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Quanto vale l’Imu di Berlusconi?

5 febbraio 2013

Berlusconi sorridenteSe Berlusconi, con il suo annuncio pubblico di domenica (restituzione Imu 2012 prima casa, soppressione dell’odioso balzello più un’altra serie di promesse) si poneva l’obiettivo di guadagnare la scena mediatica in maniera imponente, ci è riuscito alla grande. Del resto, l’uomo è comunicatore eccellente, e al suo cospetto Bersani fa tenerezza, Monti addirittura pena, con l’handicap di quel volto e quella voce da robot senz’anima. Solo Grillo, mediaticamente, vale il Cavaliere, e anzi nelle piazze lo “surclassa” senza partita.  Certo, ci sarebbe Renzi, ma lui l’han fatto fuori i suoi, preventivamente.

Ma quanto vale elettoralmente la “sparata” di Silvio? I sondaggi ce lo diranno dettagliatamente nelle prossime ore, e già c’è chi azzarda “almeno il 3%”. Fra i miei amici, ex elettori del centro destra, almeno un paio però si sono messi a ridere, scettici.

Uno più ironico mi ha chiesto se può ritirare i contanti dell’Imu in contanti, alla posta, e se ci si può già prenotare. L’altro, più arrabbiato, mi ha detto che lui non ha bisogno di elemosine, ma di uno Stato che non sia in mano a farabutti. E ha aggiunto che voterà per Grillo (“ma speriamo che non voglia davvero mettere Dario Fo alla presidenza della Repubblica”).

Ho una convinzione, ossia che da qui al 24 febbraio una parte dei tantissimi potenziali astenuti deciderà comunque di andare alle urne. E voterà Movimento 5 Stelle, o centrodestra.

Il centro sinistra, in altri termini, ha già fatto il pieno, ed è destinato a perdere per strada piccoli “pezzi” di consenso (un terzo mio amico: “se ancora potevo avere qualche dubbio sul Pd, la vicenda Mps me l’ha tolto”). O meglio, il Pd vedrà scendere la propria percentuale di consenso via via che crescerà il numero dei votanti tra gli attuali astenuti. Senza contare, naturalmente, l’elettorato di sinistra che, data la scelta al ribasso di Vendola, sosterrà in buona parte Ingroia, ma in diversi casi anche Grillo.

Bersani rimane comunque il probabile vincitore del premio di maggioranza, ma in uno scenario post elettorale di sostanziale ingovernabilità. Monti invece sarà il vero flop delle prossime elezioni.

Date queste previsioni (mie, naturalmente: attendo le vostre), vogliamo metterci a discutere della sostenibilità delle promesse berlusconiane? Mah, lo hanno già fatto tutti, e il pregresso è tale da lasciar intendere che non è la sostanza il problema, ma il sogno.

Via l’Imu prima casa (attenzione: è solo il 16% del gettito complessivo della tassa. Meno di 4 miliardi di euro su un totale di 24, tanto per dare l’idea di come noi teniamo in piedi la baracca), due goal di Balotelli all’esordio in rossonero. E l’indubbia capacità di generare entusiasmo in un popolo a cui gli altri prospettano sì lacrime e sangue, ma al contempo nessuna progettualità vera e credibile.

Insomma, Berlusconi non lo sottovaluterei mica: magari non vincerà, ma condizionerà pesantemente lo scenario post elettorale.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Graziella (gzl)
    5 febbraio 2013 alle 08:27

    ———–L’altro, più arrabbiato, mi ha detto che lui non ha bisogno di elemosine, ma di uno Stato che non sia in mano a farabutti. E ha aggiunto che voterà per Grillo (“ma speriamo che non voglia davvero mettere Dario Fo alla presidenza della Repubblica”).——–
    ________________________________________

    Dott. Grassano, quando nel 1997 è stato assegnato il premio Nobel a Dario Fo rimasi “basita” non capivo le motivazioni …poi supposi,…. dico supposi… che anche i premi Nobel sono “indicati o suggeriti ” (1°governo Prodi 1996/1998 e Scalfaro Presidente Repubblica 1992/1999), ma a pensarci bene con i precedenti avuti nel dopo Pertini , dica al suo conoscente che è mille volte meglio Dario Fo, che personaggi come Napolitano, Ciampi, Scalfaro…. un Pertini in parlamento non esiste quindi un Dario Fo va benissimo!!!!

    P.S. chiunque andrà al governo dei candidati sarà teatro, dove andrà in scena una tragedia italiana mai vista nella storia nell’era di repubblica di questo sfortunato paese.

  2. 5 febbraio 2013 alle 08:52

    Caro Ettore, guarda caso Silvio ha deciso di scendere in campo solo dopo aver avuto la sicurezza che Renzi non era il candidato del PD…
    Ha capito che alla fine, tutto sommato, contro Bersani e Monti se la poteva giocare, bastava fare qualche sparata nel momento giusto, vedi quella su Mussolini o questa sull’IMU.
    La cosa stupenda è che costringe gli avversari a corrergli dietro, perchè all’indomani delle sue sparate, tutti i giornalisti vanno a chiedere agli avversari cosa ne pensano delle dichiarazioni di Silvio e non chiedono loro cosa vogliono fare di concreto per il paese.
    Del resto che anche SuperMarioMonti dice che l’IMU si può togliere perchè è bastato solo un anno per risollevare il paese, perchè non credere a Silvio?
    Personalmente non credo a nessuno dei due, ma siamo in campagna elettorale e da noi ha sempre vinto che le sparava più grosse…

  3. Sergio Pom
    5 febbraio 2013 alle 12:08

    Per me le uniche vere alternative sono 2: Grillo e Ingroia.
    Grillo, non solo, ma è alternativo anche per un’elettorato di destra, Ingroia per quello di sinistra.
    In qualsiasi caso, Grillo a me non convince perchè ha un progetto pericoloso, destabilizzante in senso populistico e l’alleanza con l’estrema destra fascista gli pone dei limiti insopportabili.
    Gli altri sono tutta aria fritta, a seconda di come li guardi, facce della stessa medaglia: c’è chi le spara più grosse (in questo momento il Berlusca, ma anche il Monti non si tira indietro), chi vuole dimostrare di essere riflessivo e pacato (nonostante il Monte dei Paschi di Siena!!! ahahahah), con intorno una miriade di falliti e di attaccati alla poltrona che scimmiottescono i loro alleati più grandi (Vendola per il centrosinistra, Casini e Fini per il cosiddetto centro, La Russa, Melloni, Tremonti, Maroni per la destra).
    No, l’unico voto alternativo per un democratico è quello a Ingroia.

    • Enrica Bocchio
      5 febbraio 2013 alle 15:07

      “No, l’unico voto alternativo per un democratico è quello a Ingroia”

      cos’è, un diktat? un’opinione che deve essere universalmente riconosciuta, in assenza di “secondo me”? un’adesione ad un partito che, pur essendo nuovo, ingaggia “attaccati alla poltrona” (per usare una sua definizione; a proposito, complimenti per il “scimmiottescono” , sarà questo il (linguaggio) nuovo che avanza?

  4. Sergio Pom
    5 febbraio 2013 alle 12:45

    Un’altra cosa vorrei esprimere in riferimento a quanto scritto da
    Dario Franceschini (capogruppo Pd) su Repubblica di oggi:
    “Un elettore moderato, che vota Monti pensando comunque di contrastare Berlusconi o un elettore di sinistra che vota Ingroia, o un elettore arrabbiato che vota Grillo, in realtà togliendo un voto al Pd, aumenta le possibilità del sorpasso del Cavaliere.”
    Un concetto veramente democratico! L’unico voto possibile, per Franceschini, sarebbe quello dato al Pd in nome della lotta a Berlusconi. Peccato che il Pd non abbia fatto nessuna lotta a Berlusconi in questo anno avendo votato assieme a lui l’abolizione art.18, la controriforma Fornero, l’Imu e l’acquisto degli F35. Peccato che proprio il Pd lo abbia salvato un anno fa quando si poteva e si doveva votare e sarebbe stato sicuramente sconfitto. La realtà è che se si vuole uscire dal pantano nel quale siamo finiti con Berlusconi e con Monti sarebbe opportuno dare forza a chi si propone – come Rivoluzione Civile – di spostare tutta la sinistra su posizioni alternative a quelle fallimentari praticate in questi anni.

  5. Lino Baudo
    5 febbraio 2013 alle 13:43

    dipietro e ingroia e demagistris hanno infarcito le liste di nomenklatura gravemente compromessa con la corruzione e col passato.
    Ingroia ha già detto che “tratterà col PD”, ergo con monti e berlusconi, poichè sono tutti da molti anni alleati veri nonostante le finte scaramucce pre-elettorali.
    Meglio un ricambio completo, certi ferrivecchi vanno smaltiti, non è possibile ripararli.

    • sergio pom
      5 febbraio 2013 alle 14:21

      Che lei sia per un altro “ricambio” non gliela contesto, ma dire ….. gravemente compromessa con la corruzione…… ???? è solo una bestialità gratuita, che poteva risparmiarcela.
      A meno che la si voglia buttare sull’insulto …….
      Comunque per sua info, Ingroia tratta col PD solo per costringerlo a non allearsi a Monti e tenere a sinistra il quadro nazionale.

      • Lino Baudo
        5 febbraio 2013 alle 18:50

        IDV in Liguria è zeppa di esponenti inquisiti. Nel Lazio pure, e anche altrove. Sono fatti. O anche questa è una bestialità? E quanto è di sinistra il vostro candidato poliziotto che non vuole identificare i colleghi che sprangano i cittadini e i dimostranti, e sostiene i colleghi sadici della Diaz?
        Per non parlare delle tante situazioni in cui IDV e rifondazione sostengono amministrazioni e giunte del PD di penati e soci? coerenza, chi era costei?

  6. Agatone
    5 febbraio 2013 alle 14:51

    Però per votare Ingroia vorrei capire quali sono le sue proposte economiche. Perché, purtroppo, l’economia è in questo momento alla base della scelta e uno stato strutturato com’è adesso non regge economicamente. A meno di uscire dall’Europa e dall’euro, stampare moneta e fare in modo che lo stato anche se ha più uscite che entrate, se la cavi lo stesso

    • Sergio Pom
      5 febbraio 2013 alle 15:27

      Se non tedio e me ne scuso, glielo voglio schematizzare con quanto pensa l’economista Valdimiro Giacchè, “candidato ad essere il Ministro dell’Economia del Governo Ingroia”, il quale spiega i punti cardine del programma elettorale in un’intervista al quotidiano Il Tirreno di pochi giorni fa.

      «Il governo Berlusconi e il governo Monti hanno attuato sei manovre correttive di bilancio dal valore complessivo di 130 miliardi di euro. I risultati sono ben visibili: diminuzione drastica della domanda interna, caduta del Pil e, di conseguenza, aumento del debito pubblico, che nel 2012 ha raggiunto il 126% del Pil».
      «Non possiamo pensare che il Paese riesca a sopravvivere con programmi di austerity di queste dimensioni – ha tagliato corto Giacchè, il quale, spostando la questione oltre i confini nazionali, ha aggiunto – chiunque dica che è possibile uscire dalla crisi senza rinegoziare gli accordi europei, mente».
      Fondamentale, secondo Giacché, è la lotta all’evasione fiscale. Che dire poi dell’economia sotterranea delle mafie, ogni anno, fattura circa 170 miliardi di euro.
      «In realtà molti di questi capitali sono stati individuati – ha spiegato Vladimiro Giacchè – ma con i tre gradi di giudizio passa molto tempo prima che possano essere recuperati. Questo è il motivo per cui abbiamo avanzato la proposta, forte, di eliminare i gradi di giudizio superiori al primo».
      Infine, nuove risorse potrebbero derivare dalla riduzione delle spese ritenute inutili, come quelle per i cacciabombardieri F35.

  7. Proletario
    5 febbraio 2013 alle 18:19

    caro Pom, in Italia chi è di sinistra non è costretto a votare ARANCIONE ( CHE ORRORE!) e quindi Di Pietro, ministro di Berlusconi, Diliberto ministro di Prodi, Ferrero ministro di Prodi e BertiNyght, c’è un leader comunista incorruttibile, si chiama Ferrando e il suo partito P.C.L.

  8. 5 febbraio 2013 alle 18:28

    Non entro nelle indicazioni di voto, tutte legittime. Dico però che l’Italia è davvero in affanno, e Alessandria ne è un paradigma in cui le contraddizioni ed emergenze sono forse ancora più evidenziate. Torno sul tema anche nel post di domattina. Ma mi sembra davvero che la mancanza di una politica economica e di sistema, e l’inadempienza dello Stato nelle sue diverse articolazioni locali, mixata a sacche di innegabile inefficienza, ci stiano trascinando a fondo. Tirarcene fuori, e senza costi sociali insostenibili, è il dilemma. Ne riparliamo domattina: intanto ben vengano i vostri commenti!

    E. G.

  9. 5 febbraio 2013 alle 21:59

    “Mi rifiuto di essere strumentalizzata da una politica in cui non mi riconosco”, dichiara la donna i cui famigliari morirono in un incidente 32 anni fa, mentre erano in auto con Beppe Grillo.

    http://affaritaliani.libero.it/politica/la-sopravvissuta-all-incidente050213.html

    La signora, per non essere strumentalizzata, rilascia un’intervista a Vanity Fair a due settimane dalle elezioni. Ma in che mondo viviamo? Ma possibile che sia in vendita anche la dignità?

    E. G.

  10. 6 febbraio 2013 alle 15:37

    Una lettura che può risultare utile…
    http://www.linkiesta.it/ingroia-ferrero-di-pietro-diliberto
    Il nuovo che è avanzato?

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