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Vi piace questa democrazia?

21 febbraio 2013

Urna-elettorale8 candidati al prossimo Parlamento, e più o meno 25 elettori ad ascoltarli. Il dato, relativo ad un recente confronto pubblico organizzato dall’Api di Alessandria, mi ha colpito perchè certamente significativo dell’appeal che, anche grazie a questa legge elettorale, i prossimi potenziali senatori e deputati della Repubblica esercitano sull’elettorato, non solo imprenditoriale.

Del resto, e non per colpa loro, sono figure scelte dalle segreterie dei partiti, al più (nel caso del centro sinistra) estendendo il placet ad uno zoccolo duro di militanti. Gli elettori attribuiscono loro scarso potere, e scarsa autorevolezza. Non saranno neppure davvero scelti dal popolo: perché quindi perdere tempo ad ascoltare le loro analisi sempre uguali, le loro proposte convenzionali e scontate?

Viviamo in un Paese logoro, e voteremo con un sistema elettorale che gli addetti ai lavori definiscono “porcata”. E c’è una contraddizione evidente, palpabile in questi giorni: da un lato tanti comparti (penso agli enti locali e all’editoria: ma solo perché li frequento da vicino) sono immobili, e prima di dare il via ad una raffica di licenziamenti di massa aspettano di capire cosa succederà lunedì sera. Come se ancora potesse, dalle urne, uscire ” ‘o miracolo”, un percorso imaginifico (e probabilmente immaginario) che rappresenti un’inversione di tendenza rispetto allo scenario di “tagli” e ridimensionamenti anche dolorosi.

Dall’altro lato però, appunto, c’è la consapevolezza che a contare davvero sono soltanto alcune persone o entità (vale persino per l’opposizione popolare, che si incarna in una singola figura, Beppe Grillo), non certo un’idea di politica come dinamica collettiva e condivisa. Da qui il fatto che i parlamentari siano percepiti come dei “due di picche”, personaggi che, al più, il jolly lo hanno pescato a livello individuale, e beati loro.

Questa è una democrazia matura e compiuta secondo voi? Funziona così anche altrove, o l’Italia è un unicum (non troppo positivo)? Sono domande che vi giro, alla ricerca di confronto e risposte.

E. G.

Categorie:Politica
  1. Graziella (gzl)
    21 febbraio 2013 alle 08:34

    Solo pochi mesi fa ero convinta che la democrazia nel nostro paese era incompiuta, immatura, effimera. Solo una parola sulla carta e abusata dai nostri politici e io nei molti anni di impegno (puro volontariato) ho avuto modo di dovermi confrontare con questa realtà, oggi posso affermare che la democrazia non esiste e se ne viene percepita una piccola parte è ad intermittenza, concessa da chi si crede il “padrone del vapore” perchè eletto o facente parte di una segreteria di partito o rappresentante/responsabile di ogni Ente tecnico burocratico di cui nei loro interni i personaggi che vi operano sono ingaggiati dai partiti e politici.

    Qualcuno potrebbe controbattermi che la democrazia la sto utilizzando mentre commento il mio libero pensiero, che mi è permesso tale possibilità…..e ci mancherebbe ancora!!!!

    Per democrazia intendo quella forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, sono direttamente legislatori e amministratori della cosa pubblica e nel dare consenso e delega a chi “viene” candidato, non firma una cambiale in bianco.

    Cosa dice la Legge o Normativa UE (visto che nel nostro Stato sempre meno sovrano, ci dobbiamo rapportare per ogni cosa alla UE e alle “paturnie della tedesca” che comanda anche a casa nostra ? )

    La democrazia partecipativa nel «Trattato sull’Unione europea»
    “dovrebbe” essere parte integrante del modello europeo di società. Il Trattato di Lisbona sancisce la complementarità tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativariprendendole rispettivamente agli articoli 10 e 11. Inoltre, l’articolo 10, paragrafo 3, del Trattato conferisce ai cittadini «il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione», e, precisando che «le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini», rinvia alla necessità di applicare il principio di sussidiarietà. La partecipazione diviene quindi un diritto dei cittadini e la sussidiarietà un elemento portante della democrazia partecipativa.

    Visto come veniamo considerati e trattati dai nostri ” padroni del vapore” o detti anche casta soprattutto quelli nazionali che si ricordano di noi solo quando ci vengono chiedere il consenso, parlamentari e gli oggi candidati SONO percepiti come dei “due di picche. Hanno perso il rispetto, lo dimostra il fatto che gli alessandrini a fronte di una sala calda e luminosa molto accogliente con ben 8 candidati di cui un ministro, hanno preferito girare le spalle e riempire una piazza di sera al gelo in 5000 circa ad ascoltare un comico, ma non come comico o spettacolo (come ci raccontano i “padroni del vapore” ) per sentire, ascoltare qualcosa e qualcuno che se non altro non ha ancora fatto danni al paese. Li farà se raggiungerà alta % ? E’ chiaro che ai “capoccioni” mondiali, politico/finanziari non piace ma dovranno farsene una ragione: noi popolino sovrano siamo stanchi di ingerenze degli altri e dei danni da loro prodotti.

  2. Agatone
    21 febbraio 2013 alle 10:35

    Però io penso anche che ognuno di noi sia portatore di democrazia. E la mancanza di partecipazione è una colpa che non riguarda solo il ‘sistema’ ma ogni singolo cittadino.
    E’ facile gridare al ‘piove governo ladro’

    • 21 febbraio 2013 alle 12:11

      E’ proprio quello il punto ! Bravo Agatone. Il problema è che per colpa di tanti ci vanno di mezzo i pochi (generalmente si dice il contrario).
      La democrazia in Italia non ci sarà mai perché il popolo in generale non la vuole. Troppo impegnativa. .. infatti non conosce neppure il significato del termine “democrazia” … basterebbe leggere la nostra Costituzione per capire quali diritti avrebbe il popolo per orientarsi verso la democrazia (artt. 46, 50, 56, 58, 71, 75, 102, 118, 123, 138 cost.)

  3. Maciknight
    21 febbraio 2013 alle 12:44

    Sono discorsi già affrontati in altre occasioni, sono i limiti della democrazia rappresentativa, che è la peggiore tra le varie modalità di esprimere la democrazia, perché destinata inevitabilemente a degenerare, in Italia in modo particolarmente patologico per via della propensione alla corruzione, malcostume ed ipocrisia culturale di cui dispone il paese, anche a causa della cultura cattolica, anch’essa degenerata.
    La democrazia migliore è quella diretta e partecipata, sul modello della Confederazione Svizzera, divisa in 26 cantoni, alcuni grandi come Berna, Grigioni, Vallese e Ticino, ed altri microscopici come nostre piccole province, che fa largo ricorso all’istituto referendario, dove viene preso sul serio l’esito, ed alla turnazione degli eletti, che raramente ne fanno un mestiere, perché di solito vengono silurati anche solo perché viaggiavano veloci in auto o sono stati visti in un locale notturno un poco alticci … Insomma una situazione “leggermente” diversa dalla nostra. Il motivo del loro successo è nelle dimensioni, oltre che nel sistema politico, cioé il frazionamento in Cantoni secondo me prevale come motivo principale della riuscita democratica della Svizzera, esattamente quello che si teme in Italia, il frazionamento federale che viene osteggiato da tutti i politici, perché salterebbero le loro rendite da posizione e la popolazione diverrebbe meno ignorante e più decisionale a casa propria …

    • 21 febbraio 2013 alle 12:55

      Pretesti … i limiti della democrazia rappresentativa sono limiti imposti dai rappresentanti e non dalla Costituzione italiana (v. art. 1 comma 2 cost.)
      Balle … 64 anni di balle al popolino bue.
      La nostra Costituzione non dice affatto che l’Italia è una democrazia puramente rappresentativa. I limiti all’azione referendaria abrogativa, ad esempio, non sono quelli posti dalla Costituzione ma da arbitraria decisione degli “eletti” che ha impedito di fatto al popolo di utilizzare il referendum ex art. 75 cost. con la sua legge attuativa nata con 22 anni di ritrado dall’entrata in vigore della Costituzione italiana.
      La stessa cosa che stanno facendo TUTTE (si può dire) le amministrazioni locali con l’attuazione di quanto previsto dalla Carta Europea sulle Autonomie locali sottoscritta dall’Italia circa 30 anni fa e introdotta con legge 142/90, ora perfezionata (sulla carta) con Dlgs 267/00 art. 8:
      Balle … tutte balle.

  4. franco dell'alba
    21 febbraio 2013 alle 18:42

    Mah! Io ho già dato mille volte, non mi ripeto più per non tediarvi.
    Non mi piace però quando si dà la colpa al popolo. Solitamente, quando lo si fà, ci si chiama fuori è non è carino, anche perchè non siamo tutti studiati uguali. C’è il poveretto che vorrebbe ma non può, c’è quello che può ma non è capace…insomma, il popolo, in quanto massa, non è mai responsabile….O, PERLOMENO, NON LO SARA’ SINO A QUANDO LA DEMOCRAZIA NON SARA’ DIRETTA.
    Azz…lo sapevo, adesso mi faccio prendere al mano e sputo sentenze…”mi taccio”, come dice il buon Savi che, di democrazia, se ne intende …(c’è una faccina che si scompiscia?)😀

    • 22 febbraio 2013 alle 00:17

      Stiamo attenti che adesso la colpa non è del popolo. Il buon Pericle in un discorso agli ateniesi, quando la Grecia era una democrazia, disse che chi non si interessa ANCHE della politica è (cittadino) inutile.
      Quando raccogliemmo le firme per il disegno di legge popolare “Quorum Zero e Più Democrazia” ad Alessandria ho potuto constatare che alla riunione di presentazione/spiegazione del disegno di legge erano presenti una trentina di persone. Su una popolazione locale di 90.000 abitanti raccogliemmo solo 440 firme su 7 banchetti pubblici. Il buon direttore de “Il Piccolo” ci ha messo del suo nel NON dare notizia della serata informativa a cui parteciparono, appunto, una trentina di persone, nonostante sia stato sollecitato più volte e nonostante avesse promesso di pubblicare l’articolo nello stesso giorno in cui si tenne la presentazione (4 aprile scorso).
      Siamo pronti a fare la somma degli addendi sopra esposti ?

  5. ettoregrassano
    21 febbraio 2013 alle 18:53

    Intanto un’altra tegola sul capo del povero Giannino: e stavolta roba seria, mica frescacce come lauree e master: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/21/elezioni-nuovo-incidente-per-giannino-mago-zurli-lui-allo-zecchino-doro-mai/507654/

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      22 febbraio 2013 alle 08:32

      Oscar Giannino è scivolato su bugie infantili che non hanno causato danni al paese ma solo a se stesso che ci ha perso la faccia……ma chi non dice bugie o si fa bello per ciò che non è?

      Quanti onorevoli, senatori che il titolo di Dott. se lo sono comperato. Quanti politici hanno raccontato balle ai cittadini, quindi mentendo sapendo di mentire….quanti hanno rubato, si sono fatti corrompere, quanti hanno scandali familiari per appalti irregolari a mariti ecc. e grazie a certa informazione collusa queste notizie non appaiono, candidati alla presidenza della Repubblica con ombre non da poco che siccome hanno “fiducia nella giustizia”
      per arrivare alla prescrizione o al nulla di fatto e in certe situazioni sono stati addirittura sollevati dall’incarico il magistrato “colpevole” di essersi permesso di indagare….Quanta porcheria si è letta grazie al web nei giornali locali nei territori di appartenenza dei “padroni del vapore” da anni alla giuda della “Italia&Concordia”….

      Quanti presi con le mani nella marmellata e la bocca sporca, per conto certamente dei “padroni del vapore” e i “padroni del vapore” a dichiarare che non erano a conoscenza ……minacciando.

      Giannino nei confronti di tutti gli altri mi pare un inoquo Pierino, quello nelle barzellette.

  6. Giobbe
    22 febbraio 2013 alle 08:36

    Ultima spiaggia
    Fregato da Borioli, fregato da Balduzzi ( entrambi in parlamento ) il Presidente della Provincia annuncia la sua scelta ? Un posto in regione passando dalla Lega Nord del suo amico Tremonti ?

    Paolo Filippi
    Ho letto da qualche parte che, dopo aver salvato l’Italia, il professore e i suoi scherani contano sull’appoggio dei crucchi per continuare.
    Mah, la terza repubblica se sara’ cosi’, sara’ in grado di farmi rimpiangere Berlusconi.
    Dopo il Professor (con master) Giannino, i costituzionalisti da strapazzo, il bocconiano e tutti i suoi simili, mi torna in mente una conferenza all’Universita Cattolica che frequentavo, dell’allora Preside di Scienze Politiche prof. Miglio (io facevo Giurisprudenza). Meta’ anni 80.
    In parole povere, teorizzava una specie di rivoluzione, poi declinata, a volte malamente, con la parola secessione o Italia a due velocita’.
    Thirty years after….
    Dopo 20 anni di seconda inconcludente repubblica…
    Con davanti le stesse facce di allora….
    Con i problemi moltiplicati….
    Ma perche’ votare?
    E se si vota, perche’ non provare a scommettere sul ritorno al valore dei territori, sul localismo…
    In fin dei conti, detto papale papale (anche se non e’ periodo…), la globalizzazione ha riportato il centralismo piu’ bieco e dannoso.
    Tanto, male che vada, se va bene siamo rovinati.
    E se va bene, fermiamo il declino.
    Non quello di Gannino….

  7. ettoregrassano
    22 febbraio 2013 alle 10:17

    Evitiamo se possibile il proliferare dei copia e incolla abusivi: o almeno precisiamo bene la fonte. In questo caso se capisco bene si riporta (immagino e spero integralmente) una riflessione che Paolo Filippi, presidente della Provincia di Alessandria, ha pubblicato poche ore fa sul suo profilo Facebook.

    E. G.

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