Home > In primo piano > Meritocrazia e feudalesimo all’italiana

Meritocrazia e feudalesimo all’italiana

9 febbraio 2013

Ichino GiuliaLa vicenda della precaria 36 enne del mondo dell’editoria, tale Chiara Di Domenico, che ha attaccato pubblicamente  la più giovane e già affermata collega Giulia Ichino (nella foto), figlia del giuslavorista Pietro, si presta a diverse osservazioni di qualche interesse.

La prima, ossia il regolamento di conti del Pd nei confronti dello stesso Ichino, colpevole di aver mollato il partito due mesi fa, per candidarsi in Senato con Monti, la lasciamo da parte, tanto poco ci importa se Ichino verrà eletto, e con chi.

Più interessante, invece, guardare ai risvolti socio culturali della piccola querelle (destinata al rapido dimenticatoio, naturalmente) tra giovani donne. Naturalmente, non conoscendo nessuna delle due, non possiamo sapere se trattasi di due capre, o di una capra e un’aquila, o di due piccoli geni con storie diverse, perché così è la vita. E non ci fidiamo troppo dei ritrattini agiografici dei media.

Epperò: è un fatto che la precaria Di Domenico ha scelto la strada più breve per dare visibilità al suo messaggio, ma anche per farsi impallinare. Nel senso che attaccare una singola persona è sempre sgradevole: e se lo si fa senza risconti precisi, si rischia pure di prendere una cantonata clamorosa. Per quel che ne sappiamo, infatti, la giovane Ichino potrebbe essere davvero uno dei migliori talenti della sua generazione, anzi diamo per scontato che lo sia. Naturalmente dando anche per acquisito però che, se fosse figlia di un operaio e di una casalinga, il suo percorso sarebbe stato assai più faticoso.

Ed eccoci al punto vero, ed interessante: e infatti in pochissimi se ne sono occupati, preferendo fare il tifo per Chiara, o per Giulia. L’Italia è da sempre un paese feudale, guidato da una casta di dominanti, al di sotto dei quali si muove una selva di signorotti di territorio, con la propria schiera di vassalli e servi della gleba.

Il merito, questo sconosciuto: questo è il tema che prima o poi qualcuno dovrà provare a scandagliare, e che sta spingendo alla fuga (o anche al disimpegno cinico) centinaia di migliaia di persone, stanche di sbattere la famosa testa contro il muro.

Tuttavia, se la logica della cooptazione (ossia della conoscenza diretta e relazionale, che fa più figo e tollerante: di raccomandazione parlano soltanto più gli sfigati) funzionasse davvero, non è mica detto che debba essere considerata per forza il diavolo. Il punto è che per una Ichino che pare sappia fare alla grande il suo mestiere (anche se è chiaro che a vent’anni la mandava papà, o chi per lui), ci sono ovunque schiere di somari impreparati, che occupano posizioni ereditate, o ottenute per vie traverse. Ed è una logica che, in fondo, nessuno che conti qualcosa mette in discussione davvero: per un Berlusconi spregiudicatamente ingenuo (fino alla sgradevolezza quando parlava del figlio dell’operaio e del professionista), ci sono in giro tanti “sinistri” che appartengono alla categoria “chiagni e fotti“. Ossia si scandalizzano con il Berlusca, ma nei fatti sono assai meno meritrocratici del Cavaliere.

Forse, se Chiara Di Domenico avesse contestualizzato un po’ di più il discorso, avrebbe evitato di finire così rapidamente “dalla parte del torto”. Che pure è posizione in cui, Bertolt Brecht ci insegna, qualcuno si deve pur sistemare.

E. G.

Annunci
Categorie:In primo piano
  1. Maurizio Fava
    9 febbraio 2013 alle 18:59

    quante parole per dirne una sola: NEPOTISMO.

  2. 9 febbraio 2013 alle 19:32

    Uomo della sintesi…ah ah…direi (al di là ovviamente della geniale editor Ichino) nepotismo al ribasso, e dei mediocri. Ovunque. Ma da almeno quarant’anni: e oggi il Paese fa la fine che merita.

    E. G.

  3. 9 febbraio 2013 alle 22:35

  4. 10 febbraio 2013 alle 07:21

    Secondo me il vento sta cambiando direzione. Sta per finire questa abitudine tutta Italica che , come dice Maurizio, “vien nomata nepotismo”. Ogni giorno che passa, sempre più vicina è “l’alba radiosa” della Rivoluzione Proletaria”. Tutti i segni la preconizzano…

  5. anonimo (luigi rossi?)
    10 febbraio 2013 alle 10:48

    grandissimo Modugno, come sempre

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: