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Il ciclone Beppe Grillo

31 gennaio 2013

Grillo in piazzaBeppe Grillo il 16 febbraio ad Alessandria, e la settimana prima delle elezioni in tv, magari da Santoro. Sono queste le voci che girano, e potrebbero essere gli eventi (rispettivamente locale e televisivo) dell’anno.

Perché potete metterla come volete, e credere ai sondaggi che lo danno al 12 o 13%, ma il leader del Movimento Cinque Stelle è, in questa campagna elettorale, l’unico leader in grado di riempire le piazze in questo modo.

Provate a immaginare Monti, Berlusconi o Bersani, in un simile contesto: ci sarebbero più celerini che popolo temo, come testimoniano le scelte di comodi teatri riempiti solo da addetti ai lavori.

Non che, naturalmente, questo significhi ipso facto che Grillo ha sempre ragione: a volte spara bordate qualunquiste intenzionalmente, e altre volte forse gli “scappano” per il gusto dell’iperbole, da grande uomo di spettacolo.

Però io i sondaggi, lo sapete, li faccio parlando con la gente: e in contesti anche molto diversi fra loro, persone di estrazione assai eterogenea mi dicono con tono liberatorio: “Ah, io voto Grillo!”.
Ci manca solo che mimino il gesto del calcio nel sedere, o della tirata d’orecchi: ma quello è il senso.

Non sono pochi poi gli elettori che dichiarano il proprio intento “astensionista”, ma io non ci credo. Non credo, voglio dire, ad un astensionismo di massa modello regionali siciliane: secondo me il 75% degli aventi diritto si recherà comunque alle urne, anche se rispetto ai sondaggi che circolano in questi giorni qualche sorpresina me la aspetto.

Il partito di GrilloProprio oggi intanto esce, edita da Il Mulino, una ricerca (se non la prima, fra le prime) intitolata Il partito di Grillo, che prova ad andare a tracciare il Dna dei militanti ed elettori del Movimento 5 Stelle. Scoprendo l’acqua calda, dirà qualcuno, ma è normale che questo tipo di saggi serva a fotografare e sintetizzare ciò che noi già intuiamo nella realtà.

E qui, nello specifico, sembra emergere che i 5 Stelle affondano le loro radici, “nell’humus dei movimenti e dei partiti della sinistra libertaria e radicale, da cui sono nati ad esempio i partiti dei Verdi in Germania e in altri Paesi europei”.
Del resto, forse alcuni di voi ancora ricordano una “basìta” Mercedes Bresso che, meno di 3 anni fa, imputava la “colpa” della propria sconfitta (con conseguente affermazione di Cota) proprio al “tradimento” dei 5 Stelle, come se si rivolgesse in qualche modo a qualcuno dell’album di famiglia. All’epoca furono suoi stessi compagni di partito a spiegare alla Bresso che i voti non sono mai di nessuno: ma attenti, perché il Pd con Ingroia rischia di nuovo di cadere in tentazione, e di parlare appunto di traditori al servizio delle destre, ecc ecc….

Sempre lo studio edito da Il Mulino, sottolinea poi che, dalle amministrative dello scorso anno, la base elettorale di Grillo va ad ampiarsi, e “sfonda a destra”, tra gli elettori di Berlusconi e Bossi. E anche qui, empiricamente, posso confermare che diversi miei conoscenti di quell’area, in effetti, voteranno 5 Stelle.

Per quanto queste statistiche vadano prese “con le pinze”, scrivono gli autori Corbetta e Gualmini: “Nel post-elezioni 2012, su 100 elettori intenzionati a votare per il M5s, il 34,5% viene da Pd e Idv, cui si aggiunge l’11,8% dalla Sinistra arcobaleno, per un totale del centrosinistra pari al 46,3. Il 33,8% viene da Pdl-Lega-Mpa e il 5,1% dall’Udc, per un totale del blocco di centrodestra pari quasi al 39%”.

Insomma, Grillo prenderà voti ovunque, credetemi. E più di quelli che i sondaggi (fatti per orientare gli indecisi, non per fotografare la realtà: dimmi chi ti paga, e ti dico che numeri fornirai) gli attribuiscono. Ci vediamo in piazza (non so dirvi quale, al momento) il 16 febbraio: il fenomeno va osservato in diretta!

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Lorenzo
    31 gennaio 2013 alle 08:23

    Il libro sembra interessante, ma andando a leggere il curriculum dei due autori non mi pare che abbiano le competenze e la storia adatte per spiegare ad altri qualcosa che loro per primi faticherebbero a capire, mi sembra il solito libro fatto per opportunismo nel momento in cui potrebbe avere una discreta vendita ma povero di contenuti se non fuorviante (giudico per ora in base alle considerazion estrattei da chi scrive l’articolo, sono curioso di leggerlo

  2. franco dell'alba
    31 gennaio 2013 alle 08:57

    Secondo me, il botto lo fa di sicuro. Destra e sinistra stanno facendo un ottimo lavoro affinchè ciò avvenga. Grillo stà sparando sulla Croce Rossa. Non sono sicuro che gli indecisi faranno parte del botto, anch’io faccio sondaggi al bar e vedo tanta gente che, se pur schifata dagli eventi, teme il salto nel buio causato da tanti dilettanti allo sbaraglio. Ho un bel dire che l’obiettivo principale è scrollare la pianta e quello dovrebbe di per sè essere una buonissima ragione per votare Grillo.
    Come natura insegna, dalla pianta scrollata cadono le mele marce e quindi il successo di Grillo dovrebbe essere il preludio al crollo del sistema, visto che di mele sane sulla pianta non ne vedo da un pezzo.
    Ieri la Belen si chiedeva stupita come non fossimo già scesi in piazza con le pentole, forse perchè la nostra cultura è talmente eterogenea che i fautori del miracolo di San Gennaro e i cultori di una rivoluzione cultural-ghandiana si bilanciano a tal punto da rimanere immobili ed in attesa di eventi a loro estranei ma risolutori.
    Non esiste alternativa, oggi più che mai, al Movimento 5 Stelle, che piaccia o meno questa è la scelta da farsi.
    Sarà di certo l’ennesimo voto di pancia e non avrà prospettive politiche altre che non siano lo sfaldare il sistema; i ragazzi che andranno a Roma altro non potranno fare che portare ogni giorno fuori dal palazzo vizi e peccati di viziati e peccatori, nient’altro. E’ pur vero che questo non risolverà i problemi a breve ed anzi li acuirà, ma è la fase che dovrebbe precedere la tanto necessaria rivoluzione.
    Tutto questo mentre una grande coalizione tenterà in tutti i modi di succhiare l’ultimo sangue rimasto nelle vene degli italiani e farà di tutto per ritardare gli eventi.
    E in tutto questo la Democrazia Diretta promossa dal Movimento 5 Stelle e, per quanto mi riguarda, unico vero punto rivoluzionario e strategico, dovrà aspettare e soffrire.
    Accadrà a Roma quello che accade in Alessandria oggi in Consiglio Comunale: “Si alla partecipazione…. bla bla bla bla… ma….cor caz…ops..cavolo che dò il potere ai cittadini, quello è mio e me lo tengo io ! “. 😀

    • Graziella (gzl)
      31 gennaio 2013 alle 09:42

      non frequento bar ma dalla parrucchiera, di fronte ai banchi degli alimentari nei supermercati, di fronte ad una edicola e in ogni coda di attesa: asl, banca, posta, il sentore è :

      1) non voto più
      2) voto Grillo e poi si vedrà

      Prendo atto che la gente è schifata, prendo atto che la gente si informa e quando non capisce cerca di approfondire dialogando. Se si realizza ciò che sta nelle intenzioni a cui o modo di ascoltare ne vedremo delle belle perchè una forte % dei 5 stelle, abbinata, e non da sottovalutare su chi non voterà , sarà la nuova forza del parlamento: un gruppo di extraterrestri (5stelle) visibilmente seduti sugli scranni e un gruppo astratto (non votanti) a cui il parlamento dovrà mantenere la % delle sedie vuote perchè comunque occupate la una corposa parte di cittadini dissidenti al voto perchè non sentiti rappresentati dalle “naftaline” che per anni hanno portato il paese al disastro. Quindi i corrotti, i peones, gli incapaci a zappare l’orto.

  3. Agatone
    31 gennaio 2013 alle 10:07

    Chissà. Gli italiani spesso a parole dicono una cosa e a fatti fanno altro e sono più conssevatori di quello che dicono. Conservatori nel senso che vanno più sul sicuro. Io per esempio penso che a livello locale la presenza dei 5 stelle sia importante e il voto per loro un’ottima cosa. A livello nazionale sono più incerto, non mi sembra percorribile la linea che iindica Grillo

  4. cittadino
    31 gennaio 2013 alle 11:30

    ricordo che quando tangentopoli ruggiva alla procura di milano, un giornalistucolo fece fortuna con un instant-book su di dipietro.
    Auguriamoci che questi altri due non si rivelino anch’essi opportunisti avventurieri senza scrupoli, e non ce li ritroviamo nei talk show e a coltivare ansie di candidature

  5. 31 gennaio 2013 alle 21:00

    Del citato libro su Grillo stanno parlando dalla Gruber: non so se sia più modesta e partigiana la conduttrice o l’autrice del libro. “Il Parlamento è una cosa seria, e i grillini stanno studiando ora leggi e regolamenti”. Insomma, improvvisatori: cittadini qualunque che hanno l’ardire di voler profanare il Palazzo. E studiano pure, ‘sti poveri pirla. Se facessero più trasmissioni del genere in prima serata Grillo potrebbe ambire al premio di maggioranza. Va beh, magari il testo offre comunque spunti di riflessione, almeno numerici.

    E. G.

    • cittadino
      31 gennaio 2013 alle 21:06

      caspita, che velocità.
      sono già lì a riscuotere l’incasso della loro operazione filo-governativa

  6. 31 gennaio 2013 alle 21:47

    IL CICLONE BEPPE GRILLO: LA VOCE DEL POPOLO ITALIANO.

  7. 31 gennaio 2013 alle 22:12

    Esagerato: dai, evitiamo gli slogan da curva in maiuscolo. Però è vero che il popolo è inquieto: vedremo cosa bolle davvero in pentola il 26 febbraio. Mai come oggi i sondaggi contano zero: gli italiani sono schifati, e scafati…

    E. G.

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