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[BlogLettera] Vuoto a perdere

27 gennaio 2013

Riportare quello che dicono ogni giorno, anzi ogni ora, i politici italiani, non è giornalismo ma è fare gli addetti stampa stipendiati da noi, perché i media cartacei e televisivi non si reggono sul fantomatico libero mercato, ma vivono di sovvenzioni pubbliche di ogni genere, agevolazioni, privilegi, favoritismi, finanziamenti, impunità, ecc., chi più e chi meno.
Il teatrino della politica è retto dai media, senza i quali non esisterebbe, nel senso che se i giornalisti facessero seriamente e professionalmente il loro mestiere, il teatrino crollerebbe in un giorno, basterebbe porre le domande giuste ed imbarazzanti ed insistere nel porle e questi attori da operetta si troverebbero a malpartito, anzi lo stesso partito si troverebbe a malpartito e si dissolverebbe, e non basterebbe cambiare sigla e logo.

Senza la selva di microfoni che li attende e li segue e li intervista continuamente, si dissolverebbero come ectoplasmi, non avendo nulla da dire e da dare.

Ma se questo teatro dell’assurdo, fondato sul parassitismo di una minoranza su una maggioranza, che qualcuno si ostina a definire democrazia (specifichiamo almeno che si tratta di quella rappresentativa e non diretta e partecipata) ha potuto non solo prosperare ma espandersi creando una estesa oligarchia di cinici e corrotti, è perché una percentuale eccessiva di italiani sono ignoranti, passivi, deboli, rinunciatari, depressi, rassegnati, pusillanimi ed ignavi, ed hanno come unica fonte di informazione (in realtà disinformazione) la tv.
A questi parassiti di mestiere interessa solo trovare il modo di accedere più o meno legittimamente a ruoli e posizioni di potere, mentendo ed ingannando senza scrupoli e pudore (soprattutto durante la campagna elettorale), dopo di che per tutto il tempo che vi rimarranno faranno i loro comodi ed interessi, personali, famigliari e di gruppo, costituendo in pratica un’associazione a scopo di business e delinquere oppure nicchie di potere feudale.
Pertanto andare a votare ha senso solo ed esclusivamente se con il proprio voto si può dare un segnale forte di cambiamento, di condanna verso questo sistema parassitario e mistificatorio, se si può comunicare con forza il desiderio di voler superare questo inganno perverso dominante, ed in questo momento l’opportunità è fornita dal Movimento 5 Stelle. Altrimenti è meglio l’astensionismo, anche se non fermerà mai questi individui sprezzanti ed egoisti.
Concludo ripetendo il concetto di fondo, questi politici se non fossero sempre in tv non sarebbero niente, la gente semplice è condizionata e si abitua a vederli ogni giorno, ed alla lunga inconsciamente pensa che siano un male inevitabile, ma in realtà sono solo un vuoto a perdere …

Claudio Martinotti Doria
www.cavalieredimonferrato.it

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Categorie:BLettere
  1. franco Dell`Alba
    27 gennaio 2013 alle 22:38

    Concordo su tutto, ma rilevo una fastidiosa contraddizione quando da un lato si accusa il popolo e dall’altro se ne denuncia l’inganno e quindi lo si considera vittima. Le due cose non stanno insieme, e, quasi sempre, chi sentenzia in questo modo si autoassolversi. Mi sta bene, ma solo se lo scrivente non é italiano o non si ritiene tale!

  2. Marco G.
    28 gennaio 2013 alle 09:21

    lasci stare, Dell’Alba… certi abbracci con il noto filantropo del PDL Rosso spiegano tutto.
    E confermano la mia opinione sul valore dei cavalierati regalati dalla repubblica.

  3. Claudio Martinotti Doria
    28 gennaio 2013 alle 15:29

    Mi permetto di far notare che il giodizio è piuttosto affrettato.
    L'”abbraccio” con Rosso, come è stato definito e che è repribile nel mio blog, era una foto scattata diversi anni fa, durante la presentazione del progetto di costituzione di una provincia federata Casale Vercelli, nel quale io mi limitavo alla parte storico culturale per conto dell’associazione Nuove Frontiere, e l’incontro si è limitato in quel contesto non avendo con Rosso mai avuto a che fare se non superficialmente e su argomentazioni storiche, non avendo mai avuto rapporti politici con alcun partito o personaggio, e chiunque mi conosca o abbia letto qualcosa su di me lo sa o lo può intuire dai miei scritti, quanto io stimi poco la politica di professione e la partitocrazia
    In quanto alla contraddizione tra popolo vittima e colpevole, non occorre studiare psicologia per sapere che entrambe le istanze convivono nell’uomo ed io non mi esento da qualche responsabilità, ci mancherebbe, quindi non mi autoassolvo affatto
    In quanto al cavalierato OMR, per chi è interessato all’argomento e non è digiuno dei processi di rilascio, dovrebbe sapere che conta parecchio l’epoca in cui è stato rilasciato, nel caso mio erano presidenti della Repubblica e del Consiglio dei ministri Scalfaro e Ciampi, ed in quel periodo la selezione era divenuta più severa, non è acquistato (come si faceva prima) o rilasciato per clientela e per funzionalità al sistema, altrimenti a quest’ora avrei avuto diversi avanzamenti di grado, ma siccome non gradisco l’ingerenza dello stato, sempre più avido e liberticida, per coerenza, dopo aver ricevuto l’onorificenza a 36 anni non me ne è importato nulla di proseguire in questi riconoscimenti. L’ho ricevuto e mi sono limitato a questo, oggi lo avrei probabilmente rifiutato.
    Vi invito pertanto a non giudicare solo in base alle apparenze, e vi ringrazio per aver letto il mio piccolo intervento
    Cordiali saluti

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