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Alessandria: l’emergenza continua, aspettando San Bersani?

18 febbraio 2013

San BersaniSettimana caldissima (anche se siamo in febbraio) quella che ci attende. Mancano pochi giorni al voto, e tra i partiti dell’arco costituzionale sale “l’angoscia” da Beppe Grillo. Che ha riempito le piazze ovunque (ma ad Alessandria mi aspettavo, onestamente, un’affluenza anche maggiore), e che sta facendo tremare i polsi e le poltrone di tanti.

Ma a casa nostra abbiamo preoccupazioni aggiuntive, e stringenti. Il cda di Atm (già scaduto peraltro a fine 2012) accelera le proprie dimissioni, Amiu è commissariata, Aspal chiude, anzi no ci sono i soldi per arrivare a metà marzo. E ancora: la Fondazione Tra, antesignana della crisi, sembrano già esserla scordata tutti, con i suoi 15 sfortunati dipendenti. Costruire Insieme continua a “danzare” tra legittimità e non, e non risulta che ci siano state al momento sul tema verifiche e pronunce ufficiali in grado di fugare ogni dubbio.
Infine, basta buttare un occhio al bilancio riequilibrato di Palazzo Rosso per accorgersi che le spese del personale, nel 2014, dovrebbero essere di quasi 4 milioni inferiori rispetto a quest’anno (-15%): tutti prepensionamenti? Improbabile direi.

Insomma, dire che la giunta Rossa naviga a vista non è fare allarmismo, ma constatare che piove, quando fuori piove, appunto. I sindacati confederali (che hanno contribuito a tenere compatte le truppe a maggio, e a far vincere le elezioni al centro sinistra) ora sono sul piede di guerra, mentre un paio di assessori (Puleio e Barberis) sono dati in possibile uscita, e per Bianchi si prospetterebbe la presidenza Amag (con Borsi che tornerebbe a gestirsi la rogna Atm).

Cosa farà il sindaco? Avanti tutta sulla strada della riorganizzazione rigorosa (ma allora servono piani industriali veri, di cui non c’è traccia), ossia comprensiva di licenziamenti di massa?
E, in quel caso, Sel e Federazione della Sinistra toglieranno ogni appoggio alla maggioranza?

L’impressione è che (anche di fronte al rischio di essere, lunedì prossimo, il capoluogo di provincia più grillino d’Italia: attenzione, accadde già con Craxi, e con Bossi), Pd e alleati vogliano prendere ancora tempo. Sperando che poi un governo Monti Bersani o Bersani Monti, magari sorretto anche da una parte del Pdl, possa fare il miracolo, e porre la salvezza assistenziale di Alessandria fra le proprie priorità assolute. Ma ci vuol poco a capire che, chiunque prenderà in mano il Paese a fine febbraio, avrà di fronte emergenze “di sistema” assai più rilevanti.

Alessandria, insomma, dovrà fare da sola. Se questo centro sinistra sia in grado di progettare e gestire un simile percorso, lo scopriremo presto. Ma, appunto, comunque dopo le urne.

E. G.  

Categorie:Politica
  1. ffranco dell'alba
    18 febbraio 2013 alle 13:41

    Sì, per quel poco che vale, mi pare di averlo già scritto…Alessandria deve fare da sola, ovvero autarchia, ovvero anarchia, ovvero baratto e volontariato a tutto tondo…MA…prima questi signori se ne devono andare, debbono lasciare il posto al Commissario, che, ovviamente, farà gli stessi disastri, ma, almeno, sapremo con chi abbiamo a che fare e ci costerà anche meno, non solo in senso economico ma soprattutto politico.
    A me, di tirare il carro o di portare acqua a questa gente non mi va proprio e a voi? Insomma, per spalare la m… preferisco avere una buona ragione ed una prospettiva diversa!
    Questa giunta non è lo specchio della realtà e, ovviamente a mio avviso , lo ribadisco, non interpreta affattto la vera maggioranza degli alessandrini e quindi non la rappresenta. Ma, se è come penso, allora siamo governati da una minoranza abusiva non legittima.
    Tutti a casa e si resetta il sistema, con regole nuove, regole che si dà chi paga e ci mette del suo.
    A buon intenditor….

  2. mandrogno
    18 febbraio 2013 alle 14:08

    mentre aspettate che il grande moralizzatore bersani (la gente gli crederà sicuramente, se appena riesce a cancellare dal web tutte quelle foto abbracciato con i vari lusi, penati e capi del MPS) vi porti la manna, o la mannite, beccatevi l’ultimo exploit di quell’altro grande moralizzatore di casa nostra, il padano expadano:

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/18/insegnamenti-dallonorevole-grassano/

  3. 18 febbraio 2013 alle 17:04

    Intanto come da previsioni si è dimesso l’assessore Puleio. I prossimi saranno Barberis e Bianchi?

    E. G.

  4. Lino Baudo
    18 febbraio 2013 alle 17:11

    Con buona pace di tutti quelli che pochi mesi fa dicevano che questo signore avrebbe garantito i cittadini contro la casta.

    La CASTA vince sempre, e i pulei di turno si dimettono con la coda tra le gambe dopo aver fatto da generosa foglia di fico.
    Invece i bianchi di turno saranno promossi.

  5. TM
    18 febbraio 2013 alle 17:51

    però di qui a dire che a palazzo rosso ci sono degli abusivi (incapaci forse) ce ne corre. le regole sono state rispettate, i quattro gatti che hanno votato hanno fatto le loro scelte (compresa quella di mandare 3 m5s in consiglio comunale, o sono abusivi pure loro?). se poi la maggioranza degli elettori è stata a casa o alla finestra, cosa vogliamo dire? mettiamo un quorum come ai referendum, ora come ora così stanno le cose. non capisco poi, a parte l’impeto polemico, come potrebbe alessandria diventare una città anarchica – mi scuso ma da borghese piccolopiccolo la prospettiva mi turba – ed ancor più autarchica. coltiveremo gli orti di guerra nelle fioriere? alleveremo polli in cittadella? ecchecaspita, ma il principio di realtà vige ancora o vale solo quando si pestano le sempre più numerose cacche – autentiche, non metaforiche – dei cani? o forse la resurrezione inizia dal libero escremento in libera città?

  6. Graziella (gzl)
    18 febbraio 2013 alle 18:21

    oggi la mia famiglia come milioni di altre, ha ricevuto la lettera di Bersani . tante belle parole scritte da qualche esperto di immagine a cui risponderei volentieri riga per riga se sapessi che verrebbe letta. piacerebbe sapere quanti italiani prenderanno sul serio tale lettera da questo signore e partito. Ora che non ci vengono a raccontare che nei venti anni di governo berlusca loro poverini se ne stavano in parlamento, in senato, nelle commissioni varie, negli enti con un fustigatore al soldo di Berlusca che appena alzavano la testa per protestare perchè erano OBBLIGATI a ricevere barcate di denaro per finanziare il partito, un buon stipendio con la prospettiva di una lauta pensione che andava ad aggiungersi ai vari compiti aassegnati, che anche nei terrirori di cui regioni, province, comuni da loro governati (e non dal berlusca) il denaro pubblico non veniva sprecato. questo signore e il suo partito hanno le stesse responsabilità di anni di malgestione del paese Italia, questo signore e i suo partito ha fatto passare ogni porcata di Monti atta all’impoverimento del paese ……questo signore ha una bella faccia tosta.

    • Carletto
      19 febbraio 2013 alle 20:45

      Io invece ho ricevuto la lettera del nano, che mi promette di ridarmi lIMU. Lui non ha fatto passare nessuna porcata di Monti? Lui non ha sprecato i nostri soldi? (pochi miliardi, 13 o 14: Alitalia, condoni tombali, quote latte in combutta con la Lega, multe per non aver fatto andare Retequattro sul satellite, ecc). Per fortuna, la lega vigilava … Spero di vedere domani una lettera altrettanto indignata, se non di più, magari scritta in modo meno intorcinato.

  7. TM
    18 febbraio 2013 alle 18:34

    le famiglie ricevono quintali di pubblicità e in periodo elettorale siamo sommersi di carta alla quale siamo liberi o meno di dare retta. in quanto a facce toste, direi che questa campagna elettorale ne presenta uno svariato repertorio. come ad ogni tornata elettorale, mi e vi chiedo: e allora, cosa fare? stare a casa? annullare? rifiutare la scheda? votare per grillo? andare in montagna armi alla mano? perché alla fine la tentazione di mandare tutti a ranare e chiamarsi fuori è forte, salvo poi sapere che si perde – mi pare – ogni diritto di critica. a meno di ammettere che non siamo in un regime democratico (ipotesi più che plausibile) e quindi è legittimo insorgere contro il tiranno. modello 1789 e dintorni. però occhio, che ci si può far male.

  8. 18 febbraio 2013 alle 18:35

    Se Puleio, che è persona seria e rispettabile, ha deciso di dimettersi lo ha certamente fatto a ragion veduta, e non credo a cuor leggero. Che poi, da poeta vero qual è, si sia scordato di mettere data e firma in calce alla lettera di dimissioni, beh quello fa parte dell’aneddotica: rimedierà domattina, immagino!

    E. G.

  9. 18 febbraio 2013 alle 20:30

    Visto che penso che le scelte di ogni essere umano siano sacre, quindi votare o non votare hanno la stessa valenza democratica, in quanto decisioni sovrane, fatte avvalendosi del raziocinio (si spera). Chiarissima è una cosa: avvicinandosi la data del voto, un mucchio di quelli che, 15 giorni fa, dichiaravano il loro schifo per il sistema truccato e corrotto, atrocemente illiberale, ora cominciano a parlare di “voto utile” ed altre amenità del genere. E’ tutto parte di una grande auto-illusione volontaria che vale per quasi tutti i sostenitori dei vari partiti. Tutto comincia da una serie di pseudo-libertà democratiche di cui, il potere, multiforme, lascia che le folle si pascano, confinate ad arte in recinti chiusi, dall’interno dei quali non si può fare danni al manovratore: le primarie, il voto senza preferenze, referendum disattesi automaticamente e chi più ne ha, più ne metta. E il mantra del giorno snocciolato da sicofanti, anche involontari, da politici, da persone comuni: “devi votare, se non voti non hai il diritto di lamentarti”. Ma chi l’ha detto?. Oppure, bellissimo ed evergreen: ” Piuttosto scegli il meno peggio”, ma bene!. Per fare un’ esempio che m’è venuto in mente, a seguito di una cosa che ho letto, sarebbe come scegliere un’auto, avendo a disposizione un mercato composto da due sole marche e due soli modelli, sapendo che uno dei due mezzi non frena, mai, e l’altro, quando si cerca di curvare a destra, prosegue dritto. Qual’è il “meno peggio”?, l’auto che ti permette di viaggiare solo in falsopiano, o quella che ti consiglia di viaggiare sempre in rettilineo?. E se io mi astengo dall’acquisto, ma mio cugino la compra e si schianta, io posso lamentarmi?, posso scrivere una lettera di rovere al venditore?. Insigni filosofi sostengono che il voto fossilizzato, sempre dato, turandosi il naso, allo schieramento che appare appena appena accettabile, lo perpetua, lo legittima nei decenni (guardate la berlusconiana fenice), mentre il non voto apre la strada a possibilità diverse, con la formazione di movimenti ex-novo. 30 anni fa la pensavo diversamente, perchè il suffragio universale era stato ottenuto a costo di sacrifici umani e, anche a me, pareva la panacea di tutti i mali dell’assolutismo, ma non c’è più Berlinguer, non c’è più quella generazione, tutto è stato falsato, lo stato non è democratico, quindi rivendico il mio diritto di decidere se partecipare o no.
    Conscio del fatto che liberarmi delle mie pastoie mentali, generate in primis dal condizionamento famigliare e scolastico, per sfociare poi nell’addestramento coatto imposto dalla società, abbia richiesto decenni, ricordo sempre le parole di Edward Chase: “Per coloro che credono nessuna prova è necessaria, per coloro che non credono nessuna prova è sufficiente”.

    Vi lascio con alcuni pensieri di un giovane filosofo, Jason Brennan, dal suo libro: “L’etica del voto”:

    «Gli elettori non sono costretti a votare, ma se lo fanno, essi debbono a se stessi e agli altri di essere adeguatamente razionali, privi di pregiudizi, retti e informati circa i propri convincimenti politici».

    «Ciascuno di noi ha l’obbligo di non partecipare ad attività che sono dannose alla collettività, quando astenersi da essi non impone rilevanti costi per sé”.
    “Votare “sbagliato”, cioè votare sulla base di pregiudizi o comunque non in virtù di convinzioni personali che si è in grado di giustificare razionalmente, è un’attività dannosa alla collettività, mentre l’astensione di per sé non comporta costi rilevanti”
    “Pertanto, ciascuno di noi ha l’obbligo di non “votare male”. “Votare male” è un problema collettivo, non diverso dall’inquinamento”
    ”Dovremmo tutti condividere il costo del non inquinare.
    “Le istituzioni non sono persone, non sono fini in se stessi. Non sono neanche quadri che vanno giudicati dalla loro bellezza. Sono piuttosto come dei martelli, devono essere valutate per come funzionano».

    «L’acquisto o la vendita di voti sono moralmente sbagliati se conducono alla violazione dell’etica del voto, cioè se portano la gente a votare male».
    “Se ci sono obblighi che contraiamo gli uni con gli altri in virtù del nostro “stare assieme”, essi non si concretano in un “dovere di votare”. Ci sono molti modi per esprimere la propria “virtù civica”. Il voto è uno fra tanti. Per questo richiede una certa diligenza.»

  10. Graziella (gzl)
    19 febbraio 2013 alle 08:38

    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13136.asp
    Fonte: La crisi in Italia: ecco i dati sulla situazione economica del Paese
    (StudioCataldi.it)

  11. cittadino
    19 febbraio 2013 alle 20:47
  12. ettoregrassano
    19 febbraio 2013 alle 20:56

    Eh, ancora si discute del rinvio a giudizio ragazzi: calma, calma. Certo, questo sì, abbiamo un sistema giudiziario tempestivo!

    E. G.

  13. ettoregrassano
    19 febbraio 2013 alle 20:59

    Sorry: a quanto si legge nel flash Ansa qui il rinvio a giudizio pare ci sia stato. Ma siamo comunque all’inizio di un iter decennale. Occorre essere garantisti: prescrizioni e amnistie incluse.

    E. G.

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