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Alessandrini ipertassati: ma a che fine?

18 gennaio 2013

Comune di AlessandriaL’enfasi con cui, nei giorni scorsi, si è esultato per il previsto mandato di pagamento della prima tranche 2012 (sì, leggete bene: 2012) delle spettanze dovute dal Comune di Alessandria al Cissaca è sicuramente eccessiva.
Certo, non si può non apprezzare la trasparenza con cui, ancora ieri, Palazzo Rosso ha divulgato l’elenco dettagliato di una serie di prossimi pagamenti arretrati ad alcuni fornitori esterni e partecipate. Però va anche ricordato che, nel caso del Cissaca, stiamo parlando di circa 750 mila euro, su quasi 3 milioni di contributo dovuto per servizi sociali obbligatori. Non fuochi d’artifico insomma, o feste in piazza.

Tralasciando l’enorme debito pregresso (che fino a fine 2011 ricade sotto le regole del dissesto, quindi campa cavallo), rimane da capire quanti di questi euri saranno destinati al pagamento delle cooperative sociali che vantano dal Comune (in buona parte appunto tramite l’incolpevole Consorzio socio assistenziale) crediti tali da mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle strutture. E parliamo di realtà che, attraverso fior di professionità, offrono prestazioni specialistiche ad anziani in casa di riposo o con assistenza domestica, minori con difficoltà famigliari, persone alle prese con disagi fisici e psichici di ogni tipo. Insomma, questa dovrebbe essere la prima ruota del carro di una società civile, e non l’ultima, come nei fatti accade.

Certo, poi arriveranno le risorse del fondo di rotazione, e a giugno la nuova rata Imu, per cui per un po’ la situazione dovrebbe normalizzarsi. Ma a quale prezzo? La coperta rimane corta, cortissima. Basta parlare in queste settimane con gli alessandrini per capire che, per molti di loro, far fronte alla raffica mostruosa di aumenti di tutti i balzelli comunali (in attesa tra l’altro della nuova tassa rifiuti, la Tares) sta diventando un incubo. E tutto ciò senza che si percepiscano miglioramenti sostanziali sul fronte dei servizi ricevuti: la condizione delle strade, per fare un esempio concreto, è ormai da allarme rosso persino in città, mentre nelle vaste periferia della Fraschetta ci sono già interi percorsi off limits, a meno di non essere dotati di automezzi blindati.

Sul fronte spazzatura, poi, la realtà con tutti i suoi punti interrogativi la conosciamo, e siamo in attesa di capire cosa accadrà all’Amiu nei prossimi mesi: i lavoratori sono interessati giustamente agli aspetti societari e contrattuali, ma per tutti noi cittadini diventa non meno importante capire se il servizio che strapaghiamo verrà erogato a livelli qualitativi accettabili. E poi ci sono Atm, Amag, Aspal e altre realtà non meno preoccupate, ma anche preoccupanti dal punto di vista dei contribuenti. Vorremmo capire insomma se davvero gli euri che, da quest’anno e per almeno altri quattro (ma nessuno di noi ha mai visto diminuire balzelli e tariffe pubbliche, quindi..) ci verranno sistematicamente sfilati dalle tasche serviranno davvero a finanziare il risanamento del “sistema” Palazzo Rosso, o solo a conservarlo così com’è, e come non ci piace. Non è una differenza da poco.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Giancarlo
    18 gennaio 2013 alle 06:54

    Intanto una bella notizia tra tante brutte:

    http://www.alessandrianews.it/alessandria/danno-erariale-corte-conti-fabbio-sua-giunta-devono-pagare-28323.html

    A questo punto, cittadini consapevoli ed interessati al loro futuro nonchè a quello dei propri figli, a fronte di questa importante sentenza inizierebbero una potente class action, ….si .. si …. mi rendo conto che è un sogno, lo so.

    • 18 gennaio 2013 alle 08:55

      per ora stiamo parlando di sentenza di primo grado Giancarlo. E con posizioni e accuse diverse in realtà: tanto che assessori e consiglieri sono comunque difesi (e coperti) dall’assicurazione, mentre a richiare davvero a livello personale sono solo gli altri tre. Comunque attendiamo gli sviluppi.

      E. G.

  2. Graziella (gzl)
    18 gennaio 2013 alle 07:11

    ritorno al mio pensiero iniziale dell’estate 2012:

    giacchè la situazione pareva gravissima a detta degli allora oppositori dell’ex sindaco, oppositori che avrebbero avuto la capacità di reali e complete informazioni, future difficoltà sulla situazione al contrario degli alessandrini che le informazioni le apprendevano dagli organi di informazione, invece di buttarsi in campagna elettorale tutti contro tutti come cani randagi affamati ringhiosi per correre ad ottenere la 1° poltrona della città con una miriade di partiti,partitelli, liste colorite e candidati, sarebbe stato più equo, onesto, credibile per ciò che paventava la realtà COMMISSARIARE il Comune,…è evidente che non va da nessuna parte mentre noi siamo chiamati a pagare ogni spreco e ogni incapacità di anni di gestione.

    Chi oggi in maggioranza ma ieri in minoranza e prima ancora in maggioranza, molti di essi minoranza o maggioranza hanno ricoperto ruoli di rilievo , in commissioni ecc, hanno nulla da addebitarsi in scelte, SILENZI , accordi sottobanco per convenienza su ciò che Alessandria oggi subisce? Dormivate? Facevate gli affari vostri? Dove eravate? Tutti con la coscienza a posto?

    Chi si erge a politico grazie anche ad una manciata di voti, non può pensare di avere le soluzioni perfette in tasca e le capacità divine, e per questa supponenza alla fin fine i danni, i disagi, i problemi poi li paga pantalone che anch’esso ha colpe perchè credulone, suddito….gnurant! Andate a casa tutti: politici, funzionari, dirigenti, “consiglieri ombra”….fuori dalle palle!!!!!!!!

    …azzo ma solo io chiedo questo?

  3. Graziella (gzl)
    18 gennaio 2013 alle 08:12

    Leggete la lettera di Claudio Zarri pubblicata su “Il Piccolo” di oggi 18 c.m. pag.13, rubrica “io la penso così” e a titolo: “Alessandria sprofonda nel degrado e perde dignità” , ….caspita descrive e lamenta la realtà che ci tocca.

  4. anonimo (luigi rossi?)
    18 gennaio 2013 alle 09:14

    l’unica cosa da farsi in questo disastro dove ci spolpano senza nulla in cambio è l’azzeramento. Via tutti, tutti quelli che hanno avuto anche il minimo incarico politico, anche nei quartieri: sono tutti complici del disastro, diretti o indiretti. E zitti quelli che hanno retto le palle dei sopradescritti, per convenienza o piaggeria.
    Venga un commissario per l’ordinaria amministrazione, se non altro avremo da pagarne uno soltanto, per mal che vada.
    E poi si cominci a licenziare i dipendenti pubblici a scrocco, almeno quelli assunti senza lo straccio di un concorso, sia pur pilotato, i figli i cugini e le amanti. In questo modo si taglieranno i costi fissi, e almeno la barca potrà cercare di galleggiare sul fianco fino all’arrivo dei soccorsi, se mai arriveranno, sottoforma di onestà e credibilità di cittadini di buona volontà. Facce nuove per davvero.

    • maria
      7 febbraio 2013 alle 16:28

      hai ragione.. via i dipendenti pubblici assunti senza concorso..

  5. luigi
    18 gennaio 2013 alle 12:53

    ma chi ci crede ormai che i soldi che riescono ad arraffare ancora dalle tasche degli alessandrini sono destinati per ripartire con gli investimenti che servono a raddrizzare la baracca ?
    al massimo servono per pagare gli stipendi al personale e per i dirigenti soprattutto.
    Questa gente qui non si vergogna più di niente. Sono gli stessi che mentre Alessandria puntava a raggiungere il primato dell’inquinamento dell’aria in Italia, superando anche Porto Marghera, Priolo e Mantova (riuscendoci finalmente nel 2012 grazie agli sforzi della giunta Fabbio che ha spento la centralina di rilevazione di Marengo per non dover far vedere alla gente cosa succedeva, ha bocciato la ZTL in città per favorire il commercio (e si è visto con quale risultato: stanno chiudendo anche i supermercati, non soltanto le botteghe!), ha mandato a ramengo il porta a porta eccetera, eccetera) , la stessa congrega progettava di costruire alla Ventolina di Castelceriolo una nuova centrale termo-gas da 1200 Megawatt dell’Ansaldo e spingeva per costruire un inceneritore, che non potendo essere economicamente vantaggioso con la sola spazzatura degli alessandrini avrebbe dovuto importarla, (guadagnandoci sopra ovviamente): Questa gente aveva il consenso anche di qualcuno che adessso si scandalizza. Sono le vergini dai candidi manti, quelle che son rotte di dietro ma sane davanti

  6. 20 gennaio 2013 alle 12:47

    Sono d’accordo con anonimo Luigi. Tutti a casa

  7. Sandro
    20 gennaio 2013 alle 17:06

    porto anche questo esempio per far capire come si sono spartiti il nostro territorio:

    http://www.notavterzovalico.info/2013/01/20/acos-gli-affari-loro-con-i-soldi-nostri/

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