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Che errore la strategia dell’attesa!

6 febbraio 2013

Comune di Alessandria“Attenzione, battaglione: occupazione, occupazione!”
Davvero alla fine ha ragione chi fa più casino, e va in piazza? Davvero negarsi al confronto (come dicono stia succedendo in comune ad Alessandria: “silenzio assordante dell’amministrazione”) è la strada per arrivare ad una soluzione, o imporre una strategia?

Penso ad Aspal, ma anche ad altre partecipate come Atm o Amiu, che sembrano “galleggiare” nell’indeterminatezza, e i cui vertici allargano le braccia, come a dire: “ci faranno sapere qualcosa…forse!”.

Ma penso, ancor più, alle cooperative sociali alessandrine, che lanciano periodicamente il loro grido di dolore: il loro credito nei confronti dei “clienti” pubblici (comune di Alessandria, partecipate, Asl) aumenta di un milione di euro al mese, e soluzioni alle porte non sembrano essercene.

A me sembra davvero che Stato, Regioni, Enti locali abbiano perso la bussola. E quando regna il caos, attenzione, prima o poi il popolo esplode, magari dopo anni di sopportazione, e di colpevole menefreghismo.

Come è possibile che la filiera pubblica abbia smesso di adempiere progressivamente ai propri obblighi, ossia di pagare i propri fornitori, privati o pubblici anch’essi che siano? “Tu mi devi erogare le tue prestazioni lo stesso, io ti pago quando posso, se posso. Anzi, magari neanche ti incontro per spiegartelo: arrangiati”. La reazione normale, di un fornitore serio, dovrebbe essere: “e io ti stacco la spina non da domani, da oggi: arrangiati tu”. E cooperative, o partecipate, avrebbero tutte le ragioni del mondo.

Senonché, c’è la questione occupazione da un lato, e quella dei servizi essenziali dall’altro.

Le cooperative (vero “vaso di coccio”, tra i soggetti che abbiamo citato) sono un bel paradigma: da un lato, chi ci lavora non è quasi mai un nababbo, ma un onesto lavoratore che vive del suo stipendio, in genere tutt’altro che faraonico. Quindi ne ha bisogno: non è che siano tante le persone che, in quel comparto (ma anche tra gli impiegati pubblici, naturalmente), possono dire: “beh, per lavorare a queste condizioni sapete che faccio? Mi prendo un bell’anno sabbatico, me ne vado in riviera e faccio un blog, e nel 2014 ne riparliamo”.

Seconda questione: l’essenzialità di certi servizi. Quelli sociali, ad esempio, sono obbligatori. Ossia i comuni devono erogarli per forza, salvo spesso non pagarli, se non “a babbo morto”. Ma cosa succederebbe se chi con professionalità e impegno gestisce case di riposo, comunità per minori, e strutture per persone in difficoltà psico fisica decidesse di “incrociare le braccia”? Sarebbe, semplicemente, il caos.

Soluzioni? Non spetta a noi indicarle. Però certamente, almeno, chi rappresenta enti e realtà inadempienti ci sia sempre, e non rifugga il confronto. Possibilmente mettendo sul tavolo concretezza e proposte. O le proprie dimissioni, se proprio non sa che pesci pigliare, o non osa percorrere strade impopolari, anche se forse senza alternative. Ancora ieri un serio imprenditore mi diceva: “l’assenza pluriennale di una politica economica sta uccidendo questo Paese, per le imprese è questione di settimane, non di mesi”. Certi enti e partecipate, e il mondo cooperativo, purtroppo non stanno messi meglio. Non c’è più neanche un giorno da perdere.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Giancarlo
    6 febbraio 2013 alle 05:58

    “”O le proprie dimissioni, se proprio non sa che pesci pigliare…………….””.
    ——————————————————————————————————————-
    Concordo, questa è sicuramente una soluzione concreta e percorribile visti i risultati di pochi mesi di amministrazione e soprattutto viste le prospettive future.
    Avanti un altro!

  2. mandrogno
    6 febbraio 2013 alle 08:01

    direi che il RICATTO verso chi ha una coscienza e svolge lavori davvero utili socialmente sia esemplare della bassezza e della pochezza di questi politicanti ingrassati coi nostri soldi.
    Vigliaccheria all’ennesima potenza.

  3. 6 febbraio 2013 alle 08:44

    Ultima follia (ipotetica, per ora): altri autovelox (questa volta comunali) per fare cassa e pagare gli stipendi di Palazzo Rosso. Ma quale sarà il “punto di rottura” popolare? Lo scopriremo presto, temo.

    E. G.

  4. Graziella (gzl)
    6 febbraio 2013 alle 08:51

    Su Alessandria stendo un velo pietoso: le “corti partitiche e di fiducia” di cui si circonda ogni sindaco che viene eletto, queste “corti” riescono a danneggiare la persona: a rimetterci le penne fu la Scagni, poi Fabbio e ora la Rossa . Al prossimo sindaco consiglierei una volta eletto una bella ramazza e togliersi di torno ogni “cortigiano” che ha già fatto un percoso nel fallimento della città.

    Nel nazionale:
    fra poco gli italiani saranno chiamati, sollecitati, pregati di recarsi al voto.

    A cosa stiamo assistendo? Una manciata di “leader senior” candidati che passano da una TV all’altra a dire solo minchionate, e tra una minchionata e l’altra pare che ciò che occorre a questo paese è: il matrimonio tra gay, sconfiggere il berlusconismo, amoreggiare sul modello bordello: cioè fidanzarsi con uno nel contempo sposarsi con l’altro e coccolare l’amante che esce ed entra dall’armadio.

    Ora non discuto su materie come il matrimonio tra gay e la lotta contro il berlusconismo, ma nella situazione in cui versa il paese a noi cittadini piacerebbe o gradiremmo ascoltare programmi come lavoro, famiglie, sanità e tutto ciò che è sociale. Vorremmo anche ascoltare ciò che i “leader senior” intendono far ripartire l’economia facendo pesare di meno il costo alle imprese e vorrei che le lobby sindacali ottenessero attorno ai tavoli e non con inutili e ru morosi cortei di ripristinare i diritti dei lavoratori.

    MA….considero i “leaders senior” candidati infantili, facce di tolla, truffaldini e sopratutto non in grado di svolgere al meglio il ruolo quindi compito che impongono su se stessi chiedendo il voto….il governo da tragedia greca durerà poco.

    • mandrogno
      6 febbraio 2013 alle 10:22

      lei sta davvero sopravvalutando le capacità di quei signori, che hanno voluto a tutti i costi quella fascia tricolore, ma non sanno neppure da che parte stanno girati: è sicura che sia solo un problema di “cattive compagnie” ?

      • Graziella (gzl)
        6 febbraio 2013 alle 14:41

        No non sono sicura e non desidero manlevarli dalle loro responsabilità, ma nell’eventuale che avessero alcune qualità, le compagnie non idonee potrebbero danneggiare quel poco di buono che c’è in ognuno di loro. Io credo che chi sul groppone ha almeno sostato una decina di anni nel palazzaccio rosso sia in maggioranza che minoranza ha le stesse responsabilità per lo stato malridotto della nostra città che non si è deteriorata in soli cinque anni . Dov’erano? e se c’erano su quegli scranni e inseriti nelle commissioni o nelle partecipate che hanno fatto? la funzione delle tre scimmie “non vedo- non sento – non parlo” per poi vedere, sentire, parlare solo quando gli è convenuto…..tutti nessun escluso.

  5. gabriele
    9 febbraio 2013 alle 11:29

    Io credo che alla maggior alla maggior parte della cittadinanza va vene così come stà andando, altrimenti non si spiegano gli equilibri politici di chi, ieri non faceva opposizione ed oggi non riesce ad amministrare.

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