Home > Economia > Banche e politica: la ragnatela del malaffare?

Banche e politica: la ragnatela del malaffare?

2 febbraio 2013

Giannino OscarHa ragione Oscar Giannino (nella foto), la vicenda Mps non può essere passata sotto silenzio, anche perché “spalanca” il pentolone degli intrecci occulti e delle commistioni “sotto traccia” tra politica e sistema del credito.

Ma non si può neppure fare le finte vergini: quelle commistioni non solo ci sono da sempre e sono sempre andate bene a tutti i protagonisti del sistema Italia, ma lo stesso governo Monti è stata una scelta “post democratica” decisa su tavoli politico finanziari. Per di più europei. Quindi di che stiamo parlando? Di rifondare ex novo tutto il nostro sistema socio politico finanziario? Ed è possibile riformare una simile ragnatela, senza prima distruggerla? E proviamo ad intuire cosa significherebbe distruggerla: prima dell’auspicata rinascita, ci sarebbe il crollo. Con costi sociali insostenibili.

E’ chiaro quindi che si deve fare pulizia profonda, senza però annientare i risparmiatori, che del sistema politico-bancario e delle sue distorsioni sono il gregge da tosare, la linfa e pure, in caso di crac, la vittima sacrificale.

Amici fidati me lo dicono da tempo: molti dei protagonisti della nostra scena politica ed economica nazionale in Italia non hanno più da tempo il becco di un quattrino, e questo la dice lunga sulle ipotesi reali che questi signori fanno riguardo al futuro. Altro che luce in fondo al tunnel, come ci raccontano dagli schermi tv.

Giannino propone anche, sul fronte Mps: arrivati a questo punto, non resta che statalizzare, per poi riprivatizzare. Può essere, non ho le sue competenze. A me però pare un pendolo che va avanti e indietro, ma che finché resta in certe mani, cari miei, non può davvero cambiare identità, percorsi e logiche.
E di innovazione dalle urne, a parte la voce sanguigna, popolare (no,populista: per illudersi di essere nel giro “giusto” si dice populista, e se in tv meglio con smorfietta alla Lilli Gruber) e magari anche naif dei 5 Stelle, ne vedo davvero poca.

Del resto un altro bravissimo giornalista economico, Sergio Luciano, ricordava giusto ieri che le recenti vicende della Fondazione Cariplo mostrano come lo scandalo Mps non insegni nulla a nessuno.

O meglio, aggiungo io, mostrano che il sistema quello è, i suoi protagonisti quelli sono, e che la ragnatela di comitati e sotto comitati che ha portato il Paese nel baratro non si sente per nulla in discussione, ne in dovere di farsi da parte.

Minacciano di sbranarsi, ricordate? Ma sono slogan finto intimidatori, da campagna elettorale. Semplicemente, cane non mangia cane. E quindi? Quindi lo spettacolo continua, e il popolo bue, disincantato e disilluso ma non ancora ribelle, sorride in piazza e al bar in attesa del nuovo, mirabolante annuncio pre elettorale di domenica, firmato Berlusconi. Almeno lui ci fa ridere, pare essere la motivazione di tanti. L’attenzione vera, però, dovrebbe essere per i nostri risparmi, o quelli che crediamo essere tali. Non è che un giorno scopriremo che sono solo numeri virtuali, come in un grande gioco di ruolo collettivo?
 
E. G.

Annunci
Categorie:Economia
  1. cittadino
    2 febbraio 2013 alle 12:26

    ma questo giannino è lo stesso ridicolo che per anni andava nei talk show a fare il fine “economista” di sponda al berlusconi?

  2. 2 febbraio 2013 alle 13:28

    Con tanto di bombetta, bastone e stile cavouriano: diciamoci la verità, è stata la mossa d’immagine vincente per uscire dall’anonimato: chapeau, anzi bombetta!

    E. G.

  3. Magliarossa
    4 febbraio 2013 alle 07:59

    “E di innovazione dalle urne…..ne vedo davvero poca…il sistema quello è…, non si sente per nulla in discussione….
    …..cane non mangia cane…Quindi lo spettacolo continua…”
    ERGO : IL CAMBIAMENTO LO FARANNO SOLO I CITTADINI SE SI RIAPPROPRIERANNO DELLA POLITICA….CHE NON E’ IN QUESTI SOGGETTI.
    PROVIAMO A RAGIONARE SUL COME ?

    Magliarossa

    • Graziella (gzl)
      4 febbraio 2013 alle 11:18

      DIRITTO AL NON VOTO

      Pochi lo sanno, ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale.
      Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
      Le schede di rifiuto sono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto.
      Nessun mass-media ne parla, sembra che i giochi siano già fatti e probabilmente molti andranno a votare il “meno peggio”.
      Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un numero molto elevato (cosa mai successa nelle elezioni italiane) ci sarebbe qualche problema nell’assegnare i seggi vuoti e i mass-media sarebbero obbligati a parlarne.
      L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.
      Altresì le schede bianche e nulle fanno sì percentuale votante, ma sono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza…

      Esiste, però, un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) e che consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.
      E’, infatti, facoltà dell’elettore recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione.

      E’ possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).
      Esiste una legge, D.P.R. 30 marzo 1957, n.361 – Art.104, che recita: “Il segretario dell’ Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale

      o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a euro 2065,83 pari alla vecchia valuta di lire 4.000.000”.

      Questo metodo è l’unica maniera per fare sentire la voce di quelli che vogliono un ‘sistema’ nuovo

      Testo Unico delle Leggi Elettorali
      Norme per l’elezione della Camera dei deputati
      D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche
      con le modifiche introdotte dalla Legge 21 dicembre 2005, n. 270
      (revisione a cura di riforme.net)

      Art. 104
      1. Chiunque concorre all’ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all’Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000.
      2. Chiunque, appartenendo all’Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell’esito delle votazioni è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
      3. Chiunque, appartenendo all’Ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell’articolo 68, è punito con la reclusione da tre a sei mesi.
      4. Chiunque, appartenendo all’Ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni.
      5. Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
      6. I rappresentanti delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
      7. Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un’altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
      8. Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
      _________________________________

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: