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Rita e il dilemma della coperta corta

30 gennaio 2013

Rossa Rita 1Si sentono stridere lame affilate dalle parti di Palazzo Rosso, a ben sapere ascoltare.
La “sparata” di ieri dei sindacati confederali non può certo essere una sortita casuale, ma semmai il tentativo di giocare d’anticipo, a livello mediatico, rispetto a decisioni che sono nell’aria. Dobbiamo dunque attenderci, nei prossimi giorni, novità importanti? Certamente ci sono tanti segnali che fanno pensare ad un gran lavorìo sotto traccia: in che direzione, lo scopriremo presto.

Proviamo allora a ricapitolare: nei giorni scorsi il ragioniere capo del Comune, Antonello Zaccone, ha fatto un passo indietro, e i bene informati dicono che si appresti sì a succedere a se stesso, ma avendo così chiarito che lui lì ci sta per senso del dovere, e solo se insistono.

Lo stesso messaggio, su tutt’altro fronte, arriva da Laura Mussano, direttore del Cissaca, che risponde amareggiata agli attacchi personali (anche se non la si cita con nome e cognome) rivoltigli ieri dalla Triplice.

Diversi assessori poi, alla proposta di un approfondimento sulle tematiche di loro competenza, in questi giorni si negano cordialmente, prendono tempo, o comunque precisano: “il momento è delicato, non mi sottraggo per spirito di servizio, ma solo finché non mi costringono a condividere scelte in cui non mi riconosco”.

Insomma, siamo al dunque. Imu o non Imu, il “carrozzone” di Palazzo Rosso, con tutti i suoi annessi e connessi, non sta più in piedi, e la riorganizzazione è alle porte. Ma riorganizzazione di che tipo? E sulla pelle di chi?

Cgil Cisl e Uil danno addirittura un ultimatum a Rita Rossa: “entro l’8 febbraio vogliamo vedere i piani industriali delle partecipate”. E, bontà loro, stavolta tra le categorie di lavoratori da proteggere ci infilano pure quelli delle cooperative, invero sin qui considerati un po’ “figli di un Dio minore”.

Intanto nelle società partecipate (Atm, Amiu, Aspal, Costruire Insieme, la “moritura”, anzi da ieri forse proprio morta, Fondazione Tra, il già citato Cissaca: aggiungere voi a piacimento quel che manca) il caos e l’incertezza regnano sovrani. E in questi casi non è che la produttività possa andare al di là della buona volontà individuale, parliamoci chiaro.

Ecco, se una critica sembra rimbalzare su più fronti, in camera caritatis, nei confronti del sindaco e della giunta è proprio questa: “da quando si sono insediati, si sono occupati solo dell’emergenza finanziaria, e a Palazzo e dintorni in tanti hanno incrociato le braccia, in attesa di direttive che non sono mai arrivate, né dall’amministrazione, né tanto meno dai dirigenti”.

E’ vero? E’ falso? Il sindaco sta per fare scelte dolorose, che porteranno alla fine della sua luna di miele con le rappresentanze sindacali classiche? Perché c’è anche chi, come l’Usb, è sulle barricate dall’inizio, non scordiamocelo….

In queste ore sono in tanti a porsi questi interrogativi, e ognuno ha una sua mezza verità, o qualche indiscrezione, con ipotesi a volte interessanti, a volte improbabili. Di certo lo status quo non potrà reggere a lungo. L’impressione è che siamo alle porte (ma dopo le elezioni, of course) di scelte dolorose non solo a Palazzo Rosso, ma anche in tante altre realtà pubbliche, locali e non. Grecia docet (anche se nessuno ne parla mai, avete notato? La Grecia non esiste: ma rischia di fare scuola!)

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Giancarlo
    30 gennaio 2013 alle 06:47

    Ecco la stutus quo, ……giù, giù, giù, sempre più ……………giù, giù, giù, ….. sempre peggio:

  2. Giancarlo
    30 gennaio 2013 alle 06:49

    “lo status…..” tastiera maledetta.

  3. Graziella (gzl)
    30 gennaio 2013 alle 07:54

    insisto nel ribadire che amministrare e governare la cosa pubblica bisogna averne capacità manageriali. fino a che la cosa pubblica viene amministrata e governata da chi si piazza in politica con o senza capacità ma solo per avere un “becco” ben oleato nell’ imbonire le masse, e con “consiglieri politici ombra o burattinai” che tirano le fila per scopi poco nobili, non adremo a capo di nulla.

  4. 30 gennaio 2013 alle 08:44

    “da quando si sono insediati, si sono occupati solo dell’emergenza finanziaria”. Scusate se è poco. Ma senza soldi non si garantiscono stipendi e servizi.

  5. 30 gennaio 2013 alle 09:42

    Verissimo Mauro: epperò un certo sbandamento nelle truppe (compresi dipendenti che dicono: “vorrei lavorare di più e meglio, ma mi dicono di stare tranquillo”) si avverte. Per questo urge riorganizzazione: che appunto non vuol dire necessariamente licenziare (anzi, speriamo per nulla), ma rendere la macchina efficiente e produttiva.

    E. G.

  6. TM
    30 gennaio 2013 alle 10:52

    qualche anno fa l’università di alessandria, anzi del piemonte orientale, lanciò, se ben ricordo, un grido di dolore proprio sulle capacità di amministrare la cosa pubblica degli eletti dal popolo sovrano 😦 il senso era che occorrono non capacità manageriali dirette, ma quanto meno capacità di discernere le capacità – mi scuso per il bisticcio – di chi deve occuparsi del lavoro esecutivo. mi sembra una distinzione sensata e minima. e infatti, sempre se ben ricordo, l’offerta di corsi di aggiornameno per amministratori finì nel nulla. con i risultati che sappiamo.

  7. anonimo (luigi rossi?)
    30 gennaio 2013 alle 11:47

    le coperte di questa gente son sempre corte, ma le tirano inevitabilmente sempre dalla loro parte, e i cittadini restano col culo scoperto… magnaccioni.

  8. mandrogno
    30 gennaio 2013 alle 11:48

    suvvia, ora i compari gli mandano un bel prestito dal monte dei fiaschi di siena, e tutto va a posto. O no?

  9. 30 gennaio 2013 alle 14:03

    No no, non buttela sempre in vacca per favore: se qualcuno ha osservazioni e critiche costruttive, ben vengano. Gli orfani del vecchio bar sport, però, si trovino un altro passatempo per favore. C’è un filone di pensiero che mi esorta da un po’ a filtrare o togliere i commenti. Io sono contrario: ma aiutatemi a dimostrare che ho ragione, vi prego. L’interazione spontanea e diretta è una bella cosa. Passi pure firmarsi con nomi di fantasia, se aiuta ad essere più liberi: tanto si è tutti rintracciabili, è noto. Ma non abbassiamo troppo il livello, grazie!

    E. G.

  10. 30 gennaio 2013 alle 14:19

    Finalmente, caro Ettore. Finalmente provi a intervenire per evitare che il dibattito si trasformi in svacco da bar.

  11. 30 gennaio 2013 alle 14:58

    Eh, finora ho cancellato commenti proprio in casi eccezionali. Vorrei continuare così, ma mi appello al buon senso di tutti. Poi, si passa agli estremi rimedi. Non che a me un certo cazzeggio da bar dispiaccia. Ma insomma, a volte diventa in effetti sterile. Sai cos’è? C’è chi non ci crede proprio più, al dibattito, al confronto o al sistema, ed è un punto di vista che posso anche capire, pur non condividendolo, almeno per ora. Però, se e quando ci arriverò anch’io, a quel punto, mi dedicherò ad altro e tanti saluti ai blog.

    E. G.

  12. Giancarlo
    30 gennaio 2013 alle 18:41

    Ettore ha ragione, rimaniamo pertanto su un confronto civile ed educato.
    Allora se mi è concesso, da libero cittadino attualmente non iscritto a nessun partito politico, sottoporrei per esempio all’attenzione del Sig. Buzzi solo alcuni dati che mi riguardano, relativi al periodo di nuova gestione, insomma vengo al sodo:
    tributo COSAP, per me è passato dai 79 euro del pagati a gennaio 2012 a 123 euro per il 2013 (quasi il doppio).
    addizionale TARSU, + 51,74 euro relativi al conguaglio di dicembre 2012.
    l’abbonamento mensile ATM di mi figlia dopo il cambio tariffe del 12 novembre, è passato da 10,70 euro a 42,00 euro mensili. (il quadruplo… quindi la porto in macchina, mi costa meno).
    Mi fermo qui, evitando di citarLe anche le aliquote IMU applicate sempre dalla nuova gestione.
    La prego, non mi risponda con la frase:“da quando si sono insediati, si sono occupati solo dell’emergenza finanziaria”, perchè vede ……….nessuno li ha obbligati con la forza ad insediarsi e tantomeno a candidarsi visto che a quanto pare la situazione finanziaria era già critica, e se non sbaglio la Corte dei Conti qualcosa aveva già detto in merito.
    Le sembra un ragionamento sbagliato dal mio punto di vista, ………..o no?

    • Graziella (gzl)
      30 gennaio 2013 alle 19:25

      Giancarlo hai non 1000 ma 10.000 ragioni e queste ragioni le abbiamo tutti giacchè ci hanno ridotto al grave stato di recessione. Il sig. Mauro Buzzi è da comprendere quando chiede che gli sfoghi dei tartassati, presi in giro, danneggiati, siano educati e nei toni civili, certo è che cerca di tutelare la sua parte politica e anche qui è da comprendere ma….anche se sono discorsi da bar, tirare fuori certi argomenti dà immensamente fastidio, esiste una realtà che è sotto gli occhi di tutti: scandali di corruzzione di ogni tipo a cui cercano di negare responsabilità come se noi fossimo dei celebrolesi da non capire che ci sono dentro fino al collo TUTTI! TUTTI! TUTTI! anche quelli che “sbranano” se solo qualcuno pensa o indica….il potere, gli inciuci, la corruzzione li ha trasformati in belve. Siamo arrivati a sottolineare che le deputate sono una razza superiore alle bidelle e quindi razza inferiore, ma le bidelle non hanno mariti indagati per ricchi appalti irregolari e altro. E non mi si dica che faccio un discorso da bar….è lo sfogo di una cittadina che non sta con la testa sottosabbia e certe notizie la indignano e che se potesse non si limiterebbe a sfogarsi nel blog.

      Quindi sarà anche giusto stare nel binario civile ma solo per rispetto nei confronti del blog che ci ospita, ma nei riguardi dei politici, degli amministratori e da chi si è assunto l’onere di occuparsi del bene pubblico e ricordo che nessuno glielo ha chiesto ma sono stati fatti salti mortali per occupare la sedia di sindaco e fra un pò quella di presidente del consiglio non possono pretendere rispetto perchè lo hanno perso. Oggi la politica ad ogni livello non vale più nulla, lo sa ma continua a prenderci per il fondello.

      Dott. Grassano Le chiedo scusa, mi cancelli pure, ma è dura molto dura da sopportare.

  13. Giancarlo
    30 gennaio 2013 alle 22:43

    Tempo addietro, proposi proprio su questo blog la c.d. la class-action a partecipazione popolare, contro gli tutti quegli amministratori protagonisti durante il mandato di evidenti disastri finanziari.
    Per fare questo, a mio avviso, non occorre attendere il secondo grado di giudizio della magistratura contabile, perchè le cose sono molto evidenti e sotto gli occhi di tutti; nelle prossime settimane incominceremo a vederne delle belle, esuberi di personale, tagli dei servizi, etc, altro che piano industriale.
    Anche il giochetto dello scaricabarile non funziona più, perchè la coalizione che oggi governa era comunque presente in consiglio comunale all’epoca dei fatti, quindi aveva quantomeno il dovere morale di vigilare ed impedire con tutti i mezzi certi sprechi, leggerezze che oggi la gente comune è costretta a pagare sulla propria pelle attraverso la riduzione dei servizi o l’aumento delle imposte locali.
    Non si può e non si deve più attendere il Masaniello di turno, utile solo per sfogare il vapore e le rabbie istantanee, la gente comune deve incominciare ad agire seriamente e con determinazione, coalizzandosi rigorosamente fuori dai partiti.

  14. Giancarlo
    30 gennaio 2013 alle 22:58
  15. 30 gennaio 2013 alle 23:40

    secondo me ci andrebbe un esperto/a…

  16. 31 gennaio 2013 alle 13:48

    Non si tratta di difendere la “mia parte politica”, cara Graziella. Le confesso che le prossime elezioni sono anche per me un passaggio problematico, e non solo perché a sinistra (dove per indole e passione mi colloco) ci sono tre (almeno nella stretta geografia parlamentare) offerte politiche.
    Le assicuro che sono nauseato anch’io dagli scandali, dalle ruberie, dall’arroganza del potere. E’ che sono anche nauseato dalla risposta qualunquista che spesso ne deriva. E non ne faccio una colpa di chi arriva al qualunquismo. La responsabilità è di chi ci spinge al qualunquismo.
    Per questo – almeno quando parliamo delle cose alla nostra portata – vorrei che se si affronta un ragionamento si stesse “sul pezzo”, anche aspramente (non ne faccio una questione di bon-ton), ma sul “pezzo”.
    Giancarlo, lei cita dati incontrovertibili. Se ha avuto la pazienza di leggere i miei post su questo blog e altrove fin dai tempi delle primarie alle quali ho partecipato avrà visto che pronosticavo proprio questi aumenti.
    Figli di una dichiarazione di dissesto che è stato un atto dovuto e obbligatorio. E che sarebbe toccato anche a me di applicare, qualora avessi vinto le primarie e le successive elezioni (ringrazio il cielo per avermi tenuto una mano sulla testa). Aumenti che un qualsiasi commissario straordinario prefettizio fosse stato nominato a seguito di una eventuale non dichiarazione di dissesto (perché è questo che prevede la legge) avrebbe applicato senza guardare tanto per il sottile e in questo caso anche con il corollario di licenziamenti, altro che confronto con il sindacato (più o meno amico).
    Che la situazione finanziaria fosse critica si sapeva, ha ricordato lei le pronunce della Corte dei Conti, che oggi mette alla sbarra Fabbio, Vandone e l’intera maggioranza precedente non solo perché ha ridotto la città sul lastrico (cosa ampiamente dimostrata), ma perché lo ha fatto – sostiene la procura della Corte – con dolo.
    Certo che nessuno ha obbligato Rita Rossa e la sua coalizione a candidarsi al governo della città. Ma se si parte dal presupposto che chi si candida ad una posizione di governo lo fa solo per obiettivi indicibili si fa poca strada, si calunnia a prescindere.
    Fosse capitato a me mi sarei trovato nella stessa condizione: far quadrare i conti tra le entrate e le uscite, come si fa nelle case di ognuno di noi. E i conti sembra che dicano che le entrate sono 80 e le spese sono 100. Al netto dei debiti pregressi.
    Che, appunto, la coperta è corta.
    E, francamente non so se sarei stato in grado di cavare un coniglio dal cappello in otto mesi, sic stantibus rebus.
    Quanto al ruolo di chi prima era in opposizione non dimentichi che la Corte dei Conti è intervenuta proprio grazie ad un esposto dell’allora opposizione, e che – tanto per dirne una – i patti segreti Iren – Amiu sono rimasti segreti fino a che non si è avuta la chiave del cassetto dove erano custoditi. Insomma cerchiamo di non dimenticare la storia e quanto avvenuto non nel 1821 ma non più tardi degli ultimi due anni.
    Intanto però c’è chi ce la mette tutta per far deflagrare una situazione di per sé critica, mestando nel torbido e agitando opportunisticamente lo spettro dei licenziamenti. Da una parte il direttore dell’ATM (nominato dalla precedente amministrazione e confermato pro-tempore) che, senza la guida di un CdA, rilascia dichiarazioni su 100 esuberi (per me di esubero lì ce n’è uno: ed è lui), dall’altra il CdA di Aspal (nominato dalla precedente amministrazione) che invece di prendere atto che le risorse ci sono per tutti i servizi almeno per qualche mese, fino all’agognato ossigeno finanziario da Roma, decide autonomamente e irresponsabilmente di chiudere i più sensibili.

    • Giancarlo
      31 gennaio 2013 alle 22:27

      “…….Ma se si parte dal presupposto che chi si candida ad una posizione di governo lo fa solo per obiettivi indicibili si fa poca strada, si calunnia a prescindere.”
      —————————————————————————————————–

      Questo lo afferma lei, il senso del mio ragionamento non era esattamente questo.
      Anche l’affermazione che il dissesto è stato un atto dovuto e obbligatorio è opinione sua, personalmente non mi sento di condividerla, forse si poteva ponderare meglio ed aspettare gli eventi, questo articolo a mio avviso ne è la riprova:

      http://www.lastampa.it/2012/07/23/economia/dieci-grandi-citta-a-rischio-crac-vuPnjQMD4pue1CM0M27VRP/pagina.html

      Come vede non eravamo i peggiori in assoluto in termini di rischio default.

      Buona sera.

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