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La chimera dei parcheggi sotterranei

14 gennaio 2013

Piazza Matteotti fontanaDel parcheggio sotterraneo in piazza Garibaldì ad Alessandria si parla dagli anni Settanta. L’ho scoperto grazie al bel libro di Debora PessotAlessandria, ieri: un passato ancora presente, di cui abbiamo già parlato, e la cui lettura è consigliata a tutti gli appassionati di politica locale.

Ebbene, quarant’anni dopo siamo ancora qui a raccontarcela, e l’ultima stazione della “via crucis” annulla di fatto (attraverso le motivazioni del Tar) ogni possibilità di procedere in quella direzione. Ma niente paura, perché c’è chi nel cassetto già ha pronto da una vita il progetto alternativo: un parcheggio altrettanto mirabolante (e con le stesse possibilità concrete di andare in porto, per ovvie ragioni) in piazza Matteotti. Per tanti alessandrini ancora piazza Genova, o piazza dell’Arco.

Poco importa entrare nei dettagli tecnici di un’opera che non si farà, se non altro perché il Comune non ha neppure le risorse per pagare i suoi debiti e i suoi fornitori, figuriamoci per progettare investimenti.

Più interessante è constatare che i nostri amministratori (tutti, dagli anni Settanta ad oggi) sono evidentemente convinti che parlare di un parcheggio sotterraneo porti bene, sia un segno di modernità. Se non altro vagheggiata.

La realtà però è un po’ diversa: il traffico alessandrino, in orario diurno feriale, in buona parte dell’anno è paragonabile più a quello di Milano o Roma che ai ritmi di una tranquilla cittadina di provincia. Il pagamento del pedaggio è ormai dato per scontato, data l’estensione della “zona blu”, ma molto spesso pagare non basta, perché i mercati nelle piazze principali e talora altre iniziative “spot” fanno sì che addentrarsi in centro con l’auto sia un terno al lotto. Personalmente, ci vado ormai meno che posso, e non disdegno lunghe camminate, quando proprio non mi riesce di dare appuntamento ai miei interlocutori agli Orti, in Pista o al Cristo. Ma mi rendo conto che Alessandria è soprattutto una città di anziani, e che non è possibile pretendere da loro performances da camminatori semi professionisti. E poi, naturalmente, ci si lamenta del fatto che il commercio nel centro storico langue: ma se per un acquisto magari banale mi tocca spendere due euro di parcheggio, e perdere magari un’ora tra una storia e l’altra, perché mai non dovrei puntare appunto su un negozio di periferia, ammesso che esista? Idem per un caffè al bar, naturalmente.

Per fortuna, mi segnalava pochi giorni fa il direttore dell’Arpa Alberto Maffiotti, l’inquinamento da Pm 10 in città è comunque in calo. Effetto perverso (ma benefico) della crisi economica che induce un po’ tutti ad usare l’auto con maggior parsimonia. Ma è davvero così difficile ripensare il modello del trasporto pubblico cittadino e della circolazione, incentivando (senza obblighi: quelli non servono, e fanno arrabbiare) l’utilizzo di navette gratuite e altrettanto gratuiti parcheggi in periferia? Alessandria non è Milano sul fronte del business e dell’attivismo economico: perché mai lo deve essere sul fronte del traffico?

Attendiamo fiduciosi proposte e progetti concreti. Altro che irrealizzabili parcheggi sotterranei, costosi e dalle mille complicanze…

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Graziella (gzl)
    14 gennaio 2013 alle 07:43

    Alessandria NON HA MAI BRILLATO di efficienza del trasporto pubblico, inoltre col tempo abitualmente si evolvono le strutture fornendo mezzi pubblici moderni, efficienti, non inquinanti e con percorsi sufficienti per dare la possibilità a chiunque di evitare l’utilizzo del mezzo privato. In Alessandria non solo non siamo andati avanti, ma scelte da terzo paese del mondo negli anni dopo alluvione, con acquisti di seconda -terza mano o mezzi già accantonati da altri, che impone l’uso del mezzo privato per evitare lunghe attese e viaggiare il più delle volte come pollastri in gabbia: nel dopo alluvione la nostra azienda pubblica credo sia stata mal amministrata dai sindaci, assessori, funzionari, consigli di ammnistrazione aziendale e direttori, capi, capetti ecc. ….inutile arrabbiarsi per ciò che scrivo, sono un utente del trasporto pubblico e so ciò che dico !!!!!

    Parcheggi: quando parlo di cattiva gestione politica e dirigenziale, scelte errate, anche qui non è che sbaglio granch’è! Noi ci ostiniamo a bucare il sottosuolo, poi se scavando ci si trova un osso o un coccio tutto si ferma….alt e superalt! arrivano i Beni Culturali e Paesaggistici e ti saluto…è ovvio che negli strati sottosuolo di una città ci siano dei rottami magari di nessun valore ma ALT!!! Aggiungo che rimane ancora in atto la messa in sicurezza idrogeologica, vebbè che non dovrebbe succedere più niente ma ……fino a che i lavori in atto non sono completati e fino a che chiusi i lavori ci sia il collaudo tecnico di messa in sicurezza pensiamo ancora di scavare? Fossimo almeno capaci di copiare dalle città vicine, un es. : SAVONA, nel cuore della città in via Piave, dove vi erano immobili cadenti il Comune invece di autorizzare palazzoni ha spianato e costruito un comodo parcheggio con soppalco, alla luce del sole e non come talpe nel sottosuolo, con collegamenti verso altro enorme pargheggio di Piazza Statuto. Parcheggiando in via Piave uscendo si è nel cuore della città: volendo una panetteria, mscelleria, farmacia, pasticceria, cartoleria, sartoria, edicola , scarpe, intimo……in 30 minuti si può fare la commissione utile e il parcheggio nei primi 30 minuti è gratis…..e nel cuore della città.

    http://www.svdonline.it/914/parcheggio-di-via-piave/

    Da noi almeno copiare NO! sbagliare sì e ripetutamente eppoi ci si chiede come mai una città con politici “professionisti”e funzionari “svegli” cade a pezzi nei suoi servizi, ma fino a che a dirigere le nostre aziende vengono messi politicastri e amici degli amici …… E ORA ATTACCATEMI….MA ATTENZIONE HO LA CORAZZA!!!

  2. luigi
    14 gennaio 2013 alle 09:54

    in quanto ai rottami di nessun valore è più probabile che ad Alessandria si trovino sopra il livello stradale piuttosto che sotto terra. Qualcuno cammina anche e qualcun’altro pure parla
    Questi rottami sono piuttosto difficili da rottamare!

    • Graziella (gzl)
      14 gennaio 2013 alle 10:11

      vuole fare un elenco dei “rottami” caminanti e parlanti sopra il livello stradale? così tanto per conoscere…… ma sul questo tipo di “rottame” aimè si sbaglia, qualunque “rottame” caminante e parlante sul suolo non è così difficile da rottamare ad un certo punto raggiunto dalla morte naturale, per malattia, per incidente, o atto violento si rottama per forza e finisce il più delle volte anche sottoterra….

  3. cittadino
    14 gennaio 2013 alle 10:39

    il problema parcheggi si sta risolvendo da solo, come risultato accessorio della meravigliosa politica dei vari PDL PD e UDC che gli italiani si apprestano a ri-votare.
    Le strade sono deserte per il caro-carburanti o per la disoccupazione (o tutti e due). Le auto stanno progressivamente riducendosi per effetto delle varie tasse e tariffe a cui sono soggette. La gente non ne ha più bisogno per lavorare (i disoccupati stanno fermi) e non ha più soldi per usarle per diporto.
    Well done…
    Adesso aspettano che si muoia tutti di fame, e avranno sanato anche il bilancio dell’INPS e dello stato. E non serviranno più neppure gli ospedali.

  4. 14 gennaio 2013 alle 11:09

    Catastrofista! In realtà i bisogni essenziali dell’uomo sono pochissimi, il resto sono consumi secondari e terziari indotti. Bisognerà semmai capire quanto le persone sono culturalmente pronte a parametri di vita “ridimensionati” sul piano del superfluo. Io vedo un popolo imbelle e inconsapevole delle dinamiche storiche in atto, che si fa ancora “coglionare” dal furbetto di turno che gli dice “si vede la luce in fondo al tunnel della crisi”, o “se torno io vi tolgo le tasse”. Un popolo di bambini irresponsabili, dai: e che comunque, a livello di risparmi privati, può ancora essere “tosato” parecchio. Ma solo dopo le elezioni, naturalmente. Per ora ottimismo, e progetti “a manetta”…

    E. G.

  5. Fabio
  6. 14 gennaio 2013 alle 15:22

    Un gustoso amarcord che sembra tratto da un libretto della serie “Urania”, una specie di “ritorno al futuro”. Non so se vi succederà dopo averlo letto, come a me è capitato, ricordando (con qualche licenza) “Metropolis” di Fritz Lang, di immaginarvi arrivare alla stazione di Smart-Alessandria su di una navetta volante argentata, posteggiare nel futuristico (o futuribile) silos multipiano “Tiziano”, tutto torrette, antenne e parabole atte a connetterlo con la città, già molto, ma mooolto, smart: tutta servizi per il cittadino. Immaginare di togliervi il casco e disinnestare i connettori dell’aria che vi permettevano di respirare sulle favolose navette del trasporto pubblico e monitoravano le vostre funzioni vitali, durante il volo urbano. Poi scendere al livello del suolo, usufruendo di una piattaforma magnetica, fornita di retrorazzi di appoggio, per recarvi nella stazione di Smart-Alessandria su di un velocissimo nastro trasportatore, una sorta di “tapis roulant”, magari accompagnati da una versione orchestrale dell’inno di Alessandria, creato da uno sconosciuto compositore alessandrino in erba, eseguito dal coro delle voci bianche dei precari, dei cassaintegrati e dei dipendenti pubblici e privati (bianche perchè i cantori hanno, da sempre, gli zebedei stretti in una morsa). Arrivati in stazione, senza muovere un muscolo, grazie alla lungimiranza degli attori protagonisti (famosi caratteristi del filone fantapolitico), pranzare nel ristorante, a base di pillole e beveroni ecologico-carbo-proteici, prodotti dalle aziende chimico-ecologiste di Smart-Spinetta, tanto vezzeggiate dalla “casta dei principi” della Smart-Alessandria (regnanti da 50 anni). Presso la favolosa smart-biglietteria, naturalmente, potreste immaginarvi acquistare il meraviglioso biglietto integrato bus-treno-nave-sommergibile-elicottero-shuttle-park. Da li potreste scegliere: o salire su di un favoloso treno veloce, che in un impeto di fanta nazionalismo potrei immaginarmi si chiamasse Italo, e raggiungere Genova, risparmiando quei 30/40 secondi, rispetto al passato, grazie ad un incredibile smart-tav-terzo-valico, passando magari per Novi-Serravalle, oppure proseguire per “ogni dove”, usufruendo del modernissimo smart-parcheggio “intermodale”, tornando indietro al Tiziano, viaggiando languidamente su di un favoloso marciapiede mobile, per salire su uno dei nuovissimi smart-bus-supersonici…
    In alternativa potreste recarvi alla stazione fluviale Smart-Rovereto, per attraversare il fiume Tanaro, ormai reso potabile, dagli interventi politico-conservativi, a bordo dei favolosi smart-sommergibili classe “Meier”, donati alla città da un ignoto filantropo di Castelnuovo Scrivia.
    Poi, tornati alla realtà, io e voi, potremmo accorgerci che non era un brano di SF, ma un articolo de “La Stampa”, apparso sul numero 78, pagina 39, del 20/03/1992. E in verità, come racconta giustamente Ettore, sfogliando le pagine locali del quotidiano dagli anni ’70 ad oggi, si parla proprio di “science fiction”: il fantomatico piano parcheggi rimbalza di amministrazione in amministrazione, di piazza in piazza, tra gradimenti estemporanei elettorali, raccolte firme di comitati contrari, navette, interramenti, affioramenti, silos e chi più ne ha e più ne metta…
    Quindi il mio incubo ad occhi aperti di cui ho scritto sopra non è, né più né meno, fantascientifico della ridda di proclami e annunci roboanti dei fantasisti politici, attuali e passati che, nella maggior parte dei casi, sono gli stessi…

    Da “La Stampa” del 20/03/1992, num.78, pag.39

    Occhiello= Novità per i parcheggi in città: tessera Acipark e l’accordo con le Ferrovie.
    Titolo=In stazione un silo da mille auto.
    Sommario=Ieri un incontro a Torino. Accanto al nuovo posteggio la fermata dei pullman. Un «tapis roulant» lo collegherà alla biglietteria dei treni. Presentato il nuovo comodo sistema per pagare la sosta.

    Estratto dell’articolo:
    ALESSANDRIA DAL NOSTRO CORRISPONDENTE. Positivo incontro ieri a Torino tra dirigenti delle Ferrovie e una delegazione dell’amministrazione comunale alessandrina, guidata dal vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Ezio Guerci, per la cessione al Comune di un’area ferroviaria. Sono 15 mila metri quadrati, tra via Tiziano e lo scalo ferroviario: sull’area dovrebbero sorgere la stazione delle autolinee urbane ed extraurbane e un parcheggio fuori terra (tre-quattro piani), con mille posti auto. Il progetto prevede anche una serie di servizi, dal «tapis-roulant» per raggiungere direttamente dal parcheggio la stazione ferroviara, alla biglietteria integrata treno-pullman, al ristorante e al deposito bagagli. All’incontro di ieri hanno partecipato, per le Ferrovie, il direttore e il vice direttore del Compartimento di Torino e il capo del Dipartimento patrimonio. «E’ stata una riunione costruttiva – dice il vice sindaco Guerci -Abbiamo individuato l’ipotesi d’accordo per arrivare a un protocollo d’intesa che stabilirà i reciproci impegni. In tempi brevi, pochi mesi, potremmo già avere a disposizione parte dell’area, prima di arrivare all’accordo definitivo». Le Ferrovie chiedono di poter rivalutare alcune aree nella zona del cavalcavia Brigata Ravenna: se ciò sarà possibile, con la variante al nuovo piano regolatore che sta per essere adottata, il Comune verrebbe ad acquisire l’area per il parcheggio «intermodale» senza dover sborsare il valore del terreno, valutabile in quattro miliardi. La stazione delle autolinee e il grande «silos» nella zona di via Tiziano sono importanti, tenendo anche conto che sul prolungamento della via dovrebbe sorgere il nuovo ponte sul Tanaro, per alleggerire il traffico, oggi caotico, su quello della Cittadella. «Ovviamente – dice Guerci – il silos di via Tiziano comporterebbe modifiche al piano parcheggi. Non avrebbero più ragione di essere costruiti quello sull’area ex-Tettoie di corso Cavallotti, né quello sotterraneo in piazza Garibaldi».[…]

    • 14 gennaio 2013 alle 15:45

      Molotov immenso e iper documentato, come sempre. Mi ispiri due osservazioni:

      1) nell’articolo de La Stampa del secolo scorso, vent’anni fa esatti, ci sono virgolettati del vice sindaco Guerci. Proprio un’altra epoca, ora è cambiato tutto, no?

      2) A proposito del polo ecologico di Spinetta, area polmone verde: corre voce di una generosa sponsorizzazione (si dice un milione di euro l’anno, per tre anni, ma attendiamo ufficialità) a favore della locale squadra di calcio. Questi ci sanno fare, altro che storie.

      E. G.

      • 14 gennaio 2013 alle 16:59

        Tutto vero, è proprio cambiato tutto, ma cosa vuoi, è ” l’insostenibile leggerezza della logistica. Quelli di Spinetta hanno già fornito un asilo alla cittadinanza, sono stati premiati da confindustria, gli manca solo più qualche riconoscimento sportivo, che so, un “pallone di cromo” (classico con 12 pentagoni e 20 esagoni [esavalenti]), magari premiati da moggi, fresco candidato “di spessore”.

        A proposito di nomi nuovi, articolo di pagina 33 del numero 31 de “La Stampa”, 01/02/1992:

        […] Sul nome del sindaco ha deciso il psi, a cui spetta l’incarico: sarà Giovanni Priano, 54 anni, consigliere comunale dall’85, per quasi due anni assessore ai Lavori pubblici, poi vice presidente dell’Usi alessandrina. In votazione segreta, dopo gli interventi del segretario provinciale Eugenio Ferrero, di Giuseppe Mirabelli, Felice Borgoglio, Rita e Angelo Rossa, Pierluigi Romita, Gianluigi Boienti, Vincenzo Genocchio, Francesco Franzo, Gianpiero Borsi e Piero Formaiano, ha avuto 39 voti su 40.
        […]Gli assessori socialisti saranno Piero Formaiano (bilancio e finanze, municipalizzate, società operative), Gianfranco Zino (pubblica istruzione), Emiliano Campelli (viabilità, vigili urbani, attività economiche, formazione professionale), Michele Cartolano (sport, Ced, casa di soggiorno) e Gaetano Dieni (urbanistica, arredo urbano). Dieni e Campelli sono nuovi, mentre escono dalla giunta Carlo Massobrio (lavori pubblici) e Gianpiero Borsi (viabilità).
        […]Confermata dal comitato federale del pds la delegazione pidiessina: Ezio Guerci (lavori pubblici e programmazione), Gianfranco Calorio (annona e personale), Mario Corrado (servizi sociali), Giancarlo Bertolino (cultura), Paolo Bellotti (politiche giovanili), e Margherita Bassini (ambiente, lavoro e protezione civile). Carlo Taverna sarà l’assessore all’economato, per il pri.[…] «Il programma – aggiunge Ferrerò – punta sulle cose che l’amministrazione concretamente intende realizzare, cercando le risorse necessarie, magari anche alienando parte del patrimonio immobiliare non utilizzato. Un Comune, quindi, inteso come azienda, più aperto e trasparente per gli stessi cittadini». Si cercheranno capitali esterni, offrendo occasioni di insediamento, ampliando la zona artigianale D3 e quella industriale D4 collegata con una «bretella» alla tangenziale, che servirà anche il Cristo. Ribaditi gli impianti di smaltimento per ì rifiuti urbani, ospedalieri e industriali, con il controllo pubblico. Politica progressiva di realizzazione di parcheggi a corona del centro (area stazione e silos in zona ex tettoie) e sotterranei, a partire da piazza Garibaldi.

        Siamo sempre stati smart…

      • 14 gennaio 2013 alle 17:16

        E per accontentarti (e proprio lì volea parare), con altri nomi nuovi, la giunta Veronesi, definita “forte” nello stesso articolo, durata come un fuoco fatuo…

        da “La Stampa”, numero 260, pag. 40, del 22/09/92.

        […] Gianluca Veronesi diventa sindaco al posto di Giovanni Priano, socialista com’è nella tradizione. Per la squadra s’è pescato a piene mani dalle «giovanili»: della vecchia formazione restano Mario Corrado, pds, promosso vicesindaco, Emiliano Campelli e Gaetano Dieni, psi, Gianfranco Calorio, pds. Nuovi arrivi: per i socialisti l’avvocato Francesco Gatti e l’ex capogruppo Rita Rossa, per il pds Ruggero Noccioli, Mario Todino e Antonio Martano, anche lui ex capogruppo. Il psdi schiera Gianni Olivieri. Poi due «stranieri», cioè tecnici esterni al consiglio comunale: Maria Rosa Gheido, presidente dell’Albo dei consulenti del lavoro, e l’ingegner Roberto Bombana, contitolare dell’Alpitech[…]

  7. Giorgio
    14 gennaio 2013 alle 15:26

    Come al solito esco dal tema, scusate.
    Ho letto che ad Alessandria si scappa da Palazzo del Monferrato, che vi ricordo essere l’unico palazzo decente per fare conferenze e mostre d’arte.
    Ovviamente i soldi non ci sono per grandi progetti culturali ed espositivi. Mi chiedo per quale ragione non sia possibile esporre tutte le opere d’arte che abbiamo (come COMUNE DI ALESSANDRIA) a Palazzo del Monferrato. Non un’esposizione temporanea ma una sede culturale che si chiami PINACOTECA!! Ogni città ne ha una, noi NO!
    Ovviamente.
    E’ tanto assurda questa mia proposta? Il Palazzo è nuovo di zecca, in centro, facile da raggiungere, molto bello e funzionale… e allora cosa aspettiamo? Al posto di scappare dalla società Palazzo del Monferrato io direi di rimanerci e fare qualcosa di concreto per il territorio.

    • Graziella (gzl)
      14 gennaio 2013 alle 16:27

      mancano di idee. almeno prendessero spunto dai suggerimenti dei cittadini oltretutto è pure gratis…. ma si venderanno anche questo, tempo al tempo.

  8. anonimo (luigi rossi?)
    14 gennaio 2013 alle 20:53

    palazzo monferrato: un altro bel pozzo senza fondo di denari pubblici, un po’ come marengo museum… uno dei più colossali fallimenti della casta politica nostrana.

  9. mandrogno
    14 gennaio 2013 alle 20:56

    ma la gente muore di fame, tasse e inquinamento industriale, e qui si parla di pinacoteche? e con che soldi, di grazia?
    non ci sono già abbastanza scheletri negli armadi?
    Leggersi le ricerche di Molotov in emeroteca è davvero istruttivo, per i troppi smemorati.
    Rossa e Guerci e Priano.
    Singolari casi di OMONIMIA del disastro.

  10. Graziella (gzl)
    15 gennaio 2013 alle 00:52

    le ricerche di Molotov sono davvero “illuminanti”, spero continui .

  11. Giorgio
    15 gennaio 2013 alle 05:45

    Mandrogno… i soldi non servono. Ho solo proposto di usare lo spazio di Palazzo del Monferrato (che è VUOTO) per riempirlo con i quadri che abbiamo e che da anni sono stipati nelle cantine e nei caveaux! Ma è tanto difficile? Per quanto riguarda il personale il Comune ne ha da vendere! Basta farlo girare e tenere lo spazio aperto per le scuole, le famiglie e poi cerchiamo di proporre qualcosa, caxxo! Altrimenti questa città diventa sempre più nera e priva di iniziative! Se preferisci tenere 2.000 mq vuoti in pieno centro cittadino… non lamentiamoci che il centro è morto e i commercianti soffrono…

    • mandrogno
      15 gennaio 2013 alle 10:00

      insisto: palazzo monferrato è un inutile costosissimo sepolcro.
      Mal collocato fin dall’inizio, senza parcheggi ne’ collegamenti seri col resto del mondo, asfittico, mal pensato e peggio gestito. La politica lo ha voluto a tutti i costi (forse per “gestire” gli appalti, o per dare generosi soldi ai vecchi proprietari, o che altro?), tanto pagavamo noi
      Se esistesse una qualche minima autorità di controllo VERO sulla spesa pubblica, e sui ritorni concreti e misurabili di certi voli pindarici (volendo essere meno aulici, direi “seghe mentali”) DEI POLITICANTI E AFFINI CHE HANNO TENUTO IN MANO IL NOSTRO BORSELLINO questo sarebbe un caso esemplare di SPRECO assoluto.
      Insistere a puntare su questo asino zoppo e bolso sarebbe solo una reiterazione delle schifezze.
      Ma anche pensare che una “pinacoteca” di terz’ordine potrebbe avere un qualsiasi ritorno per la città, in termini culturali o ancopr meno economici (ma quando mai? basta guardare quanti biglietti sono stati staccati, e quanti “turisti” sono arrivati per le costosissime bufale “culturali” e le costosissime “mostre d’arte o di fotografia” che abbiamo pagato nostro malgrado per compiacere improbabilissimi, e ignorantissimi, assessori “alla cultura”

      • Graziella (gzl)
        15 gennaio 2013 alle 11:59

        IL DOCUMENTO CHE HA PARTORITO IL PALAZZO DEL MONFERRARO:

        http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2003/49/annunci/00000001.htm
        Bollettino Ufficiale n. 49 del 4 / 12 / 2003

        ANNUNCI LEGALI

        Comune di Alessandria
        Decreto n. 107. Accordo di Programma ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 267/00 tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il Comune di Alessandria e la Camera di Commercio di Alessandria per la realizzazione del progetto di ristrutturazione del complesso edilizio denominato “Palazzo Asperia” sito in Alessandria, via San Lorenzo 21
        Il Sindaco
        (omissis)
        decreta
        di adottare l’Accordo di Programma ai sensi dell’art. 34, co. IV, del D.Lgs. 267/00 stipulato in data 23/9/03 tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il Comune di Alessandria e la Camera di Commercio di Alessandria per la realizzazione del progetto di ristrutturazione del complesso edilizio denominato “Palazzo Asperia” sito in Alessandria, via San Lorenzo 21.
        Alessandria, 30 ottobre 2003
        Il Sindaco
        Mara Scagni
        Accordo di programma ai sensi dell’art. 34 decreto legislativo n. 267 del 18.8.2000, tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il comune di Alessandria, e la Camera di Commercio di Alessandria per la realizzazione del progetto di ristrutturazione del complesso edilizio denominato “Palazzo Asperia”, sito in Alessandria via S. Lorenzo 21.
        (omissis)
        l’anno 2003 del mese di settembre, presso la sede del Comune di Alessandria,
        tra
        Il Comune di Alessandria, rappresentato da Mara Scagni, nata a Alessandria. domiciliata per la carica in Comune di Alessandria,
        e
        La Provincia di Alessandria rappresentata da Borioli Daniele, nato a Alessandria . domiciliato per la carica in Alessandria – Palazzo Ghilini Provincia, il quale interviene al presente atto per effetto della convocazione del Sindaco del Comune di Alessandria, n. prot. 11432/65198 del 2/9/03 e n. prot. 11806 del 15/9/03,
        e
        La Regione Piemonte rappresentata da Ugo Cavallera, (omissis) domiciliato per la carica in Torino – Regione Piemonte, il quale interviene al presente atto per effetto della convocazione del Sindaco del Comune di Alessandria, n. prot. 11432/65198 del 2/09/03 e n. prot. 11806 del 15/09/03,
        e
        La Camera di Commercio di Alessandria, rappresentata da Renato Viale, (omissis) domiciliato per la carica in Alessandria – Camera di Commercio, il quale interviene al presente atto per effetto della convocazione del Sindaco del Comune di Alessandria n. prot. 11432/65198 del 2/09/03 e n. prot. 11806 del 15/09/03,
        si conviene e si stipula quanto segue
        Oggetto dell’accordo
        Ai sensi del 4° comma dell’art. 34 del D.Lgs n. 267 del 18.8.2000, è condiviso all’unanimità, dal Presidente della Regione Piemonte, dal Sindaco del Comune di Alessandria, dal Presidente della Provincia di Alessandria, dal Presidente della CCIAA il contenuto del presente Accordo di Programma, le cui premesse ne costituiscono parte integrante e sostanziale, unitamente agli atti amministrativi, progettuali ed urbanistici allegati e depositati in originale presso gli uffici del Comune di Alessandria.
        Il presente accordo, quanto alla Provincia di Alessandria, al Comune di Alessandria ed alla Camera di Commercio, recepisce e fa propri gli impegni previsti nella convenzione (allegato 3) di cui al punto 6) delle premesse stipulata tra gli stessi Enti pubblici e le Parti private (Fondazione CRA ed Associazioni di Categoria) nel dicembre 2001, fermo restando che le Parti private restano vincolate alla suddetta convenzione.
        L’Accordo di Programma in oggetto, nell’ambito degli interessi istituzionali degli Enti stipulanti l’intesa, prevede nel territorio del Comune di Alessandria la realizzazione di un intervento di ristrutturazione ed adeguamento funzionale dell’immobile, di proprietà camerale denominato “Palazzo Asperia”, sito in Via S. Lorenzo 21.
        La delimitazione dell’area di proprietà dell’immobile, oggetto degli impegni del presente accordo, è contenuta nello specifico atto di proprietà allegato.
        Impegni
        1) La Regione Piemonte si impegna ad erogare il finanziamento pari ad Euro 1.876.945,03 come da D.G.R. n. 66-8685/2003 del 10/03/03 (In unica soluzione alla firma del presente Accordo. Si approva la postilla.), si impegna altresì, ad eventuale richiesta della CCIAA, a nominare un proprio componente in seno al consiglio di amministrazione dell’azienda speciale camerale Asperia.
        2) Il Comune di Alessandria si impegna affinché il presente Accordo sia adottato con specifico decreto sindacale, che sarà successivamente pubblicato sul BU della Regione Piemonte. Si impegna, altresì, a rilasciare nei termini prescritti dalla legge le eventuali autorizzazioni e nulla osta relativi ad eventuali varianti al progetto ed al piano di recupero, trasmettendo preventivamente la documentazione al Collegio di Vigilanza per la corretta verifica dell’attuazione dell’accordo. Eventuali inadempimenti agli obblighi individuati nell’Accordo di programma dovranno essere tempestivamente comunicati al Collegio di Vigilanza al fine della valutazione di eventuali provvedimenti di carattere surrogatorio. Si impegna, nell’ambito degli obblighi finanziari, a rispettare gli obblighi contenuti nella convenzione citata al punto 6) delle premesse.
        3) La Camera di Commercio si impegna, nell’ambito degli obblighi finanziari, a rispettare e a far rispettare gli obblighi contenuti nella convenzione citata al paragrafo 6) delle premesse. Si impegna, altresì, a rispettare rigorosamente i tempi e le modalità contenuti nel cronoprogramma allegato al presente accordo.
        4) La Provincia di Alessandria si impegna, nell’ambito degli obblighi finanziari, a rispettare gli obblighi contenuti nella convenzione citata al punto 6) delle premesse.
        Vincolatività dell’accordo
        I soggetti che stipulano il presente Accordo hanno l’obbligo, dal momento della stipula stessa, di rispettarlo in ogni sua parte e non possono compiere validamente atti successivi che violino ed ostacolino l’Accordo o che contrastino con esso per tutto il periodo di validità dell’Accordo stesso.
        I soggetti che stipulano il presente Accordo sono tenuti a compiere gli atti applicativi ed attuativi dell’Accordo stesso, stante l’efficacia contrattuale del medesimo.
        Aspetti urbanistici
        L’intervento oggetto del presente accordo non comporta variazioni urbanistiche al P.R.G. del Comune di Alessandria, in quanto dichiarato conforme al medesimo.
        Quadro economico e finanziario dell’opera e cronoprogramma
        Le opere e gli interventi previsti nel presente Accordo sono finanziati così come indicato nel paragrafo 16) delle premesse e dovranno essere realizzati nel rispetto dei termini indicati dal cronoprogramma redatto a cura della Camera di Commercio. In caso di giustificati motivi da cui emergano dei ritardi il Collegio di Vigilanza può valutare l’opportunità di autorizzare l’eventuale modifica al cronoprogramma.
        In caso di mancata osservanza dei tempi attuativi delle opere da parte del soggetto interessato alla loro esecuzione il Collegio di Vigilanza può, nel caso di ingiustificati ritardi o per insufficienti giustificazioni prevedere l’applicazione di una sanzione convenzionale la cui entità è definita in misura massima pari all’1 per mille del costo dell’opera , fatte salve le cause di forza maggiore.
        Modifiche
        Il presente Accordo può essere modificato con il consenso unanime dei soggetti che lo stipulano, con le stesse procedure previste per la sua promozione, definizione, formazione, stipula ed approvazione.
        Eventuali modifiche progettuali che comportino il rilascio di una concessione edilizia in variante o di qualsiasi altro provvedimento equipollente da parte del Comune di Alessandria, dovranno essere comunicate preventivamente al Collegio di Vigilanza, il quale, nell’ambito delle sue competenze in merito alla vigilanza sulla esecuzione ed interpretazione dell’accordo esprimerà il suo assenso o le sue eventuali osservazioni prima del rilascio del provvedimento da parte dell’ente competente.
        Vigilanza e poteri sostitutivi
        Le funzioni del Collegio di Vigilanza sono esercitate ai sensi del 7° comma dell’art. 34 del D.Lgs n. 267 del 18.8.2000 e, come concordemente stabilito dai soggetti firmatari del presente Accordo di Programma, consistono nel vigilare sulla corretta applicazione, sull’interpretazione e sul buon andamento dell’esecuzione dell’Accordo medesimo, nel rispetto del cronoprogramma operativo.
        Il Collegio può disporre, ove lo ritenga necessario, l’acquisizione di documenti e di informazioni presso i soggetti stipulanti l’Accordo, al fine di verificare le condizioni per l’esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla legge in caso di inerzia o di ritardo da parte del soggetto attuatore o dei soggetti firmatari del presente Accordo. Può applicare eventuali sanzioni convenzionali, in coerenza con quanto espresso a pag. 10 del presente dispositivo.
        Il Collegio di Vigilanza può disporre in ogni momento sopralluoghi ed accertamenti; tenta la composizione delle controversie sull’interpretazione e attuazione del presente Accordo; relaziona annualmente agli Enti partecipanti lo stato avanzamento delle opere e dei finanziamenti.
        Il Collegio di Vigilanza è presieduto dal Sindaco del Comune di Alessandria o da un suo rappresentante delegato ed è composto dai legali rappresentanti della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e della Camera di Commercio o loro delegati.
        Le attività del Collegio sono coordinate dal responsabile del procedimento, in collaborazione con i funzionari degli uffici competenti per materia degli Enti firmatari dell’Accordo.
        In caso di parità di voti, il voto del Presidente prevale.
        Controversie
        Eventuali controversie che dovessero sorgere in ordine all’interpretazione ed esecuzione dei contenuti del presente Accordo saranno preliminarmente esaminate dal Collegio di Vigilanza.
        Nel caso in cui il Collegio medesimo non dovesse giungere ad alcuna risoluzione, la controversia sarà posta alla cognizione di un collegio arbitrale composto da n. 5 componenti nominati uno dalla Regione, uno dalla Provincia, uno dal Comune, uno dalla Camera di Commercio ed uno di comune accordo tra gli stessi Enti o, in difetto, dal Presidente del Tribunale di Alessandria su istanza della parte più diligente.
        L’arbitrato è disciplinato dagli art. 806 e segg. del codice di procedura civile.
        Durata dell’accordo
        La durata degli impegni riguardanti il presente Accordo è stabilita fino alla scadenza della convenzione urbanistica, salvo le proroghe di cui all’art. 13 della stessa convenzione e altre eventuali proroghe su richiesta delle parti, valutati dal Collegio di Vigilanza.
        Alessandria, 23 settembre 2003
        Per il Comune di Alessandria Mara Scagni
        Per la Provincia di Alessandria Daniele Borioli
        Per la Regione Piemonte Ugo Cavallera
        Per la Camera di Commercio di Alessandria Renato Viale

      • Giorgio
        15 gennaio 2013 alle 13:38

        Quindi Mandrogno? A parte la polemica sul passato, cosa proponi di concreto? Lasciarlo vuote e abbandonato? Venderlo? Farci un hotel? Cosa proponi? Sono stufo di leggere critiche e polemiche rivolte al passato. Forse è per questo che non guardiamo al futuro perché siamo troppo concentrati a fare il processo alle intenzioni.
        Io la penso OVVIAMENTE al contrario e dico che se questo è il fardello che ci troviamo in eredità, bene, allora facciamolo fruttare in qualche modo. Dico anche che l’ultima volta che ho visto aperta una pinacoteca in città (e parlo di quadri di Pellizza da Volpedo, Morbelli… magari informati un attimo) è stato nel lontano 1982 quando venne Pertini in città e io ero piccolo. Non è forse il caso di pensare alle nostre memorie storiche e culturali? Lo sai quanto fruttano le mostre se ben gestite e ben organizzate? Cerchiamo di essere un po’ meno “alessandrini” repressi e guardiamo con entusiasmo al futuro, con idee, partecipazione e magari anche un po’ di audace follia.
        (parole al vento… lo so)

  12. Giorgio
    15 gennaio 2013 alle 13:43

    …ultima cosa MANDROGNO… il parcheggio c’è per Palazzo del Monferrato ed è piazza della Libertà: distanza 2 minuti a piedi. Nelle altre città hanno i musei hanno il parcheggio sotterraneo?? L’ho visto solo al Mart di Rovereto che è una struttura che in confronto alla nostra è costata decine di milioni di euro in più!

  13. mandrogno
    15 gennaio 2013 alle 13:59

    Sicuramente devo fare ammenda: ho la grave colpa di avere memoria, e di sapere con chiarezza che i politicanti locali sono incapaci e spreconi.
    Meglio una folata di “sano” ottimismo.
    E allora aspettiamo con ansia le migliaia di persone in fila da piazza libertà (dove lasceranno un sostanzioso obolo alle casse del comune fallito) per vedere le mirabolanti mostre e i quadri esposti nella nuova pinacoteca di palazzo monferrato.
    I ristoranti e gli alberghi del centro hanno già provveduto a rafforzare gli organici per accoglierli, e si narra di nuovi gruppi bancari interessati ad aprire nuove filiali in via San Giacomo per gestire questi enormi flussi di denaro fresco in arrivo.

  14. TM
    15 gennaio 2013 alle 15:05

    i mandrogni sono acidi e disillusi da sempre, ma in effetti mettere insieme
    a) notevoli fondi museali da decine d’anni seppelliti nel ventre della locale banca (speriamo ci siano ancora)
    b) un edificio in pieno centro ristrutturato e agibile
    c) l’idea che magari si può proporre di una città non solo le vetrine di mutande ma anche qualche cosa di attinente alle parti superiori degli esseri umani
    non mi pare poi così peregrina.
    è ovvio che il sarcasmo è il genius loci, ma ogni tanto sconfina nel tafazzismo (o in quel ripiegamento depressivo di cui parla più sopra il nostro grassano).

  15. Agatone
    15 gennaio 2013 alle 15:11

    In questo caso sto con Giorgio (per quanto conta!). Quello che dice mi sembra ragionevole.
    Tra l’altro, a proposito di arte, c’è in questi giorni una bella mostra su Carrà che sta avendo un ottimo successo. Ma non è ad Alessandria la mostra. Carrà invece sì, è di Alessandria.

  16. Giorgio
    15 gennaio 2013 alle 16:58

    Grazie Agatone e grazie anche a TM per l’intervento. Condivido al 100% le vostre parole.. ed è inutile dire che il centro di Alessandria non deve essere lasciato in balia dei negozi di mutande!
    Forse Mandrogno non ha visto la mostra di Carrà (nella quale c’è anche un “nostro” quadro del Comune di AL) o quella di Renoir a Pavia. Ebbene entrambe le mostre hanno un flusso di oltre 60.000 visitatori nell’arco di 3 mesi. Fatti non foste a viver come bruti… diceva un tale.

  17. Gnuranton
    15 gennaio 2013 alle 17:24

    E neanche quella di Carrà a Parigi, organizzata dalla Provincia, visitata da tutti i dignitari di piazza della Libertà e costata una cifra ( fondi europei).

  18. TM
    15 gennaio 2013 alle 17:49

    se la mettiamo così, continuiamo pure a borbottare negli angoli e carrà (che era di quargnento, volendo esser pignoli) lasciamolo alle cure dei parigini che almeno sanno chi è e apprezzano l’arte, non solo les coulottes.

  19. mandrogno
    15 gennaio 2013 alle 18:48

    mi chiedo come possa questa città essere caduta così in basso, con tutto questo ottimismo e questa cultura.
    Forse che quando andate a votare tutto l’ottimismo si trasforma in cieca fiducia da ciula, e per questo abbiamo gli amministratori che abbiamo? 🙂
    Comunque, ripeto, se siamo da 30 anni in mano ai coltissimi rossa priano grassano fabbio e guerci, datemi un motivo di ottimismo per il futuro.
    ve ne sarò grato.

    PS. è vero, non ho visto la mostra di pavia. Davvero imperdonabile. Ecco perchè sono così prevenuto e ignorante. 🙂

  20. Giorgio
    15 gennaio 2013 alle 22:01

    Mi spiace per te MANDROGNO che hai vedute così ampie e che ti consentono di votare solo persone di una certa statura politica. Mi chiedo dove fossi negli ultimi 20 anni e per quale ragione non hai messo a disposizione della collettività il tuo verbo. Mi ricordi un tizio talmente saccente e saputello, che si è candidato alle ultime amministrative e pensava addirittura di andare al ballottaggio… in realtà si è preso una TRANVATA…

    • mandrogno
      16 gennaio 2013 alle 10:11

      vedi, ti ricordi male ancora una volta.
      Il tuo limite oggettivo è proprio la memoria corta.

  21. 15 maggio 2013 alle 23:54

    Ottimo articolo, ne farò un punto di riferimento, chissà che quanto letto non possa aiutare anche me.

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