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[BlogLettera] Subire la crisi o rovesciare il tavolo?

8 febbraio 2013

Si è svolto in data 7 febbraio l’incontro pubblico che USB ha messo a disposizione per la cittadinanza, affinchè le tematiche relative alle spinose questioni occupazionali e di malessere cittadino venissero affrontate e discusse.
Assemblea coraggiosa, a ridosso delle elezioni, in cui l’interesse primario sembra non essere quello di tutelare i lavoratori o affrontare problemi concreti, ma accaparrarsi voti in modi stravaganti, allegorici o “carnevaleschi” visto il periodo.

Grande assente infatti la parte politica, alla quale USB avrebbe voluto esporre la propria “agenda” anti-austerità, probabilmente non interessata a misurarsi con un sindacato che da sempre contrasta le malefatte e denuncia le incoerenze istituzionali.
Inoltre è emerso che anche i lavoratori e i cittadini del resto, non si mostrano ancora sufficientemente motivati e consapevoli della drammatica situazione verso la quale ci si sta dirigendo.

L’illusione che le cose si risolvano da sole, senza la  consapevolezza che oggi si respira ancora, ma domani mancherà l’ossigeno, sembra sia l’unica sensazione percepibile, rischiando addirittura di farsi aiutare proprio da chi ha creato e sostenuto  le condizioni attuali, precariato, licenziamenti, privatizzazioni
La  capacità di aggregazione e il confrontarsi con idee attraverso un dibattito, sono presumibilmente, un patrimonio solo per coloro che hanno a cuore non solo la propria situazione, ma ampliando l’orizzonte, anche la voglia di trovare un’alternativa per il benessere collettivo.

USB ha comunque ribadito la propria disponibilità ad essere al fianco e punto di riferimento per  tutti coloro che non intendono subire la crisi e le scelte scellerate che si stanno abbattendo su questa città ovviamente in modo conflittuale.

“…………..Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati……………….”
(tratto da “Lentamente muore” poesia di Martha Medeiros)

Giovanni Maccarino
per la Federazione USB

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Categorie:BLettere
  1. Graziella (gzl)
    9 febbraio 2013 alle 07:29

    CASTA:
    Non esiste più dalogo, è tempo di smette bontà ed educazione: il rispetto se lo sono perso. E’ tempo di rovesciare “i tavoli” tutti! E’ tempo che la partitocrazia e la burocrazia partitocratica si mettano a posto nei comportamenti e nelle regole che sono loro dovute nei nostri confronti e nei confronti delle città, province, regioni e paese , oggi loro hanno solo doveri nei nostri confronti , al contrario dei i loro diritti che se li sono presi tutti anzi ampliati. La cleptocrazia da loro praticata in molte forme, l’incapacità in aggiunta ha portato il paese nella situazione che conosciamo ….e non mi si dica che noi cittadini abbiamo colpe come qualcuno sostiene che la casta è espressione della società che li elegge, …balle…se io fossi un politico anche di basso livello mi vergognerei a morte e sparirei dalla circolazione. La casta è responsabile della perdita di imprese in questo paese grazie a Leggi da foglia di fico. Incapacità totale di trovare soluzioni per l’artigianato: l’artigiano è maestro di lavoro, quindi incentivarlo ad insegnare un mestiere ai giovani non propensi alla laurea. Ma no! i paletti messi anche in questo ambito hanno impoverito il paese di professionalità indicendo l’artigiano stesso a chiudere. La casta ha costruito i posti di lavoro nel pubblico, più o meno legali nell’assunzione e di cui oggi è la più grande industria IMPRODUTTIVA italiana, con la crisi globale che loro stessi hanno creato i risultati si vedono e chi ne paga le conseguenze? non certo la casta.

    SINDACATO:
    Il sindacato storico si è adagiato negli anni, hanno assaggiato il potere e la possibilità di fare parte della casta. Ogni segretario dagli anni ’70 in poi è entrato in politica. Le lotte e gli ottenimenti dei diritti dei lavoratori tra gli anni ’60/’70 sono stati scippati anno dopo anno , si è tornati indietro dove ad un sospiro in più sei buttato fuori e il paese si è arricchito di disoccupati ed ESODATI ( esodati: prodotto da quelle facce di tolla che ci stanno chiedendo il voto) Ogni conquista effettuata da noi e per noi oggi genitori e nonni, ma pensando al futuro che sarebbe oggi, non esiste più! Questo è il risultato.

    I sindacati non dovrebbero essere politicizzati ma dalla parte nostra, il loro servizio non deve essere solo per complilare dichiarazioni dei redditi e poco altro, ma rimontare la china e a muso duro riprendersi quel ruolo per il lavoro, i diritti e laddove non ci arrivano le caste suggerire come riportare in Italia le aziende scappate per le troppe vessazioni di uno Stato ingordo, sprecone, corrotto.

    • gabriele
      9 febbraio 2013 alle 11:18

      Dopo il commento condivisibile di Graziella, dovremmo chiederci cosa sta facendo questa amministrazione, ed anche l’opposizione che sulle partecipate ad esempio sembra essersi arresa, non propone e sopratutto non si oppone alla loro svendita mentre rimangono intaccati gli stipendi dei dirigenti, consulenze e costi vari.

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