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Un nuovo Maurizio?

12 febbraio 2013

zingaretti_grassanoDiciamolo subito, a scanso di equivoci: io sono un inguaribile burlone, mentre loro (i protagonisti dell’affaire) sono assolutamente innocenti, almeno fino al terzo grado di giudizio.

Fatta la doverosa premessa, non sarà sfuggita nemmeno a voi la curiosa analogia tra la vicenda che ha visto protagonista qualche tempo fa il nostro Maurizio Grassano e quella che sta coinvolgendo Nicola Zingaretti, candidato governatore del Lazio per il centrosinistra, a seguito di un esposto alla procura di Roma firmato da Marco Pannella.

La cronaca: come si può leggere sul Corriere, Zingaretti il 15 febbraio del 2008 viene assunto a tempo indeterminato dall’associazione Comitato Provvisorio Pd Lazio. Stipendio: ottomila euro al mese. Casualmente, proprio il giorno dopo l’assunzione, il 16 febbraio, Zingaretti accetta la candidatura a presidente della Provincia (verrà eletto il 30 aprile).

La conseguenza, ovviamente di legge, è che dal giorno dell’elezione l’ente si mette a pagare per conto del datore di lavoro di Zingaretti i contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi, oltre a quote di Tfr, per un ammontare complessivo pari a circa centomila euro.

Attraverso l’avvocato Giuseppe Rossodivita (attuale candidato governatore del Lazio per i Radicali) Marco Pannella si chiede se «davvero Zingaretti e il Comitato hanno concluso un contratto di lavoro dipendente con l’idea che lo stesso Zingaretti andasse a lavorare ogni mattina. Mi sembra strano per uno che il giorno dopo quell’assunzione si candida a presidente della Provincia per la coalizione del centrosinistra con la conseguente certezza dell’elezione, minimo a consigliere». Come dargli torto?

Rilevando il fatto che la procura di Roma ha messo sotto indagine per lo stesso motivo diciotto consiglieri provinciali dell’attuale e passata legislatura (schieramenti trasversali, perché la politica sa fare squadra quando è il momento), ed essendo ben consapevole che Zingaretti non è nemmeno indagato e Grassano (Maurizio) ha ancora qualche grado di giudizio da affrontare, mi chiedo da semplice cittadino come andrà a finire.

Alla piemontese, o alla romana?

A.A.

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Categorie:Politica
  1. 12 febbraio 2013 alle 20:22

    La risposta la conosciamo entrambi, caro Andrea. Altro lignaggio, altre relazioni, perbacco. Intanto però il mio omonimo colpisce ancora:

    http://www.giornalettismo.com/archives/765009/il-deputato-che-vuole-fare-causa-a-berlusconi/

    Se ogni promessa è debito, il Cavaliere si metta una mano sulla coscienza, o dove altro crede, e veda di fare, da galantuomo, la sua parte.

    E. G.

    • 13 febbraio 2013 alle 08:58

      Precisiamo per correttezza che oggi su La Stampa l’on. Grassano smentisce completamente la notizia pubblicata ieri da La Repubblica, e rilanciata poi da tanti sul web. Nessuna lettera con promessa di candidatura da parte di Silvio, e quindi nessuna denuncia.

      E. G.

  2. 12 febbraio 2013 alle 21:09

    Secondo me c’è bisogno di un po’ di “Pubblicità Progresso”…

  3. Federico Fornaro
    13 febbraio 2013 alle 01:08

    Segnalo che sul sito di Zingaretti http://www.nicolazingaretti.it sono disponibili tutti i documenti sulla vicenda insieme all’annuncio di una querela per diffamazione contro i radicali.

  4. 13 febbraio 2013 alle 05:13

    Grazie Federico, andiamo dunque a leggerci tutti i dettagli della vicenda, e vedremo se ci saranno sviluppi. Confesso che la ignoravo completamente, prima della segnalazione di Andrea, e delle tue precisazioni.

    E. G.

  5. il Principe
    13 febbraio 2013 alle 10:32

    e io pago!

  6. 13 febbraio 2013 alle 14:54

    Federico Fornaro :

    Segnalo che sul sito di Zingaretti http://www.nicolazingaretti.it sono disponibili tutti i documenti sulla vicenda insieme all’annuncio di una querela per diffamazione contro i radicali.

    Avevo scritto correttamente, allora.

    E’ lo stesso Zingaretti nel suo blog a dire che “l’ente [ndr: la Provincia di Roma] rimborsa esclusivamente i contributi previdenziali agli eventuali datori di lavoro degli eletti, nulla a che vedere con il meccanismo dei rimborsi degli stipendi dei consiglieri provinciali”.

    Ma ancora più interessante, almeno per me, è quello che si legge qualche riga più in basso: “In virtù di questa elezione [a segretario regionale] e della fondazione del Pd si è avviato un percorso che ha visto confluire i Democratici di Sinistra nella costituzione del Comitato Provvisorio del Partito Democratico del Lazio, da cui sono stato in seguito assunto così come avvenuto per tutti gli altri dipendenti in tutta Italia”.

    Quindi, se ho capito bene, i partiti hanno un buon numero di funzionari stipendiati (Zingaretti: ottomila euro mensili) e lo stipendio, in larga parte, lo pago anch’io.

    Tutto legale, sia chiaro. Ma un po’ i cabbasisi girano.

    A.A.

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