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Archive for the ‘Cultura’ Category

Vento Bastardo: quando la natura si ribella…

10 febbraio 2013 1 commento

Vento BastardoE’ in libreria già da qualche mese, pubblicato da Iris4edizioni, il libro di racconti Vento Bastardo, di Danilo Arona. Scrittore alessandrino che non ha bisogno di presentazioni, soprattutto tra i lettori di questo blog.

Anche qui, come nei suoi romanzi, Danilo riesce a raccontare storie “fantastiche” con coinvolgente maestrìa, ma tenendoci ben ancorati alla realtà: quella stessa che settimanalmente commenta per noi da par suo ne Il Superstite. “Vento Bastardo, recita la quarta di copertina – non è un eufemismo, è la natura che si ribella, fa sentire la propria forza distruttrice stanca di soprusi, violenza, per ricchezza e potere. Decise a farsi giustizia ecco le forze soprannaturali scagliarsi contro l’uomo, obbligarlo ad ascoltare il richiamo del maligno, lottare in un compito arduo e pericoloso. Attenzione! L’ira dei venti non si abbatte solo sui colpevoli”.

Così, da Genova a Castiglione delle Stiviere, dall’Iraq al Texas, i protagonisti di questo libro ci mostrano il lato oscuro del vento, la sua forza e la sua maledizione. E altrettanto incisive, soprattutto per noi alessandrini, sono le pagine della premessa, in cui Arona ricorda con parole commosse l’amico casalese Sergio Barbano, ucciso nel 2008 da mesotelioma pleurico. Dall’amianto, dunque. Ma anche dal vento, che quella polvere ha contribuito e contribuisce a diffondere. Una lettura avvincente, che vi consiglio volentieri.

E. G.

Categorie:Cultura

Ritorno a Montebuio, fra paura e misteri

16 dicembre 2012 Commenti disabilitati

Autunno-di-montebuio_coverE’ in libreria L’autunno di Montebuio, il nuovo romanzo di Danilo Arona, scritto a quattro mani con la giovane alessandrina Micol Des Gouges. A Montebuio è arrivato l’autunno, portando nuove inquietudini, mentre il mondo sembra essere ad un passo dalla guerra. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

Categorie:Cultura

La cultura, oltre l’emergenza

20 ottobre 2012 1 commento

Ci sono due appuntamenti culturali, nei prossimi giorni, che vale la pena segnalare, e possibilmente frequentare. Anche per smetterla, per un po’, di piangerci addosso da “dissestati”, e guardare oltre l’orizzonte, assai precario, in cui ci tocca muoverci.

Primo appuntamento allora: lunedì sera, alle ore 21.15 presso l’Associazione Cultura e Sviluppo, verrà presentato il libro di Franco Ferrari Intorno al palcoscenico. Storie e cronache dell’organizzatore teatrale (Franco Angeli, Milano 2012). Ferrari lo conosciamo tutti come storico protagonista della vita culturale alessandrina, ed ex direttore del Tra. Organizzatore teatrale con esperienze di livello nazionale (non ha lavorato solo ad Alessandria insomma: è partito da qui, poi ha girato piazze e città importanti, quindi è tornato richiamato all’epoca dal sindaco Scagni), Ferrari maneggia la materia come pochi, e anche se non ho letto il libro, sono certo che saprà fornire analisi e metodi, ma anche raccontare in maniera coinvolgente. Con lui ci saranno l’assessore alla Cultura del Comune di Alessandria Giorgio Barberis, il presidente della Fondazione Tra Nuccio Lodato, il direttore della stessa Fondazione Anna Tripodi, e diverse altre figure di rilievo. Insomma, un bell’appuntamento, durante il quale credo che sarà impossibile non concedersi anche qualche digressione sul “cadavere” del Teatro Comunale, tra funerale e possibile resurrezione. Diciamo così.

Secondo appuntamento: mercoledì sera alle 20,45 arriva a Palazzo Monferrato Neri Marcorè: uno che piace agli intellettuali come a noi frequentatori nazional popolari di cinema, teatri e tv. Bravo sempre: quando fa le soap, la pubblicità e il teatro o cinema d’autore. Sbarca ad Alessandria per amicizia, e per solidarietà: con lui, e con una serie di altri ospiti di rilievo, riparte sia pur in maniera ridotta quel gioellino che è stato e tornerà ad essere (speriamo, almeno) Ring!, il festival della critica cinematografica.

Un plauso a Nuccio Lodato, che di Ring! è il papà, e che da presidente del Tra, in condizioni a dir poco difficili, è riuscito nell’impresa di tornare ad offrirci fin da quest’anno un “assaggio” della manifestazione.

Due serate da non perdere, per chi ha voglia di uscire da una dimensione di continua emergenza, e di riflettere e divertirsi con intelligenza.

E. G.

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Bona: “racconto una storia scomoda, che fa parte della nostra storia”

12 ottobre 2012 6 commenti

Sangue di tutti noi è il nuovo romanzo dello scrittore alessandrino Giorgio Bona, che sta facendo parecchio discutere, e non solo a casa nostra. Narra della vita, e della morte, del comunista “eretico” Mario Acquaviva, ucciso a colpi di pistola a Casale Monferrato l’11 luglio del 1945. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

Categorie:Cultura

Addio, fenomeno!

3 marzo 2012 10 commenti

Da http://www.fabbio.it/5_righe/articolo.asp?id=2165.

“Ho conosciuto Lucio Dalla nel 1976. Era venuto per un concerto al Palasport di Alessandria. Io suonavo da spalla con la mia formazione. Presentò “Automobili”, trasformando il mito di Nuvolari in qualcosa di inarrivabile. Mentre si effettuava il soundcheck, fermò la musica, scambiò qualche parola insieme a me e improvvisamente fece un urlo prolungato. Così, a freddo. Poi calcolò l’eco della struttura: 5 secondi. Era impossibile suonare bene con l’amplificazione dell’epoca. Fece un concerto strepitoso. Addio, fenomeno!”

Piercarlo Fabbio

Categorie:Cultura

L’Angolo del Buonumore#2

21 febbraio 2012 2 commenti

Sciansòn dagli Scians Elizé.

Probabilmòn…

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La Storia in musica: buon ascolto a tutti!

30 dicembre 2011 Commenti disabilitati

Sta per terminare l’anniversario dell’Unità d’Italia, con la miriade di variegate celebrazioni, più o meno attinenti e/o storicamente interessanti, rigorosamente patrocinate da comuni, province, regioni e fondazioni varie (quindi soldi nostri, elargiti a piene mani senza diritto di scelta o “deliberato consenso”).

Pertanto, Jose Beisso ed io abbiamo deciso di commemorare questo 150esimo compleanno a costo zero per la comunità, ovvero  autoproducendoci, come abbiamo sempre fatto, contando sul consenso dei nostri 25 ascoltatori…

Il prodotto in oggetto è un Recital che, come dice il titolo “LA STORIA IN MUSICA” vuole ripercorrere la Storia d’Italia da Garibaldi in poi, attraverso l’evoluzione della Musica nella sua accezione più completa: canzoni di guerra, ballate popolari, romanze, liriche, “pezzi” ballati nelle balere, motivi cantati nelle osterie, canzonette fischiate per strada quando ancora lo si faceva e riconoscevi dal motivetto fischiato la persona che tornava dai campi o che andava all’osteria: un po’ come oggi  la funzione del gingle nei cellulari.

Per noi, la musica è anche un mezzo sia di divulgazione che di recupero della nostra cultura, della nostra memoria storica e musicale. In fondo, questa è la funzione apotropaica della canzone.

Il Recital prevede la suddivisione in periodi temporali con la lettura di cenni storici riassuntivi sugli avvenimenti politici di quegli anni: per dare l’idea,   già allora c’era il problema del sospirato pareggio di bilancio, annunciato dal ministro Minghetti nel 1876; e poi la guerra del pane, l’emigrazione, le conquiste territoriali, le guerre d’espansione, la Resistenza, il dopoguerra.. Durante la presentazione dei temi trattati, vengono anche lette liriche di Ungaretti, Quasimodo, Brecht, Calamandrei, Primo Levi, o testi di canzoni, come “Dalle belle città”.

Le letture storico-riepilogative e gli spunti di riflessione, si alternano alle  musiche del periodo.
Perchè non andasse disperso questo minuzioso lavoro di ricerca che abbiamo fatto e di cui siamo orgogliosi, abbiamo raccolto in un CD tutta la parte musicale, ovviamente sintetizzata: contenere più di un centinaio di motivi in 80 minuti non è stato semplice; si tratta di flashes musicali, per lo più senza soluzione di continuità, fino agli anni 60 (ormai inflazionati…) ma riconoscibilissimi e piacevolmente ripercorsi con nostalgia, quasi il sentimento avesse il sopravvento sulla mediocre realtà e ci trasportasse in un altro mondo, impalpabile, onirico, quasi una liberazione catartica. Forse, in fondo, è anche questa la funzione della musica.

Il CD si può trovare da Mondadori (via Trotti 78), da Zoe (via Trotti 101), a Valle S. Bartolomeo (edicola) e a Frugarolo (edicola del distributore).

Nota: sulla copertina del CD compaiono il nostro micio e il nostro cane, che studiano incuriositi un grammofono.
Buon 151esimo!

Enrica Bocchio

Categorie:Cultura

Il Quizzone/29

26 dicembre 2011 7 commenti

Eccoci arrivati alla VENTINOVESIMA puntata del Quizzone! Su Google c’è, ma cercarlo subito non è affatto natalizio. Ah… non si tratta del Papa.

“Sono sempre più cattolico”.

Chi può averlo detto, secondo voi?

A. A.

Categorie:Cultura

Fausto/Mariapia

20 dicembre 2011 1 commento

Commovente e irritante, perfetto e imperfetto, brutto e bello. Con un solo aggettivo, forse quello più amato da Maria Pia, potremmo dire “distruente”. E’ lo spettacolo “Il diario di Mariapia, una commedia neoplastica“, visto al Sociale di Valenza, di e con Fausto Paravidino, affiancato da Iris Fusetti e Monica Samassa.

E’ un teatro anti-teatrale che punta a sfasciare la quarta parete, quell’immaginario e realistico diaframma tra pubblico e attori, ma solo per ricostruirla subito, in un aritmia che sconvolge e disturba, rende la poltroncina scomoda, urta l’inevitabile (crono)logica che la mente prova a individuare per non perdere il filo del discorso.

Il discorso dell’autore è una lama, per il linguaggio scarno e crudele, per l’anima nuda degli attori (resa anche fisicamente dal loro spogliarsi in scena), per quel maledetto trono evidentemente shakespeariano su cui la protagonista soffre la pena della propria malattia del vivere, più che del morire.

L’assurdo (alla Ionesco, per intenderci) di questa commedia neoplastica, come la chiama Paravidino per fotterci senza pietà, è che porta il pubblico all’imbarazzo di esserci, di esistere, di non poter accampare una scusa per andarsene. La morte, vivisezionata nel suo pallido riflesso vitale, è immediatamente fastidio, imbarazzo, odore di ospedale e di parenti idioti che ripetono la stessa storia per non guardare in faccia la realtà.

C’è tanto Shakespeare, dicevo, già a partire dalla scenografia. C’è il dramma del vivere (che non avremmo, se non fossimo destinati a morire), c’è la tragedia che si dipana, prima ancora che nella lotta contro il nemico oscuro, nel raccontare e raccontarsi di Fausto/Mariapia (la stessa persona, in fondo); c’è l’Edipo Re di Sofocle, così come una certa concessione allo sperimentalismo un po’ invecchiato del teatro italiano “all’avanguardia”, che rende l’opera imperfetta (non è sicuro che sia un difetto).

Vivere è possibile, ma morire è necessario. Paravidino ce la sbatte in faccia, questa misteriosa ovvietà da cui tutti fuggiamo, e trova una strada narrativa piena di tranelli, ostacoli e genialità. Non saprei dire quanto sia borghese o antiborghese (in senso teatrale, ovviamente) il suo dire e non-dire, la sua struttura così rigidamente aperta, la sfrontatezza e l’apparente non-coinvolgimento emotivo; ma, piaccia o non piaccia, l’opera lascia un solco profondo, ad uso di chi oserà, la prossima volta, avventurarsi nello stesso percorso. Ancora una cosa: Monica Samassa è eccezionale.

Da vedere.

A. A.

Categorie:Cultura

Separati alla nascita: il fascino non ha età

7 novembre 2011 3 commenti

Guardate attentamente questi due elegantissimi “tombeur de femmes”: sono o non sono pressoché gemelli?

Due uomini di spettacolo, che ancora oggi fanno battere il cuore di tantissime donne.

A chi va la palma del più affascinante?

A. A.

Categorie:Cultura
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