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[BlogLettera] Pisu: Fabbio e Rossa, dove sono le differenze?

30 gennaio 2013

Il 20 Novembre scorso l’Assessore Ferralasco ha partecipato ad una nostra iniziativa intitolata Meier, il ponte che divide per dialogare sull’utilità (per il M5S inutilità) del Ponte Meier. Ricordiamo che in quella occasione il M5S Alessandria ha proposto l’ipotesi di una diminuzione delle risorse destinate al Ponte Meier e quindi la realizzazione di opere o servizi diversi, come ad esempio la riconversione dello stesso in una una passerella ciclopedonale, evitando al Comune l’accensione di un mutuo da 8.000.000 di Euro. Gli esiti di un sondaggio proposto ai cittadini alcuni giorni prima della serata, evidenziavano nell’opinione pubblica la prevalenza dei “no” alla costruzione del ponte. Questo dato rende chiara la stortura insita nel sistema: la mancata partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla città.

Nel corso della serata l’Assessore Ferralasco, dopo aver ribadito che la costruzione del ponte era inevitabile per gli accordi siglati dalla giunta precedente, si impegnava almeno a rivedere i progetti del Piano Integrato di Sviluppo Urbano (PISU), presentati alla Regione dalla Giunta Fabbio (dal titolo evocativo Da borgo Rovereto al borgo Cittadella. Progetti ed azioni per avvicinare le diverse culture e qualificare gli spazi della città), perché non ancora appaltati e, come da noi denunciato, lontanissimi da quegli intenti di sviluppo urbano che dovevano soddisfare.
Infatti il PISU avrebbe dovuto perseguire obiettivi quali la riqualificazione di spazio pubblico incluso nelle aree degradate finalizzata allo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale, la promozione della mobilità urbana sostenibile; lo sviluppo di servizi urbani efficaci e facilmente accessibili online; la promozione di un’offerta di attrezzature per preservare e valorizzare il patrimonio culturale e degli spazi verdi; il miglioramento delle infrastrutture economiche; la promozione della cooperazione tra partner locali (imprese, sindacati, università, ONG, istituti di formazione, comunità locali, ecc.); il sostegno all’economia locale anche mediante agevolazioni agli investimenti produttivi; il miglioramento della coesione sociale.
Il 27 Novembre scorso, una settimana dopo le dichiarazioni dell’Assessore e nonostante la mozione presentata dal Movimento (che ancora oggi attende di essere discussa), arrivava l’affidamento della progettazione dei lavori per il “cappotto termico” dell’edificio La nuova boccia. In una recente intervista le affermazioni di Marco Neri, Ingegnere capo del Comune di Alessandria, confermavano tutti i progetti previsti dalla precedente Giunta, mettendo quindi la parola fine alla possibilità di modificare il PISU.

Nulla togliendo alle finalità ricreative del centro, ma che nesso c’è tra il “recupero di aree degradate” e La nuova boccia? Nei due borghi, secondo l’attuale e la precedente amministrazione, non esistono settori di maggior criticità e che necessitano un risanamento più urgente?
Ma soprattutto, cosa cambia rispetto alla giunta precedente? Gli impegni non erano ancora stati siglati e allora perché non provare a modificare quelle proposte?
Si continua a parlare di parcheggi, rotonde e cementificazione.
Non esiste un piano che preveda una mobilità urbana sostenibile, attenta alle esigenze dei pedoni e dei ciclisti e la conferma dei progetti previsti nel PISU-Fabbio va proprio nella direzione opposta. Anche le più recenti affermazioni dell’attuale Sindaco, sulla necessità di un parcheggio in Piazza Matteotti e di quello già previsto nel PISU in Piazza Gobetti, non può che indignarci.
Ma cosa pensano i cittadini di questi ennesimi sprechi di soldi pubblici?
Utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per denunciare e frenare questi sperperi.

Movimento 5 Stelle Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. franco dell'alba
    31 gennaio 2013 alle 10:44

    mah! il Movimento dice il vero, c’era stato un impegno ad rivedere ed approfondire, chissà perchè si deve andare avanti comunque e senza ascoltare nessuno….a chi giova? La Boccia…mah..!? Si vede che i capi in testa di quel sodalizio sono persone fortunate…o particolarmente simpatiche… può succedere.
    Di già che leggo su questo argomento….si accettano scommesse che il Ponte Meier farà una brutta fine, di che tipo decidete a piacere: economica, estetica, tempistica…scegliete voi, ma mi ci gioco la sottana che fa una brutta fine. E non è una gufata, men che meno un’auspicio, visto che comunque pago io, è solo un banalissimo ragionamento frutto dell’enorme cambiamento intervenuto rispetto ai tempi e situazioni che, allora, lo hanno voluto ed imposto.
    Cambiamento di cui si sono ostinatamente ignorati gli effetti.

    • Graziella (gzl)
      31 gennaio 2013 alle 17:13

      Franco se vai a vedere tutta la storia a partire da primo ponte costruito tra quelle due sponde mi meraviglierei che al Maier il destino sia più propizio dei suoi precedenti…..a meno che….

      La storia dei e del ponte fu Cittadella:

      Il ponte era l’unica via di comunicazione tra la città e tutti i territori posti al di là del Tanaro ed è stato distrutto e ricostruito più volte nel corso dei secoli.

      Una leggenda tratta dalla cronaca di fra Jacopo d’Acqui vuole che Carlo Magno, per lottare contro i saraceni, costruisse un gran ponte sul Tanaro presso Borgoglio e Rovereto. Quest’attribuzione è molto importante perché lascia supporre che in quel luogo un ponte, o guado (porto fluviale) che fosse, dovesse esservi già dall’epoca romana, donde anche l’accampamento di Bergolium a custodia di questo passo obbligato. La tecnica costruttiva ai tempi di Carlo Magno non consentiva il getto di un ponte in muratura su un fiume largo come il Tanaro.

      Il primo documento in cui si fa riferimento al ponte risale al 1184 ed è un atto con cui l’imperatore si riservava la riscossione del pedaggio. Questo diventò oggetto di transazione tra i signori che ebbero il dominio sul territorio. Nel 1286 risulta che Alessandria poteva già disporre a suo piacere del ponte, al punto da poter cedere la riscossione a un privato in cambio di un credito che quest’ultimo vantava al Comune. II ponte all’epoca consisteva probabilmente in una semplice passerella di legno con carattere di provvisorietà.

      Nel 1450 si decise di realizzare un ponte coperto in muratura. Il duca Francesco Sforza concesse agli alessandrini per tre anni il dazio dei macelli per impiegare gli introiti nella costruzione del primo ponte in pietra della città. La costruzione dell’opera però incontrò tantissimi problemi.. Il Tanaro, infatti, con le sue piene provocò nel 1463 il crollo della parte già costruita del ponte; nel 1485-86 distrusse ben quattro arcate. Nel 1472 il magister Bonifacio di Solero riuscì a portare a termine l’opera. Già nel 1509 risultava aver subito nuovi danni. Nel 1542 due arcate furono distrutte e nel 1569 ci furono i danni di una nuova esondazione. Nel 1574 iniziarono i lavori per la ricostruzione. Nel 1584 una nuova piena distrusse un terzo di quanto era stato ricostruito. Nel 1588 il ponte era stato finalmente completato. Il collaudo fu svolto dall’ingegner Roberto Clerici. Negli anni seguenti (1603-1604) si resero necessari nuovi lavori per riparare il pavimento e la copertura. Nel 1707 il ponte risultava crollato parzialmente.

      Nel 1709 veniva nuovamente parzialmente distrutto dal Tanaro.

      Si optò per la ricostruzione in legno anziché in muratura. Nel 1731 il ponte era stato ricostruito ma non tutti erano d’accordo con questa soluzione. Nel 1746 venne fatto saltare in aria, a scopo difensivo, dal presidio sabaudo in Cittadella. Nel 1774-1776 il ponte venne ricostruito in cotto su progetto dell’ingegner Gianotti.

      Nel 1780 era stata completata anche la copertura. In epoca napoleonica furono rinforzate le arcate e venne creato un passaggio protetto su progetto dell’ingegner Chasseloup.
      Il 2 agosto 1848 la copertura fu abbattuta dai militari.

      Infine, tra non poche polemiche, nel 1889 iniziò la costruzione del ponte ultimo sul Tanaro detto Cittadella

      LE POLEMICHE PER COSTRUIRE L’EX PONTE APPENA ABBATTUTO: Considerata la necessità di costruire un nuovo ponte al rione Orti, furono presentate molte proposte che, per questioni economiche e di interesse, non furono mai debitamente considerate: dal progetto dell’ing. Pera a quello dell’ing. Bistolfi, a quello dell’ing. Straneo, a quelli a travate metalliche di una ditta costruttrice di Savigliano (invitati per ben due volte a presentare offerte più vantaggiose) . Finalmente nel 1887 si optò per il progetto dell’ing. Straneo che chiese di rinunciare alla realizzazione dell’opera illustrando i pericoli che si sarebbero presentati in caso di piena basandosi sui dati di quella del 1789.
      Il Comune non cambiò la propria decisione e il nuovo ponte venne inaugurato il 18 dicembre 1891.

      Ludovico Straneo (Pontestura 1841 – Alessandria 1934)Fu Ingegnere capo del Comune di Alessandria dal 1883 al 1906 e Assessore ai Lavori Pubblici dal 1911 al 1913. Progettò il ponte ma poi si rese conto che quel progetto poteva creare pericolo…..insomma un Ing. Capo progettista con una coscienza.

  2. anonimo (luigi rossi?)
    31 gennaio 2013 alle 12:11

    dicesi trasversalità.
    Cherchez l’appaltateur

  3. bastian contrario
    3 febbraio 2013 alle 20:11

    in sintesi: si sa che il tanaro ciclicamente stravacca e si porta via i ponti e dintorni. quindi, forza a costruire tutto ciò che si può coi piedi in acqua…

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