti del nostro paese.

Per quanto concerne i piani industriali, sui quali si sta certamente lavorando, non vanno dimenticate le difficoltà dovute a due fattori, non ci troviamo in un azienda privata, ma siamo nel pubblico… e si vogliono evitare licenziamenti di massa, pertanto, anche per questi motivi, e per una precisa scelta politica, i tempi di messa a punto degli stessi sono inevitabilmente più lunghi.
Al momento opportuno è indubbio che verranno presentati e in quel caso si valuterà la qualità degli stessi e ciascuno potrà esprimere le propria opinione in merito, nel frattempo forse conviene a tutti concedere un po di fiducia e lasciare che l’Amministrazione Comunale faccia il proprio lavoro.

Pier Carlo Lava – Alessandria

Categorie:BLettere

Mussano: “Ora basta: al Cissaca gli stipendi ce li siamo ridotti drasticamente”

30 gennaio 2013 Commenti disabilitati

Mussano LauraDopo l’attacco frontale dei sindacati, la replica amareggiata del direttore del Consorzio Socio Assistenziale Laura Mussano (nella foto): “siamo ancora qui solo per senso di responsabilità: i 750 mila euro del comune di Alessandria già girati alle cooperative, ma sono una goccia nel mare”. Retribuzioni dei dipendenti garantite solo fino a febbraio. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

Categorie:In primo piano

Rita e il dilemma della coperta corta

30 gennaio 2013 20 commenti

Rossa Rita 1Si sentono stridere lame affilate dalle parti di Palazzo Rosso, a ben sapere ascoltare.
La “sparata” di ieri dei sindacati confederali non può certo essere una sortita casuale, ma semmai il tentativo di giocare d’anticipo, a livello mediatico, rispetto a decisioni che sono nell’aria. Dobbiamo dunque attenderci, nei prossimi giorni, novità importanti? Certamente ci sono tanti segnali che fanno pensare ad un gran lavorìo sotto traccia: in che direzione, lo scopriremo presto.

Proviamo allora a ricapitolare: nei giorni scorsi il ragioniere capo del Comune, Antonello Zaccone, ha fatto un passo indietro, e i bene informati dicono che si appresti sì a succedere a se stesso, ma avendo così chiarito che lui lì ci sta per senso del dovere, e solo se insistono.

Lo stesso messaggio, su tutt’altro fronte, arriva da Laura Mussano, direttore del Cissaca, che risponde amareggiata agli attacchi personali (anche se non la si cita con nome e cognome) rivoltigli ieri dalla Triplice.

Diversi assessori poi, alla proposta di un approfondimento sulle tematiche di loro competenza, in questi giorni si negano cordialmente, prendono tempo, o comunque precisano: “il momento è delicato, non mi sottraggo per spirito di servizio, ma solo finché non mi costringono a condividere scelte in cui non mi riconosco”.

Insomma, siamo al dunque. Imu o non Imu, il “carrozzone” di Palazzo Rosso, con tutti i suoi annessi e connessi, non sta più in piedi, e la riorganizzazione è alle porte. Ma riorganizzazione di che tipo? E sulla pelle di chi?

Cgil Cisl e Uil danno addirittura un ultimatum a Rita Rossa: “entro l’8 febbraio vogliamo vedere i piani industriali delle partecipate”. E, bontà loro, stavolta tra le categorie di lavoratori da proteggere ci infilano pure quelli delle cooperative, invero sin qui considerati un po’ “figli di un Dio minore”.

Intanto nelle società partecipate (Atm, Amiu, Aspal, Costruire Insieme, la “moritura”, anzi da ieri forse proprio morta, Fondazione Tra, il già citato Cissaca: aggiungere voi a piacimento quel che manca) il caos e l’incertezza regnano sovrani. E in questi casi non è che la produttività possa andare al di là della buona volontà individuale, parliamoci chiaro.

Ecco, se una critica sembra rimbalzare su più fronti, in camera caritatis, nei confronti del sindaco e della giunta è proprio questa: “da quando si sono insediati, si sono occupati solo dell’emergenza finanziaria, e a Palazzo e dintorni in tanti hanno incrociato le braccia, in attesa di direttive che non sono mai arrivate, né dall’amministrazione, né tanto meno dai dirigenti”.

E’ vero? E’ falso? Il sindaco sta per fare scelte dolorose, che porteranno alla fine della sua luna di miele con le rappresentanze sindacali classiche? Perché c’è anche chi, come l’Usb, è sulle barricate dall’inizio, non scordiamocelo….

In queste ore sono in tanti a porsi questi interrogativi, e ognuno ha una sua mezza verità, o qualche indiscrezione, con ipotesi a volte interessanti, a volte improbabili. Di certo lo status quo non potrà reggere a lungo. L’impressione è che siamo alle porte (ma dopo le elezioni, of course) di scelte dolorose non solo a Palazzo Rosso, ma anche in tante altre realtà pubbliche, locali e non. Grecia docet (anche se nessuno ne parla mai, avete notato? La Grecia non esiste: ma rischia di fare scuola!)

E. G.

Categorie:Politica
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