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Il Superstite (128): 1978, Fuga a Parigi

2 marzo 2013 Commenti disabilitati

Arona 2di Danilo Arona

Quando arriva Marzo, succede che si risvegliano e tambureggiano con intensità quelle che Freud ha chiamato “pulsioni”. Capita in ogni epoca e in ogni luogo del mondo dove la primavera coincide con la brezza marzolina. Colpiti dall’ormone sono in egual misura maschi e femmine, ma io in questa sede ho da riferirvi di una tempesta pulsionale lontana nel tempo, per la precisione iniziata nel Marzo del 1978. Appunto, qualche secolo fa, e quando la memoria pretende di andare tanto indietro nel tempo, sappiate che c’è di mezzo quella vecchia lenza di Carlo Fenaroli. Perché è lui che lo vuole, in quanto è convinto che la storia che andrò a riferire con qualche inevitabile paravento censorio sia da consegnare alla Storia con la “esse” maiuscola. Io ne sono un po’ meno convinto, ma forse in effetti c’è da divertirsi.

Bando ai pistolotti. Giunse Marzo, appunto, e ci guardammo negli occhi. Il testosterone schizzava fuori dalle orbite come maionese da un tubetto violentato. Vorrei chiarire, si trattava di un testosterone esistenziale. Ambedue navigavamo in situazioni stabili con l’altra metà del cielo e lui era addirittura sposato. Però da tempo non assaggiavamo il dolce piacere della trasgressione. Esistenziale, naturalmente, cos’avete capito?
«Non c’è che una città per quel che ci proponiamo», gli dissi, «e per combinazione ho una sponda clamorosa che ci permetterà di partire senza destare sospetti».

ParisFanFilm«Vedere cammello», proruppe il Fen con ansia. E io rovistai nel borsello – allora si usava, fatevene una ragione – e tirai fuori la mia tessera di accredito al Festival del Cinema Fantastico di Parigi. Con tanto di foto di un Danilo barbuto stile Che Guevara, i coupon da staccare a ogni doppio spettacolo e la firma in calce del mitico Alain Schlockoff, direttore della manifestazione.
Al Fen, già allora funzionario dentro, non sfuggì lo strambo particolare. La tessera, vergine e nuovissima, risaliva all’anno prima. E lo disse senza fronzoli: «Guarda che è scaduta!» e io di rimando: «Tranquillo, nell’ambiente sono qualcuno. Se se ne accorgono, faccio la scena di essermi sbagliato a pescarla in un cassetto e me ne faccio fare una nuova al volo allo sportello accrediti!»
Ne ero convintissimo. Così, nel giro di 48 ore, organizzammo il viaggio in treno e comunicammo la notizia alle nostre metà, più fanfaluca che verità in quanto suonava all’incirca: «Ci hanno invitato al Festival di Parigi, solo noi due spesati e nutriti per una settimana in albergo di prima classe accanto al cinema Grand Rex. Ci sono problemi se ci andiamo, ragazze? E’ un’occasione che non si ripeterà più.»

I problemi, ovvio, c’erano. Ma noi fingemmo il contrario. E la sera della partenza grande festa di saluto, da parte di amici e conviventi, alla trattoria San Giacomo, un luogo purtroppo non più esistente e allora di notevolissima resistenza umana sul fronte nutrizionale, gestito con somma perizia culinaria dal leggendario “esperto” di Radio Alessandria International, Giancarlo Passalacqua, e la di lui consorte Angela Brunelli. Data l’occasione, a suo modo liberatoria, riuscimmo persino a ubriacarci con il Chianti di Nonno Nanni… Ma questo  non è che il preambolo. Alla prossima puntata.

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Lavori in corso: e da lunedì….

1 marzo 2013 4 commenti

Lavori_in_corsoCari amici e lettori,

stiamo lavorando per voi, si dice in questi casi. Ma in realtà lo stiamo facendo anche per noi, e soprattutto per corriereal.info

Incrociamo le dita: se non ci saranno intoppi, se tutto andrà come deve, se la notte tra domenica e lunedì riusciremo ad essere insonni……lunedì mattina troverete on line, invece del caro, vecchio blog, un magazine del tutto rinnovato nella grafica, e che cercherà, via via, di offrirvi contenuti e approfondimenti originali. Naturalmente partendo da quel po’ di buono che già abbiamo, e che sempre più valorizzeremo.

Intendiamoci, e tranquillizzatevi: non vogliamo far rivoluzioni, dal punto di vista editoriale. E soprattutto non intendiamo dissipare il piccolo ma importante patrimonio di confronto vero e partecipato che questo blog da tre anni rappresenta.

Ma, se è vero che mala tempora currunt, è altrettanto indubbio che, quando ci sono alle porte grandi stravolgimenti, c’è anche bisogno di raccontarli, e provare ad interpretarli.

Da lunedì (se poi dovesse essere martedì ci perdonerete, lo sappiamo: e farete signorilmente finta di nulla) ci proveremo. Sempre, speriamo, con il vostro aiuto e sostegno.

Buon week end a tutti.

Ettore e Andrea

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La prova del budino

28 febbraio 2013 13 commenti

soro_1di Bruno Soro
www.alessandrianews.it

In una intervista del 19 novembre 2010, rilasciata a “L’Espresso” in occasione della sconfitta del candidato del PD Stefano Boeri alle primarie di Milano contro Giuliano Pisapia, Massimo Cacciari, rispondendo al giornalista che lo intervistava circa l’opportunità di un’alleanza con il terzo polo, rispose che: “La prova del budino è nel mangiarlo, diceva il noto pensatore tedesco”.

Dopo il diluvio di commenti, alcuni a proposito, molti a sproposito, circa l’esito delle elezioni politiche di domenica scorsa, proviamo a mettere un po’ d’ordine cominciando a stabilire chi ha perso e chi ha vinto le elezioni. [Per leggere l’articolo completo clicca qui]

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L’irrilevanza di Mario Monti

26 febbraio 2013 Commenti disabilitati

Patrucco Giancarlodi Giancarlo Patrucco
www.cittafutura.al.it

Ancora ieri sera, il “civico” che era seduto nello studio di “Piazza pulita” a La7 non riusciva ad andare oltre il copione a cui Monti e i “Montini” si erano rigorosamente attenuti durante l’intera campagna elettorale. La Scelta Civica gli stava franando addosso ma lui, seduto nel bel mezzo delle macerie, testardamente continuava ad avanzare riserve su un possibile collegamento col centrosinistra e sull’incompatibilità con Vendola, dichiarando che la lista era nata per fare le riforme e che non era obbligata a stare con qualcuno per forza. [Per leggere l’articolo completo clicca qui]

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Il Superstite (127): Marzia e le vendicatrici

23 febbraio 2013 Commenti disabilitati

Arona 2di Danilo Arona

Lo verifichiamo quasi ogni giorno. E’ un bollettino di guerra da ogni parte del mondo. Sto parlando di femminicidio, di uomini che odiano e calpestano donne di tutte le età. L’ultima, orripilante, notizia è arrivata qualche giorno fa dall’India dove tre sorelline (6, 9 e 11 anni) sono state violentate e uccise da uno o più mostri, chissà a quale genere disumano appartenenti, Ma la cronaca quotidiana, ristretta all’Italia, ci parla sempre più di stalker, di donne sole uccise da ex che non si rassegnano o di povere pensionate massacrate per pochi euro, con tutta una serie di dinamiche e di varianti a distinguere i troppi casi gli uni dagli altri.
Che fare? Intanto la si può trasformare in arte, quella vera e socialmente utile. Laddove la letteratura si sposa alla denuncia e all’ammonimento.

Ne sa qualcosa un personaggio eccezionale come Marzia Schenetti, che haIl gentiluomo provato in prima persona la traumatica esperienza della sopraffazione da parte del “maschio” e ne ha portato, senza esitazione, più di una coinvolgente testimonianza in TV, a La7 e a RAI3. Ma soprattutto scrivendone in due libri viscerali e sofferti che s’intitolano Il gentiluomo – Una storia di stalking e Evil (straconsigliati, editi dalla casa editrice Il Ciliegio). Un’altra, recente, variante sul tema ci viene offerta da una notevolissima antologia in uscita in tutta Italia per Cut-Up (il grande Fabio Nardini che mi editò la graphic novel Morbo Veneziano) con il titolo Le vendicatrici. Ovvero, 18 storie – per altrettanti autori-  di donne e delle loro vendette nei confronti di quell’universo maschile e violento che le ha umiliate, derise, ferite e oltraggiate. Ovvio che si tratta di vendette puramente catartiche, ma la lezione è chiara: le donne giustamente non ci stanno più a perire e si sono distaccate dalla linea evolutiva primaria.

Come scrive Alan D. Altieri nella prefazione al libro, le donne qui tornano aVendicatrici essere padrone di sé stesse per ritrovare, forse, il mondo da cui sono state strappate: «…uomo e donna apparterrebbero infatti a due specie separate e distinte, costrette a “cooperare”… Due specie che non si piacciono, non si comprendono, non si rispettano, non si stimano. Due specie costrette a copulare per sopravvivere ma che, nella realtà, vogliono solo e solamente dominarsi a vicenda. Visto il fallimento intrinseco della proposta dominio, non resta altro che sterminarsi a vicenda.» Va da sé che navighiamo nel paradosso dell’arte, ma dal paradosso occorre trarre la lezione. Per poter dire basta, con i fatti, a uno stato di cose che su scala planetaria, da Ciudad Juarez alla summenzionata India, è intollerabile.

Gli autori presenti ne Le vendicatrici sono: Luigi Bernardi, Marco R.Capelli, Andrea Carlo Cappi, Andrea Coco, Giuseppe Cozzolino, Stefano Fantelli, Irene Incarico,  Stefano Lazzarini, Paolo Logli, Massimo Mongai, Cristina Origone, Antonio Paolacci, Elisa Podestà, Gianfranco Staltari, Antonio Tentori, Alda Teodorani e Arianna Zeta. Più il sottoscritto, con una “vendicatrice” in giovanissima età e dai poteri letali. Tutti al servizio di una causa che più giusta non si può.

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Il Superstite (126): Dagli all’untore

16 febbraio 2013 8 commenti

Arona 2di Danilo Arona

Oh, questa settimana, assieme ad altri girovaghi di Facebook, mi sono beccato la qualifica di “untore” per avere condiviso, senza apparente verifica sulle fonti, un sito informativo che descriveva una situazione di gravissimo disordine sociale – in pieno stile Distretto 13 di John Carpenter – nella sfortunata nazione greca. C’è stato chi, secondo un ineccepibile punto di vista, ci ha redarguito più o meno così (e va da sé che sintetizzo): non rompete i coglioni e, prima di diffondere cazzate, informatevi, perché la situazione in Grecia è grave certo ma non è quell’Apocalisse metropolitana dove si parla di folle che assaltano i supermercati e di bande armate che seminano il panico in giro.

Il ragionamento potrebbe non fare una grinza, però, al di là del fatto che certe condivisioni avvengono in buona fede e su un’onda emotiva amplificata dal collettivismo di Facebook, non sono personalmente affatto sicuro delle tesi, per capirci, “tranquillizzanti”. Non perché sia ancora un giornalista regolarmente iscritto all’Albo, ma piuttosto perché dispongo di una cugina che, innamoratissima, ha sposato un uomo ellenico. E qualche informazione ce l’ho. So ad esempio che, se sei diabetico grave, puoi crepare perché si fa fatica a trovare l’insulina. So che puoi uscire di casa al mattino e tornare nel primo pomeriggio per non potere più entrare perché te l’hanno occupata e la polizia pare non riesca a fare nulla (qualche caso analogo peraltro ce l’abbiamo avuto anche in Italia).

Grecia disordiniSo che certa violenza urbana è aumentata chiaramente alimentata da una disoccupazione che secondo dati ufficiali sta volando verso il 30%. Se tutto questo non significa ancora l’Apocalisse per le strade di Atene, il dato reale – e forse ancor più preoccupante – è la censura del silenzio con la quale chiunque, fra presunti untori e altrettanto presunti fan dell’obiettività, forse può incorrere in fenomeni di dis-percezione. Per quanto paradossale possa sembrare, esiste persino chi in Italia – e nella mia città, Alessandria – è convinto che non esista affatto un’emergenza sociale perché, beato lui, non gli tocca. O semplicemente perché vive, con quel che gli resta della materia grigia, da qualche altra parte. A costoro di certo non possiamo chiedere di avere una percezione oggettiva della situazione in Grecia. Lo dico così, con molta civiltà, spero. Anche se non mi piace, tra i vari tentativi di polemica tamarra che si sono letti contro gli “untori”, il consiglio, un po’ saccente, di continuare a postare foto di cani e di gatti da salvare. Come dire, occupatevi di cazzate e non di cose serie.

Si può anche non rispondere, ma purtroppo è necessario ricordare che la nostra è – anche – una nazione talmente incivile per molta parte di chi la popola che si è costretti a scendere in campo, con fotografie appunto di cani e di gatti, per tentare di arginare stupidità, violenza e sadismo gratuito nei confronti di creature senzienti che non hanno voce a propria difesa. Considerare questa pratica umanitaria figlia di un dio minore è ben più irrazionale e biasimevole della condivisione allargata dei preoccupanti segnali che ci provengono da una nazione a noi molto affine e che è stata culla della civiltà.

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Crisi di fiducia

11 febbraio 2013 Commenti disabilitati

Patrucco Giancarlodi Giancarlo Patrucco
www.cittafutura.al.it

Da quando è cambiato il sistema elettorale dei Comuni, è cambiata – a volte in modo anche radicale – la percezione dei cittadini nei confronti di chi chiamano a governarli. Già nel sistema precedente il sindaco rappresentava l’autorità statale più vicina alla gente. Abitava lì, magari da generazioni. Aveva vissuto lì, frequentato lo stadio, fatto colazione al bar, portato i bambini a scuola, partecipato a tutte le manifestazioni grandi e piccole alle quali aveva partecipato ognuno di noi. Quindi, era come ognuno di noi, ben più del Prefetto o del Questore, legati a una catena romana che li vedeva comunque comandati e trasferiti senza che i cittadini sapessero alcunché e potessero sapere alcunché, tranne che erano stati ricevuti, erano stati invitati, erano stati ringraziati e salutati dal sindaco in carica, a nome della cittadinanza. Poi, arrivava un altro e la catena si prolungava di un anello. [Per leggere l’articolo completo clicca qui]

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