Amici del Borgo Rovereto

ATTENZIONE :    DOCUMENTO DI ARCHIVIO  2005   PRO -MEMORIA
                                                        
                                                        Alessandria, 13 ottobre 2005  –   Prot. n.16
                                                                      (Invio in raccomandata r/r)
 
      Spett.le XXXXXXXXXXXXXXXX
      Agli Organi di Stampa 
OGGETTO:   RICHIESTA DI  ATTESTAZIONE O  DICHIARAZIONE  SCRITTA CHE
                      CERTIFICHI   AD OGGI  L’EFFETTIVA “MINIMIZZAZIONE”  sulla sicurezza  da
                     rischi idrogeologici per la città di Alessandria come dichiarato nella Delibera di
                     Giunta del 27/09/2005. Deliberazione assunta dalla Giunta su  Attestazione,
                     Parere, Sottoscrizione e dichiarazione di Regolarità Tecnica Favorevole alla                     
                     “minimizzazione” del rischio all’interno delle aree classificate IIIba del                     
                     responsabile della Direzione Z)NO – Ufficio Area Sviluppo Territoriale ed
                     Economico (Direttore Area)  Arch. Enrico Pelizzone, 23  agosto 2005.

                     Diritto a risposta scritta nei tempi di Legge e in funzione delle Leggi e C. P.
   *Legge 241/1990 e successive modificazioni
*D.L. n.195-  19/08/2005 (GU n.222- 23/09/2005)  e Direttiva 2003/4/CE( 28/01/2003)
*Art. 328 – Codice Penale             
        _________________________________________________

In base alle notizie riportate da tutti gli organi di stampa (si allegano copie) su una lunga relazione dettagliata in una Conferenza Stampa dal Vicesindaco e Assessore Urbanistica, Dott. Cattaneo, affiancato dall’Assessore Lavori Pubblici, Mazzoni  è stato comunicato che in data 27 settembre 2005 , con una Delibera di Giunta  sono state ritenute sufficienti   tutte le opere di difesa sino ad oggi realizzate, per deliberare la  minimizzazione del rischio all’interno delle aree classificate IIIbalfa   dall’art.51 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRGC

Consapevoli dell’impossibilità del raggiungimento dell’assoluta  sicurezza da rischi idrogeologici della nostra città, ma perplessi sulla possibilità che una  Giunta Comunale abbia un’autorità tale da poter adottare un provvedimento così importante e gravoso senza sottoporlo all’approvazione preventiva anzi scavalcando gli Organi competenti Provinciali e Regionali, ci permettiamo di far osservare che a nostro parere la minimizzazione da questo tipo di rischio  sarebbe stata più appropriata se fosse stata congiuntamente approvata dagli Enti preposti e se fossero state rispettate e realizzate alcune opere estremamente importanti quali:
1) il completamento dei lavori dell’argine sinistro con tanto di collaudo, esiste la certezza che i lavori e successivi collaudi saranno completati entro e non oltre ottobre-novembre 2005 come dichiarato dagli Assessori?

2) i tre corsi d’acqua: il fosso di via Porcellana, il fosso vicino al ponte Forlanini, il fosso che arriva da Valle San Bartolomeo, sono sprovvisti di paratie e pompe di sollevamento e per questo in caso di piena, con un pericoloso rigurgito, inonderebbero la zona con gli stessi effetti catastrofici di un fiume in piena. Sono stati presi in considerazione?

3) non fosse stato trascurato il problema del pilone della costruenda tangenziale che erroneamente progettato nello sbocco del Rio Loreto nel fiume Tanaro, ne ostruisce la naturale confluenza e secondo una variante in approvazione, dovrà essere deviato (quando?) per 500 mt., con un ulteriore esborso  di 1.400.000 € (circa tre miliardi di vecchie lire)  di denaro pubblico, e non basteranno, tutto ciò nonostante, a seguito di un Esposto, la Procura della Repubblica, questo caso l’ha archiviato motivandolo: “più che un reato penale, si è trattato di una condotta negligente dei progettisti” e quindi giudicandolo non di sua competenza;  di chi sarà la competenza? Della Corte dei Conti? Rimane il fatto che anche questa situazione è ancora in attesa di una risoluzione che garantisca una minima sicurezza!  

4) a soluzione del nodo cruciale del Ponte Cittadella per il quale l’Autorità di Bacino del fiume Po e AIPO- Agenzia Interregionale del fiume Po (ex Magistrato per il Po) avevano indicato che fosse sostituito o adeguato  e per i quali si sono susseguiti studi, progetti, modellazioni e spreco di fiumi di denaro pubblici, ma ad oggi non hanno sortito nessun risultato, chi garantisce sicurezza  per il ponte Cittadella?  (n.b.- il Comune di Alessandria aveva ricevuto circa 15 miliardi della quale 4 miliardi spesi per il progetto Mayer, ne rimangono “forse” circa dieci che col passare degli anni stanno perdendo valore ma ciò che è peggio se non verranno utilizzati per tempo si dovranno “forse” restituire)

5) la mancata realizzazione delle Casse di esondazione, opera dettata dal PS45 per aumentare il grado di sicurezza e che mai saranno adottate per il loro elevato costo, come in varie occasioni hanno dichiarato i dirigenti dell’AIPO

6) altra e non meno importante opera che dovrebbe essere attuata questa propriamente dalla Giunta, è la sensibilizzazione, l’istruzione, l’addestramento, l’esercitazione e l’informazione dei cittadini sulle modalità e sul comportamento da adottare in caso di una eventuale alluvione, dettata e studiata dal programma del Piano di Protezione Civile Comunale da parte della Protezione Civile di Alessandria (sempre che sia stato completato e reso effettivo), poiché fino ad oggi nessuno dei cittadini ha ricevuto informazioni a questo proposito (n.b.- spiegarlo nelle scuole con depliand non è sufficiente, anche se inserito nel sito del Comune in Internet non ha nessuna utilità sulla massa dei cittadini. Si fa inoltre notare che alluvione è diverso da terremoto ed è diverso da disastro di tipo chimico-tossico. Il poco o niente fatto ad oggi per rischi alluvionali non dà il senso di sicurezza  “minimizzata” ).

7) Bormida: prendendo in esame la sicurezza lungo il fiume Bormida, ci chiediamo come possono aver costruito con tanto di permessi, (qualcuno avrà ben deliberato)  ancor prima di aver messo in sicurezza la Regione Chiozzo,  la Caserma dei Vigili del Fuoco, la nuova Sede della Croce Rossa e vi è in progetto la “futuristica” Alessandria 2000 in fascia C, quando dai giornali apprendiamo che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, accogliendo un ricorso ha sentenziato la pericolosità ancora persistente di quella zona. Per non dimenticarci (sempre a nostro avviso) la pericolosità dei fornici della Tangenziale che in caso di esondazione del Bormida allagherebbe la zona industriale D3.  

A nostro avviso, dietro alla Delibera della Giunta Comunale di Alessandria che vorrebbe far credere alla popolazione e non solo ad essa, la realizzata  minimizzazione dai rischi idrogeologici, mal si nascondono regolarizzazioni urbanistico-edilizie poco “ortodosse” realizzate dal ’95 in poi,  vedi cantieri ATC sotto sequestro da due anni e mezzo per presunti interrati proibiti dal PRGC, vedi Rilocalizzazioni, o sblocco  e  approvazione  di altri nuovi permessi a costruire. 

 IN ULTIMO:
Vorremmo segnalare che lo stesso tentativo “maldestro” era già stato attuato nel 2002 dal Comune di Alessandria che con una delibera n.55 del 10 aprile 2002, adottava una variante parziale al PRGC vigente a norma del comma 7 dell’art. 17LR n.56/1997, Delibera che veniva bocciata dalla Giunta Provinciale avendo riscontrato che le modifiche approntate agli art.51 e 35bis,comma 6 delle  NTA del PRGC avrebbero aggravato le condizioni di rischio idraulico segnalate dal suddetto piano, controversia sfociata con ulteriori delibere e impugnazioni reciproche nella sentenza di rigetto dell’operato Comunale da parere del TAR Piemonte n.478/03 Reg.DRG n.383/03 (documento allegato)  (06/11/2001) questo punto 07 è riferito agli interrati che il TAR  aveva proibito,  ma in barba a tutto il Comune ha ugualmente autorizzato. 

Per i motivi su esposti e confortati dal rigetto del TAR Piemonte , noi non sentendoci minimamente sicuri per l’adozione della Delibera della Giunta e stanchi di rimanere inascoltati o derisi con etichetta da “ingegneri idraulici honoris causa” o “cassandre” ci rivolgiamo ai responsabili Istituzionali ed Enti Competenti della nostra sicurezza ai sensi dell’art. 450 del Codice Penale:  Autorità del Bacino del Fiume Po, AIPO (ex Magistrato del fiume Po) Regione Piemonte (Difesa del Suolo) Provincia di Alessandria (Difesa del Suolo) Prefetto Dott. Vincenzo Pellegrini, Ministero dell’Ambiente e Territorio ( Direttore Generale Difesa del Suolo – VIII Commissione  Camera Deputati – XIII Commissione Senato ) per ottenere una certificazione o dichiarazione scritta che in data 27 settembre 2005 la città di Alessandria e i suoi sobborghi sono anche se “minimamente “ , in sicurezza! 

In attesa di risposta scritta e nei tempi stabiliti dalle innumerevoli disposizioni di  Leggi, porgiamo distinti saluti. 

                                                             per l’Associazione  e Consiglio Direttivo
                                                             Il Presidente  SERGIO KALCIC
  Elenco dei destinatari della Lettera inviata personalmente in raccomandata r/r 

*AUTORITA’ DI BACINO del  FIUME PO   – Dott. Presbitero e  Ing. Puma

*AIPO – Agenzia Interregionale Fiume PO (ex Magistrato del fiume PO) Ing. Telesca

*REGIONE PIEMONTE – Presidente Mercedes Presso
  Assessore Difesa Suolo, Bruna  Sibille       
  Ing. Nella Bianco – Direzione   23/Difesa del Suolo

*PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Presidente Paolo Filippi
Assessore Ambiente, Renzo Penna   
Dirigente Responsabile Difesa Suolo, Giuseppe Tomasello

*PREFETTURA  – Prefetto Dott. Vincenzo Pellegrini

*MINISTERO AMBIENTE E TERRITORIO  – Altero Matteoli
  Ing. Mario Luciani , Direttore Generale  Difesa del Suolo 
  Presidente VIII Commissione Territorio  Camera Deputati, On. Pietro Armani 
  Presidente XIII  Commissione  Territorio Senato, Senatore Emiddio Novi

*A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA  che hanno trattato l’argomento.

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  1. 7 novembre 2011 alle 17:54

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