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Il Superstite (123): Alessandria, città della paura?

26 gennaio 2013

Arona 2di Danilo Arona

Non so se sono il solo, ma io ho una percezione un po’ diversa dallo sbandierato calo di criminalità (- 10% rispetto al 2011) che si sarebbe registrato in Alessandria nell’anno appena trascorso. Ce l’ho perché mia mamma di 89 anni, che ancora vive in autonomia ed è molto lucida, subisce almeno due tentativi di aggressione alla settimana. E, da buona alessandrina, non si sogna di sporgere denuncia (dice che lo farà quando la mazzuoleranno a sangue), ed è a suo modo un piccolo ma credibile laboratorio.

L’ultimo fatto è di qualche giorno fa ed un tipetto che parlava senza inflessioni dell’Est, italiano senza dubbio, ha tentato di farle aprire la porta spacciandosi per un imprecisato agente della Polfer, chiaramente fuori zona e fuori contesto, in missione per conto della Banda Bassotti. Ma non è che l’ultimo: chiaramente sorvegliata come decine di altri anziani, ha già subito scippi di spazzatura, aggressioni poco morbide, abboccamenti telefonici a dir poco sospetti. Moltiplicando il dato per mille, la situazione vede in Alessandria una holding di malfattori al quotidiano lavoro ai fianchi di un soggetto debolissimo e poco difendibile, ovvero l’anziano che vive da solo.  Un campione che purtroppo fa poca statistica e meno notizia.

Alessandria allagataMa c’è dell’altro: tentativi di stupro in centro città (via Dante e via del Vescovado, gli aggressori non erano italiani), microdelinquenza in aumento esponenziale in tutti i giardini pubblici, gente con il coltello alla gola all’uscita da ristoranti e pizzerie, un mio amico che fa l’agente immobiliare aggredito alla fine della giornata di lavoro mentre chiudeva l’ufficio (ce l’ha fatta perché si è messo a urlare “Al fuoco!” – sappiate tutti e tutte che non bisogna gridare “Aiuto”, ma “Al fuoco!”…).

Ora, queste storie le vengono a raccontare solo a me? Quasi non se ne trova traccia sui giornali, a parte la tentata violenza in via Dante. Io non sono, anzi proprio non mi piace esserlo, un divulgatore di panico, ma la mia amica che si è salvata dalle parti della Casa del Vescovo e del Ribaldo mi ha detto sconsolata: «Che peccato, non posso più uscire alla sera da sola in Alessandria. Adesso ho paura.» Dalle torto… Che fare?

Nessuno ha ricette fenomenali e Alessandria sta messa meglio di tante altre realtà analoghe sul fronte della cronaca  nera. Ma i segnali del dissesto psichico e sociale in divenire, quello che fa il paio magari casuale con quello economico ed ecologico, stanno sotto il nostro naso e dobbiamo vederli per saperli affrontare. C’era una canzonaccia un tempo che recitava “facciamo finta che tutto va ben…”, ma la citazione si riferisce a periodi aurei che non sono più. Insomma, bisogna smettere di raccontarcela.

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Categorie:Editoriali
  1. 26 gennaio 2013 alle 09:54

    Per motivi personali e non di lavoro ogni giorno vado all’ ospedale, il parcheggio è gratuito ma a me costa 2 euro al giorno. Il motivo sono quei 5 o 6 individui che come arrivi ti indicano il posto dove parcheggiare, poi per timore ( mi graffieranno la macchina?) do’ loro un euro. Vi assicuro che alla sera quando vado a riprendere la macchina non sono per niente tranquilla,gia’ all’uscita dell’ospedale mi viene paura se poi aggiungo il pensiero che ho lasciato una persona a me cara e non so l’indomani come la trovero’. Si puo’ fare qualcosa ?

  2. 26 gennaio 2013 alle 10:21

    Chi di noi non ha sperimentato l’angoscia (o la pena, o il fastidio: dipende dai giorni, e dai tuoi problemi del momento) che questi finti parcheggiatori generano? Oppure altri, che ti avvicinano con una cartelletta di scarabocchi in mano, e ti chiedono: “hai nulla contro gli ex tossicodipendenti?”, sperando di attivare il meccanismo dei tuoi sensi di colpa. A me a volte scatta la voglia della battutaccia, del paradosso, ma mi mordo la lingua naturalmente. Oppure faccio la battuta lieve, con sorriso. Naturalmente sono persone malmesse, e per questo non è giusto infierire. La differenza tra accattonaggio molesto e lavoro, d’altra parte, si è persa da un po’. Pensiamo a tutte le telefonate domestiche che riceviamo da call center o pseuso associazioni benefiche, per fare un altro esempio.

    Che fare allora, anarchico 2? Direi salutare cordialmente, e rispettare sempre tutti, tanto più i disperati, ma senza sentirsi in obbligo di pagare la tangentina. Secondo consiglio: avere con l’auto un rapporto il meno morboso possibile. Non la rigano, se non li offende o umilia non la rigano: ma se succedesse, in fin dei conti, chi se ne frega di una riga sull’auto. Fa vissuto.

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      26 gennaio 2013 alle 16:21

      Non sono daccordo di accettare una riga su un bene che mi sono acquistata con fatica da personaggi che NON DOVREBBERO ESSERE LI IN QUELLA POSIZIONE DI DISTURBO, E NON ACCETTO DI SUBIRE PRESSIONI DI OGNI GENERE. Perchè si deve subire e accettare in silenzio e pure con un sorriso queste forme deliquenziali… tanto se non gli dai qualcosa ti insultano nella loro lingua e tu non gli puoi rispondere a tono e cioè — a te , tua nonna, tua madre, tua sorella , tue mogli, tue figlie —- . Ma stiamo scherzando? Sanno tutti i preposti: polizie varie e amministrazione che parcheggiatori, o posteggiati di fronte ad ogni supermercato o chiesa, il più delle volte senza permesso di soggiorno, senza documenti, senza nomi reali disturbano enormemente …..ma dove stanno i controlli, dove sta la legalità, dove stanno i NOSTRI DIRITTI di cittadini che cercano di vivere nelle regole, nel rispetto… e ho detto cercano per stare a metà….

      Mi perdono Dott. Grassano non tutti sono buoni e generosi, ne abbiamo i cosiddetti pieni e stracolmi! Perlomeno che chi preposto rimandi al proprio paese chi non è regolare ma non con il foglio di via, rimpatriati personalmente e consegnati alle autorità del posto.

      Per i furbastri che mi chiedono se sono contro la droga, io non sorrido e neanche li mando al bagno , sa cosa rispondo? “perchè devo essere contro la droga, io mi drogo dalla mattina alla sera”…. risposta stupida? boh! so che li lascio senza ribadire.

      Sono solidare al 1000% chi spara e/o si difende da chi viene nel privato a delinquere, la Legge dovrebbe essere più indulgente per le vere vittime ma la Legge italiana sta dalla parte di chi delinque: si sa però chi fa le Leggi, l’abbiamo compreso che bei tomi sono i nostri “valorosi legislatori” ….si dica il contrario!

      Noi indigeni vorremmo poter vivere come un tempo, dove potevi uscire la sera, i figli andare a scuola senza scorta o controllo, dove una donna poteva avere il vezzo di utilizzare una borsetta a mano, ora ci tocca utilizzare tracolle spiccie con l’essenziale dentro, senza parlare l’uso di una catenina o ornamento in oro, ma in che tempo siamo finiti?

      Non sono razzista, ma ti ci fanno diventare!

  3. Enrica Bocchio
    26 gennaio 2013 alle 11:55

    Hai davvero un bel carattere, Ettore. Io non ho ancora sperimentato la questione parcheggio, ma…ho una collezione di carboncini cane-gatto (eh, lì non resisto) e comunque in genere non riesco a girare i tacchi ed andarmene: certi sono così magri, così convincenti. Qualche volta sono intervenuta quando ho assistito ad un rifiuto espresso in malo modo; allora mi è stato “aperto un libro” di esempi più o meno convincenti, ma non applicabili sempre e a tutti. Qualunque sia la nostra risposta, l’importante, secondo me, è l’educazione ed il rispetto di una dignità che forse non hanno più o che sono stati costretti dal bisogno a mettere da parte. Sotto questo punto di vista, è confortante la constatazione che la nostra è una condizione privilegiata: chissà domani?
    D’altra parte, non siamo un popolo che ha come religione di stato l’attenzione verso gli ultimi?

    • 26 gennaio 2013 alle 13:43

      Il rispetto è essenziale cara Enrica, sempre. Soprattutto verso i deboli. E hai ragione: dietro ogni disperato c’è una storia, un percorso, una serie di incastri negativi e magari anche un “effetto parafulmine”, “altrimenti sarebbe toccato a qualcuno di voi”, come cantava Stefano Rosso.
      Personalmente penso che, extrema ratio, punterei sui bancomat anziché sull’elemosina molesta (per non dire naturalmente dell’orrida micro delinquenza a danno degli anziani), ma spero così dicendo di non beccarmi una segnalazione come cattivo maestro per istigazione a delinquere. Sai, in Italia basta poco. Parlo per paradossi insomma, e quindi lasciami sottolineare che le banche, come le cronache anche recenti ben evidenziano, sono istituzioni benemerite, che dispensano benessere. Buon week end!

      E. G.

  4. 26 gennaio 2013 alle 13:09

    Caro Danilo, vedo che giustamente anche tu metti in evidenza un problema di criminalità in aumento, concordo sul fatto che la situazione, a livello di sensazione, smentisce i dati che ci vengono dati sui crimini (proprio ieri parlavo con una giornalista de La Stampa che ha la stessa impressione). Dopo la mia lettera in merito, di appena pochi giorni fa, ancora in home page su corriereal, sono stati segnalati altri quattro casi e se si tiene presente che si tratta di un piccolo quartiere, i numeri sono preoccupanti. Per quanto mi riguarda nella stessa ho proposto alcuni suggerimenti, fra cui, la ridefinizione dei compiti della Polizia Municipale, affinchè ritorni come in passato a presidiare il territorio, sopratutto nei quartieri logisticamente più esposti e ovviamente anche un maggiore controllo delle forze dell’ordine e attenzione e collaborazione fra i cittadini. Questi fatti vengono a mio avviso erroneamente definiti di microcriminalità, salvo poi quando succede il peggio… evenienza altamente probabile, considerando che vengono compiuti prevalentemente nei confronti di persone anziane e dato che sono numericamente in aumento, le probabilità che succeda il peggio aumentano di conseguenza.

  5. tiziano
    26 gennaio 2013 alle 17:02

    io i soldi agli pseudo-parcheggiatori non li do…( sono di novi ligure…stessa cosa per l’ ospedale ) anzi dopo aver parcheggiato ed essere sceso dalla macchina e non avergli dato niente aggiungo che se quando torno trovo qualcosa alla macchina gli faccio tornare a casa loro in posizione orizzontale con i piedi in avanti…mai successo niente…cosi’ va meglio…

  6. 26 gennaio 2013 alle 20:03

    Prendersela con gli “ultimi” é sempre la via più comoda, brandendo la spada della verità con furore civico quasi mistico. Il parcheggiatore abusivo é figura sociale molto autoctona, nelle grandi città soprattutto al sud, ricordo un autogrill sulla bretella A1 a Caserta dove ” operano” stabilmente italianissimi personaggi con tanto di berrettone a visiera, pettorina e incredibile cartellino di riconoscimento “scritto a mano”! Se il degrado é palpabile cerchiamo di eliminarlo, non soltanto lamentarci delle sue conseguenze, se fuciliamo un paio di neri sul piazzale del supermercato, il giorno dopo ce ne saranno altri a raccogliere nuovi semi di disperazione, in una catena infinita, in un tessuto sociale dove il lavoro é ormai prossimo alla sopravvivenza quotidiana, allo “sbarcare il lunario” con ogni mezzo.

  7. 26 gennaio 2013 alle 22:00

    Proprio ho sperato che volasse via,
    e non cantasse sempre davanti a casa mia;
    gli ho battuto le mani dal limitare

    quando non l’ho potuto più sopportare.
    Mio in parte il torto dev’essere stato.
    L’uccelletto non era stonato.

    E qualcosa non va, qualcosa manca
    in chi vuol far tacere uno che canta.

    Robert Frost

    Ho letto oggi sulla “busorda” (Ettore me l’ha ricordato in un post, e io la considero alla stregua della Pravda) una cosa bellissima: ” una frase di Proust cura l’anima”. La letteratura cura gli affanni degli spiriti tribolati, apre nuovi orizzonti, abitua al libero pensiero e libera dalle psicosi. Questo mi è tornato prepotentemente alla memoria oggi, pensando che io ho fatto amicizia con diversi di quei neri a cui, la vigilia del “giorno della memoria”, mi tocca leggere che qualcuno farebbe cose molto, ma molto, “caritatevoli”.
    Quindi voglio citare un solo episodio di qualche tempo fa, tanto per chiarire il mio pensiero. . Avevo riletto da poco “La vera prigione” di Ken Saro Wiwa, poeta mondiale e grande ambientalista africano, impiccato in Nigeria per tutelare gli interessi delle grandi compagnie petrolifere, insieme a diversi attivisti, 6 o 7, e dopo avere fatto la spesa mi sono messo a parlare con uno di quegli splendidi ed educati nigeriani che barattano piccoli servizi con un misero obolo, davanti al supermercato. Tra l’altro, uno di loro, con molta dignità, mi ha spiegato che suo padre gli aveva insegnato, quando era ancora vivo, che ogni compenso, per quanto ridotto, doveva avere un corrispettivo di impegno o di lavoro. E sapete chi era suo padre?, uno di quei 6 o 7 nigeriani impiccati con Kenule Beeson Saro-Wiwa. Impiccati per permettere a tutti i cari signori, benpensanti bianchi anglosassoni occidentali, di fare il pieno alla macchinetta, per uscire al sabato sera. Come si intitolava quella vecchia conferenza di Lorenz?. Ah!, adesso ricordo: “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”. A quanto pare sì, almeno se non si legge solo il Mein Kampf…

    • Graziella (gzl)
      26 gennaio 2013 alle 23:52

      ——— un piccolo obolo per un piccolo servizio———– e se il servizio non è richiesto ?

      oppure: perchè in uno spazio libero al parcheggio ci debba essere qualcuno che ti indica dove e come parcheggiare?

      oppure: perchè i cari signori, i benpensanti bianchi, anglossassoni occidentali devono essere per forza i peggiori individui del pianeta, e gli splenditi educati nigeriani debbano essere i migliori individui del pianeta?

      oppure: perchè quando ci si lamenta di situazioni non accettabili, c’è sempre chi ti ricorda che noi italiani bianchi ( chissà poi perchè specificare) siamo più delinquenti di questi poveri cristi che uno stato di merda accetta e poi li lascia al proprio destino senza risorse e si arrangiano come possono per vivere, e per farlo si prendono ciò che gli occorre col bene o col male, persino quelli educati e slpenditi quando hanno fame e ogni tipo di bisogna si aggiustano nel male però ….uno stato decente se li accoglie deve essere in grado di assisterli, dare un lavoro , una casa e se non può li rimanda al loro paese. SONO TROPPO BENPENSANTE, POCO CRISTIANA, razzista?

      Non è sufficiente sentirsi la coscienza in pace, buoni, cristiani, generosi solo perchè si è data la moneta per parcheggiare o per l’aiuto a svuotare il carrello …no non è sufficiente. Gli splendidi ed educati nigeriani vorrebbero non fare i parcheggiatori o i reggimuri dei supermercati ma dignità e certezze da uno stato che li ha accolti.

  8. gruppo G
    27 gennaio 2013 alle 09:58

    certamente, voi di novi dovete già dare molto a me e ai miei referenti, teneteli per quello

  9. Enrica Bocchio
    27 gennaio 2013 alle 11:38

    Se Cristo, domani…

    Se Cristo, domani, busserà alla vostra porta,

    lo riconoscerete?

    Sarà, come una volta, un uomo povero,

    certamente un uomo solo.

    Sarà senza dubbio un operaio,

    forse un disoccupato,

    e anche, se lo sciopero è giusto, uno scioperante.

    O meglio ancora, tenterà di piazzare delle polizze d’assicurazione o degli aspirapolvere…

    Salirà scale su scale, senza mai finire, si arresterà senza fine sui ballatoi,

    con un sorriso meraviglioso sul suo volto triste….

    Ma la vostra porta è così difficile da aprire.

    E poi nessuno scorge il sorriso delle persone che non vuol ricevere.

    “Non mi interessa” comincerete

    prima d’ascoltarlo.

    Oppure la minuscola governante ripeterà come una lezione

    “la signora ha i suoi poveri”

    e sbatterà la porta in faccia al povero,

    che è il Salvatore.

    Sarà forse un profugo, uno dei quindici milioni di profughi con un passaporto dell’ONU,

    uno di coloro che nessuno vuole

    e che vagano,

    vagano in questo deserto ch’è diventato il Mondo,

    uno di coloro che devono morire

    “perchè dopo tutto non si sa da che parte arrivino persone di quella risma…”

    O meglio, in America,

    un nero,

    un negro, come dicono loro,

    stanco di mendicare un buco negli alloggi di New York,

    come una volta a Betlemme

    la Vergine Nostra Signora….

    Se Cristo domani batterà alla vostra porta, o riconoscerete?

    Avrà l’aspetto abbattuto, spossato, annientato com’è

    perchè deve portare tutte le pene della terra…

    Evvia, non si dà lavoro ad un uomo così prostrato…

    E poi se gli si chiede:

    “cosa sai fare?”

    Non può rispondere: tutto

    “Donde vieni?”

    Non può rispondere: da ogni dove.

    “Cosa pretendi di guadagnare?”

    Non può rispondere: te.

    E allora se ne andrà,

    più abbattuto, più annientato,

    con la pace nelle sue mani nude…

    Raoul Follerau

    ,
    ,

  10. maria
    7 febbraio 2013 alle 16:15

    ormai in italia sono entrati troppi stranieri e il risultato è questo:parcheggiatori abusivi, mendicanti molesti ecc.. Il buonismo ci ha portato questi risultati..

  11. 30 maggio 2013 alle 15:23

    e’ difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

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