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Sant’Imu salva tutti?

10 gennaio 2013

Comune di AlessandriaGli alessandrini a giugno e a dicembre 2012 hanno disciplinatamente versato nelle casse del loro Comune un fiume di denaro, come gettito Imu. Precisamente 32 milioni di euro, addirittura 2 più del previsto. Ma solo il 40% del “pagato” rimarrà sul territorio, poiché l’altro 60% se lo è intascato lo Stato, e Palazzo Rosso ha fatto solo da sportello incassatore.

Ora, sul fatto che siamo sabaudi fino all’eccesso non ci piove: e del resto a Roma lo hanno “rinfacciato” (e in termini tutto sommato non troppo positivi) allo stesso sindaco, Rita Rossa, in merito alla  procedura di dissesto.

Siamo fatti così, c’è poco da fare: io ho parenti che sono già in agitazione perché non è ancora arrivato il bollettino del canone Rai, per dire. Ossia uno dei balzelli più ridicoli e antistorici del Paese, dal momento in cui l’offerta televisiva (e non solo) è ormai articolatissima, la qualità del servizio pubblico modestissina, ecc ecc..E infatti da Roma in giù il canone lo paga un’esigua minoranza, e nessuno si scandalizza.

Bene. Preso atto del granitico senso del dovere dell’alessandrino medio, ora però la palla passa ai nostri amministratori. Se, infatti, dovessimo renderci conto che l’autentico salasso (che ora tutti o quasi in campagna elettorale vorrebbero eliminare o modificare….sì, va beh: onore al Pd che almeno questa banalità per ora ce l’ha risparmiata) serve soltanto al mantenimento dello status quo, beh, un po’ davvero potremmo arrabbiarci. Anche se, ormai lo si è capito, in questo Paese e territorio siamo più pecore che leoni e, almeno fin che c’è pelo, ci lasciamo tosare docilmente.

Siamo insomma, fuor di metafora, in attesa di un processo di trasformazione vera e radicale del modello Palazzo Rosso. E anche che i tanti fornitori “alla fame”, a partire dalle cooperative sociali, ricevano i cospicui arretrati, e finalmente ricomincino ad essere pagati con regolarità. Tra l’altro temo che, senza una riorganizzazione vera, anche il pur consistente gettito Imu sia insufficiente a riportare i conti in pareggio. Ma aspettiamo l’analisi degli esperti, naturalmente. E anche di capire che interpretazione dare alle parole del sindaco dei giorni scorsi, quando ha fatto cenno a “possibili rimpasti di giunta”.

Intanto, tra Imu, Tares, Iva sui prodotti e compagnia bella, prepariamoci a donare allo Stato (e alle sue diramazioni locali) qualcosa come il 70% dei nostri redditi. Il che dovrebbe garantirci quantomeno un welfare di livello svedese, no? Invece….

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    10 gennaio 2013 alle 07:51

    “”””””””””””””Intanto, tra Imu, Tares, Iva sui prodotti e compagnia bella, prepariamoci a donare allo Stato (e alle sue diramazioni locali) qualcosa come il 70% dei nostri redditi. Il che dovrebbe garantirci quantomeno un welfare di livello svedese, no? Invece….””””””””””

    ….invece…..ci stiamo cuccando un welfare di livello della Repubblica Democratica del Congo …olè!

  2. Carletto
    11 gennaio 2013 alle 17:21

    Proprio sicuro che il 40% vada al Comune e il 60 allo Stato? Mi risulta che TUTTO il dovuto per la 1^ casa vada al COMUNE, come la metà per la 2^ casa e la metà per i terreni agricoli. Prego verificare (potrei anche sbagliarmi, ma non credo …)

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