Home > Editoriali > Il Superstite (126): Dagli all’untore

Il Superstite (126): Dagli all’untore

16 febbraio 2013

Arona 2di Danilo Arona

Oh, questa settimana, assieme ad altri girovaghi di Facebook, mi sono beccato la qualifica di “untore” per avere condiviso, senza apparente verifica sulle fonti, un sito informativo che descriveva una situazione di gravissimo disordine sociale – in pieno stile Distretto 13 di John Carpenter – nella sfortunata nazione greca. C’è stato chi, secondo un ineccepibile punto di vista, ci ha redarguito più o meno così (e va da sé che sintetizzo): non rompete i coglioni e, prima di diffondere cazzate, informatevi, perché la situazione in Grecia è grave certo ma non è quell’Apocalisse metropolitana dove si parla di folle che assaltano i supermercati e di bande armate che seminano il panico in giro.

Il ragionamento potrebbe non fare una grinza, però, al di là del fatto che certe condivisioni avvengono in buona fede e su un’onda emotiva amplificata dal collettivismo di Facebook, non sono personalmente affatto sicuro delle tesi, per capirci, “tranquillizzanti”. Non perché sia ancora un giornalista regolarmente iscritto all’Albo, ma piuttosto perché dispongo di una cugina che, innamoratissima, ha sposato un uomo ellenico. E qualche informazione ce l’ho. So ad esempio che, se sei diabetico grave, puoi crepare perché si fa fatica a trovare l’insulina. So che puoi uscire di casa al mattino e tornare nel primo pomeriggio per non potere più entrare perché te l’hanno occupata e la polizia pare non riesca a fare nulla (qualche caso analogo peraltro ce l’abbiamo avuto anche in Italia).

Grecia disordiniSo che certa violenza urbana è aumentata chiaramente alimentata da una disoccupazione che secondo dati ufficiali sta volando verso il 30%. Se tutto questo non significa ancora l’Apocalisse per le strade di Atene, il dato reale – e forse ancor più preoccupante – è la censura del silenzio con la quale chiunque, fra presunti untori e altrettanto presunti fan dell’obiettività, forse può incorrere in fenomeni di dis-percezione. Per quanto paradossale possa sembrare, esiste persino chi in Italia – e nella mia città, Alessandria – è convinto che non esista affatto un’emergenza sociale perché, beato lui, non gli tocca. O semplicemente perché vive, con quel che gli resta della materia grigia, da qualche altra parte. A costoro di certo non possiamo chiedere di avere una percezione oggettiva della situazione in Grecia. Lo dico così, con molta civiltà, spero. Anche se non mi piace, tra i vari tentativi di polemica tamarra che si sono letti contro gli “untori”, il consiglio, un po’ saccente, di continuare a postare foto di cani e di gatti da salvare. Come dire, occupatevi di cazzate e non di cose serie.

Si può anche non rispondere, ma purtroppo è necessario ricordare che la nostra è – anche – una nazione talmente incivile per molta parte di chi la popola che si è costretti a scendere in campo, con fotografie appunto di cani e di gatti, per tentare di arginare stupidità, violenza e sadismo gratuito nei confronti di creature senzienti che non hanno voce a propria difesa. Considerare questa pratica umanitaria figlia di un dio minore è ben più irrazionale e biasimevole della condivisione allargata dei preoccupanti segnali che ci provengono da una nazione a noi molto affine e che è stata culla della civiltà.

Categorie:Editoriali
  1. Graziella (gzl)
    16 febbraio 2013 alle 09:00

    http://www.lindipendenza.com/grecia-al-tracollo-e-alla-fame-e-non-stiamo-parlando-di-balle/

    Grecia al tracollo e alla fame! E non stiamo parlando di balle!
    Fonte: L’Indipendenza, Quotidiano on line http://www.lindipendenza.com

    DI REDAZIONE

    In effetti non ci si capisce piu’ nulla, vai in rete e le ultime notizie che trovi della Grecia risalgono a Novembre del 2012. Non e’ successo piu’ nulla dopo ? Difficile crederci. Da qualche giorno questo blog ha iniziato a diffondere notizie su quanto accade in Grecia, notizie raccolte in rete, quasi di straforo, prese per buone perche’ conoscevamo le fonti. Persone serie. Qualcuno in Italia non l’ha presa bene, non e’ piaciuto loro quanto andavamo dicendo, secondo questi tipi la Grecia e’ tranquilla, quasi fosse soddisfatta della sua condizione miserabile o addirittura contenta di morire. Con qualcuno di questi tizi ho avuto anche da dire, un confronto aspro, di quelli che piacciono a me. A muso duro. sono volate parole grosse. Assai. E sono rimasto della mia idea, credo piu’ alle fonti dove ho attinto le notizie che a gente come quella, che parla cosi’, tanto per aprire bocca ma ho deciso comunque di andare a fondo a questa storia. Per noi italiani e per i greci. Un mio collega del Giornale d’Italia, Federico Campoli, e’ andato la’, a vedere di persona, ed e’ ad Atene in questo momento per conto del nostro quotidiano. Lo sento per telefono e mi racconta con la voce incrinata per la rabbia e quel che mi racconta e’ quello che ha verificato, che sta vedendo adesso con i suoi occhi e quello che ode con le sue orecchie. Non sono voci riportate, non e’ sentito dire, non sono “boatos” del Web, tipo il mandato di cattura per il Papa che ci ha deliziato tutto ieri, a riprova che non sanno piu’ cosa inventare per distrarci. E’ dolorosa cronaca sul campo, dalla quale emerge lo spaccato di una societa’ in totale disfacimento, ferita a morte nei suoi punti vitali. In molte delle cose descritte si vede chiaramente un pezzo dell’Italia di oggi ed in altri si intravede un pezzo dell’Italia di domani, di quella che verra’. Di quella in preparazione da parte del benemerito Partito Unico dell’Euro e dei suoi seguaci in Italia. Se qualcuno intende smentire e minimizzare per non guastare la kermesse elettorale in corso da noi, che prenda un aereo e vada giu’ a verificare prima di aprire bocca. Altrimenti taccia.

    Ed ecco il racconto di Campoli e spero di avere reso al meglio il suo pensiero con la mia prosa. E’ difficile tradurre in parole le emozioni di un’altra persona e vorrete perdonarmi se non ci saro’ riuscito perfettamente.

    “Non siamo in Uganda o nel Darfur. Siamo in Grecia, più precisamente nella capitale, Atene, e una roba così non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Un camion si ferma in una delle tante strade della capitale. Apre i portelloni. Le persone a bordo cominciano a tirare fuori frutta e verdura. La distribuiscono gratuitamente alle decine di persone che si sono raccolte attorno al mezzo. Tra loro ci sono persone anziane, donne con bambini in braccio, ma anche giovani, ragazzi dal viso pulito non più grandi di 30 anni. Insomma, tutta gente che ha grosse difficoltà ad arrivare a fine giornata. Dopo pochi minuti la calca comincia a farsi sempre più pressante. Volano spintoni, qualche insulto, poi parte la scazzottata per chi arriva primo a prendere il cibo. Il giornalista della Bbc, che sta riprendendo la scena, viene colpito nella ressa. A distribuire frutta e verdura sono i ragazzi di “Alba Dorata” che girano incessantemente per i quartieri piu’ poveri tentando di portare un minimo di conforto ai propri concittadini che ormai vivono di stenti. Una persona su quattro in Grecia è disoccupata. Molti di quelli che riescono a mantenere il proprio posto di lavoro non riescono comunque ad arrivare a fine mese. I lavoratori hanno assistito impotenti ad una riduzione del salario del 22% solo nell’ultimo anno. Il salario medio ora arriva a 586 Euro al mese. Ben al di sotto della soglia di poverta’. Da Bruxelles continuano ad arrivare i cosiddetti “aiuti europei”, ma ogni volta che viene sbloccata una nuova tranche le cose vanno peggio di prima. Adesso, i signori dell’Ue non possono più mentire. La Grecia è praticamente fallita. La penisola ellenica è a un passo dal crollo definitivo, a causa del peso dei debiti contratti per salvarsi. Hanno preso cento miliardi e sono peggiorati di centotrenta. E’ la ricetta dell’FMI. Qualcuno se ne e’ accorto anche al Consiglio d’Europa e alla Bce e sta timidamente suggerendo l’ uscita della grecia dall’euro, con una conseguente svalutazione della dracma del 20-30%. Ma sono in pochi ad avere sale in zucca o ad essere in buonafede. La maggior parte ragiona come Jeroen Dijsselbloem, nuovo presidente dell’eurogruppo, l’alfiere del “cauto ottimismo” che ha avuto la faccia di bronzo di affermare in una recente intervista di essere favorevole all’austerity e ai “conti in pareggio” e di compiacersi della “stretta collaborazione tra il Governo ellenico e la troika” per concludere poi affermando di aver individuato “alcuni segnali tali da giustificare un certo ottimismo”. Mi guardo intorno per coglierne i segnali, se si compiace dovrebbe essere facile individuarli, ma le uniche differenze visibili rispetto alla Grecia allegra e solare che ricordavo sono i reparti antisommossa che presidiano gli incroci ed una cappa asfissiante di fumi misti a cenere che avvolge la capitale, dalla collina del Ligabetto giu’ fino al Pireo. Ormai da qualche mese Atene vive coperta da una fitta coltre di smog puzzolente, prodotto dal fumo dei camini e delle stufe a legna. I suoi miasmi impregnano persone e cose. Niente piu’ odore di mare, di spiedini arrostiti, di mousaka, di salse allo yogurth con aglio. Solo questa puzza terribile che ti entra nella bocca e non va piu’ via. La puzza della morte stessa, la morte di un popolo. Non è un fenomeno solo ateniese, ma di tutta la Grecia le città sono avvolte da un odore acre dei fumi della legna e della cenere, mischiati a tutti i tipi di sostanze tossiche bruciate. Questa è una delle piaghe sociali arrivate con il “salvataggio”, è il risultato diretto dell’austerità selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato capace di proteggere i suoi cittadini. La troika ha chiesto, e il governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci, portandolo allo stesso prezzo del gasolio-auto. Già il prezzo di un litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel rispetto degli ordini ricevuti dalla troika. In Grecia il prezzo del gasolio è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio reale del 40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali sul gasolio per un miliardo e mezzo di euro, visto che adesso il combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte della gente non può piu’ permettersi, il crollo dei consumi è sceso fino all’80%. Quindi quasi tutti hanno dovuto trovare alternative al riscaldamento centrale e molti hanno preso stufette elettriche, griglie a benzina o altre soluzioni pasticciate che costano meno del gasolio anche se, bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie stufe a legna, si produce un degrado ambientale incredibile ed a volte anche tragiche conseguenze per le persone. Fa male, malissimo, alla lunga e nemmeno tanto, uccide,ma la gente, quando ha veramente freddo, brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe vecchie pur di riscaldarsi, e tutto questo rende ancora più micidiale e dannoso per la salute il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori città. Dovreste vedere a cosa e’ ridotta l’atmosfera qui. Sky TV ieri sera ha ammonito: “Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca entro il 20 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per valutare l’impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a legna. Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa provoca un inquinamento dell’aria 30 volte maggiore rispetto all’utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione controllata. Hanno scoperto anche che le concentrazioni di particolato di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è preoccupato perché l’aumento dell’inquinamento dell’aria può provocare problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al sistema neurologico e riproduttivo.” Il prezzo della legna da ardere, naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l’incentivo ad abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite. Per effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta assestando un duro colpo all’ambiente e le colline diventano sempre più spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che avvelenano l’aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che possono provocare sulla salute pubblica. Il Ministero dell’Ambiente ha dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il sequestro di 13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.I distributori di carburante protestano per un calo delle vendite del 75-80% nell’ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011, e come logica conseguenza c’è stato anche un crollo delle entrate fiscali per 400 milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per riscaldamento. Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore di economia e banchiere, tanto per cambiare, ed ex capo della IOBE, l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica greca molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare ormai evidente a qualsiasi cittadino del paese: rifiuta ancora qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di “essere pazienti per un altro anno” e di aspettare che il freddo passi. Aspettare che il freddo passi….. geniale davvero! Ma poi ha anche detto che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto all’”accumulo fatto lo scorso anno”, senza dare importanza al calo delle vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico, che lo fa tanto rassomigliare a Mario Monti ed ai suoi stolti discepoli, non gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi. La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto, quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non essere d’accordo e protestare ? Gia’—-perche’ bisogna anche soffrire in silenzio ed anche morire tacendo se occorre. Poveri carabinieri d’Europa. Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per il riscaldamento, c’è in ogni caso anche la possibilità di godersi pure un pizzico dell’effetto della “liberalizzazione del settore dell’energia”, ( in Italia lo stiamo attendendo come il decantato salvatore ) tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le bollette hanno subito un aumento del 9% (di più per i piccoli consumi, di meno per i consumi maggiori, secondo la vecchia regola del togliere di piu’ a chi ha di meno che ben conosciamo anche da noi ), in attesa dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest’anno. Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno tagliando gas e luce a 30.000 utenti che non possono pagare le bollette! Mille famiglie al giorno….In pratica in Grecia da 300 a 500 mila famiglie vivono già letteralmente al buio. Saranno questi i segnali incoraggianti di Jeroen Dijsselbloem ? Di contro il prof. Hans Werner Sinn, consigliere personale di Angela Merkel, insieme ad altri 50 nomi del mondo dell’economia e sostenuto da Moorald Choudry, vice-presidente della Royal Bank of Scotland (la quartabanca del mondo) ha presentato un rapportourgente al Consiglio d’Europa ealla Bce sostenendo la tesi della fuoriuscita, almeno temporanea. Non solo, ma nel rapporto si legge testualmente che “l’economia (greca) è arrivata ad un punto di tale degrado da poter essere considerata come tragedia umanitaria e quindi si può cominciare aventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.Intanto, è iniziato il diciassettesimo giorno di protesta per gli agricoltori, incredibile ma e’ cosi’, stanno veramente protestando ed anche veementemente ed oltre a distribuire cibo al popolo chiedono la riduzione del prezzodel gasolio per i mezzi agricoli, un abbassamento dell’Iva e, soprattutto, chiedono che le banche rilascinocredito. Ma non sono solo gli agricoltori che regalano i propri prodotti. Molte aziende alimentari distribuiscono gratis in piazza, tramite Alba Dorata, quello che non sono riusciti a vendere. In teoria, la cosa sarebbe illegale ma arrivati a questo punto sono in molti ad operare una netta distinzione tra ciò che è legale e ciò che è giusto. La situazione si fa sempre più disperata. La sensazione che ho e’ molto nitida, mai come ora la Grecia rischia la guerra civile. E i numeri confermano l’inarrestabile crescita del disagio sociale ed economico. Le rapine,negli ultimi mesi, sono aumentate del 600%. In parecchi inoltre si danno al saccheggio di metallo, da rivendere per qualche spicciolo. La gente e ridotta alla fame e si vede ed ormai farebbe qualsiasi cosa per mettere in tavola qualcosa di caldo da mangiare. Ammesso che si abbia ancora una tavola o un tetto sotto il quale stare. Anche il numero dei senzatetto è aumentato in maniera spropositata. Le ultime stime parlano di 40mila persone costrette a vivere nei cartoni agli angoli delle strade. Ne ho visti tanti passeggiando per le vie di una Atene spettrale, fredda ed avvolta da una cappa fetida. Una delle immagini più significative ritrae un antico anfiteatro greco, sulle cui scalinate dormono decine di senzatetto, avvolti da scatoloni di cartone. Anche Amnesty International ha stilato il suo rapporto, in cui denuncia le condizioni di estrema povertà della gente e degli abusi ricorrenti di una polizia male attrezzata, che tenta di mantenere il controllo di una nazione ormai alla deriva e ben avviata verso la guerra civile. Insomma, nè le strabilianti cifre di denaro elargite del trio Fmi-Bce-Ue, né le varie direttive della razza padrona che ci tiranneggia da Bruxelles sono riuscite a ristabilire le sorti del popolo greco, né tanto meno, dello Stato. Ma non era questo che volevano, infatti. Ovviamente, i soldi sono finiti nelle mani delle banche e da lì non sembra si siano mai mossi. La scusa è sempre la stessa ed è quella abusata che usano anche da noi. Salvare le banche per salvare il popolo. Viene veramente da piangere a guardarsi intorno, i risultati dell’ideologia della ricapitalizzazione bancaria sono devastanti ed insopportabili allo sguardo. Ma oltre ai soliti istituti di credito ci sono anche altri che sono riusciti a trarre un profitto da questa situazione. La crisi ha portato infatti ad una netta riduzione del costo del lavoro, nonché ad una liquidazione coatta dei diritti dei lavoratori. Tra i vari tagli operati dal governo rientrano quelli per l’indennità di fine rapporto dei lavoratori, la malattia e gli straordinari. Insomma, le multinazionali nord europee stanno realizzando una piccola Cina, nel cuore dell’Europa, governata direttamente da loro. Ecco il fine ultimo del lavorio frenetico della Troika, tornare ai tempi della “Compagnia delle Indie” e farlo in Europa. Proprio dove e’ nata la civilta’ occidentale: Atene e Roma. Distruggere la nostra cultura ed anche il ricordo di cio’ che fummo. Questi lavoratori vengono pagati una miseria, senza che siano assicurati loro nemmeno i diritti fondamentali. Come se non bastasse, il 95% dei prodotti di queste società finiscono all’estero. In pratica, la penisola diventa semplicemente una base di produzione a basso costo da cui far partire le proprie merci verso i mercati che ancora sono in condizione di consumare “.

    Il racconto di Campoli finisce qui ma proseguira’ nei prossimi giorni, nel frattempo su internet è esplosa la contesa sulla veridicità di alcune notizie (come quella degli assalti ai supermercati) e sul fatto che i media ufficiali in Europa stiano tacendo sulla drammatica situazione ellenica. C’è chi grida ad una manovra studiata ad hoc. Ninete di piu’ facile. In Italia siamo in campagna elettorale e non farebbe comodo a nessuno dei grandi partiti il fatto che le misure europee abbiano condotto un paese allo sfacelo. E non farebbe comodo nemmeno ad Hollande principale fautore delle politiche comunitarie. Senza parlare della Merkel, dato che in Germania il principale motivo di protesta riguarda la questione dei soldi dei “paesi ricchi” che finiscono nelle banche di “quelli poveri”. Insomma, effettivamente la questione greca non fa comodo a nessuno. Che muoiano dunque in silenzio, senza disturbare le prossime vittime. Non ci credete che e’ cosi’ ? Venite a vedere.

    di Gianni Fraschetti

    FONTE ORIGINALE: http://informare.over-blog.it

  2. Graziella (gzl)
    16 febbraio 2013 alle 09:02

    http://www.lindipendenza.com/grecia-al-tracollo-e-alla-fame-e-non-stiamo-parlando-di-balle/

    Grecia al tracollo e alla fame! E non stiamo parlando di balle!

  3. Fabio
    16 febbraio 2013 alle 09:42
  4. 16 febbraio 2013 alle 09:51

    Sono d’accordo al cento per cento e più. Anche io ho postato l’articolo sulla situazione greca, e poi anche quello che smentiva (dandomi della gonza aggratis). Non credo di essere più gonza di altri, ma sono convinta che l’indifferenza verso la situazione greca sia vergognosa. Quindi parliamone, senza gare a chi è più furbo.

  5. 16 febbraio 2013 alle 10:21

    a mio modo di vedere, in italia non siamo ancora a livello grecia perché siamo riusciti a fermarci sull’orlo del baratro, grazie alla lungimiranza di Napolitano (poi ognuno la pensa come vuole!) che ci ha messo una mano delle sue un anno e mezzo fa. ma siamo sulla buona strada perché la gente non ha ancora bene la percezione della situazione, se continua a sperperare in abbonamenti a pay tv, in inutili tecnologia di ultima generazione (“ultima” nel senso che poi non ci sarà più niente). si continua a vivere, insomma, come cicale quando avremmo dovuto capire che sono le formiche stavolta ad avere ragione. molti mi hanno accusato di essere contro la modernità, luddista, catastrofista per queste mie posizioni, ma io penso solo di essere uno che vive in mezzo alla gente, che vede tutti i giorni un negozio chiudere (sono un piccolo commerciante) e che quando parla con i clienti si sente raccontare che si arriva a fine mese intaccando il piccolo gruzzolo rimasto. mai come questa volta le elezioni sono uno spartiacque epocale. speriamo di ritrovarci fra qualche anno a raccontare di cose un po’ più lievi, meno drammatiche.

    • Graziella (gzl)
      16 febbraio 2013 alle 11:19

      Dopo il partito del non voto o alla pari, il partito più forte sarà il 5 stelle ma siccome non potrà fare coalizione o comunella con nessuno sarà in minoranza .

      Quindi purtroppo le elezioni non daranno risultati perchè: con il partito del non voto che avrà la maggioranza, nessuno dei partiti con % percentuali appena all’osso potrà fare una coalizione. Quindi Bersani (che dice che sarà lui a vincere anche grazie a Renzi nonostante le maledicenze che il ragazzo si è beccato alle primarie dai suoi consanguinei ) caricherà sul triciclo: Monti&Casini&Fini, Vendola è già sul triclico e potrebbe esserci qualche satellite vagante: questo sarà il nuovo Governo.

      In minoranza Berlusconi&Alfano che hanno già caricato su una carriola a mano Maroni, caricheranno sulla carriola ciò che rimane, poi ci sono gli eletti di Grillo sempre in minoranza che non saliranno su nessun mezzo di trasporto.

      Ci sarà ingovernabilità perchè l’ammucchiata di Bersani non potrà andare daccordo per vari motivi di cui uno è Vendola che la prima cosa che chiederà sarà quella di sposare il compagno in Italia che a Bersani di fare questa Legge va bene pur di andare al Governo ma la Bindi e Casini che diranno? Quindi con tutta l’Italia da rivoltare come un calzino noi ritorneremo alle urne sulle beghe che nasceranno da una massa litigiosa e non omogenea di galli, galline, struzzi, tacchini, faine, volponi, serpi e gazze ladre.

  6. 16 febbraio 2013 alle 11:06

    Caro Temistocle, naturalmente siamo nel campo delle opinioni, tutte rispettabili finché rispettose esse stesse. Credo anch’io che buona parte degli italiani (e degli alessandrini) non abbiano ancora ben chiaro che non stiamo attraversando una crisi ciclica temporanea, ma un cambiamento epocale. Non si torna indietro a 5 o 10 anni fa insomma, scordiamocelo. Quanto alle cicale da pay tv o tecnologia da cazzeggio, ne ho diverse tra i miei amici, e ne scherziamo spesso. Non è che noi (mi ci metto senz’altro) formiche scopriremo un giorno che il nostro gruzzoletto è stato affidato in custodia alla banda Bassotti, e non ci verrà restituito? E cosa faremo in quel caso? Io le idee ce le ho chiarissime: ciò che mi dovesse essere rubato, in qualche forma me lo riprenderò.
    Su una cosa sono in disaccordo con te però: le prossime elezioni non saranno spartiacque epocale, nel senso che sanciranno la definitiva cancrena della seconda repubblica, non certo la nascita di qualcosa di nuovo. D’accordo, Grillo e i 5 Stelle faranno un botto straordinario. Ma rappresentano il grido di disperazione di un popolo, che ha ormai orrore di tutti i partiti e i politici (anche facendo ingenerose generalizzazioni: ma ci sono momenti storici in cui così è), non una rinascita del Paese.Per tanti motivi che analizziamo spesso. Insomma, siamo nella burrasca e in alto mare, e la riva intesa come quiete mi sembra lontana. La Grecia attuale, invece, vicinissima.

    E. G.

  7. Maciknight
    16 febbraio 2013 alle 12:24

    Sono numerose le testimonianze dirette, non il “copia ed incolla” da un sito ad un altro, da parte di fonti attendibili, quali scrittori, saggisti, giornalisti, parenti, ecc., che hanno vissuto intere settimane in Grecia, soprattutto nell’entroterra, che riferiscono appunto di saccheggi nei supermercati e rapine alle banche. distribuzione di cibo gratis da parte degli agricoltori che si rifiutano di distruggerlo (perché in sovrapproduzione, per mantenere i prezzi elevati), reparti di polizia in assetto antisommossa in servizio permanente, alberi tagliati ovunque (come in Albania 20 anni fa) per scaldarsi ed inquinamento elevatissimo perché bruciano qualsiasi cosa, denutrizione e malattie a iosa e mancanza di cure … questa è la situazione, chi lo nega è disinformato o in malafede.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: