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Italia, aereo “in picchiata”?

23 gennaio 2013

Monti caduta liberaMentre i politici fanno a gara a chi la spara “più grossa”, soprattutto per delegittimare l’avversario in vista dello sprint elettorale di febbraio, l’Italia è un aereo in caduta libera. O una nave che affonda piano piano, scegliere un po’ voi.

La sostanza non cambia, i numeri sono macigni, e per quanto ognuno di noi abbia la voglia sacrosanta di essere ottimista, i dati sono dati.

La disoccupazione ufficiale, udite udite, sfiora il 12%, e arriverà nel 2014 al 12,4%. Ma come, il professor Monti non ha detto solo qualche mese fa  “intravvedo la luce in fondo al tunnel della crisi”? E altri non hanno affermato “la ripartenza ci sarà nella seconda metà del 2013”, ossia subito dopo le suddette elezioni? Che parlassero di ripartenza in termini di nuova ondata migratoria, degli italiani più giovani verso Paesi meno mal messi e più vitali?

Possibilissimo: perchè, parliamoci chiaro, l’altra frottola a cui dobbiamo rifiutarci di credere è che la crisi stia colpendo in maniera eguale tutto l’Occidente, ergo noi meschina periferia non possiamo farci niente e non abbiamo colpe, ecc ecc…

Sbagliato: la crisi di sistema sta colpendo, e affondando, i Paesi più corrotti e incapaci d’Occidente: la Grecia, l’Italia, il Portogallo, la Spagna. E pealtro quest’ultima ha comunque una chance in più di noi, ossia un’età media della popolazione molto più bassa. In Spagna ci sono tanti giovani insomma, e se riescono a convincerli che non si può vivere tutti di rendita, o facendo gli artisti, certamente usciranno dal famoso tunnel prima di noi: soprattutto perché nello scorso decennio loro un po’ di investimenti infrastrutturali seri li hanno fatti, eccome.

Ma torniamo all’Italietta, che chiamare Bel Paese pare ormai assoluta presa per i fondelli. Se le persone alla ricerca attiva (e vana) di un lavoro sono ufficialmente circa 3 milioni e mezzo, sappiamo bene che il dato va almeno raddoppiato, tenendo conto di lavoratori “in nero”, precari, partite Iva che nascondono abusivato vero e proprio, cocopro da poche centinaia di euro al mese, e senza futuro.

Un esercito di forza lavoro allo sbando, scoraggiato, e dentro cui naturalmente c’è di tutto: dal genio sfortunato allo scansafatiche cronico. Il guaio è che questo Paese, da tempo immemore, fa di tutt’erba un fascio, e anzi è costruito su misura sull’incapacità dei suoi figli: meno sai fare, o hai voglia di fare, più chance ti offro di sopravvivere (non vivere, naturalmente: giacché sarebbe oggettivamente troppa grazia).

Insomma, se sono Confindustria e Inps a lanciare l’ennesimo allarme, sciorinando numeri “da paura”, probabilmente conviene rinunciare a slogan e miraggi “illusori”: prima cominciamo a fare i conti con la realtà, e a smetterla di credere a pifferai magici di ogni risma, e maggiori possibilità avremo di ripartire davvero. Ma scordiamoci scorciatoie che non esistono: ci attendono anni difficili. Per affrontare i quali servirebbero, oggettivamente, una classe dirigente preparata e perbene, e un popolo consapevole. E si fa fatica, oggi, ad individuare entrambi gli elementi.

Perché chiudere la riflessione, amara, con banali iniezioni di ottimismo? Caliamoci fino in fondo nel momento storico invece, che è condizione essenziale per uscirne, con un bel colpo di reni.

Vi ricordate le Poste, salvadanaio del popolo italiano, a cui per decenni i nostri nonni, padri e zie hanno affidato i loro risparmi, contribuendo a sostenere il debito pubblico? Beh, leggete qui, e ditemi se non viene da pensare, a fronte di certe proposte, a un vecchio usuraio impersonato dal “mitico” Paolo Stoppa!

Che brutto specchio dei tempi!

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 23 gennaio 2013 alle 16:50

    « Son dur, lo seu, son dur, ma i parlo a gent
    ch’ha l’ànima tant mola e dëslavà
    ch’a l’é pa da stupì se ‘d costa nià
    i-j piaso apen-a apen-a a l’un për sent.

    Tuti s’amparo ‘l Metastasio a ment
    e a n’han j’orije, ‘l cheur e j’euj fodrà:
    j’eròj a-j veulo vëdde, ma castrà,
    ël tràgich a lo veulo, ma imponent.

    Pure im dogn nen për vint fin ch’as decida
    s’as dev troné sul palch o solfegé,
    strassé ‘l cheur o gatié marlàit l’orìa.

    Già ch’ant cost mond l’un l’àutr bzògna ch’as rida,
    l’è un mè dubiet ch’i veui ben ben rumié:
    s’l’é mi ch’son ‘d fer o j’italian ‘d potìa. »

    V.Alfieri – 1783

    « Sono duro, lo so, sono duro, ma parlo a gente
    che ha l’anima tanto fiacca e sporca
    che non c’è da stupirsi se a questa cricca
    io piaccio appena all’uno per cento.

    Tutti si imparano a memoria il Metastasio
    e ne hanno piene le orecchie, il cuore e gli occhi:
    gli eroi li vogliono vedere sì, ma castrati,
    il tragico lo vogliono ma imponente.

    Eppure io non mi do per vinto finché non si decida
    se sul palco si deve tuonare o solfeggiare,
    agitare i cuori o accarezzarsi un poco l’orecchia.

    Giàcche in questo mondo bisogna che si rida l’uno dell’altro,
    io ho un piccolo dubbio che voglio ben bene rimasticare:
    se sono io che sono di ferro o gli italiani di fango. »

  2. Ettore Grassano
    23 gennaio 2013 alle 17:17

    Pd su Montepaschi: ma chi, noi?

    http://www.repubblica.it/politica/2013/01/23/news/mps_il_giorno_dopo_fra_reazioni_e_accuse_la_fondazione_verso_un_azione_di_responsabilit-51141938/?ref=HREC1-5

    Ah ah, che Paese tristemente malconcio. Non siamo all’inizio di nulla. Siamo alla fine di una commedia oscena che non vuole far scorrere i titoli di coda. E la gente che “giocava alle carte e parlava di calcio nei bar” ora sproloquia sul web. Ma cambiano solo gli strumenti, la sostanza resta quella temo!

    E. G.

  3. luigi
    24 gennaio 2013 alle 00:41

    mah! Renzi aveva già fatto capire qualcosa, però sarebbe bello ascoltare qualche bella intercettazione telefonica sull’argomento, non è vero?

  4. Graziella (gzl)
  5. Graziella (gzl)
  6. Graziella (gzl)
  7. Graziella (gzl)
    24 gennaio 2013 alle 08:20

    …….è inutile ripeterlo, siamo un paese governato da furfanti nella totalità e di ogni tipo, sanno di essere furfanti ma urlano la parola ONESTA’ ….forse sarebbe utile una ripassata sul vecchio dizionario e leggere che significa ONESTA’ .

    comunque, dove ti giri c’è “merda” prodotta al tocco dalla casta al contrario di Re Mida che il suo tocco produceva oro.

    Corriamo a votare gente, l’ Italia necessita ancora di una ottima produzione di feci….c’è rimasto ancora qualcosa non toccata dalla casta uscente.

  8. mandrogno
    24 gennaio 2013 alle 08:59

    scusate, è una prova di invio per verificare problemi di connessione

  9. 24 gennaio 2013 alle 16:36

  10. Graziella (gzl)
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