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Il Superstite (124): Silenziosi eroi nella periferia commerciale

2 febbraio 2013

Arona 2di Danilo Arona

Lo constatiamo da tempo. Ma, se lo diciamo noi – parte in causa e per forza di cose non parziale -, potrebbe sembrare puro interesse privato. In ogni caso pochi giorni fa, quasi una presa d’atto ufficiale, è uscito un notevole (e sconfortante) articolo sul sito di Radio Gold dal titolo “Il centro di Alessandria sta diventando una periferia commerciale”, giusto per non avere dubbi in proposito. E, va sottolineato, Radio Gold è fonte al di là di ogni sospetto, perché sarebbe ben più vantaggioso per l’emittente alessandrina – che vive di pubblicità – sostenere il contrario. Nel pezzo,  oltre a qualche intervista con dei commercianti del centro (che hanno risposto con dignitosa generosità), si legge quanto segue:
«Il centro di Alessandria è sempre più vuoto e deserto. Ormai i consumi sono cambiati e il ruolo nevralgico del centro storico è svanito. La crisi, l’assenza di parcheggi, il venir meno di alcuni servizi, ma anche il prepotente affermarsi dei social network, secondo alcuni commercianti interpellati, hanno reso sempre più tristi le vie di Alessandria. I rumori dei passi dei cittadini, durante la settimana, hanno raccontato ancora i negozianti, si possono contare su una mano sola. Il centro è ormai una periferia commerciale.»

Verità con paradosso. Se il Rione Cristo è periferia commerciale, lì c’è una vivacità che in centro ormai si sogna soltanto più. E quanto è vera la percezione del “silenzio” in centro, di tanto in tanto rotto – soprattutto il pomeriggio – dai passi affrettati di qualcuno che sembra scappar via inseguito da chissà chi… Ma, se è altrettanto vera la mutazione antropologica attivata dall’espansione della “Outlet cultura” (per capirci, laddove gli Outlet sono sempre più pieni e i centri urbani sempre più vuoti), l’impietosa percezione alessandrina ci offre un elemento in più che è peculiare alla città, un dato che si aggiunge alla crisi globale, alla mancanza di contanti e al dissesto della macchina amministrativa che ci sta privando di quasi tutto, dal Teatro Comunale all’Informagiovani.

Alessandria centroParlo di scelte pesanti, a scadenza letale come bombe a orologeria, compiute in passato, ovvero quelle di spostare la vita commerciale – di una città di commercianti – sulle cinture della città e di favorire, spesso in modo sleale, l’afflusso delle persone in questi centri commerciali che hanno vampiricamente svuotato il centro della sua linfa vitale. Che il piccolo commercio sia stato da quel bel dì condannato a morte da un sistema di false liberalizzazioni e persino, come hanno dimostrato a più riprese Lucarelli e Saviano, dall’ingresso di capitali di dubbia provenienza, è un dato nazionale e probabilmente europeo.

Che in Alessandria si sia andati anche oltre, non ci piove. Fino  a poco tempo fa, all’ingresso del Tiziano, un cartello con freccia a sinistra indicava che il centro città stava in quella direzione. Se la seguivi da turista diligente, arrivavi in tangenziale e poi dritto nel parcheggio del centro commerciale. Ops…

Che fare? Lottiamo, silenziosi eroi (lo dico con una tonnellata di autoironia) in una città silente.

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Categorie:Editoriali
  1. Graziella (gzl)
    2 febbraio 2013 alle 08:08

    Corso Acqui è una delle poche vie commerciali interessante che c’è oggi in Alessandria. Il parcheggio si trova sempre, i suoi marciapiedi sono ancora sani e comodi, offre diverse tipologie di commercio ancora “nostrano”.

    In centro a corona della piazza di Rattazzi e del palazzaccio scrostato rosso, attorno alla via della vasca , solo vie semimorte con serrande chiuse e negozi tutti uguali per taglie mini-slim come se in Alessandria ci abitassero solo donne giovani o meno, tutte anoressiche …i grandi marchi invece si va a Serravalle dove si trovano tutti pure scontati, si parcheggia, si cammina bene su un suolo sano senza buche e pulito!

    Nel cuore di Alessandria per fortuna sono rimaste le librerie, due cartolerie, due mercerie,, alcune pasticcerie, gli uffici utili, diversamente eviti di entrarci e altrove comodamente trovi ciò che occorre.

  2. 2 febbraio 2013 alle 13:17

    La maggioranza degli storici commercianti del centro alessandrino sono fuggiti, dopo decenni di attività hanno chiesto “muncia” e , prima di lasciare li, nella propria attività, tutti i risparmi degli anni precedenti, hanno preferito defilarsi e ritirarsi da un commercio ormai vanificato dallo “sconto” e scevro di professionalità e competenza. Oltretutto le campagne contro di essi, ladri ed evasori fiscali, generate dalla necessità di indicare dei colpevoli in assoluto per sviare gli occhi da coloro che ladri ed evasori lo erano con una potenzialità smisuratamente maggiore, rendono questo mestiere sempre più stressante e poco gratificante.( Uno scontrino fiscale non emesso, e non sto a sindacare per quale motivo,magari del valore di 1 € , porta a sanzioni pesanti, considerando che, per assurdo,la grande distribuzione emette solo scontrini “non fiscali” e non subisce, in tal modo, controlli di sorta, aderendo alla legge che permette loro di versare tasse per un tot annuale concordato con lo stato e quindi anche in misura inferiore alle loro entrate reali)
    Inoltre la tendenza delle varie amministrazioni comunali è quella di creare isole felici libere dal traffico e dallo smog, togliendo la possibilità di raggiungere i centri storici con le proprie auto, ma non mettendo sul campo alternative alla mobilità e obbligando le autovetture a circolare sulle strade al limite dell’isola pedonale, che essendo a poche centinaia di metri dal centro continuano ad inquinare lo stesso come se vi entrassero, quindi ditemi che vantaggio ci può essere, indirizzando tutto il traffico, chissà come mai, verso i centri commerciali posti all’esterno della città.
    Ora ditemi come si può chiedere a chi commercia di non abbandonare l’attività se tutto si fà per impedire la frequentazione del centro città.
    La stragrande maggioranza delle manifestazioni sono ormai fatte fuori dal centro, la sera moltissimi locali sono chiusi e quei pochi che passano nelle vie fuggono veloci per non rendersi conto della tristezza che li circonda, l’unico momento di affollamento serale sono quando le campagne elettorali portano qualche politico a praticare l’antico rito del “Comizio di piazza”, (ma di Beppe Grillo ce n’è uno solo) , ma ciò non può considerarsi rimedio all’abbandono del centro cittadino.
    La città vive se i suoi abitanti lo vivono, purtroppo oggi tutto viene fatto per la possibilità negativa.
    Mario Molina (commerciante in Alessandria per più di quarant’anni)

    • Graziella (gzl)
      2 febbraio 2013 alle 16:13

      ———-Oltretutto le campagne contro di essi, ladri ed evasori fiscali, generate dalla necessità di indicare dei colpevoli in assoluto per sviare gli occhi da coloro che ladri ed evasori lo erano con una potenzialità smisuratamente maggiore, rendono questo mestiere sempre più stressante e poco gratificante.( Uno scontrino fiscale non emesso, e non sto a sindacare per quale motivo,magari del valore di 1 € , porta a sanzioni pesanti, considerando che, per assurdo,la grande distribuzione emette solo scontrini “non fiscali” e non subisce, in tal modo, controlli di sorta, aderendo alla legge che permette loro di versare tasse per un tot annuale concordato con lo stato e quindi anche in misura inferiore alle loro entrate reali) ———–
      ______________________________________

      Sig. Molina, anche la sua attività storica se nè andata o ridimensionata, non ne ho idea perchè in centro ormai ci vengo pochissimo. L’ho scoperto prima delle feste 2012 e al posto della sua azienda ci ho trovato l’ennesima banca. Ma lei dice una cosa importante contenuta nella parte di cui ho fatto “copia/incolla” e cioè che a differenza del piccolo e medio commercio, per i centri commerciali vi è un sistema di Legge che offre il vantaggio dello scontrino non fiscale nella spiegazione che lei offre.

      Ma ciò di chi è la colpa? Io credo che le vostre Associazioni di Categoria, molto potenti in grado di rapportarsi ai tavoli dei vari governi, non abbiamo fatto un buon servizio a voi in questo ambito. Inoltre che hanno fatto in merito alle liberalizzazioni selvagge che permette di piazzare una nuova attività al fianco di un’altra già esistente con la stessa merceologia? E’ onesto che ad esempio i grandi supermercati fanno da edicola gratis danneggiando chi lo fa per mestiere: quanti entrano leggono e il giornale rimane lì stazzonato, io queste cose le osservo, le giudico e le critico. Voi commercianti e piccoli negozi di vicinato non vi hanno certo fatto un buon servizio a livello di regole, normative e leggi. A volte leggo delle miserelle iniziative che “partoriscono” per rendere il piccolo commercio interessante…..azioni più incisive non ne vedo, che pena.

  3. TM
    3 febbraio 2013 alle 20:05

    concordo sulla mancanza di parcheggi, ma farei notare che una camminata in un qualunque centro comemrciale, per non dire dell’outlet, in termini di tempo e chilometri percorsi equivale all’attraversamento della città da spalto a spalto. certo, i marciapiedi sono puliti e piani, ma la differenza si sente. ahinoi.

    • Graziella (gzl)
      4 febbraio 2013 alle 07:07

      Senza dubbi il suo commento non fa una virgola se si vuole camminare, e per camminare o fare una passeggiata si passeggia in periferia o dicasi quartieri dormitorio, ma ahimè anche la periferia non offre servizi e anche lì i percorsi sono ad ostacoli : marciapiedi disastrati, omaggi dei padroni di cani. Quindi se non si ha la necessità di acquistare una matita Koh-i-noor/hb da disegno, oppure sei bottoni di un certo tipo misura e colore, una tisana particolare o un libro , un dolce di una delle ottime pasticcerie rimaste, per il resto vado dove: dopo aver pargheggiato entro in un bell’ambiente dove passeggio senza spaccarmi un tacco o piegarmi una caviglia e non trovo gli omaggi dei padroni dei cani, dove ho la possibilità di trovare ciò che mi occorre, dove se voglio un caffè, gelato è lì a disposizione, dove se ho la necessità di andare ai servizi igienici sono là puliti, luminosi, accoglienti.

      Vede Sig. TM , in questa città è stato lasciato andare negli anni un progetto di città. In altre città questo non è successo e l’esempio è Savona. E’ la mia seconda città, quindi la conosco bene. Negli anni ’90 era degradata poi all’improvviso è cambiata. Progetti, scelte indovinate, denaro speso bene a favore della città dei suoi abitanti e dei turisti. Non si vedono serrande chiuse….e non mi si racconti che essendo una città di mare giocoforza è migliore di Alessandria. Strade più sane e pulite, mezzi di trasporto come Dio comanda, lì veramente lo lo shopping lo si fa insieme al passeggio.

      P.S. – anche Savona e in alcuni quartieri è arrivata l’alluvione più volte.

      KOH-I-NOOR

  4. TM
    4 febbraio 2013 alle 20:49

    gentile signora gzl, il mio commento non intendeva assolutamente entrare nel merito delle sue scelte podistiche o commerciali o abitative, né contraddirla – dio me ne guardi! – ma semplicemente rimarcavo che i centri commerciali hanno numerosi vantaggi, ma non quello di far camminare MENO. che alessandria sia una città in declino salta all’occhio, su savona ne sa senz’altro più lei di me. immagino possiamo concordare che il centro di alessandria era meglio vent’anni fa. mi concederà di rimpiangerlo, ovvero di ritenere centri commerciali ed outlet ‘non luoghi privi’ di anima e fascino, ancorché utili?

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