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La “patata bollente” della discarica di Sezzadio

22 gennaio 2013

Discarica SezzadioC’è chi teme che dentro ci finisca anche lo smarino proveniente dagli scavi per il Terzo Valico, e chi sostiene che a rischio, nel tempo, potrebbe esserci la falda acquifera sottostante, una delle più ricche del territorio, da cui attinge mezza provincia.

In queste ore, non si può invidiare chi, in Provincia, è chiamato a formulare le ultime valutazioni e autorizzazioni sul progetto per la realizzazione della discarica di Sezzadio.  Per rifiuti non pericolosi, recitano i documenti: e figuriamoci fossero stati pure pericolosi, che sarebbe successo.

Premesso: non ho nessuna competenza tecnica, quindi provo a riflettere, come molti di voi, da uomo della strada. E, naturalmente, mai vorrei simili impianti sotto casa, come tutti. Salvo però rendermi conto che, evidentemente, o modifichiamo strutturalmente il modello della nostra società ed economia (con il conseguente ridimensionamento anche degli stili di vita), oppure la voce smaltimento rifiuti dobbiamo metterla in conto, compresi i costi sociali annessi. A meno di non implementare senza indugi la logica dell’Africa come nostra pattumiera, si intende.

Detto ciò, della discarica di Cascina Borio parlai qualche settimana fa con il direttore provinciale dell’Arpa, Alberto Maffiotti, che da tecnico diede risposta tecnica, non essendo lui a dover decidere. Ma, insomma, si evince dalla sue parole che qualche rischio, sia pur proiettato nel futuro, non può essere del tutto escluso. Tant’è che si parla di principio di precauzione.

Ma i sindaci dell’acquese vanno parecchio oltre, dicendo no senza se e senza ma.

Così come associazioni e comitati ambientalisti pongono una serie di domande molto stringenti, e difficilmente eludibili. Naturalmente adeguatamente sostenuti dal Comitato No Tav, che allarga un po’ il perimetro della riflessione, su temi su cui dovremo tornare a riflettere spesso.

E poi c’è stata la valutazione della Direzione Ambiente della Regione Piemonte (“il sito prescelto non risulta pienamente idoneo, per ubicazione e caratteristiche, ad ospitare un impianto di discarica”), e il fuoco di fila in ordine sparso di Udc, Rifondazione comunista, Pd.

Insomma, alzi la mano chi la vuole, questa benedetta discarica di Sezzadio!

Attendiamo naturalmente le decisioni delle autorità competenti: ma nel caso anche motivazioni solide e verificabili, perché qui c’è in ballo davvero il futuro del territorio, e la pelle di migliaia di persone.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. cittadino
    22 gennaio 2013 alle 09:14

    OGGI alle 10 in via Galimberti 2 si riunisce la commissione che cercherà di far aprire queste discariche pro TAV. I cittadini consapevoli saranno lì a manifestare contro lo scempio.
    Sia BEN CHIARO che i politici e i funzionari pubblici che metteranno la loro firma in calce a questo devastante progetto saranno chiamati a rispondere di TUTTE le responsabilità ad esso connesse.
    Non potranno dire “io non sapevo” oppure “nessuno me lo aveva detto” quando si scoprisse che in discarica sono finiti “stranamente” materiali pericolosi o inquinanti.
    Verranno pertanto portati a giudizio per gli eventuali danni alle persone e alle cose, l’inquinamento delle falde idriche, se si verificasse, i tumori da esso causati, la distruzione del territorio eccetera. Ne pagheranno i danni e le conseguenze.
    E non pensino di cavarsela con le solite coperture dall’alto, le leggi ad personam, gli indulti e le prescrizioni.
    Tira altro vento, cari signori furbacchioni, e non potrete godere dei privilegi che avete avuto finora. Eternit e Spinetta fanno parte del passato.

    • Graziella (gzl)
      22 gennaio 2013 alle 09:45

      Caro cittadino, faranno quello che vogliono, riapriranno discariche, utilizzeranno ogni buco scavato da cave le riempiranno di ogni roba, ci racconteranno che è tutto sotto controllo, che non sarà rifiuto tossico, poi ci piazzeranno sopra un boschetto facendosi belli perchè amanti del verde e dell’ambiente. Perchè faranno ciò che vorranno? Perchè glielo abbiamo permesso. Loro sono come il Marchese del Grillo che disse ad un servo cioè un inferiore…cioè NOI: “io so io e voi non siete un cazzo ”

      NON PAGHERANNO MAI…

      Anche nella Fraschetta “forse”, ma ho “dubbi”, tutti i preposti…e dico preposti, sapevano di cosa era imbevuta la terra e cosa era contunuta nell’acqua, ma che facevano i preposti? e dico preposti….con il Progetto Linfa (fondi UE) + l’Osservatorio Ambientale di controllo studiavano aria e rumori: terra e acqua erano esenti da controllo. Parlo degli anni 2004-2005-2006 circa, poi nel 2008 combinazione tutti a stupirsi e mi riferisco dei preposti che …figuriamoci se qualche carotaggio non lo avevano fatto, ma faceva comodo lasciar correre ( molti gli articoli da archivio del 2008 con le interviste degli “stupiti” che raccontano sta storia, ma nessuno li ha mandati a spazzar il mare stanno sempre là ) .

  2. luigi
    22 gennaio 2013 alle 10:46

    a parte il fatto che la fase due del Progetto Linfa (peraltro finanziato dalla Comunità Europea e non dall’On. Cosentino e studiato non dal Trota o da Maurizio Grassano ma dal Dipartimento di Scienze dell’Università di Alessandria) – la fase 2 dico – avrebbe dovuto occuparsi non più dell’aria ma del suolo e dell’acqua particolarmente in riferimento all’inquinamento industriale e che il progetto è stato poi abbandonato proprio da coloro che politicamente avevano interesse che non si facessero indagini (leggi la giunta PDL-Lega) salvo poi fare del gratuito populismo ed ergersi a difensori improvvisati dell’ambiente solo per arraffare consenso dai gonzi (che abbondano ad Alessandria e dintorni e scrivono, scrivono, come anche parlano, parlano per lo più a vanvera) sono anch’io dell’avviso che prima di autorizzare l’apertura di una qualsiasi discarica o anche solo una cava qualsiasi bisogna stare molto attenti, perchè una volta che il buco è aperto c’è sempre la possibilità che per una emergenza qualsiasi vera o inventata nel buco vada a finire di tutto. Lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quando nella discarica di Castelceriolo , autorizzata solo per rifiuti urbani, è finita tutta la schifezza dell’alluvione (tre o quattro milioni di tonnellate) senza alcun controllo. Il materiale dell’alluvione non era forse un rifiuto speciale?
    C’era dentro di tutto, dalle sostanze chimiche alle oleose, ai veleni eccetera eccetera.
    Doveva quindi essere accantonato da qualche parte e poi controllato, non sepolto così e via, ma allora erano più importanti ed urgenti i contributi da prendere piuttosto che la tutela dell’ambiente. E credo che se si facesse un’inchiesta approfondita su certi contributi erogati forse rischieremmo di fare la stessa figura degli irpini o giù di là.
    Resta ancora una domanda da porsi: perchè un’altra discarica nella valle della Bormida? qual’è la ragione di idoneità di questa valle, già così storicamente segnata dall’inquinamento?

    • Graziella (gzl)
      22 gennaio 2013 alle 16:09

      Quando si parla di Progetto Linfa, (sicuramente ottimo utilizzato al di fuori di questa provincia), chissà perchè induce agli insulti. Tutti gli altri sparlano e scrivono a vanvera, definiti gnurant amici di questo o di quella idea, ma in questa provincia ce nè uno o alcuni “so tutto io”….. maddai stai a vedere che odio e insulti provengono perchè qui da noi il Progetto Linfa era business, tanta chiacchiera, convegni, bla bla e zero risultati che meno se ne parla meglio è . Comunque è stato un flop dall’inizio alla sua fine. Un pò come tutti i progetti e iniziative finanziati UE come quelli provinciali: INUNDA e INARMA: risultati ? boh!!!!??!!

      http://www.comitatiscrivia.it/ambiente124.htm

      Fraschetta, Rio Lovassina, ….sono anni di chiacchiere e nulla è cambiato ad oggi. Ora le discariche in cui verrà introdotto di tutto e quale sarà il risultato? nulla, niente, zero….bla bla bla da parte dei paladini partiticizzati nella difesa dell’ambiente escluso uno serio a cui nutro il rispetto che merita: Lino Balza.

  3. Marco G.
    22 gennaio 2013 alle 19:51

    oggi gli stessi tecnici della Provincia hanno chiesto un rinvio, dichiarando di non avere elementi su cui discutere.
    Le discariche dei veleni per il momento sono allontanate nel tempo.
    Ma se i politici SI TAV credono che fatta la festa (le elezioni) potranno di nuovo “gabbare lo santo” (il popolo), se lo possono scordare.

  4. Ettore Grassano
    22 gennaio 2013 alle 20:35

    Eppure l’andazzo è quello da sempre caro Marco: considera che oggi continuano a negare una verità sacrosanta, ossia che dopo le elezioni ci sarà un nuovo giro di vite, per recuperare sette o otto miliardi sulla pelle dei soliti noti. Non solo: le Regioni, ergo la sanità, sono alla frutta, i conti non tornano: mi sa che la discarica di Sezzadio rischia di essere un problema minore…ma vedremo!

    E. G.

  5. luigi
    22 gennaio 2013 alle 20:46

    Chi parla di cose che non sa è meglio che se ne stia zitto anzichè dedicarsi a esporre una verità che ha copiato da altri. Se crede forse che i tecnici della nostra Università siano degli incapaci o peggio dei corrotti, alzi la voce e si dia da fare per far chiudere il Dipartimento di Scienze, così almeno risparmiamo dei soldi. Se poi crede anche che WWF, Italia Nostra e Pro Natura siano in mano a degli imbecilli lo dica chiaramente. Io so per certo, perchè li ho accompagnati sul campo, che i volontari del WWF che hanno girato per le nostre campagne e censito quella trentina di siti segnalati nella relazione allegata alle conclusioni della prima fase del Progetto Linfa erano persone oneste, dalla faccia pulita. Ma lei certamente quel progetto non l’avrà nemmeno sfogliato, perchè troppo superiore a certe cose. Pensi piuttosto al suo ponte Cittadella che non c’è più e a dare una mano a Fabbio e soci per risarcire il danno erariale provocato e per cui la Corte dei Conti ha emesso la condanna.
    Comunque ognuno è libero di farsi infinocchiare da chi vuole, chi dal WWF, chi da Italia Nostra, chi da Pro Natura, chi da Lega Ambiente ed infine se proprio lo vuole magari anche dal Trota, dalla Nera e da quel Grassano che ha fatto tanta propaganda contro tutti i progetti ambientalisti nati negli ultimi anni. Purtroppo mettere d’accordo tutto il mondo ambientalista è fatica sprecata ed infatti gli effetti si vedono: da noi i Verdi sono all’uno virgola, mentre all’estero arrivano almeno al 10-15 per cento dell’elettorato.
    Si ricordi comunque che noi siamo liberi e, contrariamente ad altri, non abbiamo mai avuto alcuna tessera di partito in tasca e nemmeno abbiamo mai tirato la volata a nessuno.

    • Enrica Bocchio
      22 gennaio 2013 alle 22:25

      noi chi?

    • Graziella (gzl)
      23 gennaio 2013 alle 07:13

      Perdoni la mia ignoranza; ma quando voi unici, competenti, onesti non partiticizzati o politicizzati avete setacciato i campi di quella povera e sfortunata parte di territorio alessandrino non avete trovato nulla ? E se avete trovato cromo, veleni, bidoni sotterrati e avete fatto denuncia formale o ufficiale vi hanno ascoltato? Se non sbaglio nei convegni in cui partecipavava ARPA, ASL, Università, Comune, Provincia etc ….ops…anche le sigle nazional ambientali parlavano soprattutto di aria e rumore, tant’è che ad ARIA PULITA di Telecity nel 2008 ospiti due responsabili dell’università invitati a parlare della “scoperta” di cromo etc, io (che parlo e parlo e scrivo e scrivo), feci questa domanda: “come mai dal 2004 circa ad oggi non ve ne siete accorti cosa ci stava nel suolo della Fraschetta?” —imbarazzati, guardandosi l’un con l’altr, uno di essi rispose con tono dismesso: “ma noi eravamo stati chiamati per lo studio dell’aria e del rumore” —— io incalzai: “ma terra e acqua non contano in un controllo scientifico di un eventuale inquinamento ambientale?”

      Andiamo avanti: nessuno fa niente gratis escluso noi cittadini ragruppati in normalissimi Comitati e Associazioni autogestiti, noi non abbiamo postazioni in sedi istituzionali (uffici riscaldati, telefoni, etc.) , noi non abbiamo contributi statali, noi non siamo invitati o chiamati da nessuno a partecipare ai vari convegni, semmai partecipiamo ma solo dopo aver sudato sette camice appellandoci alle leggi che sanciscono la partecipazione del pubblico nelle questioni che ci riguardano. Partecipiamo se lo richiediamo a Conferenze dei Servizi senza parola ma possiamo depositare osservazioni che saranno discusse nella conferenza e allegate ai verbali e in molti casi le nostre Osservazioni puntuali e tecniche hanno fatto la differenza e fermato e obbligato a rimodulare il progetto.Posso anche aggiungere , partecipando personalmente che in due di queste Conferenze chi avrebbe dovuto sollevare obiezione pareva dormisse….

      Io non sono come lei che si permette di etichettarmi in fantasiose amicizie, tesseramenti partitici, non voto più da tempo, e le uniche tessere che mi interessano sono quelle sanitarie, gruppo sanguigno, e documenti di identità, il resto è spazzatura, io credo nella bontà del suo impegno per l’ambiente, semmai sono delusa perchè la credevo una persona speciale, invece è un lividoso a cui non ho fatto nulla in più supponente perchè crede di essere solo lei nel giusto, se permette in democrazia ognuno è libero di parlare e scrivere … su di lei mi sono sbagliata. Faccio parte di un gruppo di rompipalle liberi, cani sciolti a cui nessuno può tappare la bocca perchè otteniamo risultati autofinanziandoci e gratis per la comunità. Dal 2000 al 2004 chi le scrive per gli alluvionati del Piemonte è riuscita ad ottenere una modifica di Legge e tre leggi nuove con la Sen. Boldi. Dal 2003 a ieri, (da 13 mesi in questo paese c’è una DITTATURA allargata che impone, quindi è finita) finanziaria dopo finanziaria , personalmente con il Comitato casalese e lodigiano abbiamo battagliato contro la polizza obbligatoria per tutti contro le calamità (2003/2004 con l’On. Dameri – 2004/2005 con Realacci -pres. VIII commissione Ambiente Camera e a seguire con Confedilizia Nazionale – tutto documentato ) …..sono e siamo nessuno ma lavoriamo senza chiedere nulla SOLO RISPETTO!!!

  6. 22 gennaio 2013 alle 21:17

  7. 22 gennaio 2013 alle 21:30

    Vladimir Il’ič Ul’janov-Владимир Ильич Ульянов-Simbirsk, 22 aprile 1870 – Gorki Leninskie, 21 gennaio 1924. R.I.P.

  8. luigi
    23 gennaio 2013 alle 10:50

    per carità, nessuno le vuole impedire di fare le sue battagliate!
    ma vada a votare, se no fa come quello che voleva fare un dispetto a sua moglie.

    • Graziella (gzl)
      23 gennaio 2013 alle 14:05

      ci vada lei a votare come suppongo abbia sempre fatto, io non ne sento il bisogno, semmai ci andrò quando il candidato premier sarà un essere proveniente da altro pianeta, ma quelli osservandoci ci stanno alla larga quindi mai più!

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