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Il Superstite (120)

5 gennaio 2013

Arona 2di Danilo Arona

L’amico Paolo Fiorino, amico del Centro Italiano Studi Ufologici, mi ha inviato una stupenda analisi “fenomenica” de L’autunno di Montebuio, così densa e stimolante che non ho alcuna intenzione di lasciare nell’anonimato. Perciò gli cedo volentieri la parola,  tenuto conto che si tratta di una lettura brillantissima e condotta all’insegna di parametri assolutamente non pronosticati.

Ho terminato di leggere l’avvincente romanzo di Danilo Arona e Micol Des Gouges, L’autunno di Montebuio. Danilo, attuale direttore responsabile della nostra rivista, si è avvicinato agli UFO (e non solo!) più o meno agli inizi degli anni ’70 (come me e Toselli), sfiorato dal gruppismo (è prevalentemente stato un solitario), da sempre interessato ai cosiddetti “argomenti di frontiera”. E in questo romanzo si possono ravvisare – anche se indirettamente (a mio avviso non troppo!) – numerose connessioni con il fenomeno UFO. A parte un riferimento diretto al termine “dischi volanti” (pag. 11 ) e al film  I Misteriani uscito nel 1957 (pag. 7) mio anno di nascita, tutto il racconto è permeato da Ufo_1962fenomeni fortiani (grandine rossa; animali che parlano; fulmini a ciel sereno; funghi marci pieni di robaccia scura; vomiti di sostanze insolite e non alimentari; cani della valle che si mettono a ululare all’unisono; bagliori misteriosi; “presenze” insolite; corpi di santa che scompaiono o si tramutano; sogni; premonizioni; telepatia; OOBE; ecc.) ma soprattutto e a più non posso dalla presenza di misteriose “luci volanti” che balenano nel cielo spesso definite “palle luminose” (es.: pag. 25), “sfere di luce” (pag. 58) o più semplicemente “luci”. “Luci” che vengono osservate anche all’interno di abitazioni… o che sostano sopra un “monte magico”. Le luci vengono definite “malvage” e “indemoniate”, facenti parte di un “altrove” altro, definito “Mondo di Fianco”. In cui vivono gli “Altri”…

Un esempio: “C’è stato un chiarore incredibile. Luci con i ganci e senza ganci hanno cominciato a schizzare fuori da ogni fessura dell’edificio. Poi si sono unite tutte quante in una luce gigantesca e questa ha preso a girare attorno alla Colonia a velocità incredibile. Poi è entrata dentro e la Colonia si è trasformata in un’enorme palla di fuoco. Infine la luce si è abbassata e la costruzione è divenuta fosforescente”.
E ancora: “Amalia vedeva spesso le palle di luce. Un tardo pomeriggio, proprio un 31 ottobre come oggi, mentre si recava all’abbeveratoio che oggi è di fianco alla casa del Pin, il fuoco delle streghe apparve alla fine dello sterrato … In un baleno lo vide risalire zigzagando sulle cime degli alberi sin verso la vetta del monte. Ma, prima che scomparisse, Amalia lo vide dividersi in due, riunirsi ancora, scendere rapidamente sempre a zig zag, e puntare diritto verso di lei…” (pag. 254). Queste luci sono rappresentate anche con dei “ganci” (pag. 78), come riportato ad esempio nel noto e inconcludente incontro ravvicinato di Monselice (PD). Questi “ganci” catturerebbero e rapirebbero i malcapitati.
Si parla infatti anche di misteriose “scomparse”: ragazze, animali… “come se non fossero mai esistiti” (pag. 26). Di “suoni misteriosi” e silenzio innaturale [“Il bosco diventa silenzioso, morto. Non riesco a sentire nemmeno la pioggia battere sui nostri ombrelli e sulle foglie degli alberi… (…) Davanti a noi sembra sia calata la nebbia” (pag. 145)].

Di missing time. Ci sono in pratica tutti gli ingredienti delle attuali abduction… Vi sono poiMonte aspetti tipici del classico contattismo ufologico, che richiama soprattutto lo channeling. I contattati vengono definiti “sintonizzati”. Hanno poteri, doti e qualità che i più non hanno. E, dulcis in fundo, vi sono radio che continuano a trasmettere anche se cadono a terra e si rompono (come non ricordare episodi tipici della saga di “Amicizia” o presenti negli scritti di Williamson?).

Più specificatamente: “Nella cucina dovrebbe restare solo il silenzio, ma non è così. La radio, in tanti pezzi per terra, continua a trasmettere… (…) E noi, testimoni, non sappiamo se credere alla nostra mente o se accogliere la pazzia che è entrata in casa” (pag. 89).
E’ come “se anche gli oggetti, e non solo gli esseri viventi, potessero sintonizzarsi! (Ma le radio non sono viventi, sono oggetti! Quindi è come se tutto potesse trasmettere o ricevere!” (pp 101-102).
Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta anche di casistica fenomenica presente nelle manifestazioni /racconti di posseduti/indemoniati e spesso riferita da aderenti ai cosiddetti “gruppi satanici”.
Non mi resta che consigliarvene la lettura.

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Categorie:Editoriali
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