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Archive for febbraio 2013

La prova del budino

28 febbraio 2013 13 commenti

soro_1di Bruno Soro
www.alessandrianews.it

In una intervista del 19 novembre 2010, rilasciata a “L’Espresso” in occasione della sconfitta del candidato del PD Stefano Boeri alle primarie di Milano contro Giuliano Pisapia, Massimo Cacciari, rispondendo al giornalista che lo intervistava circa l’opportunità di un’alleanza con il terzo polo, rispose che: “La prova del budino è nel mangiarlo, diceva il noto pensatore tedesco”.

Dopo il diluvio di commenti, alcuni a proposito, molti a sproposito, circa l’esito delle elezioni politiche di domenica scorsa, proviamo a mettere un po’ d’ordine cominciando a stabilire chi ha perso e chi ha vinto le elezioni. [Per leggere l’articolo completo clicca qui]

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Categorie:Editoriali

Se Roma piange, figuriamoci Alessandria!

28 febbraio 2013 2 commenti

Comune di AlessandriaChe sbornia, vero? Non so se queste elezioni siano state epocali, o invece solo un altro tassello distruttivo rispetto al vecchio sistema, e null’altro. Sta di fatto che continuo ad avvertire una tensione, e dei rancori, che non mi piacciono per niente. Spero che sia soltanto colpa dell’osservatorio a volte un po’ obliquo del web, e degli addetti ai lavori. E insomma mi auguro che l’Italia reale sia davvero “avanti”, già di nuovo alle prese con i problemi (ma anche i piaceri) della vita reale, e che dalla politica arrivino segnali di dialogo e di distensione. Che naturalmente non significa per forza inciucio, ma neppure scontri all’arma bianca.

Sul nostro territorio, fra i pochi a non avere tempo per distrarsi sono certamente gli amministratori locali. A cominciare dal sindaco di Alessandria e dalla sua giunta, alle prese oggi con un’altra giornata delicatissima, in particolare sul fronte Aspal, partecipata la cui sorte sembra davvero appesa a un filo. Ma è tutto il sistema delle aziende comunali a “boccheggiare” sotto i riflettori, in attesa di interventi di razionalizzazione più volte annunciati nei mesi scorsi, e ora resi a quanto pare ancora più ineludibili dalle nuove osservazioni ministeriali divulgate l’altro giorno.

Di fronte ad esse, il sindaco Rita Rossa non poteva essere più esplicita: “Sono disposta a mettere in dubbio la mia ricandidatura, ma voglio riconsegnare alla città un Comune con i conti in ordine”.

Indietro, insomma, non si torna: a costo di un rimpasto di giunta anche sostanzioso, e di non pochi attacchi che arriveranno soprattutto dal “fronte interno”. Mentre le opposizioni di centro destra e del Movimento 5 Stelle, al momento, non appaiono particolarmente incisive, probabilmente rendendosi conto che i margini di manovra sono davvero esigui.

La riorganizzazione delle partecipate è partita dai cda: dopo quello del Cissaca, ieri è stata la volta dell’Atm, con un presidente a sorpresa: non Gian Piero Borsi (come in tanti sembravano dare per scontato: e sarebbe stato un “cavallo di ritorno”) ma Gian Franco Cermelli, consigliere provinciale dei Moderati.

A cui spetterà il compito di provare a “rimettere in moto” un’azienda che quest’anno compie quarant’anni, e li dimostra tutti.

Si rimane in attesa del nuovo presidente di Amag (diamo per scontato che sarà l’assessore Bianchi? Così pare, sempre che anche su quel fronte non spunti la sorpresa dell’ultima ora), e di capire quale sarà il futuro di Amiu.

Ma anche di sapere se il taglio di quasi quattro milioni di euro (da 26 milioni nel 2013 a 22 milioni nel 2014) per le spese del personale di Palazzo Rosso significherà riduzione generalizzata di orari e stipendi (“lavorare meno, lavorare tutti”), o tagli selettivi in determinati comparti. Nel frattempo, a quanto pare, si metterà mano in maniera drastica agli stipendi dei dirigenti.

E i sindacati? La luna di miele col sindaco è davvero finita, e arriveremo allo scontro duro, o al di là dell’inevitabile gioco delle parti si sta già ragionando su tutte le forme possibili di ammortizzatori sociali, e magari su forme incentivate di reinserimento professionale?

Di certo c’è una cosa: le note del Ministero, ma soprattutto l’andamento delle elezioni e la precarietà assoluta della vittoria di Bersani, credo abbiano definitivamente sgombrato il campo: a Roma sono alle prese con tante di quelle “grane” di ogni tipo che illudersi di poter ricevere un qualche trattamento privilegiato o ad hoc (che poi è un modo diverso per dire la stessa cosa) è ormai impossibile. Alessandria deve fare da sola, e il mestiere di primo cittadino di Palazzo Rosso, oggi, è fra i meno invidiabili in assoluto. L’amministrazione comunale si dia una mossa,  dicono due autorevoli osservatori di centro sinistra come Alfio Brina e Delmo Maestri. E’ il momento di spingere sull’acceleratore dunque? E succederà? Lo scopriremo presto.

E. G.

Categorie:In primo piano

[BlogLettera] Brevi considerazioni post voto

27 febbraio 2013 1 commento

Il partito della Merkel e dell’austerity ha perso nel paese più europeista d’Europa e questo probabilmente produrrà una diversa considerazione della Germania e della Francia nei confronti del nostro Paese (gli “sconti” in termini di rientro dal debito, ristrutturazioni ecc.  sono finiti con la sconfitta di Monti, di Napolitano e della loro ipotesi);
Il partito dell’egoismo e dell’antieuropeismo, il PDL, riguadagna larghi spazi facendo populisticamente leva sugli interessi materiali, peraltro assai diversi fra loro, della “gente”;

Il partito del rigore temperato, il PD, perde molto del terreno conquistato con le primarie riconfermando la sua larga estraneità alle esigenze di quello che era il proprio blocco sociale che si riduce ad una parte minoritaria e localizzata della società.
La coalizione improbabile, Rivoluzione civile,  si manifesta per quello che è, cioè una coalizione senza collante sociale incapace di intercettare la forte avversione alle politiche dettate dall’Unione Europea e alle politiche di austerity e scrive definitivamente la parola fine sull’ipotesi che possa esistere una sinistra radicale senza relazione organizzata con il blocco sociale.

Chi ha saputo con indubbia capacità catalizzare e raccogliere la rabbia e lo scontento, il M5S, ottiene una vittoria elettorale più larga del previsto che lo obbligherà ad esplicitare le proprie posizioni, e quindi anche il proprio interclassismo, e ad assumersi qualche responsabilità in più.

Resta il dubbio che l’assenza di uno strumento politico adeguato, di un sindacato conflittuale di massa, che rilancino chiaramente il proprio no all’Europa delle banche e dei capitali e riaffermino e restituiscano identità agli interessi di classe sia, a questo punto, un vero e proprio crimine politico.

Giovanni Maccarino
per la Federazione Usb

Categorie:BLettere

Bersani apre a Grillo: “‘O famo strano?”

27 febbraio 2013 20 commenti

'O famo strano!Sarà pure un discorso furbo, da politico di vecchia scuola, ma Bersani (con il supporto di Vendola) mi pare abbia giocato, dopo un silenzio prolungato, una carta spiazzante: meglio con Grillo che con Berlusconi“, mentre non si capisce quale potrà essere il rapporto con il malconcio drappello di Monti.

Dichiarando “Non abbiamo vinto anche se siamo i primi” Bersani guadagna un milione di punti agli occhi degli italiani stanchi della partitocrazia, diciamocelo. L’alternativa era ammettere la sconfitta, e dimettersi, aprendo la strada a Renzi, ma anche ad una nuova fase di instabilità.

E anche se rimane un esponente di rilievo di quella partitocrazia contestata da chi ha votato Grillo (e anche da chi è stato a casa), il segretario del Pd mostra di aver capito che il centro sinistra deve uscire dal recinto, se vuole fermare l’emorragia di consenso reale, al di là delle alchimie del porcellum. Ma è una strada percorribile, e a quali costi?

Il punto sarà prima di tutto capire come reagisce il Movimento 5 Stelle, e quali margini ci sono per un governo “strano”, in qualche modo sperimentale. E, naturalmente, cosa quel governo si propone di fare, concretamente. Senza l’ossessione della Germania (se aspiriamo a tornare ad essere un Paese sovrano), ma anche senza voli pindarici come l’uscita dall’euro, che temo significherebbe harakiri garantito.

Al di là insomma della boutade di Grillo su Dario Fo presidente della Repubblica (se non sono ottuagenari non li votiamo insomma: meno male che il premio Nobel ha ancora la lucidità necessaria per dire “no grazie”), è chiaro che siamo ad uno snodo.

Se Bersani “aprisse” a Berlusconi, dovrebbe mettere in conto il “curiale” Gianni Letta al posto di Napolitano, ma anche ragionare su non meglio precisati inciuci di altro tipo. E, soprattutto, il rischio, che evidentemente il centro sinistra percepisce chiaro, sarebbe dare al Paese reale l’ennesimo segnale del vecchio che avanza, della partitocrazia che si rinchiude nel Palazzo, per una strenua resistenza.
Per cui quella frase di Grillo, “arrendetevi e uscite con le mani alzate: ve lo chiede il popolo italiano” rischierebbe, tra pochi mesi, di essere ancora più profetica, e veritiera.

Mettiamola così: se Grillo ci casca, quella di Bersani è una mossa da scacco matto. E non lo dico sottintendendo che I 5 Stelle debbano per forza rifiutare: anche se tocca a loro a questo punto la scelta più delicata. Accettare “l’abbraccio mortale” del centro sinistra, ma ponendo condizioni precise e concrete, o scegliere la strada delle barricate e dell’opposizione dura e pura, rilanciando la patata bollente tra le mani del Pd? A quel punto, Bersani sarebbe costretto obtorto collo (ma la realpolitik è questo e altro) a riaprire il dialogo col Pdl, e a confrontarsi con scenari già noti, e già dimostratisi consunti.

Eh sì: Bersani (e Vendola) hanno fatto proprio una mossa spiazzante, che personalmente non mi sarei aspettato. E voi? e ora, cosa succederà? Sono solo schermaglie post elettorali, oppure….

E. G.

Ps: al prossimo giro, promesso, torniamo ad occuparci anche delle mille grane di Alessandria, promesso. Per oggi concediamoci ancora un piccolo “svago” nazionale….ah: naturalmente l’immagine geniale è di Molotov: ma che ve lo dico a fare? Ormai lo sapete!

Categorie:Politica

[BlogLettera] “Riconsegnerò ad Alessandria un comune risanato”

26 febbraio 2013 Commenti disabilitati

Le osservazioni del Ministero riducono a zero le polemiche pretestuose sul dissesto cioè non si poteva né eludere il pronunciamento della Corte dei Conti, né allungare i tempi aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile. Il dissesto vive in questa città da molto più tempo di quanto l’opinione pubblica immagini, vive da quando i modelli organizzativi scelti hanno determinato il fallimento complessivo del “sistema Comune”.

Ci dice chiaramente che il dissesto finanziario era, ancor prima della sua dichiarazione, nei numeri di Bilancio e, per questo, è sbagliato e velleitario non intervenire.

Dobbiamo trovar forme di erogazione dei servizi che ci permettano di abbassare i costi: non è possibile mantenere un modello gestionale che prevede costi esorbitanti. Non  si tratta di semplice ragioneria, pareggiare il Bilancio sui 93 milioni di euro che effettivamente entrano nelle casse comunali significa anche avere servizi efficienti a costi che ci permetteranno di arrivare ad abbassare le tasse che oggi gravano sui cittadini

La situazione è davvero tragica e il tempo per un risanamento severo è ormai arrivato e non ci lascia spazio è tempo per ulteriori riflessioni. Il documento ministeriale ci riporta violentemente alla realtà e impone a tutte le istituzioni, alle forze politiche e sindacali, alle associazioni di categoria di lasciare da parte rivalità e ed egoismi per stringersi intorno all’amministrazione prendendo coscienza che, a differenza del passato, oggi è il Comune ad aver bisogno di loro.

Non sono solita lasciarmi abbattere dalle difficoltà anche se mi rendo certamente conto della gravità della situazione e della sua drammaticità.
Per parte mia non posso che continuare ed anzi aumentare l’impegno personale e la volontà di fare tutto ciò che sarà necessario per uscire da una crisi che sembra essere irreversibile.
Continuiamo a lavorare per definire un piano di risanamento che da una parte risponda alle osservazioni ministeriali e dall’altra punti alla costruzione di un nuovo modello di Comune non più erogatore universale di servizi, ma programmatore e controllore della loro efficacia e qualità. Occorre ripartire immediatamente dai servizi che si ritengono prioritari, dalle qualità professionali cresciute negli anni nel Comune e in città, e abbandonare il prima possibile promesse che rischiano di creare illusioni e di allontanarci dagli obiettivi programmatici. Abbiamo tutte le informazioni, le idee e le competenze per intravvedere la via d’uscita dalla crisi, ma dobbiamo affidarci alla razionalità, governando la realtà con gli strumenti di cui disponiamo. L’obiettivo è non solo rispondere alle prescrizioni ministeriali, ma rientrare nel Patto di Stabilità per ridare trasferimenti e risorse alla città e, soprattutto, ridurre le tasse e le tariffe oggi al massimo.

Sono disposta a mettere in dubbio la mia ricandidatura, ma voglio riconsegnare alla città un Comune con i conti in ordine.

Maria Rita Rossa – Sindaco di Alessandria

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Grazie agli elettori del centrodestra

26 febbraio 2013 3 commenti

A nome del coordinamento provinciale del Pdl di Alessandria desideriamo rivolgere un ringraziamento a tutti i cittadini che hanno voluto testimoniare la propria fiducia al nostro partito che ha permesso al centrodestra di vincere in tutta la provincia.

Questo straordinario risultato è stato possibile grazie all’impegno generoso e senza risparmio di energie che il Presidente Silvio Berlusconi ha profuso in questa campagna elettorale e alla validità delle nostre proposte per diminuire la pressione fiscale che grava sulle famiglie e le imprese e per la ripresa dello sviluppo.

Mentre ringraziamo nuovamente tutti i militanti, specialmente i giovani che si sono impegnati in questa campagna elettorale, vogliamo ribadire a tutti i cittadini il nostro intento di proseguire l’ impegno per mantenere fede a tutti i nostri progetti, anche in riferimento alla difficile situazione economica e sociale del nostro territorio.

On. Manuela Repetti
Dott. Antonio Maconi

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Fratelli d’Italia in Parlamento, centro destra vittorioso in provincia

26 febbraio 2013 2 commenti

Queste elezioni mi portano a compiere due prime riflessioni. A livello nazionale un partito nato da poche settimane come Fratelli d’Italia riesce ad entrare in Parlamento senza il sostegno di alcun gruppo di potere né economico né editoriale, superando partiti molto più radicati e celebrati, accreditandosi come nuovo riferimento politico serio e credibile per il popolo di centrodestra.

A livello locale il centrosinistra paga l’assenza di un programma amministrativo adeguato al rilancio di Alessandria spezzando irrimediabilmente il rapporto di fiducia con gli  alessandrini, mentre il centrodestra riesce a recuperare consenso tornando ad essere la prima coalizione del capoluogo.

Emanuele Locci – Fratelli d’Italia

Categorie:BLettere
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