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Archive for the ‘In primo piano’ Category

Ci siamo!

4 marzo 2013 5 commenti

fagni5Cari amici,

se siete arrivati qui attraverso il vecchio indirizzo legato a wordpress, sappiate che ora l’indirizzo giusto è www.corriereal.info.

Buona lettura a tutti e… buona partecipazione!

Ettore e Andrea

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“Far nascere i bambini vuol dire lavorare per il futuro”

2 marzo 2013 Commenti disabilitati

Gazzolo 11.400 parti nel 2012, e un ruolo di “tutoraggio” per i casi a rischio sul territorio delle province di Alessandria e Asti, con un universo di riferimento di complessive 4.500 gravidanze. Il dottor Diego Gazzolo (nella foto), primario del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Cesare Arrigo, racconta la complessità, e la bellezza, di un’attività “che si fa per passione, non certo per denaro o ambizione”. Buona lettura su AlessandriaNews!  

E. G.                          

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Le eccellenze nascoste

1 marzo 2013 8 commenti

piazzetta_lega_calQualche giorno fa un signore appena arrivato in città per un incarico importante mi ha confessato che a lui sembra che Alessandria sia più bella e ricca di quanto gli stessi alessandrini riescano ad ammettere.

“Ho incontrato in questa città delle vere e proprie eccellenze, in moltissimi campi anche molto diversi fra loro”. Alla mia richiesta di delucidazioni, la risposta è stata “cercale anche tu”.

La sfida mi è da subito rimasta incastrata nel cervello e carsicamente è riemersa durante la settimana. Ma, a parte poche eccellenze riconosciute di cui potrei fare nomi e cognomi, non sono andato molto lontano nella compilazione della mia personale lista “The best of Lisòndria”. Chissà, magari qualcuno potrebbe darmi una mano… potremmo non essere solo dissesto e polveri sottili, no?

A.A.

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Se Roma piange, figuriamoci Alessandria!

28 febbraio 2013 2 commenti

Comune di AlessandriaChe sbornia, vero? Non so se queste elezioni siano state epocali, o invece solo un altro tassello distruttivo rispetto al vecchio sistema, e null’altro. Sta di fatto che continuo ad avvertire una tensione, e dei rancori, che non mi piacciono per niente. Spero che sia soltanto colpa dell’osservatorio a volte un po’ obliquo del web, e degli addetti ai lavori. E insomma mi auguro che l’Italia reale sia davvero “avanti”, già di nuovo alle prese con i problemi (ma anche i piaceri) della vita reale, e che dalla politica arrivino segnali di dialogo e di distensione. Che naturalmente non significa per forza inciucio, ma neppure scontri all’arma bianca.

Sul nostro territorio, fra i pochi a non avere tempo per distrarsi sono certamente gli amministratori locali. A cominciare dal sindaco di Alessandria e dalla sua giunta, alle prese oggi con un’altra giornata delicatissima, in particolare sul fronte Aspal, partecipata la cui sorte sembra davvero appesa a un filo. Ma è tutto il sistema delle aziende comunali a “boccheggiare” sotto i riflettori, in attesa di interventi di razionalizzazione più volte annunciati nei mesi scorsi, e ora resi a quanto pare ancora più ineludibili dalle nuove osservazioni ministeriali divulgate l’altro giorno.

Di fronte ad esse, il sindaco Rita Rossa non poteva essere più esplicita: “Sono disposta a mettere in dubbio la mia ricandidatura, ma voglio riconsegnare alla città un Comune con i conti in ordine”.

Indietro, insomma, non si torna: a costo di un rimpasto di giunta anche sostanzioso, e di non pochi attacchi che arriveranno soprattutto dal “fronte interno”. Mentre le opposizioni di centro destra e del Movimento 5 Stelle, al momento, non appaiono particolarmente incisive, probabilmente rendendosi conto che i margini di manovra sono davvero esigui.

La riorganizzazione delle partecipate è partita dai cda: dopo quello del Cissaca, ieri è stata la volta dell’Atm, con un presidente a sorpresa: non Gian Piero Borsi (come in tanti sembravano dare per scontato: e sarebbe stato un “cavallo di ritorno”) ma Gian Franco Cermelli, consigliere provinciale dei Moderati.

A cui spetterà il compito di provare a “rimettere in moto” un’azienda che quest’anno compie quarant’anni, e li dimostra tutti.

Si rimane in attesa del nuovo presidente di Amag (diamo per scontato che sarà l’assessore Bianchi? Così pare, sempre che anche su quel fronte non spunti la sorpresa dell’ultima ora), e di capire quale sarà il futuro di Amiu.

Ma anche di sapere se il taglio di quasi quattro milioni di euro (da 26 milioni nel 2013 a 22 milioni nel 2014) per le spese del personale di Palazzo Rosso significherà riduzione generalizzata di orari e stipendi (“lavorare meno, lavorare tutti”), o tagli selettivi in determinati comparti. Nel frattempo, a quanto pare, si metterà mano in maniera drastica agli stipendi dei dirigenti.

E i sindacati? La luna di miele col sindaco è davvero finita, e arriveremo allo scontro duro, o al di là dell’inevitabile gioco delle parti si sta già ragionando su tutte le forme possibili di ammortizzatori sociali, e magari su forme incentivate di reinserimento professionale?

Di certo c’è una cosa: le note del Ministero, ma soprattutto l’andamento delle elezioni e la precarietà assoluta della vittoria di Bersani, credo abbiano definitivamente sgombrato il campo: a Roma sono alle prese con tante di quelle “grane” di ogni tipo che illudersi di poter ricevere un qualche trattamento privilegiato o ad hoc (che poi è un modo diverso per dire la stessa cosa) è ormai impossibile. Alessandria deve fare da sola, e il mestiere di primo cittadino di Palazzo Rosso, oggi, è fra i meno invidiabili in assoluto. L’amministrazione comunale si dia una mossa,  dicono due autorevoli osservatori di centro sinistra come Alfio Brina e Delmo Maestri. E’ il momento di spingere sull’acceleratore dunque? E succederà? Lo scopriremo presto.

E. G.

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Gli italiani “smacchiano” Bersani. E ora il caos?

26 febbraio 2013 43 commenti

GiaguaroChe botta, ragazzi! Gli smacchiatori del giaguaro fanno più o meno la fine della gioiosa macchina da guerra di Occhetto, anno di grazia 1994. E, considerato che le loro facce sono poi sostanzialmente sempre quelle, c’è da chiedersi se non fosse possibile intuirlo in anticipo. Nei giorni scorsi ho incontrato diverse persone, che non si conoscono tra loro e in contesti diversi, che mi hanno detto: “Avrei votato Renzi, ma col cavolo che voterò Bersani“. Ed è successo, paro paro. La chiave di lettura di queste elezioni è tutta qui: il centro sinistra si è suicidato. Per difendere vecchi interessi corporativi e di bottega, ha rinunciato a rinnovarsi, e a rinnovare il Paese. Resuscitando Berlusconi, simpatica maschera di cera. “Contaballe” professionista, che ci restituirà l’Imu attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Ossia con i nostri risparmi: per dire il personaggio.

Non mi si dica però adesso che è stata decisiva la lettera di Silvio alle famiglie: quelle sono frescacce, lo sappiamo tutti. Gli elettori hanno votato centro destra come un tempo votavano Dc: turandosi il naso, pensando che  l’alternativa fosse peggio, e comunque non li rappresentasse.

Ma il dato più rilevante è il ciclone 5 Stelle, straordinario: l’unica, autentica forza politica davvero popolare che oggi c’è in Italia. Nel senso di movimento che non ha dalla sua “cinghie di trasmissione” di carattere professionale, corporativo, sindacale, mediatico o quant’altro.

Anche qui: evidentemente non li conosco tutti io gli elettori 5 Stelle, e sono milioni gli italiani, del tutto estranei alla politica, che si sono “sfregati” le mani sorridenti, in attesa dell’atto liberatorio delle urne.

E Monti? Il suo è un flop ampiamente annunciato, nonostante un imponente spiegamento di sostegni da parte del mondo mediatico e industriale. E’ la dimostrazione che i leader non si inventano, e che il vecchio detto milanese “ofele’ fa el to mesté” (“pasticcere fa il tuo mestiere”) ha sempre un suo fondamento. E il mestiere di Monti non è, palesemente, la politica.

SorpassoUn altro che tornerà a fare il suo mestiere è il giudice Ingroia: persona corretta e perbene, che si è ritrovato a capo di un caravanserraglio onestamente indigesto. Un autobus che doveva riportare a Roma una compagnia di giro un po’ datata, e soprattutto davvero troppo disomogenea (“siamo alleati certamente fino al 25 febbraio”, mi disse qualcuno settimane fa). La corriera si è fermata in aperta campagna, senza raggiungere la meta. Da lì, ognuno ripartirà a piedi e in ordine sparso, vedremo verso dove. Ma, prima o poi, si dovrà pure parlare di tutti questi giudici che entrano in politica: legittimo, sia chiaro, in base alla normativa corrente. Ma forse occorrebbe appunto rivederla, che dite?

Giannino invece si è fatto fuori da solo, poveretto: ma qualche direzione di medio livello nel mondo dei media, sull’onda dell’esposizione mediatica, verrà fuori anche per lui, tempo al tempo.

E i dati di casa nostra? Il perfetto equilibrio in provincia tra Pd, Pdl e 5 Stelle è uno “spaccato” significativo della situazione di tutto il Paese.

E adesso? Adesso, signori, sarà il caos: se non è ingovernabilità “alla greca”, poco ci manca.
Calato il sipario sul teatrino elettorale, la strada per l’Italia, e soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, è tutta in salita. E’ troppo sperare che si abbandoni la logica della guerra (o dell’alleanza) per “bande”, e si cominci a guardare davvero agli interessi collettivi? Ed è possibile che ci riesca questa classe dirigente? O, più probabilmente, si tornerà a votare tra qualche mese, e il Movimento 5 Stelle continuerà a crescere, seppellendo una partitocrazia assolutamente incapace di rigenerarsi?

E. G.

Ps: Un enorme grazie, come sempre, al compagno Molotov, autore delle due immagini.

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Amiu: “carcassa” da rottamare, o fuoriserie senza benzina?

25 febbraio 2013 1 commento

Cassonetti AlessandriaCasse vuote, enormi crediti in parte “bloccati” dal dissesto, 192 dipendenti con il fiato sospeso. Ma secondo alcuni anche con stipendi in qualche caso esagerati. La vecchia Amiu è in liquidazione dal 18 gennaio: dietro l’angolo c’è una newco a partecipazione completamente pubblica, o è in arrivo un socio privato? E con quali possibili conseguenze? Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.  

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Rimborso Imu e code immaginarie

22 febbraio 2013 10 commenti

Lettera rimborso ImuIeri ho chiesto ad un paio di addetti ai lavori che operano all’interno degli uffici postali del nostro territorio quali fossero stati gli effetti della lettera di Berlusconi sul promesso rimborso Imu (del 2012), e si sono messi a ridere: “qui da noi non è passato nessuno: in compenso c’è la coda per pagare le bollette”.

Diciamocelo: alla lettera-propaganda di Silvio ha subito risposto la contropropaganda del regime mediatico in mano al Pd e ai suoi amici, con effetti altrettanto comico/ridicoli.

Il punto, signori miei, è che in campagna elettorale i politici e i partiti la tendenza compulsiva a considerare noi elettori un parco buoi dirottabile a piacimento ce l’hanno tutti, poche storie. Ognuno col suo stile, e con i suoi metodi, tutti cercano di mostrarci asini volanti, e non si rendono conto che il re nudo ormai gli italiani lo vedono tutti, e non hanno neppure il pudore di dirlo a mezza voce. Lo urlano proprio, tanto che i politici più avveduti, credetemi, sono quelli che hanno scelto un ruolo, più o meno temporaneo, di osservatori.

La lettera del Berlusca, comunque, io l’ho ricevuta mercoledì, ed è tanto esilarante quanto un po’ “datata”. Ma Silvio non si rivolge mica a noi maniaci del web, che viviamo ormai connessi 15 ore al giorno, e ci rincoglioniamo in tempo reale con notizie flash e slogan “rimbalzati” dai social network. Berlusconi con la sua letterina parla ai pensionati, che sono una valanga, e nella loro gran parte di Internet sentono parlare in tv. Oppure a quella tipologia di lavoratori di mezza età (io ne conosco diversi) che Internet lo usa giusto per controllare l’e-mail una volta al giorno: e magari sono più “sani” loro di noi web-dipendenti, sia chiaro!

Al suo target di riferimento, centrato dunque con la consueta professionalità, l’imbonitore un po’ invecchiato e “bollito”, ma sempre gran combattente, racconta la sua verità. Ossia fa promesse al vento, finalizzate al recupero di qualche punto percentuale, utile a meglio “riposizionarsi”, e a pesare, eccome, sullo scenario post elettorale.

Già autonominatosi “nuovo ministro dell’Economia e dello Sviluppo”, Berlusconi preannuncia l’arrivo della lettera vera, quella ufficiale e post elettorale, con cui ufficializzerà il rimborso del maltolto, e porrà freno all’oppressione fiscale, giudiziaria e burocratica. E poi ne ha per tutti, naturalmente, ma particolarmente divertente è quel “più dell’ottanta per cento dei suoi candidati (parla del Movimento 5 Stelle, ndr) ha già fatto politica, e proviene dai circoli dell’estrema sinistra, dei centri sociali e dei no Tav”. Dove i no Tav per assonanza sembrano tout court no global o pericolosi “autonomi” degli anni Settanta, e non il popolo delle valli piemontesi in lotta per difendere la propria terra.

Berlusconi racconta palle da sempre, e oggi lo fa in maniera tutto sommato più simpatica e innocua che in passato. Soprattutto sa benissimo che buona parte del suo vecchio elettorato domenica e lunedì voterà per Beppe Grillo, per cui prova ad usare tutte le cartucce che ancora ha per dissuaderlo. Pazienza se sono cartucce a salve: magari qualcuno, nella quantità, si spaventerà anche solo per il botto.

In sostanza: il Berlusconi del 2013 politicamente punta a ritagliarsi un suo spazio di trattativa (anche per scongiurare qualsiasi necessità di fuga alla Craxi: oltretutto Hammamet non è più di moda, e pare che a Malindi la situazione non sia proprio tranquillissima), e per la simpatia che ormai trasmette, secondo me, è oggi uno dei pochi showman in grado di rilanciare, con la propria presenza, una tv generalista in caduta libera.

Quanto alle previsioni di voto, quasi quasi vi propongo di fare i vostri pronostici: se provate a sommare le percentuali che circolano sui diversi candidati, schieramenti e partiti, arriverete tranquillamente al 130-140%. Qualcuno non la racconta giusta, e lunedì sera si ritroverà con il cerino acceso in mano. Ma chi sarà?

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