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[BlogLettera] ATM, voltare pagina

24 gennaio 2013

Le recenti vicissitudini dell’ATM ci riportano considerazioni che nel corso degli anni sono già state poste più volte rispetto ad un’Azienda in forte crisi per le scelte e gli squilibri della propria gestione. Assunzioni nei posti sbagliati, disequilibri nella gestione del personale, mezzi carenti e poca attenzione allo sviluppo o recupero del trasporto pubblico, questo è quanto successo in questi anni.

Alcuni dati: nel 2007 ATM aveva 209 dipendenti, dopo fusione con Spra, con una carenza nel settore movimento diventata sempre più marcata nel corso degli anni e mai appianata. Il personale è cresciuto in questi anni fino a 251 per assestarsi ai 231 attuali, con un forte squilibrio, mancando come detto di autisti e in misura minore di manutentori a fronte di presenze surdimensionate in altri settori, il tutto complicato da molte inidoneità nei settori strategici.
Pesante la situazione mezzi, con gli ultimi arrivi (2010) riguardano autobus usati e poco recenti; solo il 25% di mezzi euro 3 o 4, nessun euro 5 e la maggior parte dei mezzi antiquati. Questo comporta un aumento e una difficoltà nella manutenzione, settore peraltro anche in crisi per la mancanza di personale e soprattutto pezzi di ricambio. Il discorso mezzi è ovviamente complesso date le norme e i finanziamenti regionali per l’acquisto dei medesimi, ma il riflesso sul servizio è forte,
ATM ha contribuito non poco ai conti del comune, in alcuni anni il risultato d esercizio era in negativo di circa 1 milione di euro, e i contratti di servizio messi in opera con agevolazioni di tutti i tipi (nella sosta ad esempio i permessi erano distribuiti in gran quantità) contribuivano a supportare un bilanci non ottimali a danno dell’amministrazione e dei cittadini.

La conclusione è un’azienda che ha aumentato i costi diretti e indiretti, diminuito il servizio con tagli alle linee e alle corse, con squilibri nel personale e con tasso di gradimento in discesa nei motivi fondamentali (regolarità e sicurezza) secondo le stesse fonti aziendali.
Da ultimo le vicende legate all’ex deposito di Valenza, che pure era stato oggetto di discussione e richiesta intervento nella commissione consiliare dello scorso settembre.
Le decisioni negative di questi anni sono strettamente legate al rapporto con l’ex amministrazione di centrodestra, ma stupisce come l’attuale dirigenza, nominata all’epoca, tenda strumentalmente a scaricare ogni responsabilità e anzi agiti oltremisura provvedimenti drastici fomentando il malcontento.
Il dissesto, che purtroppo ci siamo trovati a gestire, ha imposto drastiche misure economiche in molti settori, pena il rischio di fallimento di tutto il sistema a partire dalle
partecipate; per uscirne occorrono scelte politiche e atteggiamenti che l’attuale cda di ATM non sta attuando e fanno pensare che sia veramente ora di voltare pagina.

Daniele Coloris
coordinamento cittadino e consigliere comunale Pd Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. Pino Doglio
    25 gennaio 2013 alle 08:24

    Daniele Coloris, tutto quanto contenuto nel tuo intervento corrisponde al vero e non è mia intenzione contraddirti. Lungi da me intervenire per ritornare su polemiche, riferite alla situazione ATM, che mi hanno prima allontanato dal PD e successivamente dalla CGIL, organizzazione sindacale di cui hai fatto parte con l’incarico di segretario della categoria trasporti.
    Quanto sopra è accaduto per l’assoluta mancanza di iniziative politiche dell’allora maggior partito di opposizione, nonostante, come tu ben sai, fosse a conoscenza del saccheggio e della cattiva gestione da te richiamata; sul verso sindacale, l’organizzazione che hai avuto l’onore di guidare nel settore, ha sottovalutato la gravità dei fatti o peggio ha imolato sull’altare dell’unità dei confederali le sacrosante e drastiche iniziative che dovevano essere messe in atto.
    Perdonami la precisazione ma è per chiarezza nei confronti di chi legge e non per ripeterti cose e concetti da me espressi ormai anni fà e, come sopra ho affermato, ritornare in polemica con PD o CGIL; ritengo ormai questi capitoli chiusi a titolo definitivo.
    Intervengo per soffermarmi sulle ultime due righe del tuo intervento: “per uscirne occorrono scelte politiche e atteggiamenti che l’attuale cda di ATM non sta attuando e fanno pensare che sia veramente ora di voltare pagina.”
    Bene, ma ti confesso che non mi sono chiare le scelte politiche di questa Giunta, anzi non le vedo proprio. Prima che il burrone ci inghiotta tutti sarebbe opportuno che Sindaco,Giunta e Organizzazioni Sindacali degne di tale nome iniziassero a fare il proprio antipaticissimo dovere, perdere il saluto di qualcuno, rompere qualche alleanza di prassi e affrontare i problemi di ATM in modo pragmatico, senza pietà e senza timore nei confronti di “amici e parenti” politico-sindacali.
    Sai che non sono un forcaiolo e che non cerco vendette personali ma è ora che il problema ATM venga affrontato in modo drastico e concreto.
    Credo che i lavoratori siano disponibili a mettersi a disposizione per collaborare al fine di salvare servizi e posti di lavoro, credo che pongano una condizione sola: la credibilità di quanto viene messo sul tavolo è commisurata alle scelte politiche e di management, alle prospettive future di indirizzo e all’abbandono di dogmi “da campagna elettorale”, e sopratutto, dal “valore” delle controparti.
    Non è più ora di “volemose bene” e “nessun esubero”, di proclami, fiaccolate ecc ecc, ora serve urgentemente azione e piani industriali e, magari, un pò di competenza di settore.
    Se esistono o meno queste intenzioni lo vedremo prestistissimo, il tempo è scaduto.

    Cordialmente

    Giuseppe Doglio

  2. luigi
    25 gennaio 2013 alle 09:50

    di solito la storia non permette per più di una generazione che una nazione sia allo stesso tempo ricca e stupida. Il nostro tempo sta scadendo (o forse come dice Doglio: è già scaduto) – da uno scritto di Guido Rampoldi

    Sarebbe già un conforto per la nostra debolezza se tutto perisse con la stessa lentezza con cui si è formato. Invece la crescita è lenta, la rovina è rapida. – (Seneca)

  3. Gian Luca
    25 gennaio 2013 alle 13:20

    Per fortuna piuttosto che scegliere di essere una nazione consapevole e matura preferiamo tornare a essere poveri… non è proprio una nostra libera scelta ma tant’è!

  4. gabriele
    9 febbraio 2013 alle 11:03

    Il Comune di Alessandria paga consulenze consulente, debiti e mantiene dirigenze strapagate, i dipendenti dell’Atm spa, invece ricevo solo un acconti e tagli. Il Pd continua ad essere come una squadra di calcio che ha molti tifosi pur senza riuscire a vincere una sola partita.

  5. gabriele
    9 febbraio 2013 alle 11:05

    gabriele :
    Il Comune di Alessandria paga consulenze, e mantiene dirigenze strapagate, i dipendenti dell’Atm spa, invece ricevono solo acconti e tagli. Il Pd continua ad essere come una squadra di calcio che ha molti tifosi pur senza riuscire a vincere una sola partita.

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