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Cervelli in fuga, o in movimento?

2 gennaio 2013

Cervelli in fugaNei giorni scorsi, sui principali media, è circolata una notizia assai semplificata, sul tema “fuga dei cervelli”. Si sono citati dati Istat un po’ a sproposito, e si è scritto che il 27,6% dei neodottori del 2011 è andato a cercare fortuna (o meglio, semplice realizzazione professionale) all’estero. Nel 2002 era l’11,9%. Dieci anni prima probabilmente assai meno, un dato trascurabile.

La situazione è più complessa, in realtà, e qui trovate un’analisi un po’ più di dettaglio.
Non sempre, insomma, si può parlare di fuga, ma forse più propriamente di generazioni in maggior movimento rispetto al passato, il che ha aspetti indubbiamente anche positivi.

Tuttavia, sarebbe sciocco trascurare un dato di fondo, che emerge anche da questo editoriale/monito  di Paolo Madron, direttore del quotidiano on line Lettera43. Ossia: l’Italia è un Paese per vecchi, da sempre terra di inciuci e privilegi grandi e piccoli, in cui merito è solo una parola retorica da spendere a costo zero, per fare bella figura.

Siamo tra i peggio messi d’Europa, anzi, proprio perché del merito ce ne siamo sempre strafottuti, tra sorrisini e favori interessati agli amici, e agli amici degli amici.

Il collega Madron punta il dito sulle responsabilità della classe dirigente, e politica in primis. Il che forse è anche atteggiamento facile e populista. Ma chiunque si sia sorbito anche solo una parte dell’inutile, stucchevole, irritante retorica del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (qui “stralci” dell’originale, ma sul web trovate anche divertenti divagazioni sul tema) deve convenire che nell’analisi del direttore di Lettera43 c’è del vero. Siamo sudditi di un regime retto da ipocriti, che hanno sempre “ciurlato nel manico” facendosi gli affaracci loro, e che non hanno nessuna intenzione di smettere.

Dissento, però, dalla conclusione di Madron, che esorta i giovani, preparati e “figli del popolo” (si sarebbe detto una volta) a prender su armi e bagagli ed emigrare in massa. A me sembra una fuga, e da sempre invece mi diverte assai di più la lotta, il sapore della battaglia. Voi cosa ne pensate?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 2 gennaio 2013 alle 09:11

    Enfasi dei grandi media. Il Governo promette: “le tasse giù di un punto”. Peccato che negli ultimi 12 mesi, tra tasse nazionali e locali, imu benzina spazzatura iva ecc, Monti le abbia aumentate del 10-15%, le tasse dirette e indirette. Si può continuare a raccontare la realtà al contrario di come è davvero? Mah…

    E. G.

  2. Fabio
    2 gennaio 2013 alle 09:59

    “…quando la costituzione entrerà in vigore questo sarà un paese bellissimo!…”

  3. Fabio
  4. luigi
    2 gennaio 2013 alle 13:53

    a quali condizioni si può investire in Italia, se non alle condizioni tipo quelle Benetton-Palenzona? dove sono i liberi imprenditori in grado di buttare sul tavolo milioni di euro con la speranza di portare a casa un onesto guadagno, quando le regole vengono continuamente cambiate in corso d’opera, addirittura più volte nello stesso anno e chi scrive le regole non è assolutamente credibile se non addirittura in mala fede?
    Adesso tiriamo fuori la Costituzione? Dopo sessantacinque anni? Non abbiamo un pò di vergogna?
    I figli di mamma se ne sbattono, i figli delle tessere fanno le manifestazioni e gli scioperi per farsi sentire (da chi?) in attesa di non si sa bene che cosa, ma i “figli del popolo”, ai quali va tutta la mia solidarietà, fanno bene ad alzare le vele per altri lidi se vogliono affermarsi o anche solo sopravvivere. Il mondo è sempre più piccolo e Alessandria sulla carta geografica non è nemmeno più grande di una merda di mosca.

  5. 8 gennaio 2013 alle 01:08

  6. Enrica Bocchio
    8 gennaio 2013 alle 13:23

    proseguendo nella liturgia di contrapporre una lirica ad una deiezione (all’oratorio ci insegnavano a recitare una giaculatoria per ogni bestemmia ascoltata) propongo anch’io un discorso di Calamandrei agli studenti della Società Umanitaria di Milano (gennaio 1955), quello sulla Costituzione, ricordata in questi giorni dal grande Benigni. Va da sè che il riferimento è per il commento precedente a Molotov.
    “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne, dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un itaiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perchè lì è nata la nostra Costituzione”

    • 8 gennaio 2013 alle 17:39

      E’ uno dei miei passaggi preferiti di Calamandrei, insieme alle liriche dell’epigrafe di Cuneo…

      • Enrica Bocchio
        8 gennaio 2013 alle 20:00

        …che infatti ho inserito nella parte conclusiva di “ITALIA 151” presentato il 16 marzo scorso.

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