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L’Italia dal tramonto all’alba. Ma quando?

26 gennaio 2013

TramontoAvremo uno dei parlamenti più giovani e rinnovati d’Europa, ci spiega La Stampa di sabato. E, sia detto en passant, “la busarda” come la chiamano a Torino ce la sta mettendo proprio tutta per convincerci che quello che avanza attorno a Monti è davvero il nuovo, e non la peggio “ribollita”.

Prendiamo atto allora del fatto che molti parlamentari saranno di prima nomina, e anagraficamene giovani. E ha comunque ragione da vendere il mitico prof. “operaista” Mario Tronti quando ricorda che “I padri non bisogna ucciderli, bisogna portarli sulle spalle come Enea col padre Anchise”. Anche se assai meno condivisibile è il suo rientro in Parlamento dopo più di vent’anni, e a più di ottanta di età: deve esistere un equilibrio nei percorsi e nelle “stagioni”, e in Italia lo abbiamo ampiamente alterato.

E comunque un sistema elettorale in cui è già possibile determinare in anticipo, con buona approssimazione, chi andrà in Parlamento, è una quasi democrazia incompiuta, in cui il popolo conta poco, e sempre meno.

Inoltre, come ricorda il quotidiano torinese, i principali alfieri del cambiamento saranno il Movimento 5 Stelle (opposizione certa, o elezioni annullate se arrivasse al 51%) e Sel (opposizione post elezioni probabile, considerato che a governare sarà un asse molto simile a quello che ha sostenuto Monti negli ultimi 14 mesi).

Ma il punto vero, signori miei, non è mica anagrafico: l’altra sera, a Otto e mezzo, c’erano ospiti tre potenziali giovani parlamentari, tra cui uno alessandrino, Riccardo Molinari della Lega Nord. Ebbene, non lo dico perchè è di queste parti, e pure mio amico, ma nonostante la “palla al piede” di un Trota che gli veniva evocato a ogni piè sospinto per metterlo in difficoltà, Molinari dei tre under 30 mi è sembrato l’unico che, pur navigato e non di “primo pelo” politico, fosse in grado di analizzare la realtà senza l’imbarazzante retorica da Bignami che permeava gli altri due ospiti: il giovane bocconiano montiano, e la fanciulla del Pd, non ricordo di dove, comunque perdibilissima.

E le quote rose imposte “per legge” dal centro sinistra? E’ una roba che fa ridere i polli questa, e che non si può “spacciare come una conquista democratica. Conquista democratica sono donne che fanno politica, fino ai massimi vertici, perché ne hanno voglia e capacità, e vengono scelte in un libero confronto elettorale, non a prescindere, perché son donne….eddai!

Eppure, con grande pragmatismo, quando incontro qualche ragazza sveglia e capace (e ne conosco tantissime, più dei loro coetanei maschi) io consiglio, da anni: “fai politica!” Il punto è che sapete cosa mi rispondono di solito? “Ma non ci penso neanche: perché mi vuoi male?” Il che dovrebbe farci molto riflettere, no?

Comunque, a Roma a fine febbraio ci ritroveremo i figli e figliocci di Monti, Berlusconi e D’Alema (che magari farà pure il ministro, come Veltroni), che ripeteranno “a macchinetta” la lezione dei loro burattinai, e pure in buona fede (che è quasi peggio: i cretini sono più pericolosi dei disonesti intelligenti). Sai che passo in avanti!

In queste settimane mi sto dedicando con metodo all’unica forma di sondaggio a cui credo, che è il dialogo con le persone: amici o semplici incontri occasionali, imprenditori e operai, dipendenti pubblici e pensionati. Ma anche ragazzi al primo o secondo voto. Mai ho riscontrato una sfiducia così diffusa e trasversale: neanche ai tempi di Tangentopoli, che vissi da ventenne incazzato. Anzi, allora c’erano rabbia e indignazione (“pelosissima” naturalmente, perché si usciva pure là da una situazione di complicità diffusa, in cui tutti sapevano tutto da anni, e cercavano di partecipare al banchetto, foss’anche accontentandosi di qualche briciola), ma anche la convinzione di poter voltare pagina.

Oggi c’è uno scollamento totale tra il Paese reale, e quello che i personaggi del teatrino politico ci raccontano, senza crederci minimamente. Il che disegna uno scenario davvero “tristanzuolo”, in cui le tante energie e forze sane sono come “imbrigliate”: sospese tra l’opzione della fuga (che diventa reale, in migliaia di casi eccellenti) e la rassegnazione. Brutta storia: e la sensazione che l’Italia del 2013 sia non all’alba di una nuova era, ma ancora “impelagata” in un tramonto infinito, i cui osceni protagonisti lì stanno, inamovibili come statue di cera. Eppure prima o poi, cari miei….

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Maciknight
    26 gennaio 2013 alle 14:54

    Credo che mai come ora ci sia l’opportunità per coloro che si dilettano di UCRONIA con solide basi culturali ed analitiche di sbizzarrirsi in ipotesi prospettiche di cosa attenderà l’Italia nei prossimi anni. Il mio pensiero lo sospendo in quanto ormai identificato come pessimistico e non gradito, ma temo che le opzioni siano poche e con variabili non particolarmente significative e discostanti … lo stesso Danilo Arona nel suo ultimo intervento ha descritto la realtà sociale del capoluogo, che si accentuerà sempre più e si estenderà a tutto il territorio, fino a rendere la realtà ingovernabile. La situazione demografica italiana con un’età media ormai prossima i 50 anni farà il resto facendo collassare la sanità. Il parassitismo patologico della classe politica farà il resto, preferendo il fallimento del paese piuttosto che la rinuncia ai propri privilegi ed al sistema criminale clientelare e cinico finanziario che la sostiene. Per rispetto a coloro che credono ai miracoli non escludo una rivoluzione pacifica che possa cacciare i parassiti e confiscare i loro patrimoni per avviare un nuovo rinascimento italiano … diversamente la rivoluzione non sarà pacifica.

  2. Enrica Bocchio
    26 gennaio 2013 alle 15:41

    “Avremo uno dei parlamenti più giovani e rinnovati d’Europa, ci spiega La Stampa di sabato”.

    E com’è che un partito nuovo appena costituitosi mette in lista senatori settantenni uscenti (uscenti? usciti da un bel po’!) Un voto utile per l’alternativa di governo?Per rilanciare l’Italia?

  3. 26 gennaio 2013 alle 15:55

    Più che un partito, temo sia un autobus per riportare in parlamento qualche vecchia gloria, ma soprattutto per garantire rimborsi elettorali, e quindi sopravvivenza sul territorio, ad alcuni marchi in disarmo che poi si spartiranno il quibus. “Siamo con Ingroia sicuramente fino a fine febbraio”, mi ha detto qualcuno, semplicemente più sincero di altri, qualche giorno fa. E’ il discorso (molto più ampio, non mi riferivo certo solo ai quattro reduci di cui sopra) del tramonto che non finisce mai cara Enrica, e dell’alba che non arriva. Brutta storia.

    E. G.

  4. mandrogno
    26 gennaio 2013 alle 21:40

    molinari, a roma andrà come nuova mosca cocchiera di berlusconi, non può certo levarsi di dosso il fango in cui il suo partito è affondato tra scandali e ladrerie.
    Un fango dove lui medesimo ha sguazzato raccogliendo ricchi stipendi in regione con rimborsi spese e vitalizi inclusi. Sarà anche amico tuo, ma non credo che farà qualcosa di meglio e di nuovo rispetto allo spinettese che gli ha lasciato il posto.
    Non è che uno diventi un genio o un Pertini solo perchè lo conosciamo di persona… io conoscevo perfino grassano.

    • 27 gennaio 2013 alle 10:48

      Detto inter nos, dubito che Molinari riesca a sbarcare a Roma, anche se glielo auguro. Dipenderà dagli “umori” dell’elettorato in queste ultime settimane: io prevedo un boom di Grillo, nonostante l’ostracismo mediatico, e forse anche proprio per quello. Sulle responsabilità della Lega (che ho sintetizzato evocando il Trota) sfondi una porta aperta, naturalmente. Ma io ho solo ricordato, per inciso nella riflessione, che dei tre ospiti della Gruber Riccardo mi pare quello che ne è uscito meglio, sul piano della riflessione sui temi concreti. Gli altri due erano melassa pura, il che probabilmente significa che non basta mandare avanti i “ggiovani”, se sono solo burattini con dietro il puparo. Comunque non volevo mica paragonare Molinari a Pertini….e, onestamente, neanche a Grassano (sempre l’omonimo, ben inteso). Buona domenica!

      E. G.

  5. franco Dell`Alba
    26 gennaio 2013 alle 23:04

    Non so se mi sfugge ma non trovo la firma dell’articolo che trovo lucido ed assolutamente condivisibile, chiunque sia…chapeau!

  6. 27 gennaio 2013 alle 10:39

    Ops Franco, la aggiungo, grazie. Sempre roba mia, ma mi sono dimenticato di siglarla.

    E. G.

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