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Sanità: quali le proposte dei candidati premier?

28 gennaio 2013

Medico genericoL’89% degli italiani chiede ai candidati al prossimo Parlamento di dichiarare anticipatamente che intenzioni hanno rispetto al Sistema Sanitario Nazionale. Gli elettori nella loro gran parte lo vogliono pubblico, gratuito e di nuovo statale e non come ora, gestito su base regionale. Non solo: il 65% dei medici di famiglia teme che l’attuale sistema sia insostenibile sul piano finanziario.

Leggete qui, è una miniera di dati interessanti.

So che sanità ci siamo occupati di recente, ma il tema è così rilevante, che tornarci sopra non guasta. Chi, fra i candidati premier, ha intenzione se eletto di rimettere mano al sistema sanitario, e in quale direzione? Negli Stati Uniti, ma anche in Francia o in Germania, questo sarebbe uno dei temi sui quali gli elettori cercherebbero di formarsi un’opinione elettorale chiara, per decidere se votare, e per chi.

Qui da noi, tra classe dirigente cialtrona e popolo bue è una bella gara per “mandare in vacca” anche le prossime elezioni. Quindi via a temi di fortissima rilevanza e futuro: Mussolini e le leggi razziali, oppure “se ci attaccano gli sbraniamo”, che fa tanto pensare a dossier e contro-dossier, e ad un Paese che vive di ricatti incrociati anzichè di progetti.

In un simile contesto, in cui si dà per scontato che tutti siano corrotti, quindi è come se nessuno lo fosse,  in troppi concepiscono la politica come la prosecuzione del tifo calcistico con altri mezzi, e quindi ognuno fa i cori o la “ola” (e insulta gli avversari sui “murales” dei social network), ma quasi nessuno appunto rivolge ai politici domande vere sul futuro del Paese, anzichè sul suo passato, glorioso solo nel ricordo.

E la Sanità è un bel paradigma, se ci pensate. Non il solo naturalmente: ma insomma smontare il welfare, ossia riportare gli italiani ad essere un popolo di “non garantiti” nei propri diritti essenziali, passa di lì e dall’istruzione, giacché del sistema previdenziale la fine è già pressoché decretata, e tutti coloro che hanno oggi dai quarant’anni in giù riceveranno dai settanta in poi oboli da sopravvivenza (e, attenzione, senza conservare il lavoro fino a quell’età, nella gran parte dei casi).

Quindi, secondo voi, come deve essere la sanità dei prossimi anni? E avete capito che intenzioni abbia da un lato il patetico nonnetto Benito Berlusconi, dall’altro il tandem Bersani-Monti, a cui prima di ri-governare insieme ora tocca pure far finta di litigare un po’, per ravvivare l’entusiasmo del parco buoi fino al 24 febbraio?

Io, francamente, qualche sospetto inquietante ce l’ho. E continuo a considerare la sanità (pubblica, gratuita e di qualità) come una delle principali “cartine di tornasole” del livello di civiltà di un Paese.

Sono altresì convinto però, al contrario di diversi amici miei e lettori di questo blog, che per la nostra provincia 6 o 7 ospedali (veri: non lungo degenze o primo soccorso e quant’altro) siano fantascienza, quanto a risorse da investire. E già oggi l’unico ospedale davvero affidabile su tutte le patologie, dal punto di vista delle risorse e delle competenze, è l’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Gli altri sono presidi: vanno benissimo per curare malanni lievi, ma spesso la gente del posto invece li intende in maniera diversa, con tutti i rischi del caso. E la demagogia di accompagnamento (un po’ “peloso”) della politica.

Qualche giorno fa, peraltro su segnalazione privata di uno di voi, ho letto e riletto sul quotidano La Stampa le parole piene di dignità nel dolore, ma anche di capacità di analisi, della mamma di una giovane donna deceduta durante il parto in una struttura ospedaliera (semplice presidio, appunto) del nostro territorio. Senza entrare negli aspetti giudiziari della vicenda, che dovranno essere chiariti dalle autorità competenti, non si può non concordare con chi sottolinea, con grande lucidità, la necessità che “il diritto alla salute di ognuno sia effettivamente rispettato. Il che può aversi solo se una struttura ospedaliera, degna di essere chiamata tale, sia rispettosa degli standard normali e utilizzi personale preparato; in caso contrario, non si garantirebbe il diritto alla salute, ma il diritto all’eutanasia”.  

E. G.

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  1. Graziella (gzl)
    28 gennaio 2013 alle 07:08

    —-“Nove italiani su 10 (l’89%) pensano, inoltre, che i politici candidati alle prossime elezioni debbano dire con chiarezza come intendono affrontare la riorganizzazione del Ssn”———–

    _________________________

    I politici candidati di ogni partito, movimento, sigla non stanno dicendo nulla di nulla su come intendono riorganizzare il paese in tutte le sue necessità: lavoro, famiglia, scuola, territorio, ambiente, giustizia, riforme corrette e tantopiù sanità di cui all’art. 32-titolo 2° della carta costituzionale.

    I candidati a partire dai capolista di ogni partito (segretari di partito in maggioranza) in campagna elettorale si insultano, si accusano e pensate un pò? …si sbranano: il potere li ha ridotti allo stato di belve, i loro programma sono solo concentrati su altro, la casta continua senza vergogna nel comportamento passato, con avidi appetiti agognando di arrivare per primi al desco e cibarsi a volontà .

    SANITA’: la sanità negli ultimi quindici anni circa passando alle Regioni, ha creato doppioni in burocrazia distogliendo risorse da utilizzare sulla vera natura che è la cura alla persona e il diritto alla salute. E’ diventata un enorme mostro che ha degenerato in corruzione, sprechi e posti di prima importanza a dirigenti con lo scopo di realizzare risparmio, quindi tagli e sempre sulla pelle nostra. Qualcuno conosce la organizzazione burocratica elefantesca composta da doppioni che gestistono la nostra sanità regionale? Mantenuto tutto il baraccone , poco rimane per dare il diritto alla salute ai piemontesi.

  2. Graziella (gzl)
    28 gennaio 2013 alle 12:08

    Tanto per aggiungere: stamane un mio familiare si è recato in Ospedale per prenotare una ecografia necessaria per stabilire una delicata situazione in essere, appuntamento offerto marzo….hai tempo di perdere tempo prezioso nella diagnosi e creparci pure. Forse due medici in più e uno strumento in più avrebbe potuto accelerare. Ora il mio congiunto si è ripreso la prenotazione e farà il giro per trovare la possibilità di accorciare il tempo, diversamente lo si farà a pagamento perchè per certi organi a rschio non si può attendere troppo.

    Sempre stamane, visto che è possibile prenotare per telefono una visita per il mio genitore (annata 1922) nel web digitando: ASL/AL – prenotazioni – IL NUMERO UNICO E’ :199107077 – costo chiamata 11,88 cent/min + IVA senza scatto alla risposta dal lun. al ven. dalle 09 alle 16 – oppure un numero normale ma con limitazioni a riuscire con la linea libera. AVETE CAPITO? ci hanno propinato anche il 199….

    Arrivasse davvero un castigatore a fare ordine e pulizia!

  3. 28 gennaio 2013 alle 12:53

    Non so per l’ecografia, ma per le visite funziona così: gratis aspetti qualche mese, se sei disposto a pagare 70-80 euro, dopodomani. Il sistema è insomma già oggi a due velocità: andrebbe sì modificato, ma temo che l’intenzione sia di intervenire in direzione opposta da quella desiderata dalla gran parte dei cittadini. Ma, appunto, di queste questioni in campagna elettorale non si parla. Penoso!

    E. G.

  4. 28 gennaio 2013 alle 17:18

  5. 28 gennaio 2013 alle 18:59

  6. luigi
    28 gennaio 2013 alle 20:14

    sento dire adesso che la sanità ha creato doppioni (di cadreghe soprattutto) ed è diventata un mostro a danno dei cittadini e non a favore. Me lo aspettavo fin dall’inizio ed infatti sono contento di aver sempre votato, quando ne ho avuto possibilità, contro l’autonomia regionale come è stata concepita dai regionalisti da strapazzo che hanno comandato a Torino, (capoluogo che in fatto di mangerie non è da meno di Roma). Comunque devo portare la mia testimonianza recentissima: ho prenotato utilizzando il numero verde 800 eccetera all’inizio dell’anno una visita specialistica per un eventuale intervento di cui ho necessità. Mi hanno dato l’appuntamento dopo circa una decina di giorni e posso dire che sono stato trattato bene dal personale dell’Ospedale. Dipende ovviamente dal reparto e dal genere di visita. Non si può fare solo del qualunquismo tutte le volte. Dipende sempre dalle persone cui è stato affidato il compito di dirigere perchè quasi sempre il difetto sta nel manico. Il buonismo ed il compromesso con i cosiddetti diritti sindacali quasi mai paga; a volte occorre polso ed intransigenza da parte del capo di una struttura. Forse io sono capitato nel reparto di uno con le p. al suo posto e lo ringrazio.

    • Graziella (gzl)
      29 gennaio 2013 alle 00:25

      COPIA INCOLA da Google:

      Un numero unico per prenotare all’ asl: 199107077 – ASL AL è attivo dalle 9 alle 16 da lunedì a venerdì, il costo della chiamata ecc. ecc .
      ttp://www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=2151

      Io questo ho trovato, se poi esiste anche un numero verde perchè non viene segnalato?

      Dalla segnalazione nel commento di luigi ho verificato che nell’elenco pagine bianche alla voce ospedale vi è un numero verde. 800-017747 – e il 199 non appare. Questa è una forma di disordine organizzativo.

      Non mi sono lamentata della qualità, mi sono lamentata dell’attesa che è un problema serio per chi deve fare accertamenti per poter anticipare cure o interventi.

  7. 28 gennaio 2013 alle 20:29

    La sanità pubblica alessandrina è mediamente di buon livello, almeno per le mie esperienze famigliari. E professionalmente sto scoprendo via via vere eccellenze. Ho l’impressione che siamo decisamente sopra la media nazionale. Però gli addetti ai lavori anche qui da noi lamentano continui tagli, carenza di risorse, crescente incertezza. Per questo è importante chiedere chiarezza sulle intenzioni dei “decisori”. Ossia della politica.

    E. G.

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