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[BlogLettera] Rossa: “Indietro non si torna: ristrutturazione inevitabile”

1 febbraio 2013

Con riferimento alla crisi in atto relativamente ad alcune Società partecipate e in modo particolare per quanto riguarda ASPAL S.R.L vorrei  precisare alcuni passaggi, alla luce delle posizioni pubbliche che alcune Forze politiche e sociali della Città hanno ritenuto esternare, che le scelte effettuate non sono il  frutto di politiche o di strategie di riduzione indiscriminata dei servizi, ma nascono dalla situazione di dissesto finanziario in cui versa l’Amministrazione.

Per quanto riguarda ASPAL ho dovuto firmare una lettera al CdA in cui ribadisco di non aver mai chiesto di chiudere i servizi, ma di presentare un piano industriale in cui con il rispetto dei trasferimenti previsti dal comune facesse una proposta in merito alle attività. Peraltro il piano deve essere ancora valutato dalla Giunta.
In primo luogo, si ribadisce che la dichiarazione del dissesto non era evitabile e che ogni proposta illecita di continuare ad occultare la realtà di bilancio non poteva che essere respinta. Le scelte di bilancio hanno dovuto partire dalle effettive capacità di entrata finanziaria di questi anni, non essendo più sostenibile alcuna operazione straordinaria di ulteriore indebitamento del Gruppo Comunale.

Il bilancio può contare su 93 milioni di entrate certe e non è più possibile continuare a spenderne 120 per mantenere servizi, livelli di retribuzioni e occupazione.

In secondo luogo, le scelte operate dalla Giunta Comunale sono state sintetizzate nel’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2012/2014, approvato dal Consiglio Comunale e votato dalle forze politiche che sostengono la maggioranza consiliare.

In terzo luogo tutti gli assessori della giunta hanno approvato le decisioni e potuto consultare ed approfondire i documenti di bilancio.
Le strategie intraprese, ricche di opposizioni spesso prive di valide proposte alternative, stanno riguardando processi di razionalizzazione sia delle principali Società partecipate, sia delle Direzioni comunali.

Mi rendo conto che si tratta di una situazione critica perché incide sul tessuto economico e sociale della Città, ma brandire oggi il vessillo della protesta ha la sola conseguenza di accelerare il processo di crisi. L’impatto delle riduzioni finanziarie di bilancio, note ed approvate da tutte le Forze politiche che mi hanno sostenuto in occasione della campagna elettorale, sta avendo un impatto diretto sulla riduzione dei servizi, perché non è stato possibile riscontrare sufficiente capacità amministrativa e gestionale all’interno di tutti i Soggetti che, al contrario, da tempo avrebbero dovuto rendersi conto della reale situazione e programmare per tempo percorsi virtuosi di recupero dell’efficienza. Mi sembra, inoltre, che la presa di coscienza finalmente giunta si stia traducendo, purtroppo, in una sterile attività di chiusura dei servizi senza approfondite analisi di ristrutturazioni. Né, d’altro canto, è possibile pensare che il Comune garantisca salari e stipendi senza ottenere in cambio alcun servizio.

Solo in questi ultimi due mesi sono stati avanzate proposte di piani industriali che partono dalla consapevolezza della realtà e non si nascondono dietro la speranza di aspettare un aiuto di Stato o un ennesimo sacrificio da parte dei Contribuenti di Alessandria.

Aspettiamo di conoscere cosa le nostre Società partecipate sono in grado di fare con le risorse disponibili, non cosa non sanno più fare con le risorse che non ci sono più da tempo. Allo stesso modo respingo ogni nostalgico tentativo di tornare (ancorché impossibile utopia) allo status quo precedente, situazione già ampiamente censurata politicamente, contabilmente e penalmente. Faccio appello alle forze attive della Città e alla loro consapevolezza che soltanto con i sacrifici di oggi possiamo pensare alle future generazioni e non alle prossime elezioni. Credo ancora che sia possibile conciliare il risanamento inevitabile con la salvaguardia degli strumenti dello Stato sociale a favore dei più deboli. Tutti hanno il diritto di pensarla diversamente, ma non permetterò più di perseguire pubbliche virtù e vizi privati a danno della Città di Alessandria.

Maria Rita Rossa – Sindaco di Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. 4 febbraio 2013 alle 21:37

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