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Mariangela e il Mistero

12 gennaio 2013 4 commenti

Quel che sapeva Maisie“Modello femminile unico”, “Regina del palco”, “Donna delle sfide impossibili”. Alla morte di Mariangela Melato si è subito scatenata l’insopportabile melassa dei media -tutti- per coprire il vuoto lasciato dalla morte di una persona conosciuta e stimata.

Accade così che non siamo più capaci di tacere, di ascoltare quel silenzio pieno di domanda che ci aiuterebbe a stare davanti a quello che è successo a lei e succederà anche a noi, volenti o nolenti.

Mariangela Melato. La sua vita, i suoi film, il teatro di qui e il teatro di là, quella che ha recitato con tutti, che ha fatto solo capolavori. Il collega rintronato che “l’avevo vista l’estate scorsa e mi sembrava stesse bene”, o la regista che “sapevo della sua malattia ma lei non voleva che ne parlassimo”, il giornalista che “eravamo molto amici ma per pudore non ce lo dicevamo”. Tutta questa inutile retorica per non dire nulla, per occultare l’unica verità di cui possiamo essere certi: che “alla morte ogni fesso ci arriva”, come riportava Ennio Flaiano in uno dei suoi taccuini.

La morte, chiamandola per nome, è la cosa di cui meno ci importa parlare. Come se così, poveri illusi, potessimo tenerla lontano. Chi di noi, mi diceva un amico caro e profondo, può aggiungere anche solo dieci secondi alla propria vita, o alla vita di una persona cara?

La parola che nessuno osa pronunciare (a parte il Papa, che però è out in quasi tutti gli ambienti) è proprio quella che invece aprirebbe una possibilità: è la parola “Mistero”. Sarebbe interessante (per tutti) se cominciassimo a chiederci se questo Mistero è buono o cattivo, per esempio. O se è solamente un mistero buffo, una giullarata beffarda e irriverente che chiude lì il discorso, e buonanotte.

“L’importante é che la morte ci trovi vivi”, scriveva Marcello Marchesi nel suo impressionante libro-confessione “Il Malloppo”. Chissà, mi chiedo solo adesso, come ha trovato Mariangela.

A.A.

Categorie:Spettacolo

Il musical Jesus Christ Superstar al Teatro Alessandrino, con la collaborazione della Lilt

16 aprile 2012 11 commenti

Solitamente nel blog non segnaliamo eventi (o saremmo sommersi solo da quelli), ma qualche volta, quando si tratta di una buona causa, e di amici, facciamo volentieri un’eccezione.

E. G.

Venerdì 20 aprile un grande evento ad Alessandria organizzato dall’Agenzia Anteprima – Teatro ed Eventi con il patrocinio ed a parziale favore della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) di  Alessandria: la compagnia T&M LIVE di Genova porta in scena al Teatro Alessandrino il musical di Andrew Lloyd Webber & Tim Rice’s JESUS CHRIST SUPERSTAR, con due repliche previste, una alle ore 16 e l’altra serale alle ore 21.

La regia e le scenografie del musical sono firmate da Susanna Tagliapietra, l’assistente alla regia è Fausto Sidri, la direzione cori è a cura di Andrea Leoncini, la direzione musicale di Massimo Modesti, le coreografie sono di Ilaria Serpieri & Morena Campus. La compagnia T&M LIVE LiguriArtShow vanta un grande repertorio specializzato in musical e può contare su un ensemble di oltre 30 persone, tra cantanti, ballerini ed artisti. Attiva dal 1991, ha già portato in scena altri capolavori come Grease e Fame.

La famosissima rock opera di Webber & Rice (1971) – adattata anche per il grande schermo da Norman Jewison nel 1973 – ripercorre gli episodi della vita di Gesù da una singolare prospettiva, quella di Giuda. Gli ultimi sette giorni della vita del Messia vengono messi in scena da una compagnia di hippie, ed i vari personaggi subiscono una profonda umanizzazione a partire da Gesù, uomo pieno di dubbi e con la paura della morte. Una storia vecchia di duemila anni, ma ancora oggi attuale e affascinante, che emoziona e fa commuovere.

La band che suona interamente dal vivo (Antonio Esposito, Alessandro Pelle, Gabriele Marenco, Massimo Modesti, Andrea Leoncini e Paolo Firpo), le coreografie esplosive e il nutrito cast di ballerini e attori, trasformano questo musical in un grande evento spettacolare, con brani entrati nella storia come Heaven On Their Minds, Everything’s Alright, Damned For All Time/Blood Money e Superstar.
Il cast principale è formato da Davide Merletto (Jesus), Franco Borfiga (Judas), Simona Angioloni (Maria Maddalena), Luca Callegari/Gianmarco Farnè (Simon Zelotas), Edoardo Pallanca (Peter), Luca Lucetti (Caiaphas), Alessandro Graziano (Annas), Fausto Sidri (Pilate) e Daniele Mignemi (Herod).

Una grande occasione per riassaporare questo classico del musical, ripercorrendo con gli attori/artisti in scena la Passione di Gesù in modo inusuale e anticonformista, contribuendo inoltre al sostegno della LILT Alessandria, che da anni collabora con l’agenzia Anteprima per aiutare la ricerca.

Biglietti: € 18,00 (posto unico) spettacolo delle ore 16; € 20,00 spettacolo delle ore 21.

Per tutte le informazioni sul musical e i dettagli del cast: http://www.jcsilmusical.it
Informazioni e prevendita presso ANTEPRIMA – Teatro ed Eventi, Piazza Garibaldi 40 Alessandria. Tel. 0131 250600 http://www.gruppoanteprima.com

Ufficio stampa:  MasQueNada Produzioni
enzo@masquenada.biz; facebook Masquenada Produzioni

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Una Tempesta in un bicchier d’acqua

8 febbraio 2011 6 commenti

Reduce dall’aver assistito al Teatro Sociale di Valenza alla Tempesta di Shakespeare, primattore Umberto Orsini (nella foto), mi permetto di proporre alcune semplici considerazioni sul teatro e sul suo pubblico.

Parto proprio da ieri sera, da un teatro pieno di studenti delle scuole superiori a cui, mi dicono, vengono concessi crediti formativi in cambio della partecipazione a rappresentazioni che in qualche modo riguardano i programmi scolastici. Shakespeare, la Tempesta: quale migliore occasione per “costringersi” a visitare quello strano posto che chiamano teatro?

Bestie, bestiole e bestioline, a seconda della stazza. Non c’è altro modo per definire quei teneri virgulti con cellulare incorporato (sempre acceso, ovviamente), che hanno rotto letteralmente i coglioni a noi spettatori e ai malcapitati attori della piéce. Certo, la colpa è, in ordine sparso, della società, della Chiesa, dei genitori, degli insegnanti e della tivù (di Berlusconi, ovviamente, perché su RaiTre fanno dei programmini carini carini).

Anche correndo il rischio di passare per vecchio babbione a soli 42 anni, mi sento di invocare un decreto legge che vieti il “teatro dell’obbligo” agli studenti delle scuole superiori, a meno che questi non ci vadano di loro iniziativa, magari un po’ camuffati. La perquisizione corporale, guanto di lattice incluso, dovrebbe essere obbligatoria, in modo da intercettare e requisire telefonini, Ipod et similia. E’ una questione di rispetto per chi con il teatro lavora (tecnici, attori, registi), e per chi semplicemente spegne la tivù o il computer e sceglie una serata diversa.

Va anche detto che il teatro italiano (e sottolineo: italiano) è in una crisi pesante, di idee, di testi e di uomini. La Tempesta messa in scena ieri sera dal regista Andrea De Rosa ne è una delle tante dimostrazioni, sia come adattamento del testo (chiamasi “stupro drammaturgico”, e ancora ancora che l’autore è maggiorenne, altrimenti era pane per zia Ilda) che come capacità attoriale. Umberto Orsini, l’uomo, gode di ottima salute e naturalmente ce ne rallegriamo; Orsini Umberto, l’attore, è scomparso alcuni anni fa, e di lui non si hanno più notizie.

A. A.

Categorie:Spettacolo

Cineturismo… chi era costui?

17 marzo 2010 Commenti disabilitati

Il nostro amico Claudio Braggio (la foto a sinistra, ve lo giuriamo sui figli, ce l’ha mandata lui), esperto comunicatore nonché sceneggiatore e fondatore del laboratorio delle narrazioni, ci ha fatto sapere che ad Acqui Terme da lunedì 19 marzo inizieranno le riprese di un film sul crac Parmalat, che avrà come protagonista l’attore Toni Servillo.

Non sappiamo quali siano state le motivazioni che hanno portato il regista Angelo Molaioli (pluripremiato al David di Donatello) a scegliere Acqui per girare un film evidentemente ambientato a Parma, ma immaginiamo che comunque possano esserci ricadute positive per il territorio.

Secondo Braggio, “questo film rappresenta una bella occasione per la provincia di Alessandria, perché dimostra che è davvero possibile accogliere l’industria della cultura da queste parti”. Non solo. “Nell’immediato […] scatterà anche per Acqui Terme soprattutto il virtuoso fenomeno del cineturismo”.

Devo confessare la mia pochezza, ma fino a qualche ora fa nemmeno immaginavo che esistesse anche la categoria dei cineturisti. Se qualcuno di voi lo è, potrebbe raccontarci dov’è andato e che cosa ha visto? Ma soprattutto: cineturisti si nasce o si diventa?

A. A.

Categorie:Spettacolo
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