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Berlusconi nell’arena. E gli altri?

11 gennaio 2013

Berlusconi SantoroA seguire la diretta del match “team di Santoro versus Berlusconi” (e i commenti in diretta su facebook) la sensazione è quella di tante jene che girano attorno al  vecchio desposta indebolito, e ampiamente “bollito”. Che peraltro ha scelto lui di scendere in quell’arena, da solo contro tutti. Con il piglio del combattente, a cui va riconosciuto l’onore delle armi.

Ma dov’erano, ieri sera, i berlusconiani sui social network? Non pervenuti, semplicemente. E fa davvero un po’ orrore, in questi giorni, vedere la ribellione al padrone di una vita degli ex camerieri alla Bruno Vespa, fedeli alla vecchia scuola Rai dell’ennesima capriola, per mettersi al servizio del nuovo dominus. Miserie dell’animo umano.

Comunque sia, grande festa ieri sera su La7, per noi un po’ ammalati di politica, nonostante tutto. D’Alema come aperitivo, ha scritto qualcuno in tempo reale. Ma il piatto forte è stato Silvio, naturalmente. Partenza in sordina, sorrisi, battutine soft. Berlusconi pacato, determinato, quasi corrucciato di fronte al servizio (“impeccabile”, ipse dixit) della redazione di Santoro, che descrive un’Italia alla canna del gas. E, a dire il vero, il reportage mostra anche un elettorato palesemente di destra, completamente deluso e scoraggiato.

Non gli risparmiamo attacchi di ogni tipo, i giornalisti di Servizio Pubblico. Fanno bene, sia chiaro, ed è ormai rarissimo, in questo Paese, vedere una serata di video giornalismo vero. E naturalmente non si possono dimenticare gli anni dell’arroganza di Silvio, i suoi diktat, i giornalisti “a cuccia”.

Ma oggi Berlusconi fa sorridere molti, non ha nessuna chance di vittoria, e in qualche modo la sua presenza ha ravvivato una campagna elettorale che rischiava di essere noiosissima. La sua permanenza sulla scena è, in realtà, il principale ostacolo alla nascita di un centro destra normale. Il che, scusate, non è mica poco, in un Paese con una popolazione a maggioranza destrorsa. Insomma, diciannove anni dopo Silvio ha fatto davvero il suo tempo. Anche se, forse e per fortuna, ne abbiamo sopravvalutato in passato la pericolosità culturale: dieci anni fa eravamo in tanti a sostenere, convinti, che il berlusconismo, come fenomeno culturale, stesse devastando intere generazioni. Invece è bastata un po’ di crisi economica, in fondo, per renderlo un archetipo “macchietta”, portatore di valori in cui pochi, oggi, dichiarano di identificarsi.

Adesso, però, cari colleghi, domande serie anche per Bersani e Monti, vero?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 11 gennaio 2013 alle 05:30

  2. Ettore Grassano
    11 gennaio 2013 alle 08:22

    Ah ah……povere gallinelle:e considera, caro Molotov, che poco oltre la Cittadella c’è il tempio del polletto allo spiedo….ahi ahi…

    E. G.

  3. Ettore Grassano
    11 gennaio 2013 alle 08:45

    Si continua a parlare di un confronto in tv tra Monti, Bersani e Berlusconi. Ossia, tra parentesi, tre signori che hanno governato insieme negli ultimi 14 mesi, per chi non se ne fosse accorto, cioè tanti italiani. Anche perché i giornalisti omettono spesso di rammentarlo, francamente. Gli altri candidati premier, da Ingroia ai 5 Stelle (ma chi candidano, tra l’altro?) non hanno neppure diritto di essere valutati dalla plebe che guarda solo la tv? Arridatece la vecchia tribuna politica!

    E. G.

  4. rupert
    11 gennaio 2013 alle 09:03

    In fondo la povertà del centro destra, nel proporre una figura di carisma, preparata a dirigere un cambiamento epocale, è la stessa calamità che affligge il centrosinistra. Povera Italia,

  5. cittadino
    11 gennaio 2013 alle 10:31

    credo di aver visto una trasmissione diversa: perchè la mia ha messo in evidenza un santoro marchettaro, con teatrini di finti scontri preconfezionati, in modo da rimettere in corsa uno zombie decotto.
    Ma la trovata più geniale è stata quella di anestetizzare travaglio.

  6. Ettore Grassano
    11 gennaio 2013 alle 10:57

    Era certamente uno show: finto, come tutto ciò che passa in tv, che è per definizione manipolazione della realtà da parte di qualcuno, con qualche fine. Ma che abbia rimesso in corsa lo zombie ne dubito, proprio perché del tutto decotto politicamente. Chi lo temeva, oggi ne ride o sorride. Chi lo adorava e votata, fa finta di non esserci mai stato, come con Mussolini. Dejà vu. Però, se Berlusconi è zombie, Monti e Bersani cosa sono, caro Cittadino? Almeno mediaticamente, Silvio continua a sovrastare i due citati inetti di diverse spanne, ne converrai. Comunque, nessuna novità vera all’orizzonte: l’Italia è questa, siamo così…

    E. G.

  7. 11 gennaio 2013 alle 13:04

    Questo invece sta diventando un problema, anche per il Movimento 5 stelle; l’ho ascoltato e spero di avere frainteso, se no è agghiacciante. Oltre che essere un valore fondante della repubblica, l’antifascismo è una delle condizioni “sine qua non” può esistere la democrazia…

  8. 11 gennaio 2013 alle 13:36

    E scusatemi, ma non mi sono accorto che ho pubblicato un video dei fasci di casapound, vestiti di pelli d’agnello per l’occasione, sono veramente perplesso, mah…

  9. Ettore Grassano
    11 gennaio 2013 alle 13:53

    L’ha pubblicato a tua insaputa? ah ah……Però i due parlano e si confrontano: non solo non si menano, ma neanche urlano. E neppure rubano, a quanto risulta almeno. Capisci bene che sono già elementi che, oggi, creano attenzione da parte della gente delusa, ed esasperata da certe faccine di….

    E. G.

  10. 11 gennaio 2013 alle 16:57

    Sono entrato anch’io nel club “dell’insaputa”.
    Però non so, io con i nazi non ci parlo neanche sotto costrizione; è proprio legittimando e fornendo uno status ai fasci e agli xenofobi che si apre la strada ai totalitarismi. Inutile stigmatizzare alba dorata e poi dialogare con gente che si ispira al ventennio, neofascisti abili a maneggiare la telecamera, quanto ad aggredire dirigenti politici a Roma (ad esempio).
    Se no si tratta di personaggi, come l’ingegnere Luigi Di Stefano, autore di una perizia difensiva volta a scagionare i due marò detenuti in India, subito rilanciata dai maggiori media italiani e arrivata a essere illustrata in una conferenza presso la Camera dei Deputati il 16 aprile. Peccato che l’ingegnere non solo non era tale, ma era invece sicuramente un dirigente nazionale di CasaPound. E suo figlio Simone, della stessa associazione neofascista, è uno dei fondatori e il candidato alla presidenza della Regione Lazio, quello che parla con Grillo, nel filmato. Allora, può essere che io sia stato catapultato in un paese alieno dove mi può succedere di tutto, compreso assistere a condanne di persone per avere cantato: “Bella Ciao”, oppure vedere l’identificazione di alcuni italiani da parte della polizia, perchè esibenti il tricolore, giudicato provocatorio nei confronti di un movimento razzista e secessionista, quale la lega, in quel di Venezia. Ma se non è così, allora sono in quel paese che amo, nato dalla Resistenza, uscito dalle ceneri della repressione nazifascista, la cui costituzione recita così:

    XII disposizione transitoria e finale

    È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

    In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

    E inoltre

    LEGGE 20 giugno 1952, n. 645

    Art. 1.
    (Riorganizzazione del disciolto partito fascista)

    ((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo)
    della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito
    fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo
    di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche
    proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la
    violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione
    delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la
    democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o
    svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla
    esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del
    predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere
    fascista)).

    Quindi non esiste dialogo, civile o meno, è anticostituzionale e contro la legge….

  11. franco dell'alba
    11 gennaio 2013 alle 17:49

    Anch’io ho qualcosa da ridire….

    Credo fermamente non ci si debba assolutamente confodere con chi promuove idee contrarie alla democrazia e favorevoli al totalitarsimo ed all’illegalità, anche se mascherata da buone intenzioni.
    Avewvo già visto quel video che stà girando di brutto sul web, e sono rimasto veramente sorpreso dall’atteggiamento “cameratesco” di un Grillo che non riconosco e che non voglio
    conoscere.
    Assolutamente d’accordo che ci si possa esprimere, dialogare, confrontare, ma lo si deve fare con persone che, rispetto alle nostre idee e principi, si dimostrano degne.
    A questo punto il problema è se Grillo usa lo stesso criterio.
    Se è così allora c’è di che rimanere davvero sconcertati oltre che preoccupati.
    Una cosa è certa: chapeau al quel furbetto che ha usato Grillo per farsi un sacco di promo, e anche su sta cosa…..c’è di che rifletterci, visto che Grillo non è certo uno sprovveduto che si fa rubare la scena in questo modo.
    …..mah!

  12. andrea
    12 gennaio 2013 alle 00:41

    questo è il video integrale:
    Per chi ha voglia di capire… 3 minuti di sforzo e ci si può fare un’idea su quanto detto in merito a Casapound!

    Infine, pur non essendoci bisogno, ci fa piacere ribadire la nostra risposta alla domanda: Siete antifascisti?
    SEMPRE. Per coscienza, storia e Costituzione.

    • 12 gennaio 2013 alle 16:42

      Guarda Andrea, visto che ho dormito male al pensiero che il video dei nazi ha una condivisione in più ed è la mia (mi sento come Tafazzi, per essere chiari), mi sono guardato tutto il filmato ed ho ascoltato con attenzione tutto quello che è stato detto. Aldilà della simpatia di Grillo e del mucchio di cose assolutamente condivisibili, invero la maggior parte, che ha detto, io continuo a non capire…non posso proprio, per le mie più intime convinzioni filosofiche e sociali, mediate dalla mia esperienza. Come penso tu sappia, cerco sempre di essere obiettivo, anzi, se posso mi guardo e guardo i miei pensieri, quando riesco, dall’esterno. Ma quando si tratta di fascismo, faccio fatica a ragionare lucidamente, senza essere assalito dall’ira. Più volte, anche sul blog, vi ho difeso, soprattutto quando tacciavano Grillo di incitare alla violenza dal suo magazine, cosa assolutamente non vera. E proprio per sgombrare il campo dapprincipio, anche parlando con il “sincero democratico” di stefano, Grillo ha detto (sintetizzando) che lui e il Movimento 5S non potrebbero mai partecipare ad alcunchè di violento. E’ chiaro che i fasci hanno estrapolato il pezzo che faceva loro più comodo: non deve essergli sembrata vera un’ occasione così. Allora, la prima valutazione è strettamente legata all’opportunità: come dice Franco sopra, Grillo non è uno sprovveduto, perchè quindi farsi accomunare a questi figuri?. Ma quello riguarda più il M5S, anche se prestare il fianco alle inevitabili critiche, e lì c’erano gli inviati di ballarò e del Fatto Quotidiano, qualche problema di immagine, in periodo elettorale, lo può causare.
      La prima cosa che, però, crea grandi dubbi, è proprio il fatto di fornire uno status a coloro che si trovano al di fuori del consesso umano, per loro scelta. Quel dire che ci sono loro, riferito ai gruppi e ai movimenti presenti di fronte al Viminale, alternativi al malcostume del gruppo di potere che governa l’Italia, quell’accomunare M5S, forza nuova, casapound e alcuni altri movimenti, o almeno non impedire che gli altri interpretino così le proprie parole, non è assolutamente condivisibile. Nessuna preclusione su casapound, per me, non è accettabile: non bastano quei pochi requisiti richiesti per il vostro movimento (ma questo lo dice anche Grillo) per qualificare un interlocutore. Se uno si prende la briga di leggere il “manifesto di Verona”, uno degli atti fondanti della repubblica sociale italiana ed uno dei documenti a cui casapound si ispira, si trovano una moltitudine di affermazioni che potrebbero essere condivisibili, poi però si incontra il punto 7: “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”. Allora, anche se tutto il resto è verosimilmente “umano”, e si parla del 1943, non basta questo, con la sua carica di disumanità, che in Italia ha causato 7500 morti ebrei tra le migliaia e migliaia di deportati, ai quali vanno sommati i morti in patria (Ardeatine, ecc.ecc.), ad inficiare e rendere ancora più repellente l’accomunarsi ai propugnatori di tale abominio?. Nel “ventennio”, secondo voi, poteva essere ragionevole abiurare le proprie idee, come hanno fatto cattolici e personaggi di sinistra, folgorati dalla legislazione sociale fascista?, barattando con questo le libertà personali e i diritti umani con un pacchetto di escrementi a scatola chiusa?. E prima che qualcuno ricordi di nuovo il mio pseudonimo, voglio dire, al di fuori della letteratura, che le stragi del compagno Stalin mi fanno lo stesso ribrezzo e mi provocano le stesse sensazioni.
      Il movimento casapound, sconfessato pure dalla figlia di Ezra Pound, che li ha portati in tribunale per l’utilizzo del cognome del padre, si ispira alla repubblica sociale, come ho già detto, i cui militanti, vestiti con le divise delle waffen ss, torturavano, uccidevano e stupravano gli Italiani. Ma come si fa a dialogare con persone che si rifanno a questa aberrante ideologia?. Cosa vuole dire “non mi compete”, come risposta alla domanda se si è antifascisti?, “sono domande che non hanno risposta”?, non capisco, magari sono io, perchè se vuole dire che è talmente ovvio che non bisogna chiederlo, va bene, ma se stai parlando con uno che si rifà ai “repubblichini”, alle famigerate Italienische Waffenverbände der SS che, ripeto, vestivano la divisa che ha fatto tra i 12,5 e i 17,5 milioni di morti in Europa, allora le cose cambiano. Vaglielo a dire ai morti di Boves e Marzabotto che è una domanda retorica! (a volere essere benpensanti).
      E non sto parlando di antifascismo come mero strumento politico, utilizzato come arma per zittire gli avversari politici, e qui il pd è maestro. Uno come fassino che invocava l’esercito in Valsusa, ad esempio, come tanti altri appartenenti alla nomenklatura, ogni volta che viene contestato, grida al fascismo, quando in seguito alle sue azioni non è più titolato a parlare. Io ricordo, ad esempio, un tuo post su fb, durante la presentazione del “bilancio lacrime e sangue” e dicevi, più o meno, alla sindaca (penso), di lasciare stare la Resistenza, mentre presentava i futuri sacrifici (degli altri). Si cerca sempre di riferirsi alla Resistenza, per giustificare qualsiasi azione politica si compia!. Vi ha fatto riferimento anche Grillo qualche tempo fa e, alla luce del dialogo con i neo nazional-socialisti, delle due l’una: o anche lui l’ha fatto come tutti gli altri, oppure, se si ispira veramente ai valori Partigiani, allora non può legittimare casapound!.
      Tutti i 25 Aprile, ai cortei, ci sono centinaia di politici e la maggior parte sono antifascisti di maniera, non se ne può più…
      Io parlo, invece, di antifascismo vero, quello che nasce dal cuore e dal libero pensiero, quello che rifiuta ogni prevaricazione dell’uomo sull’uomo, quello di Italo Calvino e Calamandrei, quello a cui una nazione che vuole ripartire e rifondarsi non può fare a meno di fare riferimento.
      Io non ho mai avuto dubbi che tu, come la maggior parte degli appartenenti al movimento, fossi antifascista, e parlo di quello vero, e serve ribadirlo, perchè i fenomeni come casapound non vanno sottovalutati, sono pericolosi, veramente, e cercano legittimazione.
      Non gliela si deve fornire in nessun modo, io la penso come il Pm di Aosta, Ceccanti, che ha chiesto l’archiviazione per una querela sporta da casapound contro Paolo Momigliano Levi, ex direttore dell’Istituto della Resistenza di Aosta, reo di avere presentato una mozione sulla pericolosità del movimento approdato in città. Ebbene il giudice aveva addotto come motivazione, la seguente: «Nel nostro ordinamento le posizioni politiche legate al fascismo e al nazismo non meritano alcuna tutela». Secondo me è proprio così, perchè sono fuori dalla costituzione (XII disposizione transitoria e finale).
      Nel corso degli anni, fenomeni simili sono stati sottovalutati, per “sufficienza culturale”, dalla sinistra e adesso i membri siedono nei consigli comunali, fanno i sindaci, stanno nelle municipalizzate, quando non sono, addirittura, ambasciatori o consoli.

      In conclusione, ai fascisti, vecchi e nuovi, una promessa: “NON PASSERETE!”

      A tutti gli antifascisti sinceri, un piccolo memento di Piero Calamandrei…

      Lo avrai
      camerata Kesselring
      il monumento che pretendi da noi italiani
      ma con che pietra si costruirà
      a deciderlo tocca a noi.

      Non coi sassi affumicati
      dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
      non colla terra dei cimiteri
      dove i nostri compagni giovinetti
      riposano in serenità
      non colla neve inviolata delle montagne
      che per due inverni ti sfidarono
      non colla primavera di queste valli
      che ti videro fuggire.

      Ma soltanto col silenzio del torturati
      più duro d’ogni macigno
      soltanto con la roccia di questo patto
      giurato fra uomini liberi
      che volontari si adunarono
      per dignità e non per odio
      decisi a riscattare
      la vergogna e il terrore del mondo.

      Su queste strade se vorrai tornare
      ai nostri posti ci ritroverai
      morti e vivi collo stesso impegno
      popolo serrato intorno al monumento
      che si chiama
      ora e sempre
      RESISTENZA

      • 13 gennaio 2013 alle 21:56

        E questo, tanto per capire, è un filmato che parla dei sinceri democratici, con i quali è sempre bene avere un dialogo, come altri in passato, tipo Neville Chamberlain, hanno pensato fosse possibile. C’è anche il tizio del filmato, il non-violento di stefano. Io non sono pro o contro, non sono con i pennivendoli e non sono con scanzi, sono anch’io ecumenico ed ho una sola condizione: “se sei fascio non ti lascio neanche avvicinare, se non sei fascio possiamo discutere”.

  13. mandrogno
    12 gennaio 2013 alle 02:00

    neonazi?
    dal vaffaday alla Kristall Nacht?

  14. franco dell'alba
    12 gennaio 2013 alle 19:08

    Ogni uomo che vuole avere la schiena dritta si pone dei limiti oltre i quali non può e non deve andare, perché, se ci và, o pota la schiena o gliela piegano. Dopo di ché ancora oggi c‘è chi giustifica Mussolini e Bossi….

    • Graziella (gzl)
      13 gennaio 2013 alle 02:23

      solo Mussolini e Bossi? ..dimentichidi aggungere i vecchi “arnesi” della balena bianca, dei comunisti che ancora ritroviamo nelle camere, nelle istituzioni con incarichi delicati e di potere e con loro i virgulti: figli e nipoti già piazzati nei settori sicuri ….inoltre rischiamo di ritrovarci un prossimo di questi “vecchi arnesi” a sostituire Napolitano ….posizione che offre loro la verginità assoluta sul passato.

      P.S. – come va la tua lotta?

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