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Vincere la sfida dell’innovazione: ma senza scaricabarile!

19 gennaio 2013

Convegno_logistica_tu_alessandriaChi l’ha detto che Alessandria è una provincia sfigata, e in declino inarrestabile? Se venerdì mattina a Palazzo Monferrato si è riusciti a radunare attorno ad un tavolo personaggi di quel livello, significa che il territorio tanto “insignificante” non è, se non altro in termini di snodo logistico. E vuol anche dire, certamente, che l’onorevole Felice Borgoglio, vero deus ex machina dell’iniziativa, può ancora mettere in campo relazioni e autorevolezza superiori a quelle di tutti i parlamentari alessandrini della seconda Repubblica. Meditate quindi, gente: meditate ognuno come crede.

La sostanza, mi pare di capire, è che il convegno ha fatto emergere la logica dello scaricabarile: le aziende rinfacciano alla politica (Regione in primis) la responsabilità di non saper fare la propria parte, e di non saper creare le condizioni per la piena valorizzazione di “uno dei territori più infrastrutturati d’Europa”: Boom! E pazienza se le strade dell’alessandrino e del tortonese sono piene di buche, mi viene da aggiungere da povero uomo della strada: anzi, è anche questo un modo per dare una mano al mercato dell’auto in difficoltà, no?

Seriamente: mi pare che da Ferrovie dello Stato, Telecom (con Patuano che giocava in casa, da alessandrino) e Gruppo Gavio siano arrivate sostanzialmente analisi autoassolutorie: “noi stiamo facendo appieno la nostra parte, eppure qualcosa non funziona”. Sottinteso, nel sistema decisionale pubblico, regionale e locale. Il che è solo una parte della verità, quella più evidente, e più comoda: scaricare le colpe su una classe politica come quella italiana, che è un mix di incapacità e furbizia a buon mercato, è come rubare un gelato ad un bambino di tre anni. E va pure di moda.

Pensiamo però a quanti anziani alessandrini pagano a Telecom una tangente bimestrale da una vita, chiamato canone fisso o qualcosa del genere, in cambio del telefono di casa utilizzato in maniera occasionale.

Sul fronte Fs poi, chiunque di voi abbia mai fatto il pendolare su Milano, Torino o Genova sa che non serve perdere tempo in analisi raffinate riguardo alle responsabilità di quell’azienda.

Infine, che il gruppo Gavio possa sostenere di essere stato ed essere tenuto poco in considerazione, trasversalmente, dal sistema politico alessandrino…beh, è come se Silvio sostenesse di essere boicottato da Mediaset, diciamocelo. Il mondo capovolto.

Ergo: è verissimo, naturalmente, che l’alessandrino ha grandi potenzialità logistiche, legate alla sua collocazione geografica naturale. E che deve smetterla di piangersi addosso, e rimboccarsi davvero le maniche.
Ma al tavolo di Palazzo Monferrato venerdì tutto sommato c’erano più corresponsabili che vittime del declino di questo territorio. O no?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. luigi
    19 gennaio 2013 alle 12:50

    ci sono due modi di dire che calzano a pennello per gli italiani, anche per quelli che stanno molto in su:
    chi non piange non tetta
    chiag-gnere e fottere – ed i fottuti siamo sempre noi popolo ingrato, la maggioranza dei coglioni che pagano le tasse sul reddito ed hanno tutti i beni registrati alla luce del sole o nella nebbia dell’ alessandrino, non certo alle Cayman!

  2. 19 gennaio 2013 alle 21:30

    poveri “prenditori italioti”…

  3. mandrogno
    20 gennaio 2013 alle 00:56

    certo, ci vogliono davvero solide e lunghe relazioni per poter schierare in un colpo solo il peggio del peggio dei PRENDITORI che si sono arricchiti di denari pubblici.
    per certi dinosauri, si può solo sperare in un’altra glaciazione.
    Ma poichè siamo buoni, gli lasceremo aperta anche l’opzione meteorite.

  4. 20 gennaio 2013 alle 16:35

  5. 20 gennaio 2013 alle 19:02

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